mercoledì 2 novembre 2016

Vecchia gloria McNulty

Ieri  ho ripreso il mio vecchio Baidarka per una uscita assieme a Sergio col suo Rockpool Alaw, parlando del vecchio scafo calcolavo che non siamo lontanissimi dai 40 anni..



Stando all'etichetta resinata dentro lo scafo il mio Baidarka è del 16-10-1978 quindi 38 anni suonati e fu costruito dalla McNulty, società a cui si appoggiava Hutchinson prima della P&H.



Ripensavo a quegli anni e a tutte le spedizioni, se è vero che negli anni '30 ci furono imprese tuttora ineguagliate (Franz Romer, Oskar Speck...).. è anche vero che l' "esplosione" ci fu negli anni '70 e in particolare negli ultimi anni 77-80

Infatti riguardando il sito: 
www.expeditionkayak.com/chronology-of-sea-kayaking
trovo una lista notevole tutta concentrata alla fine degli anni '70

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1977 Capo Horn

The first successful circumnavigation of Cape Horn was made by Goodman (3), who led three others on a successful 1977 mission. Goodman and crew shipped their Nordkapps to the southern tip of South America and then made their way from the U.K. only to arrive and find their kayaks damaged. Patching the kayaks and drying the fiberglass over a stove, Goodman then waited out a two-day gale before starting out from Hershal Island at 5 a.m. on Dec. 22, 1977. Despite 16-foot swells and 50-foot-high spray blocking visibility, Goodman became the first to paddle one of the most infamous and feared stretches of water on the planet.

1977 Islanda

Nigel Foster and Geoff Hunter were the first to circumnavigate Iceland in 1977

1977-78 Caraibi

The stormy Caribbean Sea was crossed by John Dowd and his wife Beatrice in a Klepper double in 1977-78

1977-78 Nuova Zelanda Isola sud

New Zealander Paul Caffyn has become a true expedition sea kayaking legend in his own lifetime. In 1977/8 Paul completed the first circumnavigation of the South Island of New Zealand in a Nordkapp built under licence by Grahame Sisson, a New Zealand kayak manufacturer. Paul’s ground-breaking journey is chronicled in his first book, ‘Obscured by Waves’.

1978 Isole Aleutine

The summer of 1978 also saw Derek Hutchinson’s Aleutian Islands expedition from Dutch Harbor on Unalaska 250-miles to Nikolski on Umnak using Baidarka Explorer kayaks.

1980 Norvegia

In 1980 the Scottish Kayak Expedition to North West Norway was the first formal and sponsored Sottish sea kayak expedition supported by the Scottish Canoe Association. As well as kayaking around the Lofoten and Vesteralen Island group, it involved a double crossing of the Maelstrom (Moskenstraumen) one of the largest whirlpool areas in the world, and was the first crossing ever undertaken by kayak.  The four team members were Jim Breen (Leader), Gus Mathieson, Bill Turnbull and Peter Wilson. They used Baidarka Explorers which at that time were made (and sponsored) by McNulty Seaglass in South Shields before Derek Hutchison the designer moved to P&H who made them latterly.

1980 Gran Bretagna

Paul Caffyn joined Englishman Nigel Dennis in a first complete circumnavigation of Great Britain in 1980 after just 85 days of paddling.
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Mi fa sempre impressione vedere come alcune di queste spedizioni furono fatte proprio con i kayak come il mio vecchio Baidarka, mi chiedo sempre come facessero a stoccare tutto attraverso i tappi tondi piccoli, è davvero un mistero se penso alle tende di allora che avevano dei tremendi paletti di ferro che era un impresa anche portarseli in moto.

Mi chiedo anche come facessero a muoverli dato che da vuoto il kayak pesa già 35 kg... non oso pensare riempiti di materiale per spedizioni in aree remote.

Nulla da dire, tempi eroici!




lunedì 12 settembre 2016

Paddling in the blue, riding in the green


Fantastico questo settembre... il mare ha assunto trasparenze ipnotiche, l'acqua è tiepida, la ressa è un ricordo... una vera pacchia.

