Oggi è uno di quei giorni in cui i gatti stanno accoccolati vicino alla stufa. Scelgono una sedia, un cuscino e dormono un sonno interrotto ogni tanto da due leccatine ai polpastrelli, alle spalle, uno sbadiglio e poi ancora... nanna.
Noi siamo li' sulla spiaggia di Recco, sono le 9,45: piove. Sara' ancora pioggia per tutto il giorno e si parla di neve in estensione da nord verso sud. Tutto sommato sarebbe bello veder nevicare sui kayak mentre si è in mare...: idea balzana, ma molto greenland!
Oggi faremo del freddo e l'umido assorbito dalle mani si infilera' su per le braccia dentro i dry suit, lungo la schiena e dentro le ossa. Siamo li': io, Alessandro, Massimo, e Cesare. I kayak sono a dominate colore rosso: 2 Tide Xplore, un Anas Acuta e il Baidarka bianco di Ale.
Ale e Massimo sono arrivati: saluti, un abbraccio di benvenuto e poi cercheremo di fare in fretta, ma non troppo. Non si andra' lontano, un salto a San Fruttuoso e ritorno. Ogni movimento è un rito e il carica-scarica, porta in spiaggia-parcheggia, vestiti...ricordati la pagaia...sono tutti momenti da gustare. Oggi sara' compagnia e mare per poche ore: godiamocele tutte, non perdiamo un solo minuto!
Appena ci si vede inizia un dialogo fitto: idee, opinioni, scafi, onde, mare, vento e ricordi che si fanno largo nella memoria. Si pagaia gia' a terra!
Non c'è previsione di vento, il mare dovrebbe starsene in pace. L'occhio lo guarda e non gli crede. Lui sa essere più' furbo di noi. Abbiamo anche imparato a non credere troppo alle previ-meteo, qualcosa lo abbiamo gia' pagato e cerchiamo sempre di non pagarne ancora. L'orizzonte infatti parla di onde, anche se li' davanti è piatto. Una leggera onda lunga da sud racconta qualcosa che arriva stanco da lontano. Aldila' della "Punta" troveremo di certo un po' di mosso: ovviamente si parla di Camogli e di Punta Chiappa.
Gli umori del cielo e del mare sono gli stessi. Quando sei li' sulla spiaggia, li guardi entrambi e cerchi segni di lotta, di rassicurazione, o di allerta. Tutto è vestito di grigio scuro e argento. La' in fondo la linea dell'orizzonte indubbiamente è mossa: vedremo!
Dopo la "Punta" il mare non è mai quello che vedi aldiqua. L'arco della baia di Camogli è un piccolo laghetto nel grande mare, è cosi' protetto dai venti dei quadranti nord, sud ed est, tanto da creare un suo micro
clima.
Siamo in acqua, era ora!
Finalmente le mani toccano il mare e tutto dentro di noi inizia a cambiare.
Le prime pagaiate danno disagio, non hanno gli automatismi e l'armonia che troveremo tra un po'. Poche pagaiate e si entra nel porticciolo di Camogli. Ci infiliamo tra i gozzi ormeggiati; è uno zig zag tra cime, prue, timoni e catene di ancoraggi. Si respira puzza di gasolio, ma si vive quell'intimita' molto ligure, con quelle case dipinte che guardano lontano.
Oggi è giorno di pigrizia e non c'è nessuno in giro. Pippo deve aver trovato un amore stagionale e se n'è andato da questo autunno. Era più' di un anno che se ne stava li' a farsi coccolare dai pescatori e fotografare
dai turisti. Pippo ? Ah, gia', chi è? Un airone cenerino, che aveva occupato il vuoto lasciato da "Barbetta". Eh, beh, chi è...? Era un gatto nero e bianco, con mascherina bianca e pizzetto nero. Aveva il "suo"
pescatore, il decano di tutti quelli della cooperativa. Quando il gozzo del vecchio arrivava all'altezza del faro, Barbetta compariva, usciva dal suo rifugio. Gli andava incontro a suo modo, come sanno fare i gatti,
con quel finto disinteresse, movimenti lenti, dinoccolati, elastici.
Saltava su un gozzo ormeggiato, camminava in bilico su un remo, poi un altro salto su un timone e poi ancora un balzo su un'altra barca. Si fermava nel punto esatto dove si sarebbe fermato il gozzo in arrivo. In
cambio di tanta dedizione, lo aspettavano dei filetti senza lische di un pesce appena pescato! Vita da gatti e da aironi a Camogli!!!
Oggi il mare è da godere e non ci accorgiamo della pioggia. Per godercela tutta abbiamo scelto la rotta a pochi metri dalla riva. Giochiamo a passare tra gli scogli entriamo a porto Pidocchio. è sempre emozionante quel piccolo riparo, schiacciato sotto le pareti strapiombanti del monte di Portofino.
Lo Xplore di Massimo sembra un po' "appruato". Scopriremo che c'erano solo un paio di kg a prua, ma bastavano a modificarne il balance e renderlo meno giocherellone. Li metto nel day hatch e adesso Massimo mi sta attaccato alla poppa e giochiamo a ricamare tutta la costa a strapiombo.
Pagaiamo lungo quel confine precario tra l'onda che si schianta e la risacca di ritorno. è un gioco delicato, pericoloso, che va fatto con molta attenzione. I due Xplore sono incredibilmente maneggevoli: uno 5,50 di lunghezza, l'altro 5,30. Eppure si muovono agili come dei barchini.
San Fruttuoso è un luogo bellissimo, un angolo di storia struggente, remota e precaria. Quando non c'è nessuno ritorna un' abbazia-tomba, una chiesa di culto, un luogo di visita con un qualcosa di magico. Dobbiamo andarcene in fretta, un comignolo fuma una sinistra puzza di plastica che ci appesta. San Fruttuoso ci manda via...
