lunedì 23 agosto 2010

Gulf stream?

Mi è sempre stato detto che la Liguria ha una corrente che porta da E verso W... il triste caso di cronaca della Contessa caduta (o buttata?) in mare dalla sua villa di Portofino e ritrovata pochi giorni dopo in Francia ne sono testimoni.

Domenica scorsa ho potuto verificare di persona la velocità della corrente in una tranquilla pagaiata da Chiavari a Portofino.
Non essendoci stati ne vento ne onda i dati che ne risultano sono abbastanza neutri.
Assieme ad Antonio e Vincenzo siamo partiti da Chiavari alle 8.55 e siamo arrivati giusti alle 10.00 alla punta di Portofino.


Anche considerando di aver sempre pagaiato (non è vero, ci siamo fermati a metà golfo a fare qualche eskimo per rinfrescarci) e considerando di aver fatto un tiro diritto (in realtà avremo "zig-zagato" un po' allungando il percorso) viene fuori una media di 9 km/h!!

Visto che si chiaccherava e si pagaiava in relax difficilmente saremo andati a più di 6 km/h (poco più di 3 nodi) .... ne deduco che la corrente verso W sia di almeno un nodo e mezzo.

Non so se si tratti di un fenomeno regolare e costante, in ogni caso mi verrebbe la curiosità di riprovare una ELC stando fuori di 2-3 km per vedere quanto si guadagna.

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I was always told that Liguria has a current that leads from E to the W.... this could explain the sad story of the Countess fallen (or thrown?) into the sea from her villa in Portofino and found a few days later in France.

Last Sunday, I could verify by myself the current velocity in a quiet paddle from Chiavari to Portofino.
There were neither wind nor wave so the resulting data are fairly neutral.
Together with Antonio and Vincenzo we left Chiavari at 8:55 and we arrived at the head of Portofino at 10 o'clock.
Even considering that we paddled constantly (not true, we stopped halfway to do some refreshing eskimo rolls) and considering that we hold a straight path (by sure we zig-zag-ed a little bit lengthening the path) we kept an average of 9 km / h!

Since we were chatting and paddling in a relaxed way we hardly went more than 6 km/h .... I must conclude that the current towards W is at least one and a half knot.

I do not know whether this is a stable stream, in any case I would be curious to try a ELC (East Liguria Challenge, one day paddle from Portovenere to Sestri Levante) remaining 2-3 km
offshore to see how much the stream is helping.


mercoledì 11 agosto 2010

Carbopaletta

Ho sempre avuto la curiosità di come si comporterebbe una pagaia dalle dimensioni generali di tipo groenlandese ma dalla fattura piatta ed affilata di una pala da fiume (pala che come gli americani chiamerò qui "euro" per distinguerla dalla groenlandese)
Non avendo risposta me ne sono costruita una, per poter raggiungere spessori minimi ho utilizzato come base una lamella di legno rinforzato da fogli di carbonio... da cui il nome.
La pagaia è 235 cm per 10 cm di massima larghezza

I have always had the curiosity about how a Greenland paddle would perform with its general dimensions but with the flat and sharp form of a river blade (blade that as the Americans do I will call here "Euro" to distinguish it from Greenland)
Having no answer, I built one, in order to reach minimum thicknesses I used a wooden slat reinforced with carbon fiber as a base ... hence the name (note: this makes sense only in Italian....)
The paddle is 235 cm by 10 cm of maximum width
Ieri ho fatto una pagaiata in Adda col Baidarka e la carbopaletta... ecco il resoconto.
In effetti credo di aver imparato qualcosa da questo piccolo esperimento... mi spiego: ho sempre
sentito nettissima la differenza tra la euro e la greenland senza però capire esattamente quanto fosse dovuto alla palettona e quando alle sottigliezza delle pale.
Ebbene con la carbopaletta si ha la forma generale da greenland e le forme affilate e poco bombate della euro.... ergo si riesce a farsi un'idea di dove "riesiedano" le proprietà della pagaia.