Dopo una lunga corsa in vespa ho passato diverse ore a zonzo sul blu, catturato dall'azzurro dell'acqua e del cielo,cullato da ondine leggere, scaldato dal tepore di una estate che non vuole passare

Complice la fida Tsunami che, reduce da mille riparazioni e pezze varie, mi porta negli angoli più remoti, scivolando leggera leggera... grattando su qualche scoglio quando serve.

I faraglioni di Moneglia hanno la stesa luce sotto e sopra il mare

La mia faccia "inciucchita" tradisce la levataccia, i 300 km in Vespa, tutto il sole preso e tutti i bagni fatti sino a qui...


La baia di Moneglia supera se stessa in trasparenza, il fondale sarà almeno 10 m ma si vede come fosse li...

Raggiungo Moneglia e mi getto nello storico "pizza a metri" per rifocillarmi


Al ritorno temporali in agguato ed elicotteri al lavoro.



Chiudo la giornata rientrando a casa in vespa via Santo Stefano d'Aveto, Bobbio, Piacenza, Crema, Bergamo... un bagno lungo 150 km nel verde delle valli e delle forre appenniniche.

Buona domenica!


Smiling boys

Come fare una foto di Martino sorridente, lui che appena vede una macchina fotografica / telefonino assume sempre un aria ingrugnata?
Semplice, mettilo alla sera su una canoa e scorrazzalo in giro per il fiume!




Come fare un foto di Cortez sorridente?
Semplice! Mettilo in canoa con la sua vecchia pagaia

Che dire... Life is good!

 



(source www.lifeisgood.com)

mercoledì 27 luglio 2016

Moneglia again

Sabato sera, complice una certa difficoltà a trovare alloggio a Sestri ho applicato il mio piano B e sono scappato in mare da solo con il mio fido Baidarka.
Una bella pagaiata e sono sbarcato a Moneglia alla Secca, è andata bene perchè la leggera pioggia della partenza si è dileguata e i temporali sono rimasti all'orizzonte.


Ho piazzato la tenda al Camping La Secca (..azz! quanto costa il posto x tenda singola!) e sono sceso a Moneglia oramai all'imbrunire


In attesa di vedere degli amici mi sono rilassato con una ottima cena a base di zuppa di pesce e gelato al wiskie finale.

Tanto va il kayakista al cibo ...che ci lascia lo zampino, alle dieci e mezza ero cotto e ho messaggiato gli amici circa il mio imminente ritiro a cuccia.

Prima di andare a nanna, veloce visita alla barca, sia per la tipica apprensione del marinaio che controlla il suo naviglio sia perchè ....avevo dimenticato il sacco a pelo in un gavone.


Il sacco a pelo potevo anche lasciarlo, la notte in tenda ha fatto così caldo che non sono nemmeno riuscito a mettere la maglietta, in compenso nessuna zanzara e ronfa ristoratrice (ci voleva dopo due sera a mojto e disco anni '80... non ho più l'età...)

Alla mattina ripartenza con qualche difficoltà all'imbarco e veloce sosta a Moneglia per la colazione,


Rientro con navigazione tranquilla e primi sprazzi di sole a illuminare punta Baffe nella sua freschezza mattutina.


Che dire, quando gli amici di Sottocosta scrivono che "il kayak fa anche da villetta al mare"... forse non hanno tutti i torti.

Alla prossima!



domenica 12 giugno 2016

Carta e penél fa su el batél

Arriva l'estate, mi appresto ad andare a zonzo sul mar col mio outrigger... ma prima devo fare delle riparazioni.

Quest'inverno avevo trovato la zona del timone sfondata (la barca sta tutto l'anno in spiaggia...) e le guide dei cavi del timone erano abbastanza conciate.

Anni fa avevo fissato "alla buona" dei tubetti di plastica esterni per ovviare ai cavetti di acciaio che si erano grippati dentro lo scafo (inaccessibili!) 

Avevo fissato delle guide esterne, prima con del costrufix e poi con una fettuccina di vetroresina... però sale, utilizzo, UV etc hanno frustato non poco il tutto

Inizialmente avevo pensato solo di riprenderli con un po' di gel coat nero ma poi, complice anche del gel colato in un paio di tubetti ho visto che i vecchi tubetti erano tutti secchi e distrutti

Pertanto ne ho posati di nuovi e con l'occasione ho dato una forma a montagnetta alla resina che li ricopre.