Ritoniamo spinti da onde disordinate ma efficienti. Al ritorno sono sul Anas, che si esprime al massimo. Fila come un delfino: su e giu', su e giu'. Lo lancio spostandomi in avanti per pochi secondi: lo spingi in
scivolata solo quando ti butti tutto indietro. Arrivo ad alzarmi dal sedile pur di puntare i piedi e allungare la schiena indietro, continuando a pagaiare. è un gioco che mi diverte come un ragazzo. Oggi in mare
festeggio i miei 61 anni da ragazzo e questo surfare è un gran bel regalo!!!
Cesare sta sperimentando i nervi tesi di Xplore-s, Massimo lo vedo li' dietro, ma l'Anas non lo "becchi" se le onde sono importanti e rotte, Ale è la' fuori a frustare il suo Baidarka! Alèalèalè...!!!! Corriamo veloci e dimezziamo i tempi dell'andata.
Il Ikdm non puo' venir meno alla sua natura, al suo dna: si finisce con pizzata (incrocio tra pizza e focaccia al formaggio) e grigliatadi pesce.
Ciao ciao ciao... e...intanto...: W il kayak da merenda!!!!
Antonio
sabato 28 gennaio 2012
Greenland 550 - test
Nelle ultime due settimane ho potuto testare il Greenland 550 con due uscite in mare e una sul fiume Adda dove è piatto, a Trezzo.
In the last two weeks I have tested the Greenland 550 twice in the sea and once in flat water (river Adda at Trezzo).
Le prime parole che mi vengono sono: agilità, sensibilità e velocità.
The first word which come to my mind are: agility, sensibility and speed.
Agilità perchè la barca risponde tantissimo all'edging e curva subito, sensibilità perchè lo scafo sente il mare, velocità perchè la barca è veramente scorrevole, specialmente in surfata.
Agility because the boat is reactive to edging and it turns quickly, sensibility because the boat feels the sea, speed because the boat glides easily, expecially in the surf.
La stabilità secondaria è buona, non ho fatto fatica ad usare la barca anche con un'onda media (1 m circa), anche se all'inizio i fianchi molto sfilati danno la sensazione di ballare (stabilità primaria bassa).
The secondary stability is good, I haven't had any problem with 1 m waves, anyway the first feel is of tippiness (primary stability low).
Rollare rolla bene... ma questo era scontato.
Great rolling machine, but this is obvious.
Non ho incontrato molto vento per cui non ho un giudizio in materia, comunque ponti bassi, hard chine e skeg dovrebbero permettere una buona prestazione.
I did not find much wind so I cannot judge the behavior in wind, anyway the low profile, the hard chine and skeg should allow a good performance.
Sull'acqua piatta (fiume Adda prima della diga) la barca non è così veloce come in mare, ma questo è tipico di tutti gli hard chine.
On flat water (river Adda on a lake before a dam) the speed is not so high as in the sea, but this is typical of all hard chined boats.
Il pozzetto è abitabile eccetto che per i piedi più lunghi, il mio 45 non ci sta se non a patto di inclinare un po' i piedi.
The cockpit offers lot of space except in the foot area, I have size 45 and I had to keep the feet tilted.
Non conoscendo la barca ho cercato di comprenderla anche attraverso un paragone con i design storici.
Farò delle grossolane semplificazioni ma credo l'idea di base sia buona.
Having little knowledge of this boat I tried to understand more through the hystorical design.
I will grossly approximate, but I think the basic idea is correct.
La barca è accomunabile ad un east greenland kayak, lunga, sottile, con i fianchi sfilati e un rocker basso-moderato.
The boat is similar to an east greenland kayak, long, fine, having flared sides and low-medium rocker.
Per chiarire cosa intendo, riporto qui sotto due esempi, presi dall'ottimo libro "KOG Kayaks of Greenland" di Harvey Golden
To clarify what I mean, I attach two plates taken from the very nice book "KOG Kayaks of Greenland" from Harvey Golden.
Il primo è un East greenland, kayak a cui assomiglia il 550, mentre il secondo è un West Greenland, kayak da cui discendono le canoe come l'Anas Acuta.
The first is an East greenland, similar to 550, the second is a West Greenland, the breed of the Anas acuta.
Si vede bene come l'east abbia fianchi sfilati, fondo quasi piatto e sia basso.
You can clearly see the difference of the east version in flared sides, almost flat bottom and low side profile.
L'avere velocità unita a manovrabilità è la caratteristica più strana del 550 (di solito le due cose non vanno assieme tanto facilmente). Credo questo sia una caratteristica del design east greenland. Questo vantaggio "si paga" di contro con una solidità di appoggio laterale più bassa rispetto ai west greenland come l'anas acuta e il kayak tende a bucare le onde anzichè saltarci sopra.
Having speed together with agility is the most strange characteristic of the 550 (the two things usually do not go easily together). I think this is a typical behavior of the east greenland design. On the other side the lateral support is more limited than the west greenland (eg the Anas acuta) and the 550 goes through the waves more than jumping on them.
In definitiva ho trovato una barca interessante dal punto di vista del design anche sotto il profilo storico e da un insieme non banale di caratteristiche quali velocità e manovrabilità.
So I found an interesting kayak both under the hystorical profile and having these two not-easily-put-together characteristics such as speed and manouvrability.
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East greenland,
Greenland 550 CS Canoe
sabato 14 gennaio 2012
Greenland 550
Giovedì scorso ho ritirato un Greenland 550 da CS Canoe (http:\\www.cscanoe.com) con l'intenzione di provarlo per decidere se acquistarlo o meno. Inizio a descrivere un po' la barca in attesa della prova in mare.
Last thursday I got a kayak model Greenland 550 from CS Canoe with the idea to test it and maybe purchase it. Some description before a test in the sea.
Si tratta di un kayak di concezione groenlandese ispirato al Qaanaaq ma decisamente diverso nelle misure (5,5 m and 50 cm)
This is a greenland kayak, looking quite similar to a Qaanaaq despite the different size.
