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domenica 15 maggio 2022

Preparazione per la Corsica

In questi ultimi anni sto soffrendo di mal di schiena a stare tante ore in kayak, quindi in preparazione del giro che vogliamo fare a fine mese mi sono dedicato a fare ulteriori miglioramenti alla seduta del mio Baidarka.

Ho iniziato saltando da un kayak all'altro per provare la sensazione di seduta e soprattutto il "lay back" sul ponte posteriore per stirare ste benedette vertebre.


Subito dopo, fresco di test, ho preso gomma, colla, forbici, pazienza e ho iniziato a modificare la seduta.


Non ho toccato il sedile perchè questo era già OK come posizione, alto dietro per evitare infossamento, ma ho aggiunto della gomma tra sedile e pozzetto e ho raccordato il tutto sino al bordo posteriore.

Adesso mi è possibile sdraiarmi all'indietro sentendo una morbida curva di gomma che lavora a mo' di "panca inversa"... .



Già che ero li ho anche provato a realizzare una mia vecchia idea, cioè avere i primi due elastici davanti al pozzetto in realtà basati su cimette  che rendono la tenuta più rigida.

Uno o più giri multipli di elastico permettono poi di tarare la forza della tenuta.


Il tutto lavora molto bene quando si mette la pagaia di traverso


Direi che ci siamo.... non resta che attendere di partire!


sabato 14 luglio 2018

Alla conquista di spiagge remote (??)

Visto che l'entusiasmo di Martino per il kayak non accenna a diminuire ieri ho deciso di "testarlo" con una gita di un minimo di lunghezza; siamo andati da Moneglia sino ad una piccola spiaggia che si trova verso Riva Trigoso per un totale di circa 4 miglia nautiche.

Il mare aveva ancora un poco di onda lunga, strascico dal maltempo dei giorni scorsi, niente di particolare per me ma un minimo di "challenge" per Martino soprattutto vicino alle punte dove le onde rimbalzano e diventano confuse.



Inevitabilmente punta dopo punta sin che non si è vista la spiaggia di arrivo il piccolo è andato in crisi "papà qui non si arriva più... " ma io ho fatto orecchio da mercante, tenuto un minimo il passo costringendolo a seguirmi.

All'arrivo sbarco ben riuscito e pranzo al sacco in pura tradizione IKdM





Finito di scofanarci la focaccia e la pizza ci siamo goduti un'ora di bagno con maschera a guardare i pesci, l'acqua era davvero spettacolare e piena di tanti piccoli pesci per la gioia di Martino.




Il rientro è andato meglio anche se nuovamente ad ogni punta arrivava la domanda "papà ma Moneglia dov'è?". Vai a spiegare che c'è solo da tenersi la costa sulla sinistra e continuare a pagaiare...

In sintesi la gita è andata bene ma mi rendo conto che per Martino ci vorrà del tempo per farsi le spalle e guadagnare l'abitudine a pagaiare per qualche ora senza sosta.

Oggi invece, a chiusura di una settimana marina, sessione di cura del kayak dove ho scoperto di avere un figlio pignolo per i dettagli della pulizia "papà adesso il kayak è mio e quindi lo tengo bene"...






Ah ah ha!! sarà contento il N.1 di sapere che c'è nuovamente chi mi costringe ad un minimo di manutenzione.

Fantastico!!

lunedì 1 maggio 2017

Ritorno al Désert

Da tempo attendevo la possibilità di tornare in kayak al Désert des Agriates e finalmente questa primavera ho trovato una finestra di tempo per il 25 aprile.

Il desert è una meta a me particolarmente gradita per ricordi passati e per il tipo di natura e organizzazione che vi si trova... adoro il paesaggio assolutamente privo di case e strade (ci sono solo piste da 4x4 molto serie), mi fa tornare ad un ipotetico passato che non ho mai vissuto, ad un passato dove le mandrie raggiungevano libere la costa e pascolavano in riva al mare, un passato fatto di zone disabitate e selvagge.

E' stato particolarmente piacevole tornare con due amici fidati come Gaetano e Duilio, due amici che vivono lontano, che vedo poco o niente ma che, come per magia, al momento giusto sono li con me a condividere questa vacanza ricordandomi che non siamo mai veramente distanti.

Dunque ad un certo punto abbiamo fissato il gruppo...


... abbiamo studiato come caricare tutto su una sola auto..

  

e sono partito per Fossano dove avevo un ultimo incontro di lavoro prima di scendere a Livorno.


