venerdì 22 marzo 2019

British thoroughbred

Mannaggia!! Un kayak purosangue inglese da velocità come il Taran 18 lo posso solo sfidare così.... non sono certo un corridore.
In verità devo dire kayak davvero stabile, dote insospettabile per una barca da velocità. Ben fatto Rockpool!

Damn! That's the only way I can challenge a thoroughbred british running kayak like the Taran... I am definitely not a fast paddler.
Indeed, I have to say very stable kayak, unexpected gift for a fast boat. Well done Rockpool!

  



giovedì 21 febbraio 2019

Alfa e Omega

Alfa and Omega, where it all started (Black Pearl, copy of a 16th century East Greenland boat) and where are we today (Taran 18, the most advanced sea kayak)









domenica 10 febbraio 2019

Black Pearl HV

Corsi e ricorsi della mia storia kayakistica, lo ammetto, sono di nuovo in pieno "furor groenlandico"...

Attualmente ho per le mani un Black Pearl High Volume e in attesa di provarlo in mare l'ho fotografato a comparazione con il mio Greenland 550 ocean cockpit

    

Entrambe barche molto slanciate, 550 x 49 il Greenland e 559 x 52 il Black Pearl

Sono due barche East greenland anche se il 550 è solo ispirato mentre il BP è molto fedele a quel tipo di design.

Le poppe e prue sono infatti diverse, basse basse e filanti quelle del BP, più all'insù quelle del Greenland in una quasi commistione West Greenland...



Qui si vede bene come le linee di chiglia (hard chine) nel 550 salgono in prossimità della prua, mentre nel BP le linee rimangono basse e si chiudono proprio sulla prua.

  

Il BP è un HV e si vede nel suo essere più "massiccio" nei fianchi (siamo sempre comunque a soli 52 cm)


Pozzetto molto più compatto e quasi tondo nel Greenland, ma se lo può permettere dato il ponte più alto, sicuramente più elegante quello a ogiva del BP.



Proissimamente spero di fare una prova comparata al mare.

Arrivederci dunque!

mercoledì 26 dicembre 2018

Greenlander NDK

Ciao Antonio,
mi chiedi qualche ricordo sul Greenlander da condividere con Marco... ecco qui.

Parto subito col dire: gran barca! mannaggia l'ho venduta e tra tutte quelle che ho avuto e poi ceduto è l'unica di cui ho accarezzato l'idea di ricomperarla.
La mia era la versione da 540 cm com pozzetto tondo tondo oceanico, so che a te non piace ma io mi trovai benissimo, a dispetto dell'intuizione era facile partire col mare grosso, infatti potevi evitare di agganciare il paraspruzzi (pozzetto piccolo e inclinato entrava max 1 bicchiere d'acqua anche con le sberlone di onde) e così se per caso ti giravi nelle onde bastava alzare il sedere fuori dal sedile e ti sfilavi, o meglio lasciavi che il mare strappasse via la barca senza che la presa delle alette dei grandi keyhole ti grattasse le gambe... capitò solo un paio di volte ma patii meno che con i pozzetti grandi.



In ogni caso questo è solo un dettaglio, veniamo allo scafo.

Qualità costruttiva OK nonostante la semplicità (ponte in MAT...), oggi forse lo troverei troppo pesante.  

Il Greenlander è un quanto di più hardchine ci sia in giro, ha i fianchi molto diritti (verticali intendo) quindi grande appoggio e buona risposta all'edging.





A differenza di barche come l'Anas acuta l'essere poco sbananato gli conferisce una ottima scorrevolezza, una delle barche meno affaticanti che ho avuto nella distanza anche se diventa impegnativo nel mosso.
Nel mosso da molto carico ricordo un kayak che "vinceva lui" nel senso che di pagaia lo correggi poco, ad insistere stanca la spalle/braccia perchè strattona più di uno scafo "morbido" di linee. Serve un buon edging, allora ci vai d'accordo.
Quando ti passa sotto l'onda aveva un comportamento più simile ad un Nordkapp che non ad un Baidarka, tendeva a "cadere giù", credo sia dovuto ad una linea di poppa poco voluminosa.