Yesterday I paddled in Adda River with my Baidarka and the "carbopaletta" ... here is the report.
In fact I think I have learned something from this little experiment ... let me explain: I always have
felt the difference between the euro and the greenland very clearly without however understanding exactly how much was due to the blade shape and when to the thinness of the blades.
Well with the carbopaletta you have the general greenland shape and the sharp and less "fat" profile of the euro .... ergo you can get an idea of where the properties of the paddle "really are".

Ora posso dire la mia impressione: la greenland deve la sua peculiarità alla sezione a rombo e non tanto alla pala allungata.
La sezione a rombo da una portanza poco variabile dall'angolo di approccio all'acqua, o meglio, porta sempre anche se messa fuori angolo ottimale. La euro di contro porta tantissimo su un angolo preciso e via da quel punto di massima efficienza invece la portanza crolla e la pala "scappa via"
Ebbene la carbopaletta ha questa stessa caratteristica delle euro: porta tantissimo e prende tanto l'acqua su un angolo preciso e poi "scappa". Da utente greenland non amo questa caratteristica...ma è la stessa delle euro e probabilmente i fluviali al contrario apprezzeranno questo comportamento.
Nel timone di prua è praticamente una euro, taglia precisa e si sente tanta forza se la fai lavorare.

Now I can say my impression: the greenland owes its peculiarity to the rhombus section and not so much to the elongated blade.
The rhombus section gives a little variable lift from the angle of approach to the water, or rather, always gains purchase on the water even if placed out of an optimal angle. The euro on the other hand brings a lot on a precise angle and away from that point of maximum efficiency the purchase collapses and the blade "runs away"
Well the carbopaletta has this same characteristic of the euro: it carries a lot and takes a lot of water on a precise angle and then "runs away". As a greenland user I don't like this feature ... but it is the same as the euro and probably the river runners will appreciate this behavior.
In the bow rudder it is practically a euro, precise slicing and you feel a lot of strength if you make it work.

La paletta ha anche dei difetti di gioventù... ho lasciato il bordo esterno squadrato a spigolo vivo e questo non è un granchè, tende a tirare giù le bolle d'aria. Anche qui ho imparato che se la paletta è molto piatta l'angolo di entrata deve essere affilatissimo.
Un bordo un po' massiccio te lo puoi permettere se dietro c'è la sezione romboidale che continua ad aprire l'acqua, se invece dietro c'è una lamina piatta... beh allora l'acqua si richiude verso di essa turbinando e trascinandoci aria.
In compenso sono soddisfatto del manico: è formato da tre listelli di legno con due lamine di carbonio, è molto rigido e al tempo stesso "giusto" al tatto.

The blade also has some youth flaws ... I left the outer edge with a sharp square profile and this is not that great, it tends to pull air bubbles down. Here too I have learned that if the blade is very flat the entry edge must be very sharp.
You can afford a somewhat massive edge if behind there is the rhomboid section that continues to open the water, if instead there is a flat sheet behind ... well then the water closes towards it swirling and dragging air.
On the other hand, I am satisfied with the loom: it is made up of three wooden strips with two carbon sheets, it is very rigid and at the same time "right" to the touch.

Adesso attenderò uno dei prossimi WE in cui non sarò al mare per correggere il profilo e poi farò altre prove.

Now I will wait for one of the next WE in which I will not be at the sea to correct the profile and then I will do other tests.

martedì 6 luglio 2010

East Liguria Challenge

Sabato 3 luglio si è tenuta la ormai "classica" ELC per l'occasione modificata su un percorso circolare (Levanto - Porto Venere e ritorno) per evitare il recupero delle auto alla fine.



Dopo una cena serale e una nottata tutti assieme in campeggio, alla mattina del 3 siamo partiti alle 7.25 da Levanto e ci siamo diretti verso Porto Venere.
La mattina era calmissima e caldissima. Qui sotto una foto presa a Punta Mesco prima delle 8.

La prima sosta, per il caffè!!, l'abbiamo fatta a Vernazza


Una volta a Portovene (12.40 circa) abbiamo pranzato in un ombroso baretto e per le 14.00 ci siamo reimbarcati.