Il giorno dopo corsa verso Livorno e piacevole serata a cena con Paolone che gentilissimo mi ha raggiunto all'area camper.

Dopo una notte nel mio fido Multivan alla mattina, arrivati Gaetano e Duilio, siamo passati dalla teoria alla pratica, in soli 35 minuti il miracolo era compiuto, materiale e kayak caricati, ovviamente tutto diverso da quanto programmato... ma si sa, andar per mare non viene mai come pensi.


  

Parcheggiamo in centro la macchina di Gaetano e poi complicatissimo arrivo al porto, inclusivo di errore e percorso su corsia bus... ma finalmente siamo sul traghetto, il pilota se ne va e ci dirigiamo verso la Corsica.

    


Arrivati in Corsica alla sera ci piazziamo in un campeggio fronte mare a S.Florent e parte la prima pasta alla colatura di alici


Il giorno dopo finalmente si naviga, c'è vento abbastanza forte, le previsioni danno 15-20 nodi con raffiche a 25, quindi decidiamo di andare solo alla sommità del golfo di S.Florent e di passare il resto della giornata in spiaggia.


La risalita ci costa due ore per me abbastanza toste, il vento arriva effettivamente a 20 nodi e ci soffia diritto di prua, non sono più allenato e la differenza con chi vive al mare e pagaia spesso...si vede.

In ogni caso giornata fantastica, mare e cielo eccez(z)ionali veramente!





Alla sera Pastis celebrativo in piazzetta a S.Florent.


Il secondo giorno il meteo è OK, fuori c'è ancora molto vento (le previsioni danno 35 kt) ma solo al largo e quindi partiamo alla volta della spiaggia di Ghignu.
Mi affido alle previsioni WRF 9km che hanno il modello del terreno ed effettivamente sotto costa il vento è poco, non troviamo mai più di 10 nodi .


Lungo il percorso Duilio detto "U piscaduri" non tradisce il suo buon nome e piglia un paio di occhiate di buona taglia... una diventa il suo nuovo telefonino a prova d'acqua...
Raggiungiamo quindi la spiaggia di Saleccia per la sosta pranzo.



Mi incasino un poco nello sbarco, prima volevo scendere sino a terra tutto chiuso come ha fatto Gaetano davanti a me. A metà strada cambio idea e decido di sfilare le gambe, apro il paraspruzzi proprio mentre la canoa parte in surfata, risultato riempio il pozzetto d'acqua e arrivo a spiaggia in aggancio con la canoa da 200 kg... poco male, l'istinto di buttarmi nell'onda e agganciare almeno ha funzionato bene... non posso dire altrettanto per la mia capacità di previsione delle onde e dei tempi.



Alla sera arriviamo finalmente alla spiaggia di Ghiugnu dove svolgiamo tutti i riti previsti, aperitivo con pesci di Duilio, cena, montaggio camp, chiacchere sotto le stelle e ronfata dalle 21 in poi.







In questi giorni la natura è al top, ci sono i fiori persino in mezzo alla sabbia..


Il terzo giorno il meteo è OK, le previsioni danno poco vento, ma il "dito" della Corsica è carichissimo di nuvoloni scuri... decidiamo di non fidarci e perlomeno ci portiamo dentro il golfo di S. Florent.
Ammirevole la pazienza di Gaetano con me che ho ritardato la partenza di almeno 1 h mentre cazzeggiavo e discutevo con Duilio sulla medicina cinese si, medicina cinese no...

Rientriamo passando per le solite spiagge popolate dai bovini


Al ritorno la parte pallosa del viaggio, svuotamento dei tre kayak che ci hanno accompagnato, il mio fido Baidarka explorer, l'X-plore S di Duilio e il Romany explorer di Gaetano... tutti explorer!


N-simo Pastis celebrativo in piazzetta a S. Florent ... che il relax con gli amici e il Pastis sia stato il vero leit-motiv di questa vacanza?


Il 25 si riparte, siamo al porto, mi dico quanto è stata bella questa vacanza, ripenso a chi per la prima volta mi ha mostrato questi luoghi ...e .... come d'incanto, eccolo! ... transitava di rientro da una randonnee a piedi... il mitico Geo !




Ora la vacanza è davvero completa!

Peccato solo manchi il n.1... è impegnato in un viaggio in kayak in Grecia, un viaggio che sognava da tempo e che non si è voluto lasciar scappare. Noi approviamo, facciamo qualche sfottò e lo attendiamo al varco per rifarci!