In compenso prua cattiva che non veniva mai messa in crisi, ti ricordi la sventata con raffiche a 70km/h a Sestri? Ebbene teneva bello rigoroso e ci andai a terra patendo la fatica ma mai l'assetto.
Uno spasso in fiume, facilissimo fare i traghetti ed entrare in corrente o in morta anche quando spinge tanto.

Lo caricavo bene, uno su tutti il camping di fine inverno in Sardegna dove potei portarmi di tutto senza problemi.

Rollava molto morbido a dispetto dell'aspetto squadratone, ho due video che mi avevi fatto tu

Perchè l'ho venduto??: perchè fu la barca che mi fece innamorare dello stile hardchine / greenland e decisi di spingere questa mia passione più verso dimensioni minimali, infatti oggi sai mi diverto parecchio col Greenland 550, che è però un giocattolino del tutto diverso, non ha neanche lontanamente la navigazione da corazzata che aveva il Greenlander NDK, per questo forse li potevo tenere entrambi.

Quindi come lo giudico?
In sintesi riferendosi ad un Romany explorer: barca più veloce che tiene bene il mare da portare con una certa tecnica, volumi non eccezionali per i viaggi ma ancora OK, 
Comportamento con l'onda da dietro che richiede attenzione, feeling con l'acqua da puro hard chine: la senti tutta, nel bene (manovre e corrente) e nel male (sbattacchiamento).
Lo posso consigliare senza problemi!!

Ciao

Tradizioni....

Come (quasi) tutti gli anni il WE prima di Natale faccio una scappata in Liguria per un'ultima pagaiata dell'anno con il n.1.


Anche quest'anno è andata bene, abbiamo trovato temperature moderate (acqua 16°C e aria 17°C!)

Bella flotta di kayak, io mi sono portato il Greenland 550 e l'Alessandro il suo fido Isel; il n.1 il suo amato Alaw Bach e si sono aggiunti anche Giorgio e suo figlio Pietro imbarcati su Valley Etain 17.5 e Valley Sirona.

Dopo una prima risalita sino a Punta Manara contro onda e corrente siamo tornati in baia piccola di Sestri per uno spuntino ed è pure spuntato il sole




Tanto ci è piaciuta la prima risalita verso Punta Manara che, a panza soddisfatta, l'abbiamo ripetuta, questa volta contro raffiche di vento che hanno reso divertente (e impegnativo) risalire.

Entrambe le volte belle surfate nella via del ritorno, quando c'è onda che ti spinge contro all'andata  tutta la fatica viene resa con gli interessi di divertimento.

Peccato solo che il paraspruzzi del Greenland sia davvero alla frutta ed entrambe le volte ho fatto il ritorno con una spanna d'acqua nel pozzetto, il Greenland è così basso sull'acqua che col mosso è imperativo avere un paraspruzzi OK. La seconda volta ne avevo così tanta che non c'è stato verso mi sono dovuto fermare nel mezzo delle surfate e ho pompato fuori l'acqua non senza qualche brivido di equilibrio... mannaggia a me che mi ricordo dei problemi sotto Natale quando ad ordinare all'ultimo momento ti fanno una pernacchia...

Per il resto due cose ho potuto notare: la prima è che i due Valley sembrano molto adatti a surfare, rimanevano molto composti nella discesa, in effetti sono scafi a V moderata (direzionali) con un certo rocker (direzionabili) e la seconda è che da spingere contro onda e vento il 550 con le sue sezioni minime ti facilita davvero tanto, ho tenuto un buon ritmo nonostante sia del tutto fuori forma, col mal di schiena e con una panza tanta gonfiata da cene pre-natalizie varie.

Non mi resta che programmare le prossime uscite per rendere tutte le calorie in eccesso...

Auguri!!






giovedì 6 dicembre 2018

Wiskie 2018

Quest'anno finalmente sono riuscito a portere Martino al Wiskie. Avevamo iniziato a fare kayak questa estate ed era andata bene ma ero dubbioso di riuscire a portarlo in mare in inverno, in effetti alle prime prove dell'attrezzatura non è che fosse entusiasta....


Comunque ho tirato diritto e l'ho incoraggiato minimizzando le difficoltà fino a che ha accettato "si papà va bene..."