Il gavone anteriore è da 24 cm perfettamente incassato.
The front hatch is 10" and is installed perfectly flush to the deck.
Il pozzetto è molto ampio, quasi un key-hole, aggancia molto preciso (anche se io preferisco l'oceanico...), ottimo il sedile fisso avvolgente.
The cockpit is a keyhole type, the fit is precise (I prefer the ocean cockpit anyway...), the seat pan is fixed and correctly shaped.
The rear hatch is oval and allows to fill larger objects. Anyway the storage space is limited.
Il rocker è medio, poppa e prua decisamente filanti.
The boat has a medium rocker, bow and stern are slim.
I fianchi sono ben sfilati, in accordo allo stile delle barche east greenland. Ciò dovrebbe conferire una buona velocità e capacità di risalire il vento. Idem per il rolling.
The sides are well flared, according the east greenland style. This should give a good speed expecially upwind. Same for the rolling, it should be quite easy.
Lo scafo è dotato di un generoso skeg, direi utile vedendo la sbananatura (rocker).
The hull has a generous skeg, which I suppose useful given the rocker.
Per la prova no ho resistito a togliere la barra dei piedi ed installare un tampone provvisorio.
To test the boat I preferred to remove the foot bar and to install a temporary plate.
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Greenland 550 CS Canoe,
qaanaaq
sabato 7 gennaio 2012
Accessori
D'inverno pagaio normalmente con un dry-suit cioè con un tutone monopezzo stagno, il tutto mi da grande comfort di movimento (meno freno dei movimenti rispetto alle mute di neoprene) e grande sicurezza (puoi saltare in acqua in ogni momento e non senti assolutamente il freddo).
L'unico problema è che queste tute non traspirano, se pagai tanto sudi e tendi a ritrovarti bagnato dalla condensa.
Al mare la cosa non è terribile, il clima non è poi così freddo, basta aprire la tuta una volta a terra e lasciare uscire la condensa
Se invece pagaio all'Adda, specialmente a Trezzo, l'arrivo è in ombra, spesso e volentieri con ghiaccio... li il freddo dovuto all'umidità lo senti subito. E' necessario cambiarsi in fretta.
Per questa evenienza abbiamo trovato un utile accessorio, ti tiene al caldo mentre ti cambi e ti evita l'arresto per nudità in pubblico.
Inoltre permette sceniche rappresentazioni di cappa e di spad...pagaia volevo dire!
L'unico problema è che queste tute non traspirano, se pagai tanto sudi e tendi a ritrovarti bagnato dalla condensa.
Al mare la cosa non è terribile, il clima non è poi così freddo, basta aprire la tuta una volta a terra e lasciare uscire la condensa
Se invece pagaio all'Adda, specialmente a Trezzo, l'arrivo è in ombra, spesso e volentieri con ghiaccio... li il freddo dovuto all'umidità lo senti subito. E' necessario cambiarsi in fretta.
Per questa evenienza abbiamo trovato un utile accessorio, ti tiene al caldo mentre ti cambi e ti evita l'arresto per nudità in pubblico.
Inoltre permette sceniche rappresentazioni di cappa e di spad...pagaia volevo dire!
martedì 27 dicembre 2011
Taitanic
A Santo Stefano il Tino ed io abbiamo fatto quasi tre ore di pagaiata nella corrente dell'Adda, sole, molto freddo (ghiaccio in partenza), acqua limpida e bassa su cui abbiamo fatto scorrere veloci i nostri Baidarka.
Siamo risaliti alla zona di "ondine statiche" sotto alla centrale e avrei voluto avere la telecamera di Cesare per filmare il Baidarka del Tino che surfava preciso senza che lui nemmeno mettesse la pagaia in acqua.
Diciamo che la giornata si è chiusa con un pareggio sulle calorie del giorno prima...
All'arrivo due "interessanti imbarcazioni", una con il ghiaccio e, data la presenza di ghiaccio, non poteva mancare il "Taitanic"
Siamo risaliti alla zona di "ondine statiche" sotto alla centrale e avrei voluto avere la telecamera di Cesare per filmare il Baidarka del Tino che surfava preciso senza che lui nemmeno mettesse la pagaia in acqua.
Diciamo che la giornata si è chiusa con un pareggio sulle calorie del giorno prima...
All'arrivo due "interessanti imbarcazioni", una con il ghiaccio e, data la presenza di ghiaccio, non poteva mancare il "Taitanic"
giovedì 22 dicembre 2011
Winter time...is kayak time!
Domenica 18 meravigliosa pagaiata di quasi tre ore a zonzo tra Bergeggi e capo Noli.
Abbiamo preso un po' di vento sotto Capo Noli, con aria da N quindi fredda, ma le provvidenziali moffole per le mani (unite a dry-suit e coppola di neoprene) mi hanno permesso di pagaiare al calduccio.
Si era tra i soliti:
Massimo sul suo Xplore
Antonio su Greenland 515
Cesare (resgista e indigeno) su Sirius S
Alessandro su Baidarka
... come sempre è finita "gambe sotto il tavolo" (no news...lo so)
Un po' di immagini grazie all'ottimo filmato di Cesare.
Buon Natale!!
martedì 20 dicembre 2011
Eskimo a pala lunga
E va bene... dopo che me lo avete chiesto tante volte.... cedo e vi mostro come si fa veramente bene un "eskimo a pala lunga"
Si tratta di una tecnica decisamente facile da padroneggiare nelle sue mosse di base.. tuttavia sono possibili infiniti perfezionamenti e nessuno può credere di essere arrivato al massimo livello.
Qui potete vedere un grado abbastanza avanzato, diciamo 7° brandacujun....
:-))
Si tratta di una tecnica decisamente facile da padroneggiare nelle sue mosse di base.. tuttavia sono possibili infiniti perfezionamenti e nessuno può credere di essere arrivato al massimo livello.