Stavolta ho posato dei tubetti lunghi in modo che il gel coat non vi potesse colare dentro e poi a gel asciutto li ho tagliati in opera


Ho rimontato i cavi esterni e ho protetto il tutto con del cellophane per la completa asciugatura durante la notte (piove mannaggia)


Un paio d'ore di carta e penel... e il batèl è pronto a riprendere il mare dell'estate.

domenica 5 giugno 2016

Kefalonia

Finalmente dopo tanti anni sono tornato in Grecia per una (breve) vacanza, la meta scelta è stata Cefalonia.


Vi sono andato con l'intento di far nulla e passare tutto il tempo sdraiato al sole... MA ... complice un volantino trovato per caso... ho scoperto che era possibile fare un giro in kayak da mare grazie alla Seakayakingkefalonia (e ai colleghi della Odysea.gr)

Mi sono quindi iscritto ad una escursione che si teneva nella zona nord dell'isola.


L'organizzazione della Seakayakingkefalonia è stata impeccabile, carrello con i kayak pronti a 2 metri dal punto di imbarco, attrezzatura completa (maglie anti UV, cappellini, sacche stagne, salvagenti di qualità etc) e... pranzo preparato all'ombra su una spiaggia remota!




Gli istruttori ci hanno fatto fare anche qualche gioco... organizzato con l'intento di andare a bagno e imparare a risalire sul kayak...


Abbiamo trovato una giornata perfetta, circa 24 °C, leggerissima brezza, sole.


Interessante alla partenza l'imbarco "svizzero" fatto dalle guide stando in piedi sul kayak..


Non ho delle foto, ma addirittura per un tratto mi hanno dato una pagaia greenland in carbonio!!
L'unico problema incontrato è... la voglia di tornare a fare un viaggio di più giorni!


domenica 14 febbraio 2016

Povero Piero

Il sabato di carnevale il club Trezzo kayak ha dato il suo supporto nella manifestazione del "Povero Piero", rogo di un grande fantoccio che simboleggia l'inverno.

Il rogo si tiene in mezzo al fiume e ci sono diverse coreografie di contorno, musica, fuochi di artificio e ...le canoe del Trezzo kayak dotate di torce che illuminano il buio del fiume in attesa dell'arrivo del fantoccio.

Adesso che abbiamo il rimessaggio delle canoe direttamente sulla riva del fiume è tutto molto più semplice anche se ricordo con piacere alcune edizioni passate dove ci imbarcavamo quasi 1 km più a nord in mezzo al bosco al buio.

Io comunque non ho sfruttato questa comodità perchè avevo voglia di pagaiare con uno dei miei kayak da mare dunque ho mantenuto il vecchio schema: mi sono imbarcato un po' più a nord dove riuscivo ancora ad arrivare con la macchina.

E' stato bello scendere circa 1 km di notte da solo e sbucare all'ultimo momento in mezzo agli amici che stavano preparando le canoe.

Sul kayak avevo messo una lunga pertica di legno per legare la fiaccola oltre la poppa e tenerla lontana dallo scafo ... non si sa mai, prima di bruciare la barca! Ho dunque fissato velocemente una fiaccola e alle 21 circa eravamo tutti in acqua, 15 persone se ho ben contato.

Tra vari passaggi "di coreografia", tutti allineati o tutti in fila (ma si vedrà la differenza da terra?) abbiamo seguito l'intero spettacolo dall'acqua.

Non è mancata una bottiglia di whiskey che girava di canoa in canoa...


Le canoe tutte dotate di fiaccola


Il rogo


I fuochi





A fine spettacolo tutti a mettere vie le canoe mentre io ho risalito il fiume sino alla macchina godendomi anche anche quest'ultima pagaiata.

Forse la sera non troppo fredda, forse la musica lontana, forse il luogo che conosco molto bene avendoci pagaiato tantissime volte di giorno... ebbene mi sono chiesto perchè non vengo mai a pagaiare di sera.

Sicuramente un pensiero esagerato, di certo posso dire che in questo tipo di sere ne vale la pena!!