Siamo scesi in Liguria al venerdì sera dove ci siamo concessi una ottima cena (ehh se devo insegnarli il kayak da ... merenda non posso sottrarmi ai dovuti riti culinari) e il sabato ci siamo recati alle Grazie.

Dopo un imbarco funanbolico (siamo partiti lontano dal consueto scivolo visto che abbiamo parcheggiato in fondo alla strada) abbiamo raggiunto il gruppo per ascoltare il briefing.

Bellissimo regalo per Martino il gruppo lo ha subito celebrato mettendo il più giovane assieme al più anziano in una ideale continuità tra le generazioni.




Il gruppo ha messo a disposizione un buon numero di istruttori per cui ho potuto portare Martino in questa piccola avventura sapendo di essere in ottima sicurezza.

Dunque, pronti, partenza, via!


Abbiamo fatto il primo pezzo di pagaiata sino a Porto Venere dove contavo di fermarmi per far riposare Martino ma poi ho visto che ce la poteva fare e abbiamo continuato, certo verso la fine della mattinata l'ho dovuto trainare un poco ma tutto sommato è andata bene.


Gran bel pranzo sulla spiaggia dove ho anche rivisto il kayak Aqua che avevo comperato tanti anni fa


 Giornata splendida e sole tiepido



Acqua fresca ma ancora fattibile, credo 17-18°C


Omo de panza con figliuolo


Martino sicuramente soddisfatto del pranzo...



Al ritorno bella pagaiata ancora assistita da me e poi per un bel tratto dal possente Gaetano; ritorno in hotel e relax sino all'ora di cena.


Momento "clou della cena" la premiazione di Martino con un bel libro agenda del Luciano e una simpatico apprezzamento di Martino a tutti noi "che abbiamo scoperto il kayak ad una certa età.."





Altra notte in hotel e alla domenica mattina rientro a casa in Lombardia in tutto relax...



Che dire, ci siamo divertiti e, grazie al Luciano, a Sottocosta e tutta l'organizzazione ho potuto godermi questo Wiskie assieme a mio figlio e ai vecchi amici di pagaia.

Buon Natale e tutti e arrivederci in acqua nel 2019!

martedì 23 ottobre 2018

Alla "Ciapa du Luu"

Fuori Sestri Levante verso Punta Manara c'è un bello scoglio chiamato "Ciapa du Luu" o chiappa del lupo, dove ciapa / chiappa significa pietra piatta.

A questo scoglio ci si arriva solo dal mare o attraverso il bosco tramite un sentiero scosceso in mezzo a rocce che franano, è davvero al limite e io non l'ho mai percorso.

E' un posto dalla storia singolare, negli anni '60 ha ospitato un micro ristorante che fu frequentato anche da Brigitte Bardot e Walter Chiari. Si servivano  piatti fatti con i polpi pescati li sotto, posso solo immaginare che figata non fosse.

Chi ne avesse curiosità troverà storia nell'ottimo libro di Rudy Ciuffardi "Vissi di amore e di polpo"


Oggi tutto questo non c'è più, si vedono solo un paio di zanche di ferro arrugginite, resto della struttura che reggeva un palco in legno.

In compenso lo scoglio è ancora li ed è sempre circondato da un mare trasparentissimo, sotto ci sono rocce, anfratti, canali che rilucono di un azzurro ipnotizzante, in diverse occasioni mi sono tuffato e ho nuotato qualche metro sotto a godermi quell'ambiente soffuso e al tempo stesso luminosissimo.



Quando posso ci torno sempre volentieri, è poco più di 1 km di pagaiata dal golfo di Sestri, ci vado preferibimente con la mia fida outrigger sia da solo che con la mia bella al seguito.


Quest'ultimo WE di caldo finalmente sono riuscito a portarci anche Martino andandoci con i kayak, dato che non c'era onda siamo riusciti a sbarcare e fare un ultimo bagno di chiusura dell'estate





Le prossime volte che ci tornerò so già che ci sarà più mosso, avremo meno voglia di sbarcare e il freddo ci terrà dentro i kayak.