Qui potete vedere un grado abbastanza avanzato, diciamo 7° brandacujun....
:-))
domenica 18 dicembre 2011
Ultima uscita prima di Natale
Guardo le poche foto che ho fatto stamane, una in particolare è la mia preferita : il Sirius S di Cesare e il mio 515 Cs sono affiancati. Il primo come al solito non è perpendicolare, sta storto, sbilanciato su un fianco; l'altro a pochi cm sembra la sua metà, esile, sottile, inconsistente.
Le loro prue puntano lontano a quel mare di piombo fuso, con striature di argento. Il cielo è pieno di vento e nuvole nere su uno sfondo grigio scuro, minaccioso. è arrivato l'inverno e fa freddo, le mani soffrono. Occasionali bagliori di luce grigia, più' intensa, fanno capire che da qualche parte c'è sole. All'orizzonte un'enorme tromba marina esibisce la sua colonna grigia, grande nonostante la distanza di oltre 15 miglia; era laggiù che troneggiava in mezzo ad uno squarcio di sereno, magnifica e terrorizzante. Ad occhio la linea del mare all'orizzonte è irrequieta, movimentata dal mare forza 9, non ancora pago di tutta la tempesta dei giorni scorsi ! Sottocosta arriva solo una debole onda di fondo proveniente da ovest e non più' di mezzo metro di onde superficiali, movimentate e pasticciate dal vento in rotazione da nord ovest, a nord est.
I due kayak stanno su quel confine precario tra acqua e sabbia; sembrano nascondere una loro vita e sembrano sapere che tra poco saranno loro i protagonisti. Sembrano corpi immobili in recupero di forze, animati da uno spirito paziente, in attesa della partenza. Mi ricordano quei cavalli sellati che aspettano i fantini; impazienti mordono il morso e con malcelato nervosismo ogni tanto scalciano le mosche, anche se non ci sono
e sbattono la coda come una frusta. Anche gli animali hanno una loro gestualità, un corpo che parla, comunica, racconta, mette in guardia, perdona.
I due kayak se ne stanno immobili, oggetti inanimati che faccio fatica a catalogare come pezzi di plastica, come bacinelle per il bucato. Parlano al mio corpo una lingua che li fa tutti diversi, ognuno con l'anima del progettista, del creatore. Spesso il loro è un racconto d'avventura, altre uno scontro di sfida. Sono armi vulnerabili, minime, poca cosa contro tutto quel mare, quella potenza immensa. Il kayak è un mezzo marino di eccellenza perchè è "furbo", sgusciante, sfreccia, buca; si adatta a tutto col solo limite tecnico di chi si porta dentro.
Li guardo e scopro un mio attaccamento a quelle forme, a quei caratteri, tanto da sentirli vivi, partecipi.
Oggi è il giorno per la prova del Cs 515 su mosso e non so se sarà la gioia di un battesimo, una speranza delusa, un dubbio invalicabile. Non so se sarò capace di stare in groppa a quei 12 kg presi in ostaggio dal mare e dalle sue onde. Chissà ! Ho anche una pagaia nuova di zecca, di cui non so nulla, gemella dell'Alpine che Yannik mi ha sostituito.
Ho sofferto per una mezz'ora e poi è stato gioco e divertimento allo stato puro, giovane. I 12kg del 515 e le sue misure hanno confermato una forma minima, intelligente, ben studiata. Non è mai andato in crisi, anche quando ho scelto rotte dove le onde arrivavano dal tre quarti dietro e di fianco, incrociate ed ideali per sbilanciare. Prua giù nel cavo dell'onda e poppa fuori, con la pancia a farsi massaggiare dalla cresta dell'onda, così mi ha memorizzato Alessandro. Io posso confermare che lo strumento era giusto e il musicante si è salvato come ha potuto. Lascio il giudizio agl'altri; io mi sono divertito tantissimo. Tutti gli altri li ho visti poco, salvo quando me li sono visti passare davanti (Massimooo!!!), composti, padroni dei loro scafi, belli come cavalieri romantici su destrieri slanciati, con sullo sfondo un cielo da temporale !
Tra il tanto giocare non e' mancato il tempo per le cose serie . Prima di tutto il regista Cesare con la sua micro telecamera impegnato a far riprese e poi "un salvataggio" .... : due windsurfisti in acqua , senza vento e a corto di energie erano in difficolta' evidente . Li abbiamo raggiunti e quindi un traino di due terzi di miglio, quindi spiaggiati tra mille grazie e auguri ....
Ancora poche righe , mi tocca da vecchio della compagnia e lo faccio molto volentieri , di cuore : a nome di tutti gli abituè del IKDM, caro Luciano , oltre agli auguri anche un grande abbraccio di affetto da estendere al Nesca... a Gau... a Piero... a tutta la famiglia della pagaia e alla tua famiglia !!!!!!!!
Auguri !!!!
Antonio Colantuoni
martedì 13 dicembre 2011
Is kayaking a modern sport?
Una volta alla domenica d'inverno prendevo la macchina e me ne andavo a sciare...
Oggi ancora tiro su la macchina, metto qualcosa sul tetto, guido sino ad una località di vacanza e mi metto a fare sport con quanto mi sono portato addietro.
Con qualche differenza:
- non c'è mai coda per strada
- dove vado ci sono dieci gradi in più di casa mia e non dieci in meno
- non pago lo skipass
- i ristoranti sono sempre liberi
Dunque ho trovato nel kayak da mare una MODERNA soluzione ALTERNATIVA allo sci?
Per l'ALTERNATIVA direi di si... per la MODERNITA'.... giudicate voi.
Oggi ancora tiro su la macchina, metto qualcosa sul tetto, guido sino ad una località di vacanza e mi metto a fare sport con quanto mi sono portato addietro.