Al ritorno abbiamo fatto di nuovo sosta a Vernazza accedendovi però dalla grotta.



Alle 19.30 siamo infine ritornati a Levanto.
In totale abbiamo percorso circa 55 km.

Come sempre è stata una bellissima esperienza, di fatica e di amicizia. Un ringraziamento a tutti gli amici che hanno partecipato, in particolare a Gaetano che si è fatto 1600 km per essere con noi.

A memoria futura pubblico quanto mi ricordo (partecipanti, percorso, kayak usati) delle passate edizioni ... in pratica l' "Albo d'oro" della ELC:

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2004
Camogli --> Sospesa per maltempo a Sestri Levante
Colantuoni
Raggio

13 agosto 2005
Riva Trigoso -- > Bonassola
Seconda giornata sospesa per vento forte
Colantuoni
Raggio
Cazzaniga (Qivittoq)

22 luglio 2006
Porto Venere --> Sestri Levante
Colantuoni (Aqua)
Cazzaniga (Aqua)

21 luglio 2007
Porto Venere --> Sestri Levante
Colantuoni (Avanaq Classic)
Cazzaniga (Avanaq Agile)
Paolini (ASA)
Sartori (Avalon Viviane)
Gioia (Sardinia)
Belloni (Viking)

27 luglio 2008
Porto Venere --> Sestri Levante
Colantuoni
Cazzaniga (Greenlander)
Spada (Nordkapp)
Ventura (MSC)
Belloni
Cadoni (Baidarka)
Henry Weir
Milone
Clarizia (Avanaq Agile)

2009
Annullata per vento forte

3 luglio 2010
Levanto --> Porto Venere --> Levanto
Colantuoni (Inuk)
Cazzaniga (Baidarka)
Ferro (Sirius M)
Nickel (Nordkapp)
Ferrero (Avanaq classic)
Peressi (Greenland Tahe)
Belloni (Kitiwec)
Brentana (Wind 585)
Clarizia (Tide race explorer)

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lunedì 5 luglio 2010

Agriates: ricordo di una cena

Il 29 maggio è stata una sera speciale, dopo avere pagaiato assieme tutto il giorno abbiamo raggiunto la spiaggia di Guignu dove passare la notte.

Cesare che è stato il nostro capitano conosceva la zona benissimo per averci passato tante vacanze in barca a vela assieme ai suoi genitori prima e alla sua famiglia dopo. La sua esperienza ci ha permesso di prenotare per tempo le casupole di pietra e in attesa della notte ci siamo accomodati sotto un vecchio albero per cenare.


Gaetano, che non mangia pesce, è però un amante della pasta alla colatura di alici e prima di partire si è procurato da una fidata fonte della colatura doc.
Abbiamo quindi potuto gustare tale prelibatezza in uno scenario del tutto unico.


Che bisognava mangiare il sottoscritto non se lo è fatto dire due volte....


Incredibile la quantità di cose che ci si riesce a portare in kayak, di solito a casa non mangio su tavole così ben imbandite... uno dei grandi vantaggi del gruppo è anche questo, ognuno porta qualcosa e alla fine è sempre una festa.


Più tardi ci siamo presi un caffè passeggiando sulla spiaggia sottostante in attesa del buio.


Vedere scendere lentamente la notte su una terra assolutamente priva di luci artificiali è stato un spettacolo insolito. La notte tiepida e e serena ci ha portato il meritato riposo.



Un grazie a tutti i partecipanti e specialmente a Cesare che ha fortemente voluto ed organizzato tutta la gita all'Agriates e questo campo serale.
Credo che per lui tornare assieme agli amici dove passò tanti giorni felici con suo padre sia stato un momento speciale.
Da parte mia anch'io ho avuto la mia bella malinconia ricordando che proprio il 29 maggio ricorreva l'anniversario della scomparsa di mio papà.

Per questo ho apprezzato particolarmente la serenità del posto e della compagnia.

giovedì 10 giugno 2010

Desert des Agriates

E finalmente, dopo averlo sognato, dopo averlo lasciato cadere perchè pensavo di essere via per lavoro, dopo averlo ripreso perchè non avevo più da muovermi per lavoro, riaverlo perso perchè la nave è stata annullata.... l'ho agguantato!!



