mercoledì 29 agosto 2012

Torrente Noce

Ebbene si.. dopo tanto tempo mi sono deciso... e ho dato ascolto agli amici del Trezzo Kayak Canoa Club Capriate.... e ho messo le chiappe in un torrente!

Tutti dettagli più sotto (testo e foto by Cortez)




Come ormai ben sanno i miei due lettori (erano tre, poi la Lorenza si è dissociata: restano il Presidente, per dovere istituzionale, e il Man of the Match, ma questa è un'altra storia), la mia personale battaglia con la normalità è irrimediabilmente vinta (ossimori, che delizia!), il che preclude il passo ad un chiaro ed esaustivo report e li infila (i lettori) nel solito gorgo di sintattica perfezione e assoluta inintellegibilità … io parto, Voi fate come volete, non dite però che non vi avevo avvisato

Dedica
<< La barca è più sicura nel porto. Ma non è per questo che le barche sono state costruite>> (da: "Il cammino di Santiago", Paulo Coelho")
Ad A. e tutti gli amici del Trezzo(sulNoce)Kayak Canoa Club Capriate (del Noce), con viva riconoscenza

Colonna sonora

LATO "A"
<< COSA IMPORTA SE E' FINITA 
E COSA IMPORTA SE HO LA GOLA BRUCIATA O NO 
CIO' CHE CONTA E' CHE SIA STATA 
COME UNA SPLENDIDA GIORNATA 
UNA SPLENDIDA GIORNATA 
STRAVIZIATA, STRAVISSUTA SENZA TREGUA 
UNA SPLENDIDA GIORNATA 
SEMPRE CON IL CUORE IN GOLA FINO A SERA 
FINCHE' LA SERA NON ARRIVERA' >>

LATO "B"

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Sinossi
"Destra o sinistra?"
"Destra e poi sinistra"
"DESTRA O SINISTRAAA?"
"PUNTA GIU', E PAGAIAAA!"
(tratto da "Due personaggi in cerca d'autore")

Capitolo 1
Agosto uguale Noce, punto.

Capitolo 2
Se vi fosse sembrato corto il capitolo 1, rileggetelo con più attenzione, essendo lo stesso durato ben ventidue anni (tipo la pioggia a Macondo), più di duecentocinquanta lune di questo incessante e inesorabile fluire d'acqua
Nell'ultimo lustro ho avuto il piacere e l'onore di condividere con il Neuen Prasidènt le discese ardite e le risalite, tra cui spicca il volo nel bianco dello scorso Ferragosto con l'idrometro a 100 (provare per credere … ieri stavamo a 40)
Quest'anno nuovo capitolo della saga, che intitolerò "A braccia aperte" per la fortunatamente numerosa adesione dei sodali trezzesi (Claudiomagno, Joseph,  Stefanino con mammà non pagaiante e babbo giammai pagaiante) aggiuntisi ai soliti amici di pagaia Steeve&family, Rinaldo e Paolo … mi pare di non avere dimenticato nessuno, ma qualcosa non quadra …

Capitolo 3

<< Fino a quando un grande uccello marino, chiamato l’Albatro venne a
ttraverso la nebbia di neve, e fu ricevuto con grande gioia e ospitalità>>
Fatti gli equipaggi, caricati i legni e le annesse carabattole sui carriaggi, la transumanza procede placida e senza intoppi: l'intento è raggiungere l'alpeggio per le 10-10.30 (canoistiche, giova precisarlo).

Sosta volante a Edolo, per unloading di San Flavio da Pontirolo il quale, con velocipedico destriero (il cavallo di San Flavio)  e riserva di potassio rinfoderata nel tascapane a guisa di pistola (leggasi banana), apprèstasi a sfidare le balze e le rocce che, abbandonata la Statale del Tonale, attraverso la Val di Pezzo lo condurranno al mitico Passo Gavia, duemilaseicentoefischia metri di altitudine, solitudine e, una volta arrivato, beatitudine.
Qualche ora dopo, a banchetto post-discesa iniziato, spunterà tra gli abeti il profilo del Santo, planato fino a noi dopo avere aggiunto il Tonale al Gavia … così, a occhio e croce, s'è fatto 4.500 metri di dislivello in circa 6 ore, e poi i matti sono i canoisti!!! 
[Nota per tutti: si scoprirà poi che trattavasi di ologramma del Santo: quello vero, arrampicatosi arrancando fino al centro di Ponte di Legno e buttata la bici in un vicolo, s'è ammazzato di polenta e cervo annaffiato con litro di rosso, sonnecchiando su una panchina all'ombra fino al rendez-vous a Edolo col resto della carovana … altro che erbivoro!]