Con qualche differenza:
- non c'è mai coda per strada
- dove vado ci sono dieci gradi in più di casa mia e non dieci in meno
- non pago lo skipass
- i ristoranti sono sempre liberi
Dunque ho trovato nel kayak da mare una MODERNA soluzione ALTERNATIVA allo sci?
Per l'ALTERNATIVA direi di si... per la MODERNITA'.... giudicate voi.
(photo from "Qayaq" di David Zimmerly, p. 53)
lunedì 5 dicembre 2011
Ciao!!!
E' una parolina minuscola, ha stranamente 3 vocali e una sola consonante. E' tra le più' usate non solo in Italia. La pronuncia scivola sulla "i", per allungarsi su una "a", per dare sfogo all'ultima sonorità della "o". E' il saluto per eccellenza, quello più amichevole e senza i fronzoli e i riccioli di un "arrrrrrrivederci". Detta cosi' sembrerebbe cosa ovvia e vi chederete che senso abbia parlare di "ciao" e non di Wiskie : tempo al tempo, mai precipitare le cose.
Ieri il mare era vivace e alla bocca tra Palmaria e Portovenere a tratti arrivavano per prime cavallerie armate, che oggi daranno grande battaglia. Onde con qualche schiuma e rese irregolari dai rimbalzi, giusto all'imboccatura. Era giorno da surf e divertimento all'adrenalina. In pratica c'era chi navigava, chi cercava di star su' e chi correva dietro a tutte le onde posssibili, a caccia di surf anche sulle increspature. Alessandro, Antonio, Massimo e non solo...che cosa hanno fatto ? Surf...surf...surf..., tanto che devo tacere ogni acciacco che immediatamente....
Eravamo sulla via del ritorno, stavo cercando di non perdere un treno di onde medie, che il Sirius agganciava, se gli davo una mano : tutto avanti in accelerata maxe poi tutto indietro, quasi sdraiato. Godevo di tutto, del movimento, dell'acqua verde, di quella sensazione di velocità e di rapina ! Surfare è rubare qualcosa al mare, è una furberia. Ogni aggancio è un applauso dentro, che ti fa sentire "ganzo" ! Me la stavo godendo al max, non avevo nessuno davanti e mi stavo dicendo "bravo vecchio...te la cavi nonostante tutto..." e mentre vedevo la prua annusare il cavo di un'ondina....sento subito dietro un sibili, non esattamente, una sciabolata..."CIAO!!!!!!" !!! Ma che ka..zzz....ooo ! Maleficioooo, merdaaa ! Massimo, il mio "figliol prodigo", il mio "compare di Tide", spinto a siluro su una cresta, su quella stessa che affannosamente cercavo di agganciare, mi è passato quasi sulla testa come un bombardiere, mi ha sparato una raffica, un CIAOOO...a tradimento e......
Bello quel Ciao, urlato, potente, lo stesso che "sparo" a chi non c'era, con un abbraccio a chi avrebbe dovuto e mancava là in mezzo. Mi sarebbe piaciuto sentire unsecondo "ciao" ! Un abbraccio a tutti e grazie, pardon, Ciaoooo
Antonio Colantuoni
********************
Eravamo sulla via del ritorno, stavo cercando di non perdere un treno di onde medie, che il Sirius agganciava, se gli davo una mano : tutto avanti in accelerata maxe poi tutto indietro, quasi sdraiato. Godevo di tutto, del movimento, dell'acqua verde, di quella sensazione di velocità e di rapina ! Surfare è rubare qualcosa al mare, è una furberia. Ogni aggancio è un applauso dentro, che ti fa sentire "ganzo" ! Me la stavo godendo al max, non avevo nessuno davanti e mi stavo dicendo "bravo vecchio...te la cavi nonostante tutto..." e mentre vedevo la prua annusare il cavo di un'ondina....sento subito dietro un sibili, non esattamente, una sciabolata..."CIAO!!!!!!" !!! Ma che ka..zzz....ooo ! Maleficioooo, merdaaa ! Massimo, il mio "figliol prodigo", il mio "compare di Tide", spinto a siluro su una cresta, su quella stessa che affannosamente cercavo di agganciare, mi è passato quasi sulla testa come un bombardiere, mi ha sparato una raffica, un CIAOOO...a tradimento e......
Bello quel Ciao, urlato, potente, lo stesso che "sparo" a chi non c'era, con un abbraccio a chi avrebbe dovuto e mancava là in mezzo. Mi sarebbe piaciuto sentire unsecondo "ciao" ! Un abbraccio a tutti e grazie, pardon, Ciaoooo
Antonio Colantuoni
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Fino ad oggi è stato così. Lo vedevo, mio mentore, come a cavallo del destriero, spavaldo e padrone, aggirarsi sui suoi poderi fatti di onde e di surf.
Ascoltandolo lo ammiravo per come parlava di ammaestrare kayak e cavalloni. Poi lo vedevo fare le stesse cose, con la stessa semplice perfezione.
Capisce il kayak, capisce l'onda, la vede arrivare, la invita a giocare. Si mette in equilibrio li dove serve e lo mantiene con un piccolo avanti e indietro. E l'insieme uomo, kayak, onda, movimento diventano un lungo, leggero perfetto interminabile invidiabile movimento di surfata.
E mentre io arranco per raggiungerlo, lui sorride e guarda ( belin d'un lombardo...quando imparerai...???).Ma oggi, dopo aver tanto visto fare i surf da Lui,Il Tide ha sentito l'onda, ci siamo alzati, ci siamo messi nel punto di cui per tante volte ho sentito parlare...
Ed ecco che ci siamo agganciati a quell'onda all'inseguimento della leggenda, del Maestro, dell'irraggiungibile e.......
CiaoOOooOOoo.....!!!
Ma se ci sono riuscito lo devo a Lui che tenta di insegnarmi (belin d'un lombardo...) tenta di farmi imparare... tenta di farmi capire... e mi dice di non cadere nelle Ingegneristiche tentazioni....