E' stato un magnifico viaggio al Desert des agriates grazie alla tenacia e alla cortesia degli amici che mi hanno sostenuto in tutto e per tutto: dal Tino che ha portato il mio kayak e riportato kayak e masserizie, Antonio e Cesare che mi hanno coinvolto e scarrozzato, Gaetano che mi ha sempre offerto soluzioni di "back-up", Paolone che si è venuto a prendere e riconsegnare la mia auto al traghetto!
Non so se essere più contento per gli amici o per il viaggio!

Il Desert è magnifico e in attesa di altri post con più foto, pubblico le impressioni di Antonio che davvero centrano l'essenza di quel posto.

Agriates

Pensavo mi rapissero i colori del mare e ho gli occhi pieni di verde

Credevo di vedere le sculture del vento sulle rocce e ho davanti solo dolcissime spiagge di sabbia chiara



Immaginavo di visitare un'isola aperta sul mare e ho trovato uno scoglio arroccato alla sua terra

Pensavo al salto dei pesci sull'acqua e ho visto mucche dappertutto in riva al mare



Sognavo di attraversare baie di acqua salata e mi sono addentrato in profonde lagune di acqua dolce



Pregustavo il piacere un'aria carica di salsedine e ho respirato aromi di terra

Non saprei dire che cosa si sia impresso nella mia mente e se la Corsica sia stata l'esperienza di un luogo nuovo , oppure il ritrovare qualcosa che avevo gia' dentro

So per certo che da qualche parte quel profumo amaro, misto di terra, finocchio, liquirizia e rosmarino me lo porto da sempre dentro

Quel profumo intenso apre la porta dell'anima e dialoga con un uomo che non c'è più

E' un ricordo profondo che mi riporta ad un'epoca remota , di un ominide che vago' la' in mezzo , abito' sotto quelle rocce , naufrago di tempeste del mare o fuggiasco da chissa' quali eventi



La Corsica è stato il ritrovare una madre remota, un'antenata rivista, una sorella smarrita per secoli, un luogo della memoria e di un piacere profondo

Un luogo che quando potro' ritornero' a trovare, per ritrovare una parte di me stesso.

Antonio Colantuoni

martedì 23 marzo 2010

Elba spring (non) challenge

Giovedì 18 marzo sono andato all'Isola d'Elba assieme al Tino, Antonio e Gaetano.
L'idea era di una "Spring Elba challenge" ovvero di fare il giro dell'isola in poco più di due giorni con camping nautico invernale.

Al pomeriggio abbiamo caricato i kayak di tende e masserizie varie per poi finire a cena dai sempre ospitalissimi Gaudenzio ed Annapaola.

Notte in albergo e il 19 mattina alle 8.30 siamo partiti da Marciana guidati da Gaudenzio con l'intenzione di fare una lunga tappa sino a Porto Azzurro.

Le previsioni che davano scirocco a 15-20 nodi si sono rivelate abbastanza esatte e più o meno all'altezza di Punta nera ci siamo resi conto che sarebbe stato veramente molto difficile avanzare contro qualle folate di vento.

Saggiamente abbiamo cambiato programma e abbiamo deciso di fare il lato nord dell'isola (i vecchi marinai dicevano "isola fa porto"... dimmi da che parte viene il maltempo e io vado dall'altra parte dell'isola).
















Lungo il ritorno ci siamo fermati ad esplorare una grotta molto ampia dove siamo riusciti ad entrare tutti e 5 nonostante il passaggio angusto in ingresso.





















Gaudenzio che è un fine conoscitore della sua isola ci ha poi portato fino alla spiaggetta di porticciolo dove abbiamo campeggiato su un letto di poseidonie secche che si sono rivelate meglio dell'hotel.




























Prima che calasse il buio Gaudenzio ha trovato il guscio di un "paper nautilus" o anche "greater argonaut".