Alla prossima.

Alessandro

giovedì 2 luglio 2015

5 terre senza fretta

Da tempo volevo prendermi tre / quattro giorni da passare in kayak a zonzo senza fretta, finalmente la scorsa settimana tutti gli impegni si sono messi per il verso giusto, il meteo si preannunciava spettacolarmente bello...

 

... dunque son potuto partire col mio fido Baidarka in tutta tranquillità.


Giovedì ho messo il kayak in acqua a Sestri e ho pagaiato da solo sino Levanto.
Contrariamente alla mia idea è stata molto dura arrivare in quanto nonostante cappellino, occhiali e il continuo bagnarsi ho sofferto il caldo e mi sono probabilmente "insolato".

Ho sofferto di nausea e di una eccezionale stanchezza, una volta arrivato nella baia di Levanto ero morto e mi sono fermato più di 5 volte prima di attraversarla del tutto ed arrivare a terra.

A terra ho affrontato la "via crucis" di tirare su il kayak pieno e fortunatamente ho trovato posto nell'ottimo campeggio che si trova a soli 100 m dalla spiaggia (san carrellino mi ha aiutato non poco)



Alla sera mi sono un po' ripreso anche se poi mentre mangiavo in pizzeria  mi cadeva la testa nel piatto come se fossi ciucco!

Comunque una splendida serata e una notte di sonno mi hanno rimesso a nuovo.


Venerdì mattina colazione in campeggio, ho lasciato li tenda e gran parte del carico e mi sono trovato col N1 per andare sino a Riomaggiore,


Di seguito il  racconto di Antonio.
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A volte si parte con in mente una destinazione "mito", una calamita che attira lontano. Spesso il traguardo giustifica un viaggio mediocre, noioso, banale.
Con Alessandro siamo partiti da Levanto girando le prue verso est. Da qui l'Italia snocciola la sua costa fino in.....Calabria. Chissa', forse un domani, passando a prendere prima Duilio e poi Gaetano.....dai ragazzi che si va fino a guardare Scilla e Cariddi
Pagaiare senza tempo e senza meta. Lasciare una spiaggia alle spalle, guardare un orizzonte lontano , strisciare in ogni anfratto della costa, non perdere niente, assaporare ogni centimetro.
Perdere il senso di luogo, vivere in uno spazio tempo sospeso, indefinito. Abbandonare la gestione della vita ad un ritmo diverso, che stordisce, scava dentro, purifica, risana.
Un velista ha scritto di una misteriosa energia che sale dalle profondità. Non è per tutti , occorre entrare in sintonia con il mare. Ci deve benvolere, amare, poi ci inonda di questa sua medicina salvifica. Con il mare non si dialoga, si ascolta. Il suo è un monologo che racconta qualcosa che sfugge sulla terra ferma. Un misto di amore e timore, uno stop nello scorrere frenetico della pellicola della vita.
Siamo solo noi due con due affidabili compagni, un Alaw Bach e u  Bajdarka. Siamo un po ' stanchi e felici di ritrovarci lì.  Alessandro con i suoi pensieri,  io con i miei. Non è facile riallacciare un dialogo con tanti tempi morti in mezzo, ma ci si conosce a fondo e si fa in fretta. Le pagaie scivolano nell'acqua estiva di Punta Mesco. Le vediamo immergersi nella trasparenza e sotto i raggi del sole disegnare lance di luce. Ogni luogo ha una sua anima, questa parte di Liguria è magica.
Sono le 9, 00 ed è già caldo.  La Palmaria si intravede galleggiare nell'aria opaca. I promontori delle 5Terre si contano e la'dietro non si vede Portovenere. Pensiamo di andare a dargli un'occhiata, ma vedremo cosa dirà il nostro corpo. L'acqua è dura, forse abbiamo una correntina contro. Si pagaia e si parla. Sbarchiamo a Riomaggiore,  la folla è quasi una calca da stadio. Si sentono parlare le lingue di mezzo mondo.
Da ragazzo venivamo da queste parti, si respirava un'assenza,  un vuoto. Quattro vecchi , il negozio di alimentari, un'osteria e tante case zitte. Chi assente, emigrato altrove, chi partito per sempre. Il sole sempre quello, le case appese, i viottoli con i gatti, quattro gozzi provati dal tempo. Era un silenzio che raccontava storie di vite passate, lasciava il tempo per entrare in armonia con il posto. Viottoli di una bellezza struggente, piccole balze coltivate a strapiombo, olivi, orti, poche vigne. La fatica di vecchie braccia si era rifugiata sugli appezzamenti più accessibili. Le 5Terre vivevano nella loro intimità, vedevano rari stranieri e qualche ligure romantico, non dovevano temere "le bombe d'acqua".
Sbarcare a Riomaggiore non è semplicissimo, soprattutto quando si deve fare i conti con delle bagnanti over size e due kayak da 5 metri. Ovunque gente abbarbicata su scogli a picco e su per sentieri scoscesi.  Riusciamo a recuperare un po ' di frutta, pomodori e pane, quanto basta per starcene su una spiaggia dalle parti di Corniglia. Siamo sotto una costa disastrata, frane ovunque. Guardare in alto le ferite della terra fa male, soffro. La bellezza sfregiata racconta di una fragilità pericolosa, di un futuro precario. Il sole ha la meglio, il mare con quei massi in trasparenza ipnotizza. Il tempo passa e quando rientriamo in kayak è ora di ritornare a Levanto. Qualche surfata occasionale e Punta Mesco passata palmo a palmo....