Grazie a tutti gli Amici dell'IKDM e.....
Ciao!
Massimodomenica 4 dicembre 2011
Wiskie 2011
Come ogni anno, nonostante i problemi di alluvione sofferti dalla zona di Ameglia, ci siamo potuti ritrovare per il Wi.s.k.i.e. (Winter Sea Kayak Italian Event) all'Hotel Ala Bianca.
Organizzazione sempre impeccabile da parte di Luciano, hotel già dal venerdì sera, uscita al sabato da Le Grazie, cena in salone dedicato a noi kayakisti ed amici, serata con presentazione del viaggio "Rounditalycruise" di Guido Grugnola (http://www.rounditalycruise.it/), il tutto condito da una infinità di piacevoli chiacchere in materia di kayak e di mare.
Unico neo alla domenica... troppo mare e quindi abbiamo optato per un rientro anticipato. Chi va per mare sa che qualche volta ci sta anche restare a terra.
Qualche foto, per gentile concessione del Komandante Antonio.
Massimiliano mi ha riportato il mio vecchio Baidarka "Wee daffin" giusto una settimana prima del Wiskie 2011... potevo lasciarlo a casa? Certo che no!
giovedì 1 dicembre 2011
giovedì 10 novembre 2011
Canadesi
Amici canoisti lontani mi segnalano un curioso monumento che pubblico volentieri:
Forte... no?!
Ciao Viviana, ciao Giorgio!
Forte... no?!
Ciao Viviana, ciao Giorgio!
martedì 8 novembre 2011
Light boat
Non c'è che dire... quando osservo le foto del mio Baidarka da 16 kg, sembra quasi non stare nell'acqua, ci si appoggia appena appena, leggero leggero, con la prua che alla minima ondina sfiora l'acqua senza toccarla.
Certo il Baidarka sarebbe una barca da caricare... ma che grazia e leggerezza nel frattempo.
Le mie giunture ringraziano!
Certo il Baidarka sarebbe una barca da caricare... ma che grazia e leggerezza nel frattempo.
Le mie giunture ringraziano!
giovedì 3 novembre 2011
Argentario
E' tradizione per noi dell'IKdM chiudere e aprire le stagioni con una pagaiata celebrativa.... (per tacer delle cene...)
Quest'anno abbiamo scelto l'Argentario, sia perché era una meta nuova per alcuni di noi, sia perché si trovava in "campo neutro" per quanto riguarda le distanze: di solito i lombardo/piemontesi/liguri guidano 2 ore mentre Gaetano 10... quest'anno abbiamo fatto 5 a testa.
Gli indomiti pagaiatori sono stati:
- Cesare con il Sirius S
- Alessandro con il Baidarka
- Massimo con l' Xplore
- Duilio con il Baidarka
- Paolo(ne) con il Seawolf
- Gaetano con il P&H Delphin (velocissimo nelle SUE mani)
- Giovanni con l'Avanaq agile
Diciamolo subito: il tempo è stato VERGOGNOSAMENTE bello!!! Si faceva fatica a tenere su le magliettine tecniche estive, si schiattava di caldo! Averlo saputo mi sarei portato i figli a godersi la spiaggia.
Cheddire delle serate??
Ebbene abbiamo aperto la faccenda al venerdì sera con mangiata di pesce al circolo dei pescatori di Orbetello, ci siamo STRAFOGATI al sabato sera in un spettacolare ristorante a Porto S.Stefano (grazie Giovanna della dritta!!) e abbiamo chiuso in bellezza con serata domenicale a Gustatus, la fiera del gusto di Orbetello.
Comunque non riesco a capire perché io non dimagrisca mai nonostante tutto questo pagaiare... mah!!?
Unica nota negativa non ci ha potuto raggiungere Antonio che era bloccato da una tendinite e non ha voluto rischiare.... peccato perchè era stato uno dei più accesi sostenitori di questo giro.
Come sempre un ringraziamento agli amici che si sono sobbarcati tanti km per pagaiare assieme e un arrivederci a presto.
Alessandro
Quest'anno abbiamo scelto l'Argentario, sia perché era una meta nuova per alcuni di noi, sia perché si trovava in "campo neutro" per quanto riguarda le distanze: di solito i lombardo/piemontesi/liguri guidano 2 ore mentre Gaetano 10... quest'anno abbiamo fatto 5 a testa.
Gli indomiti pagaiatori sono stati:
- Cesare con il Sirius S
- Alessandro con il Baidarka
- Massimo con l' Xplore
- Duilio con il Baidarka
- Paolo(ne) con il Seawolf
- Gaetano con il P&H Delphin (velocissimo nelle SUE mani)
- Giovanni con l'Avanaq agile
Diciamolo subito: il tempo è stato VERGOGNOSAMENTE bello!!! Si faceva fatica a tenere su le magliettine tecniche estive, si schiattava di caldo! Averlo saputo mi sarei portato i figli a godersi la spiaggia.
Abbiamo fatto base al camping della Feniglia che ha degli ottimi bungalow e da li abbiamo fatto (quasi tutto) il monte in due escursioni giornaliere.
Impressioni visive magnificamente rappresentate dal grande fratello Cesare
Cheddire delle serate??
Ebbene abbiamo aperto la faccenda al venerdì sera con mangiata di pesce al circolo dei pescatori di Orbetello, ci siamo STRAFOGATI al sabato sera in un spettacolare ristorante a Porto S.Stefano (grazie Giovanna della dritta!!) e abbiamo chiuso in bellezza con serata domenicale a Gustatus, la fiera del gusto di Orbetello.
Comunque non riesco a capire perché io non dimagrisca mai nonostante tutto questo pagaiare... mah!!?
Unica nota negativa non ci ha potuto raggiungere Antonio che era bloccato da una tendinite e non ha voluto rischiare.... peccato perchè era stato uno dei più accesi sostenitori di questo giro.