Si tratta di una creatura marina preistorica; la curiosità mi ha portato, una volta a casa, su wikipedia dove ho trovato questa foto.

http://en.wikipedia.org/wiki/Greater_argonaut
Incredibili le sorprese del mare...

Il giorno dopo, con scirocco oramai stabile e dichiarato per i prossimi 2-3 giorni, abbiamo abbandonato l'idea di fare il giro e siamo tornati a Marciana Marina per poi rientrare a casa.

Il giro è stato comunque molto soddifacente, ho potuto provare il mio nuovo Baidarka da carico ed apprezzarne il comportamento con vento forte (veramente neutro!!!)
Altra nota positiva tutti e tre i gavoni perfettamente stagni.

Più sotto, a celebrazione, riporto una brano veramente ispirato scritto dall'amico Antonio:

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Chi eravamo ? Gaudenzio il professore , Gaetano il generoso , Alessandro l'ingegnoso , Tino l'intenditore ed io il genovese . Tutto qui ? No ,aggiungerei Anna Paola la gentile . Ne manca ancora uno , il micio di casa , che stufo di sentir parlare di kayak , non si e' fatto vedere , lo sfuggente . L'idea della challenge e' volata via con lo scirocco e si e' nascosta tra quei vapori densi che cavalcavano il Capanne vestito di inverno . E' stato forse ancor piu' bello ! Ci siamo fatti passare il tempo addosso . Abbiamo fatto venir sera , aspettando divertiti la spaghettata notturna presso "il Coltelli Paddling Restaurant " . Uno dei privilegi di pochi e' l' essere padroni del proprio tempo . Noi siamo stati padroni di quei giorni . Abbiamo girovagato fino all'approdo sul far della sera , vivendo un tempo dilatato .
 La vita corre veloce e l'abitudine ci travolge . Si perde il senso del tempo , dei giorni , delle stagioni . Pagaiare per tutto un giorno fino a far venir sera , o finche' le braccia non dicano stop , dovrei farlo 1 volta al mese , con annesso campeggio nautico . E pensare che avevo ammainato ogni velleita' e insistevo per una ritirata ed un comodo letto di albergo a 35 euro !  Ma torniamo alla malsana abitudine di fare in fretta e soprattutto di guardare distratti . Il mondo e' pieno di Bellezza . Non parlo di quella evidente , quella che tutti sanno percepire , quella che non necessita di un livello interiore di osservazione . Parlo appunto di quella minima , minuta , fragile , come quella della conchiglia del Nautilus , che Gaudenzio ha trovato come meritato premio sulla spiaggetta del bivacco . Leggerissima , poco piu' che una pelle rugosa ; geniale con tutti I suoi anelli concentrici ; diafana con quella luce lattiginosa e opalescente che la illuminava da dentro . La "Bellezza" da bambini sa stupirci dappertutto e da grandi ci aiuta a sanare I nostri occhi resi ciechi dalla fretta .  Pagaiando guardavo quelle forme solenni , minerali e statuarie delle scogliere , dove qualcuno si e' divertito a scolpire forme astratte di innegabile fascino . Gli occhi correvano dalla pietra al mare , a quei suoi riflessi mutevoli , come l'umore di un artista . Guardavo e faticavo , cercando il mio ritmo dentro  , mentre vedevo tutto intorno I ritmi del vento sull' acqua e tra I cespugli della macchia . Gaetano che e' il piu' agricolo di noi , quante volte avra' guardato con stupore bambino le spighe di grano ondeggiare ai ritmi delle folate di vento ? Anche sull'acqua il vento disegna forme astratte , arcaismi geometrici , come quello scelto dallo stormo di migratori , che lassu' sopra di noi ,  per pochissimi minuti ,  era disorientato e non sapeva piu' se continuare .  Quella visione era Bellezza ! L'eleganza del gabbiano corso e' Bellezza ! Il guizzo veloce di un pesce e' Bellezza . Le mille erbe che spuntano su un muro a secco sono Bellezza .  Sedersi su un letto soffice di posidonia secca e' Bellezza ! Fiutare le tracce delle erbe fresche e del fieno in un pezzetto di caciocavallo ....e' Bellezza !  Non avremo fatto il tour dell'Elba in tre tappe , ma ci siamo ubriacati di bellezza e buona compagnia ! 
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domenica 14 marzo 2010