Puntuali come orologi svizzeri, alle 11 abbondanti (le 10.30 canoistiche, appunto) siamo all'imbarco del tratto Monclassico – Ponte Stori, un evergreen del Noce
Presenti e pronti in acqua: 9P, Claudiomagno* (in trance preagonistica), Joseph* (alla decima sigaretta e quinto spuntino), Stefanino* (sceso dal carro già con casco in testa), Steeve Caprari il Duca di Montagna con il duchino Daniele, Rinaldo, Paolofacheris, Duilio del Martesana e Cortez, con battesimo del  Noce (se non erro) per i tre asteriscati … 

C'è un'altra presenza, almeno io la colgo, la vedo … spettrale, occhi di ghiaccio con una vena di lucida follia, brandisce e rotea una spada di legno allargata alle estremità, roba mai vista prima in fiume: mi scopro a fissare lo spettro, cerco di capire, mi ricorda fortissimamente qualcuno ma certo mi sbaglio, no, decisamente no, non può essere lui, tutti ma non "Lui",  gli altri paiono accorgersi di nulla, lo vedo io soltanto, novello Macbeth insidiato da uno spettro creato dal suo stesso misfatto, l'avevo detto che qualcosa non quadrava, ed eccomi servito.
Prendo il coraggio a due mani e gli rivolgo la parola, tendendogli la mano, lui me la stringe, una morsa ferrea, la pelle ruvida e le dita quasi nodose, mi ricordano quelle d'un marinaio … mmmmh … si presenta come "Ale" (o ha detto "Banco"?) e smozzica parole tipo "the bird of good omen" e "prua al vento" all'interno di frasi che non intendo, evito di approfondire per non contrariarlo, facciamo altre due chiacchiere di circostanza poi lo invito a seguirmi e m'imbarco, e lui dietro, a tiro di pagaia …

Primo tratto tranquillo, fino all'ingresso delle Gole Boschive, con spazio per entrate in morta, traghetti e compagnia… il fiume è sincero, la linea ben visibile da monte e senza grossi cambiamenti di direzione, qualche sassetto/buchetto da evitare ma comunque non tira tranelli (un po' come 9P, per chi lo conosce).
Cammin facendo, alle prese con inatteso spasmo lombare, procedo senza sbattermi più di tanto, tenendo la linea più opportuna e aprendo così la strada a chi segue e non conosce bene il fiume … Ale tiene botta, segue bene la linea, all'inizio gli occhi di ghiaccio sembrano schizzare dalle orbite, l'espressione è contratta dallo sforzo alla ricerca dell'equilibrio, un po' faticoso all'inizio e che poi diviene invece naturale conseguenza di un gesto tecnico via via più efficace ed armonioso.

Giunti all'ingresso delle Gole Boschive, ci attendono la Mosca atomica e la duchessina Valentina, canoista provetta (altro che il padre) ma inspiegabilmente al palo causa anno canoisticamente sabbatico: Daniele sbarca, ha già fatto (alla grande) un bel pezzetto, meglio evitare di rincarare la dose.
Si ferma anche Ale, già orgoglioso della sua prestazione: quasi a voler protrarre la mia agonia, in piena sindrome di Stoccolma, gli suggerisco di non mollare e imbarcarsi sotto la Millebuchi, per non perdersi la seconda metà della discesa
Tutti gli altri ripartono per il tratto più impegnativo del percorso: al pensiero che il figliolo si guarda bene dallo sbarcare e continuerà imperterrito la discesa, la Mosca perde una delle sue 43 vite (and counting) ma tosto si riprende e torna a sprizzare energia da tutti gli occhi. [Nota per la Mosca: in araldica, la mosca ha significato di spirito tenace e battagliero … sarà mica scappato un complimento?]