Come sempre un ringraziamento agli amici che si sono sobbarcati tanti km per pagaiare assieme e un arrivederci a presto.
Alessandro
martedì 25 ottobre 2011
Il Trezzo kayak al mare!!
Carissimi,
Carissimo Presidente,
forse non si voleva dare troppa importanza ad una bella giornata; anche solo per non dare soddisfazione al nostro perfido "Marino" (ovviamente si parla dell'Ing, Tino è Superpartes... si scriverà così?).
Oppure non si trova mai il tempo di fare tutto.
Ricordi vividi:
Ritardo da veri canoisti fluviali ed atteggiamento davvero signorile degli amici marini in attesa sulla spiaggia (per fortuna l'attrazione della giornata, la canoa di Tino, li ha tenuti occupati).
Decisio mentalmente di iscriverci tutti ad un corso di vestizione rapida per canoisti disperati.
Renza che dichiara, dopo 10 minuti di pagaiata di capire l'amore per IKDM ( M intesa come Mare)
Stefano che dopo 10 minuti e 5 secondi dichiara che avrebbe preferito studiare a casa ( si sà che lui sotto il 3° grado si addormenta)
Pasquale eroico con una Tommygun ingovernabile già con leggerissimi vento ed onda di traveso.
I nostri amici salati che ci attendono pazienti, veloci come sono sui loro Bajdarka e ci trainano letteralmente, noi con i nostri plasticoni lenti e pesanti.
La mia Sword n° 25 che in una situazione del genere non cambierei per nulla al mondo ( non ce n'è, è una forma perfetta per pagaiare a lungo).
La scogliera che rimanda da lontano il suono della risacca; sono dimensioni a cui non siamo abituati e che meravigliano i sensi.
Renza che si pente di quanto detto giusto mezz'ora prima............ meglio IKDM (M come Merenda)
Emilia che pare una di loro( i marini), per quanto si trova a suo agio, ed è alla sua prima uscita, inossidabile.
Un paio di km con una canoa a rimorchio, devastanti.
Per fortuna che l'onda non era 10 cm più alta, altrimenti il mio mal di mare........
Il pranzo.
L'happy hour sul lungomare con prosecco e torte di Noris.
Io e Stefano che rendiamo il giusto onore a Donizzetti ( lui rende onore, io penso bene di cantare a bassa voce).
Siamo stati davvero bene, è una stagione bellissima per il mare.
Peccato pensare ai disastri accaduti fra ieri ed oggi.
Ciao.
Marcello
Carissimo Presidente,
forse non si voleva dare troppa importanza ad una bella giornata; anche solo per non dare soddisfazione al nostro perfido "Marino" (ovviamente si parla dell'Ing, Tino è Superpartes... si scriverà così?).
Oppure non si trova mai il tempo di fare tutto.
Ricordi vividi:
Ritardo da veri canoisti fluviali ed atteggiamento davvero signorile degli amici marini in attesa sulla spiaggia (per fortuna l'attrazione della giornata, la canoa di Tino, li ha tenuti occupati).
Decisio mentalmente di iscriverci tutti ad un corso di vestizione rapida per canoisti disperati.
Renza che dichiara, dopo 10 minuti di pagaiata di capire l'amore per IKDM ( M intesa come Mare)
Stefano che dopo 10 minuti e 5 secondi dichiara che avrebbe preferito studiare a casa ( si sà che lui sotto il 3° grado si addormenta)
Pasquale eroico con una Tommygun ingovernabile già con leggerissimi vento ed onda di traveso.
I nostri amici salati che ci attendono pazienti, veloci come sono sui loro Bajdarka e ci trainano letteralmente, noi con i nostri plasticoni lenti e pesanti.
La mia Sword n° 25 che in una situazione del genere non cambierei per nulla al mondo ( non ce n'è, è una forma perfetta per pagaiare a lungo).
La scogliera che rimanda da lontano il suono della risacca; sono dimensioni a cui non siamo abituati e che meravigliano i sensi.
Renza che si pente di quanto detto giusto mezz'ora prima............ meglio IKDM (M come Merenda)
Emilia che pare una di loro( i marini), per quanto si trova a suo agio, ed è alla sua prima uscita, inossidabile.
Un paio di km con una canoa a rimorchio, devastanti.
Per fortuna che l'onda non era 10 cm più alta, altrimenti il mio mal di mare........
Il pranzo.
L'happy hour sul lungomare con prosecco e torte di Noris.
Io e Stefano che rendiamo il giusto onore a Donizzetti ( lui rende onore, io penso bene di cantare a bassa voce).
Siamo stati davvero bene, è una stagione bellissima per il mare.
Peccato pensare ai disastri accaduti fra ieri ed oggi.
Ciao.
Marcello
lunedì 24 ottobre 2011
Greenland 515... prime impressioni in mare
La dentro ci andiamo sempre, come quando da ragazzi si aveva un luogo di nessuno, dove ritrovarsi. Erano luoghi non luoghi in cui si stava in una intimità raccolta a parlare per ore, a raccontare fatti e amori adolescenti.
Nella "piscinetta" di Sestri facciamo lo stesso, siamo solo diventati adulti. Cerchiamo di rubare e condividere un momento speciale, da ricordare quando si e' imprigionati nell'ingranaggio del quotidiano.
Nella "piscinetta" ci si entra attraverso un varco stretto che sembra una porta. Si arriva passando tra scogli alti che sembrano chiudersi e superando i tranelli dei rimbalzi della risacca. Davanti si apre uno specchio di acqua piana,trasparente, domestica e rassicurante; acqua chiusa tra una parete di roccia e una struttura che sta tra lo stabilimento balneare ed una colonia dei Salesiani. Pochi istanti, due pagaiate e noi "vecchi ragazzi" diamo il via al rito degli eskimi. Godiamo di quelle trasparenze ed immergendoci guardando il fondo sabbioso a poca profondità. In inverno sono occasionali ospiti i ricci di mare, come a volte lo sono state delle medusine rosse, piccole.