Baidarka

Domenica 14 marzo ho finalmente ritirato il mio nuovo Baidarka Explorer fatto da CS Canoe.
E' stata una lunga storia, dall'idea di contattare Derek Hutchinson per chiedergli se era possibile rimettere in produzione il Baidarka, sino al trovare l'entusiasmo e la capacità di CS Canoe che ha permesso alla barca di rivivere.

On Sunday 14 March I finally picked up my new Baidarka Explorer made by CS Canoe.
It was a long story, from the idea of contacting Derek Hutchinson to ask him if it was possible to put the Baidarka back into production, to finding the enthusiasm and ability of CS Canoe that allowed the boat to revive.

La barca è venuta leggerissima (16,4 kg) nonostante io abbia chiesto diversi rinforzi quali il keel-strip interno doppio e le fasce di rinforzo sotto i ponti.

The boat is very light (16.4 kg, 36 lbs) although I requested several reinforcements such as the double internal keel-strip and the reinforcement bands under the decks

Il sedile è stato creato appositamente per essere semplice (senza schienalino) e leggero.

The seat was created specifically to be simple (without backrest) and light.

Come sul mio vecchio Baidarka ho optato per la paratia arretrata sui piedi con su un tampone di schiuma da togliere in caso voglia recuperare qualche cm.

As on my old Baidarka, I opted for the bulkhead set back on the feet with a foam pad to remove in case you want to recover a few cm.


Insomma ...una costruzione semplice e priva di orpelli, proprio come piace a me.
Se proprio devo fare un appunto avrei aggiunto ancora 400-500 g qua e la di tessuto per rinforzare di più i ponti (lo so sono maniaco della robustezza...)
Ma questa è una modifica che potrò fare facilmente in un secondo tempo.

In short ... a simple construction without frills, just the way I like it.
If I really have to make a note, I would have added 400-500 g more here and there of fabric to reinforce the decks more (I know I'm a maniac for sturdy boats...)
But this is a change that I can easily make later.

sabato 13 marzo 2010

Tide Race kayaks

Sabato 13 marzo grazie a Beat e Michaela della kanuschule-bodensee (scuola-di-canoa-del-lago-di-Costanza...) ho potuto vedere dal vivo diversi modelli della Tide Race ovvero l'Xplore, l'Xplore S, l'Xcite e l'Xcite-S e anche uscirci in mare in Liguria per un test.

Saturday 13th march, thank to Beat and Michaela of kanuschule-bodensee (kayak school of boden lake...) I could see and test in the ligurian sea some models from Tide Race that is Xplore, Xplore S, Xcite and Xcite-S .


L'Xplore (qui sotto in rosso e nero) è un kayak da 53 cm di larghezza, 380 litri, dotato di 4 gavoni, molto rifinito ed eccezionalmente manovrabile nonostante la stazza. Un vero cruiser di lungo corso.
The Xplore (below in red and black) is 21" wide, 380 ltrs, 4 hatches, very well made, has exceptional manoeuvrability despite the size. A real cruiser for long distances.


L'XploreS è la versione "low volume" dell'Xplore e ha le seguenti misure: 50 cm e 330 litri
Come il suo fratello maggiore è un kayak ottimizzato per la scorrevolezza ("xplorare"... significa fare tanta strada da carichi...)

The XploreS is the low volume version of the Xpolore, is 20" wide and 330 ltrs.
As her bigger sister, this is a kayak optimized for light effort paddling (xplore...means to travel over long distances with payload...)


