lunedì 23 agosto 2010

Gulf stream?

Mi è sempre stato detto che la Liguria ha una corrente che porta da E verso W... il triste caso di cronaca della Contessa caduta (o buttata?) in mare dalla sua villa di Portofino e ritrovata pochi giorni dopo in Francia ne sono testimoni.

Domenica scorsa ho potuto verificare di persona la velocità della corrente in una tranquilla pagaiata da Chiavari a Portofino.
Non essendoci stati ne vento ne onda i dati che ne risultano sono abbastanza neutri.
Assieme ad Antonio e Vincenzo siamo partiti da Chiavari alle 8.55 e siamo arrivati giusti alle 10.00 alla punta di Portofino.


Anche considerando di aver sempre pagaiato (non è vero, ci siamo fermati a metà golfo a fare qualche eskimo per rinfrescarci) e considerando di aver fatto un tiro diritto (in realtà avremo "zig-zagato" un po' allungando il percorso) viene fuori una media di 9 km/h!!

Visto che si chiaccherava e si pagaiava in relax difficilmente saremo andati a più di 6 km/h (poco più di 3 nodi) .... ne deduco che la corrente verso W sia di almeno un nodo e mezzo.

Non so se si tratti di un fenomeno regolare e costante, in ogni caso mi verrebbe la curiosità di riprovare una ELC stando fuori di 2-3 km per vedere quanto si guadagna.

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I was always told that Liguria has a current that leads from E to the W.... this could explain the sad story of the Countess fallen (or thrown?) into the sea from her villa in Portofino and found a few days later in France.

Last Sunday, I could verify by myself the current velocity in a quiet paddle from Chiavari to Portofino.
There were neither wind nor wave so the resulting data are fairly neutral.
Together with Antonio and Vincenzo we left Chiavari at 8:55 and we arrived at the head of Portofino at 10 o'clock.
Even considering that we paddled constantly (not true, we stopped halfway to do some refreshing eskimo rolls) and considering that we hold a straight path (by sure we zig-zag-ed a little bit lengthening the path) we kept an average of 9 km / h!

Since we were chatting and paddling in a relaxed way we hardly went more than 6 km/h .... I must conclude that the current towards W is at least one and a half knot.

I do not know whether this is a stable stream, in any case I would be curious to try a ELC (East Liguria Challenge, one day paddle from Portovenere to Sestri Levante) remaining 2-3 km
offshore to see how much the stream is helping.


mercoledì 11 agosto 2010

Carbopaletta

Ho sempre avuto la curiosità di come si comporterebbe una pagaia dalle dimensioni generali di tipo groenlandese ma dalla fattura piatta ed affilata di una pala da fiume (pala che come gli americani chiamerò qui "euro" per distinguerla dalla groenlandese)

Non avendo risposta me ne sono costruita una, per poter raggiungere spessori minimi ho utilizzato come base una lamella di legno rinforzato da fogli di carbonio... da cui il nome.
La pagaia è 235 cm per 10 cm di massima larghezza
Ieri ho fatto una pagaiata in Adda col Baidarka e la carbopaletta... ecco il resoconto.

In effetti credo di aver imparato qualcosa da questo piccolo esperimento... mi spiego: ho sempre
sentito nettissima la differenza tra la euro e la greenland senza però capire esattamente quanto fosse dovuto alla palettona e quando alle sottigliezza delle pale.

Ebbene con la carbopaletta si ha la forma generale da greenland e le forme affilate e poco bombate della euro.... ergo si riesce a farsi un'idea di dove "riesiedano" le proprietà della pagaia.
Ora posso dire la mia impressione: la greenland deve la sua peculiarità alla sezione a rombo e non tanto alla pala allungata.

La sezione a rombo da una portanza poco variabile dall'angolo di approccio all'acqua, o meglio, porta sempre anche se messa fuori angolo ottimale. La euro di contro porta tantissimo su un angolo preciso e via da quel punto di massima efficienza invece la portanza crolla e la pala "scappa via"

Ebbene la carbopaletta ha questa stessa caratteristica delle euro: porta tantissimo e prende tanto l'acqua su un angolo preciso e poi "scappa". Da utente greenland non amo questa caratteristica...ma è la stessa delle euro e probabilmente i fluviali al contrario apprezzeranno questo comportamento.
Nel timone di prua è praticamente una euro, taglia precisa e si sente tanta forza se la fai lavorare.

La paletta ha anche dei difetti di gioventù... ho lasciato il bordo esterno squadrato a spigolo vivo e questo non è un granchè, tende a tirare giù le bolle d'aria. Anche qui ho imparato che se la paletta è molto piatta l'angolo di entrata deve essere affilatissimo.
Un bordo un po' massiccio te lo puoi permettere se dietro c'è la sezione romboidale che continua ad aprire l'acqua, se invece dietro c'è una lamina piatta... beh allora l'acqua si richiude verso di essa turbinando e trascinandoci aria.

In compenso sono soddisfatto del manico: è formato da tre listelli di legno con due lamine di carbonio, è molto rigido e al tempo stesso "giusto" al tatto.
Adesso attenderò uno dei prossimi WE in cui non sarò al mare per correggere il profilo e poi farò altre prove.