Oggi là dentro c'era qualcosa di molto speciale, la nuvola bluette di avanotti di acciuga. Tutta la piscinetta, grande come una piazzetta, era letteralmente invasa da migliaia e migliaia di avanotti lunghi 3/5 cm, che ad ondate di vita si spostavano al passaggio dei kayak.
Eskimare in quell' acquario naturale e' stato un momento bellissimo.
Ah, già, eskimare ma con che cosa ? Con il 515 nuovo di zecca, che si gira con un tocco leggero come il suo peso piuma. Lui, il 515, non ho potuto metterlo alla prova. Il mare era stirato dal grecale e solo qualche provvidenziale scia ed un'ondina pigra di sottofondo mi sono bastati per capire che potrà essere scafo da veloci surfate, ma solo per chi saprà capire quel suo equilibrio sfuggente.
Ci sono kayak confidenziali, onesti muli da lavoro, animali da fatica. lo dovreste sapere: i muli erano tanto bizzi e scontrosi, quanto fedeli compagni di fatica, ma dovevano essere trattati nel rispetto del loro carattere ruvido. Questo 515 non e' mulo come il Sirius, neppure cavallo come il Tide; il 515 non e' quadrupede.
La stabilità primaria deve fare i conti con le ristrettezze dei suoi 48cm, calmierati da un pezzo di fondo piatto sotto al pozzetto. Quella secondaria puo' solo affidarsi alle superfici laterali inclinate della chiglia. Li' c'e' un angolo che ha bisogno di sdraiarsi in acqua prima di fermasi in una tregua provvisoria.
Non e' kayak per tutti, ma e' uno scafo bellissimo per chi voglia giocare con una media capacità. Richiede reattività non emotiva e carezze al posto di appoggi esagerati e scomposti. L'edging e la spinta del piede
bastano a fare la rotta, ma a patto di portare le spalle un po' avanti, per aiutare con il baricentro lo sgancio della poppa. In alternativa non resta che fare uno dei tanti appoggi bassi, più' o meno pronunciati, a seconda del raggio di curva che si vuol percorrere. Stiamo parlando di 12 kg, per cui la forza necessaria per manovrare e' davvero minima. Proprio per questo e' molto facile che diventi eccesssiva, costringendo lo scafo a reazioni scomposte.
Le libellule spiazzano la fantasia con un volo a tratti irrazionale, che fa cortocircuito su se stesso. Raccolgono aria come gli alianti, spesso troppa e quasi si ribaltano. Lo stesso avviene per il 515, che sembra volerti scaricare in acqua, quando i volumi d'acqua arrivano scomposti, come folate di vento tra le ali . Lo senti che vorrebbe far qualcosa di suo, inventarsi una traiettoria, un'inclinazione, sperimentare un edging impossibile. Occorre capirlo con la sensibilità con cui i Sioux cavalcavano i cavalli senza sella
Ci vorrà un po' di tempo, un po' di uscite bagnate ed un po' di eskimi involontari. Solo cosi' il 515 greenland diventerà uno scafo di cui godere per le 3/4 ore di pagaiata. Aggiungo una nota a parte per l'eskimo, perche' fa parte di quegli scafi nati apposta per....un rolling eccezionale !
Ma oggi era giorno di battesimo del baidarka del Tino. Non ho potuto testarlo che per pochi metri e un paio di eskimi. Troppo poco per poterne raccontare. Sentiremo dal Tino un po' di sensazioni. E' scafo potente ma docile, possente ma scorrevole. Ha buona manovrabilità e direzionalità. Il solo difetto e' il peso, ma non era progettato per fare la libellula.
Un capolavoro figlio di sudore a passione, non di quattro fogli e resine !
Un capolavoro figlio di sudore a passione, non di quattro fogli e resine !
Antonio Colantuoni
domenica 16 ottobre 2011
Greenland 515
Questo WE è stato decisamente interessante dal punto di vista dei kayak nuovi ... dopo il Baidarka Manu del Tino varato ieri, oggi ho potuto vedere il nuovo Greenland 515 di CS Canoe.
I dati, presi dal sito www.cscanoe.com, indicano 48 cm x 5,15 m e 195 litri, è un kayak super minimale, per di più questa versione è fatta con scafo in carbonio a vista, tappi a filo ponte e skeg.
Date le caratteristiche credo sia un candidato ideale alle sessioni di rolling e di gioco nelle onde medie, non certo per le lunghe navigazioni con carico al seguito.
E' così basso e chigliato che lo prevedo particolarmente godibile anche nelle giornate di vento (stabilità laterale sotto folata a parte...).
Sono veramente curioso di poterlo provare in mare al più presto!!
I dati, presi dal sito www.cscanoe.com, indicano 48 cm x 5,15 m e 195 litri, è un kayak super minimale, per di più questa versione è fatta con scafo in carbonio a vista, tappi a filo ponte e skeg.
Notevole la leggerezza, la pesata di CS Canoe diceva 12 kg ... avendolo sollevato sono abbastanza convinto che il peso indicato sia giusto.
Visto che comunque il kayak si presenta molto rigido (non flette quando ti siedi sui ponti) è un risultato di tutto rispetto, anche in considerazione dei gavoni con tappo di gomma e skeg.
La fattura dello scafo è liscissima e meritava una foto di dettaglio
Date le caratteristiche credo sia un candidato ideale alle sessioni di rolling e di gioco nelle onde medie, non certo per le lunghe navigazioni con carico al seguito.
E' così basso e chigliato che lo prevedo particolarmente godibile anche nelle giornate di vento (stabilità laterale sotto folata a parte...).
Sono veramente curioso di poterlo provare in mare al più presto!!
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