Di diversa concezione è invece la serie Xcite basata sulla estrema manovrabilità e neutralità in acqua mossa.
Il kayak è da 53 cm ed è parecchio "sbananato" per avere un buon comportamento nel mosso.
Dell'Xcite sono rimasto colpito dalla responsività e dalla estrema manovrabilità.
"Gira su un francobollo" come si potrebbe dire dell'Anas acuta ma senza essere così estremo.
Diciamo che se l'Anas lo lasci partire di lato, hai voglia a fare edging, inclinarlo su un lato, per tenerlo, mentre l'Xcite lo correggi subito.
Un po' come il confronto tra un'auto trazione posteriore anni 70 e una di oggi.

The Xcite is a different story, the design is based on extreme manoeuvrability and good handling in rough water.
This kayak is 21" wide, has a lot of rocker to achieve a good handling in rough water.
"You can turn her on a dime" you would say about an Anas acuta... well it is pretty the same with this boat without being so extreme.
You can turn an Anas acuta or let her broach and then it is hard to recover even with the edging, the Xcite gives you more possibilities to control.
It looks like the same difference between a car of the 70's and a today's car



Anche dell'Xcite esiste la versione S...barca che però non ho provato.
There is also the XciteS but I did not test this boat.


Aled Williams, progettista delle barche e fondatore della Tide race, nel sito internet della Tide presenta di ogni barca un profilo di caratteristiche e spiega cosa ha ottimizzato e ricercato in ciascun modello.
Aled Williams, designer and founder of Tide race, in the internet site of Tide, describes the aim of the project of each boat.

Devo dire che quanto scritto si ritrova pienamente riconoscibile anche a comuni mortali utenti quali noi pagaiatori del mediterraneo che abbiamo fatto una prova in un mare appena appena increspato.
I have to say that I could find exactly what I read... and I am just an ordinary paddler of the quiet mediterranena sea.

I pozzetti, la seduta, il contatto con la barca sono ottimi, come già su altre barche di progettazione di Aled (per quel che ne so sono il Romany della Nigel Dennis Kayaks e la serie Alaw della Rockpool).
The cockpit, the seat, the contact with the boat are very good, as other boats designed by Aled Williams (as far as I know the Romany and the Alaw)

Un benvenuto dunque a queste belle barche!
So I would like to welcome these new fine boats!

domenica 28 febbraio 2010

Febbraio in Greenlander

Questo febbraio sono uscito in kayak sempre con il mio Greenlander NDK infatti il vecchio Baidarka Explorer l'ho lasciato alla CS Canoe per fare una piccola riparazione

Mi sono così ritrovato di nuovo su una chiglia "hard chine" e mi fa sempre impressione la differenza di comportamento rispetto allo scafo a V del Baidarka; l'estrema sensibilità alla inclinazione quando si conduce la barca giù dalle onde.
Quest'anno ho ulteriormente imbottito i punti di appoggio delle ginocchia dentro il kayak ottenendo così un aggancio molto deciso e migliorando questa sensazione di controllo.
Il primo WE di febbraio sono uscito in mare in una giornata splendida, sole e onda lunga, siamo andati sino quasi a moneglia dove ho fatto questa foto davanti ai "faraglioni"


















Il 2o febbraio ho fatto l'uscita in notturna sul fiume Adda per la festa del "povero Piero"... notare la "lanterna di poppa"!















Alla mattina dopo sono uscito ancora in Liguria con un'altra giornata splendida

























Almeno l'ultimo WE un po' di tempaccio non ce lo siamo fatti mancare.
In questa foto si vede il buon Cesare dopo che un onda gli è passata sul kayak
..e in quest'altra io e Cesare che "guardiamo giù dal balcone" di un'onda che ci ha appena sorpassato.


Il bello della baia di Sestri è che rimane sempre molto riparata dalle onde e permette sbarchi e imbarchi decenti. Questo fa si che sia uno dei miei punti preferiti per partire nelle uscite... e ha anche il vantaggio che all'arrivo si trovano delle belle trattorie / ristoranti per rifocillarsi.
Antonio e Cesare sono sempre stati con me in mare e ci siamo divertiti parecchio; tuttavia questa volta gli devo "tirare le orecchie" perchè presi da mille attività sono sempre dovuti scappare via dopo l'uscita...neanche un pescetto si è mangiato!
Vabbene che i groenlandesi erano gente frugale... ma qui si esagera!













martedì 12 gennaio 2010

Too fast for us

Domenica 10 gennaio Antonio, Cesare ed io ci attendevamo un mare con onde formate e vento deciso da S... almeno queste erano le previsioni... in realtà poi l'ambiente aveva si delle belle onde di circa 2 m, con anche delle singole da 3 m ma il tutto era molto morbido ed affrontabile.