Prima di ripartire, botta e risposta con 9P:
"Ma, secondo te, Ale non ti ricorda qualcuno?" 
"Ale chi?"

Capitolo 4

<< Ed ecco! l’Albatro si dimostrò un uccello di buon augurio; e seguì la nave mentre ritornava verso nord attraverso la nebbia e il ghiaccio galleggiante>>

Le Gole sono sempre un bel vedere e un bell'andare, mezzo chilometro in cui il fiume cambia carattere e si innervosisce, si fa spigoloso pur restando sostanzialmente sincero (un po' come il Cortez, per chi lo conosce), le sponde si chiudono alte e frondose sulla testa del navigante e lo immergono nell'ombra, preludio e monito alle immersioni nell'acqua che tosto arriveranno … all'esperto si allargano la bocca e il cuore e in un sorriso alla "oooh, finalmente!", al diversamente esperto si stringono la bocca e il c… in un ghigno alla "ooc*$$oooooo!"

Cortez chiude il gruppo e si tira dietro Joseph bello tonico e combattivo, solita linea a sinistra poi taglio al centro e via, fermata in morta e poi la Millebuchi, sempre mille ma ben più pacifici che in altre occasioni: tutti pennellano alla grande, spariscono i ghigni e trionfano i sorrisi , TrezzoKayak uber alles!
Intermezzo di river-rescue, recuperiamo pezzi di canoa e di canoista di un paio di tizi che scendevano un po' abborracciati,  ripartendo poi compatti e pugnaci, sotto con le 3 Montagne e le altre attrazioni del parco giochi, giù il gettone, nuovo giro, nuovo regalo … 

Nell'ultima parte del percorso, crescendo rossiniano col Bus de le rane e la rapida di Ponte Stori:
- menzione per la lode a Claudiomagno che passa a destra (dove non si dovrebbe) e si dirige nel bel mezzo del Buco: quando siamo già pronti a raccattarlo, dopo il solito trattamento riservato dagli anfibi al malcapitato, il Nostro booffa alla grande e vola via … vai a sapere se se n'è accorto!
- frullatina a Ponte Stori per Stefanino, fin lì perfetto (compreso l'eskimo in uno dei tre spot), che incappa nello sgambetto di un masso e volteggia tra aria e acqua … tranquillo S., è come l'unico piattello mancato da Jessica Rossi all'Olimpiade

Allo sbarco, recuperati gli effetti personali, profusione di paccate sulle spalle di reciproci complimenti e sincera amicizia.
Mi trovo a tu per tu con Ale, lui e io soli, coi piedi ancora nell'acqua, ci fissiamo per un attimo, che a me pare lunghissimo: adesso è chiaro, è certo, non è Lui, se il mondo ha un senso non può essere Lui … 'sto tizio qua, impalato di fronte a me, a suo dire mai andato in fiume, si è sparato metà Noce senza un bagno, una sgarbellata alle mani, un momento di vera difficoltà, volando tra i massi e nei gorghi senza quasi bagnarsi il ciuffo e mi venite a dire che questo Ale è "quell'Ale"? Le ricordo solo io le smarronate di quell'Ale, le scuse patetiche da lui addotte pur di sottrarsi alle sue responsabilità, le lotte infinite e sfinite per trascinarlo in fiume, giurando e spergiurando che sì, era in grado di farlo e sì, l'avrebbe fatto in sicurezza e divertendosi? Solo a me sovvengono gli infiniti suoi trucchi per destabilizzare il club e salare chiunque passasse da Trezzo, vaneggiando di acqua calda e barche con chiglia e timone? Siamo seri, e che diamine!

Epilogo
Questo o quello, chiunque sia, non smette di fissarmi, le labbra leggermente increspate in un risolino sardonico, e mi tende la mano, a chiusura di un frammento di vita cominciato qualche ora prima con identica stretta di mano: allungando la mano, sostengo il suo sguardo, ricambio il sorriso  e dico: "La risposta, amico mio, soffia nel vento" … giuro che avrei voluto domandargli "Ma tu sei lui?", ma non ce l'ho fatta.

Cortez




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