Grazie Ale, thanks Ing, è stato un piacere stare insieme per mare, in kayak! Alla prossima! 

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Il venerdì sera ero di nuovo bello cotto dalla luce e fatta una doccia verso le 19 mi sono messo un attimo in tenda... mi sono svegliato a mezzanotte gusto per lavare i denti e tirare diritto sino alle 8 del giorno dopo.


Sabato kayak di nuovo pieno e via verso Moneglia su un acqua trasparente nel fresco della mattina.


Arrivato a Moneglia mi sono gettato su una pizza del "Pizza a metri"...


Nel pomeriggio ho preso posto al camping Smeraldo dove una esilarante signora russa mi ha chiesto con molta insistenza di provare il Baidarka nonostante fossi davvero perplesso.
Ma alla rassicurazione "io va sempre in fiume di Russia con kayak" mi sono lasciato convincere e le ho lasciato il kayak.
La tizia ha pagaiato un po' e tutto sommato stava su, comunque non si è fatta mancare nulla infatti ha centrato un bimbo che nuotava,  è andata a sbattere contro la banchina di cemento, poi si è ribaltata ed è uscita non prima di avere bevuto.
Mi ha divertito molto suo commento fatto con voce allegra "kvesto kayak io no capisce, no gira come kayak di Russia di fiume, però molto belo, grazie, grazie di giro"

Me ne sono poi andato alla punta verso Sestri per incontrare Cesare ed Ingrid che arrivavano niente popodimeno che da Rapallo. Neanche a farlo apposta ho aspettato solo tre minuti e li ho visti arrivare con le inconfondibili pagaie greenland.

Alla sera abbiamo cenato alla pizzeria del campeggio godendoci un fresco eccezionale (il camping è sul mare, fianco montagna girato a levante e alla sera va presto in ombra, il fresco è garantito).
La tenda era su una terrazza con totale vista mare. meglio di un hotel di lusso!



Domenica mattina abbiamo ricaricato tutto nei kayak e con Cesare ed Ingrid siamo ripartiti verso Sestri non prima di una sosta a Moneglia per fare scorta di pizza, farinata e tortini di verdure del mitico forno "pizza a metri"

A mezzogiorno abbiamo parnzato sbarcando in maniera asssassina (per piedi e gel coat) sugli scogli della baietta di Sestri.
Alla ripartenza Cesare ed Ingrid sono andati diritti verso Rapallo mentre io mi sono fermato a Sestri per riprendere la macchina.

Una piacevole sorpresa c'era mio figlio Martino li con la mamma e dunque mi sono fermato sino a sera per mangiare la pizza assieme al conte Max.

Ho ingannato l'attesa riprendendo il mio outrigger parcheggiato alla Lega navale di Sestri e facendoci un po' di  pagaiate nel tentativo (poco successfull) di prendere le onde fatte dai motoscafoni che rientravano in porto

Dopo cena una ultima foto del tramonto in baia a Sestri e mi sono rimesso in auto per rientare a casa in Lombardia.



Sono stati 4 giorni fantastici (a parte la botta di sole del primo pomeriggio...) passati sull'acqua, con il kayak, con gli amici a ritmi assolutamente di puro cazzeggio, mare, sole, chiacchere e totale libertà.

Credo questi giorni li ricorderò con molto piacere.