Sunday the 10th of Jan. Antonio, Cesare and I were expecting a rough sea with strong wind from S ...at least this was the forecast... actually we found good waves, 2m and sometimes 3 m, but the sea was not too heavy and easy.

La cosa che mi ha stupito di più è stata la scarsa "surfabilità" delle onde nonostante la loro dimensione. La spiegazione credo stia nella velocità delle onde, è noto che più sono lunghe e più sono veloci. Questo comporta che se non sono ripide passano via troppo in fretta prima di riuscire ad accelerare a sufficienza il kayak che rimane così indietro.
Ad occhio ieri le onde andavano ad almeno 15-20 m/s cioè circa 70 km/h.
La mia impressione è sostenuta dai dati che ho trovato in internet:

"Tipicamente il periodo di un'onda lunga in mare aperto è di 20 s, la lunghezza circa 600 m, la velocità 30 m/s; un'onda morta, ossia un'onda che non è più esposta all'azione diretta del vento, ha invece periodo intorno ai 10 s, lunghezza di circa 150 m e velocità di 15 m/s; un'onda alimentata dal vento ha periodo di 7 s, lunghezza di 70 m e velocità di 10 m/s. Le onde delle insenature hanno periodi alquanto più brevi, mediamente intorno ai 3 s, sono lunghe 15 m e hanno velocità di 5 m/s; infine le increspature degli stagni hanno periodo di 0,5 s, lunghezza di 40 cm e velocità di 0,8 m/s."

I was surprised that it was not easy to surf the waves regardless the good height they had. I think we can explain this with the speed of the waves: they were too fast and we could not accelerete our kayaks enough to catch them.
I have evaluated a speed of 15-20 m/s that is approx. 70 km/h.
My impression is confirmed with data I found in the internet:

"..... an open sea wave has a period of 20 s, lenght of 600 m, and a speed of 30 m/s; a swell wave with no direct wind action has a period of 10 s, lenght of 150 m and a speed of 15 m/s; a wind wave has a period of 7 s, lenght of 70 m and speed of 10 m/s.... etc."














Era quindi una bella giostra, imponente ma anche morbida ed affrontabile.
Certo se avessimo voluto andare nella zona dove queste grandi onde frangevano a scogli... li ci sarebbe stata si una situazione pericolosa, il mare ci avrebbe sicuramente sparato a gran velocità sulle rocce.
Saggiamente abbiamo pensato "stiamo lontani.... facimme sta domenica in santa pace..."

So it was a nice merry-go-round, big but also smooth and easy to be faced. Of course close to the reef where the waves were breaking it was another level of danger, we could had been thrown against the rocks. Wisely we thought "steer clear.... let's have a quiet sunday.."














Lo sbarco al ritorno lo abbiamo fatto in una zona particolarmente riparata del golfo, dove le onde erano di solo mezzo metro, comunque è stato sufficiente per avere un po' di adrenalina.

Wed did the landing in a sheltered part of the gulf, the waves were only half meter, anyway it was enough to have some adrenalin.








































Chi mi conosce bene... immagina anche il seguito dell'uscita che si è degnamente concluso con le gambe sotto il tavolo alla sempre ottima ed accogliente Osteria della Mattana di Sestri Levante.

Those who know me well... can imagine the rest of the day, we had lunch at the "Osteria della Mattana" in Sestri Levante.
















Un grazie particolare ad Antonio per le foto e per averci accompagnato in mare nonostante fosse molto giù per il mal di gola ed a Cesare per la compagnia e l'essersi sobbarcato i km sino a Sestri.

I want to thank Antonio for the pictures and for staying with us regardless a bad throatache and Cesare to have reached us in Sestri (lot of km from his home)