Qualche volta quando sono a letto, a casa mia di inverno alla sera, mi capita di pensare allo scoglio, immagino come deve essere di notte battuto dalle onde, immagino i polpi e i pesci che vi abitano e inevitabilmente non vedo l'ora che torni la stagione per andare ad immergermi in tutta quella bellezza.



sabato 4 agosto 2018

Baidarka "am Rhein"

A fine luglio sono dovuto andare in Germania partendo all'ultimo momento... non avevo preso un biglietto aereo, dovevo stare su un numero di giorni imprecisato, andavo nel sud che è ancora abbastanza vicino ... morale alla fine sono scappato su in auto.

Son partito con l'idea di passare a lasciare giù il kayak che avevo sul tetto del mio VW ma poi mi sono detto "Mbè perchè senza canoa ? dove vado c'è il Reno.."

Dunque son partito alla volta del Gottardo dove per pura pigrizia mi sono fermato a dormire la notte nel Multivan anzichè, come converrebbe ad un viaggio di lavoro, in hotel.
In ogni caso è saltata fuori la meglio dormita di luglio dati i 22°C in quota!


Anche il lago dei 4 cantoni (Lucerna) che ho passato all'andata meriterebbe una gita, magari prossimamente.

Una volta in Germania ho trovato invece un caldo pazzesco e il Reno bassissimo! 
L'acqua era davvero tiepida e limacciosa anche se fondamentalmente è pulita.

Mi sono imbarcato vicino al mio stabilimento scendendo un argine artificiale molto ripido e dopo qualche acrobazia sui pietroni viscidi (san Baidarka leggero aiutami tu...) ho pagaiato poco meno di  2 miglia controcorrente sfidando il traffico delle chiatte.

Quest'ultime creano dei vortici molto forti al loro passaggio, specialmente quando ne passa una a salire e una a scendere; niente che un buon kayak da mare non possa incassare ma il risucchio lavora  tra fondale basso e fiume stretto e ho dovuto fare abbastanza attenzione a non farmi trascinare.

Dopo un oretta ho raggiunto un'ansa molto bassa dove ho potuto prendere terra senza funambolismi.


I boschi attorno al fiume sono davvero belli e ben tenuti, fossi stato li per vacanza non avrei esitato a campeggiarci una notte.


E' stato solo un piccolo diversivo nella routine lavorativa ma sono contento di aver messo lo scafo del vecchio Baidarka in acque germaniche.

Jawohl!


sabato 14 luglio 2018

Alla conquista di spiagge remote (??)

Visto che l'entusiasmo di Martino per il kayak non accenna a diminuire ieri ho deciso di "testarlo" con una gita di un minimo di lunghezza; siamo andati da Moneglia sino ad una piccola spiaggia che si trova verso Riva Trigoso per un totale di circa 4 miglia nautiche.

Il mare aveva ancora un poco di onda lunga, strascico dal maltempo dei giorni scorsi, niente di particolare per me ma un minimo di "challenge" per Martino soprattutto vicino alle punte dove le onde rimbalzano e diventano confuse.



Inevitabilmente punta dopo punta sin che non si è vista la spiaggia di arrivo il piccolo è andato in crisi "papà qui non si arriva più... " ma io ho fatto orecchio da mercante, tenuto un minimo il passo costringendolo a seguirmi.

All'arrivo sbarco ben riuscito e pranzo al sacco in pura tradizione IKdM





Finito di scofanarci la focaccia e la pizza ci siamo goduti un'ora di bagno con maschera a guardare i pesci, l'acqua era davvero spettacolare e piena di tanti piccoli pesci per la gioia di Martino.




Il rientro è andato meglio anche se nuovamente ad ogni punta arrivava la domanda "papà ma Moneglia dov'è?". Vai a spiegare che c'è solo da tenersi la costa sulla sinistra e continuare a pagaiare...

In sintesi la gita è andata bene ma mi rendo conto che per Martino ci vorrà del tempo per farsi le spalle e guadagnare l'abitudine a pagaiare per qualche ora senza sosta.

Oggi invece, a chiusura di una settimana marina, sessione di cura del kayak dove ho scoperto di avere un figlio pignolo per i dettagli della pulizia "papà adesso il kayak è mio e quindi lo tengo bene"...






Ah ah ha!! sarà contento il N.1 di sapere che c'è nuovamente chi mi costringe ad un minimo di manutenzione.

Fantastico!!