
martedì 6 luglio 2010
East Liguria Challenge

lunedì 5 luglio 2010
Agriates: ricordo di una cena
giovedì 10 giugno 2010
Desert des Agriates

E' stato un magnifico viaggio al Desert des agriates grazie alla tenacia e alla cortesia degli amici che mi hanno sostenuto in tutto e per tutto: dal Tino che ha portato il mio kayak e riportato kayak e masserizie, Antonio e Cesare che mi hanno coinvolto e scarrozzato, Gaetano che mi ha sempre offerto soluzioni di "back-up", Paolone che si è venuto a prendere e riconsegnare la mia auto al traghetto!
Non so se essere più contento per gli amici o per il viaggio!
Il Desert è magnifico e in attesa di altri post con più foto, pubblico le impressioni di Antonio che davvero centrano l'essenza di quel posto.
Agriates
Pensavo mi rapissero i colori del mare e ho gli occhi pieni di verde
Credevo di vedere le sculture del vento sulle rocce e ho davanti solo dolcissime spiagge di sabbia chiara

Immaginavo di visitare un'isola aperta sul mare e ho trovato uno scoglio arroccato alla sua terra
Pensavo al salto dei pesci sull'acqua e ho visto mucche dappertutto in riva al mare

Sognavo di attraversare baie di acqua salata e mi sono addentrato in profonde lagune di acqua dolce
Pregustavo il piacere un'aria carica di salsedine e ho respirato aromi di terra
Non saprei dire che cosa si sia impresso nella mia mente e se la Corsica sia stata l'esperienza di un luogo nuovo , oppure il ritrovare qualcosa che avevo gia' dentro
So per certo che da qualche parte quel profumo amaro, misto di terra, finocchio, liquirizia e rosmarino me lo porto da sempre dentro
Quel profumo intenso apre la porta dell'anima e dialoga con un uomo che non c'è più
E' un ricordo profondo che mi riporta ad un'epoca remota , di un ominide che vago' la' in mezzo , abito' sotto quelle rocce , naufrago di tempeste del mare o fuggiasco da chissa' quali eventi

La Corsica è stato il ritrovare una madre remota, un'antenata rivista, una sorella smarrita per secoli, un luogo della memoria e di un piacere profondo
Un luogo che quando potro' ritornero' a trovare, per ritrovare una parte di me stesso.
Antonio Colantuoni
martedì 23 marzo 2010
Elba spring (non) challenge
Gaudenzio che è un fine conoscitore della sua isola ci ha poi portato fino alla spiaggetta di porticciolo dove abbiamo campeggiato su un letto di poseidonie secche che si sono rivelate meglio dell'hotel.

La vita corre veloce e l'abitudine ci travolge . Si perde il senso del tempo , dei giorni , delle stagioni . Pagaiare per tutto un giorno fino a far venir sera , o finche' le braccia non dicano stop , dovrei farlo 1 volta al mese , con annesso campeggio nautico . E pensare che avevo ammainato ogni velleita' e insistevo per una ritirata ed un comodo letto di albergo a 35 euro ! Ma torniamo alla malsana abitudine di fare in fretta e soprattutto di guardare distratti . Il mondo e' pieno di Bellezza . Non parlo di quella evidente , quella che tutti sanno percepire , quella che non necessita di un livello interiore di osservazione . Parlo appunto di quella minima , minuta , fragile , come quella della conchiglia del Nautilus , che Gaudenzio ha trovato come meritato premio sulla spiaggetta del bivacco . Leggerissima , poco piu' che una pelle rugosa ; geniale con tutti I suoi anelli concentrici ; diafana con quella luce lattiginosa e opalescente che la illuminava da dentro . La "Bellezza" da bambini sa stupirci dappertutto e da grandi ci aiuta a sanare I nostri occhi resi ciechi dalla fretta . Pagaiando guardavo quelle forme solenni , minerali e statuarie delle scogliere , dove qualcuno si e' divertito a scolpire forme astratte di innegabile fascino . Gli occhi correvano dalla pietra al mare , a quei suoi riflessi mutevoli , come l'umore di un artista . Guardavo e faticavo , cercando il mio ritmo dentro , mentre vedevo tutto intorno I ritmi del vento sull' acqua e tra I cespugli della macchia . Gaetano che e' il piu' agricolo di noi , quante volte avra' guardato con stupore bambino le spighe di grano ondeggiare ai ritmi delle folate di vento ? Anche sull'acqua il vento disegna forme astratte , arcaismi geometrici , come quello scelto dallo stormo di migratori , che lassu' sopra di noi , per pochissimi minuti , era disorientato e non sapeva piu' se continuare . Quella visione era Bellezza ! L'eleganza del gabbiano corso e' Bellezza ! Il guizzo veloce di un pesce e' Bellezza . Le mille erbe che spuntano su un muro a secco sono Bellezza . Sedersi su un letto soffice di posidonia secca e' Bellezza ! Fiutare le tracce delle erbe fresche e del fieno in un pezzetto di caciocavallo ....e' Bellezza ! Non avremo fatto il tour dell'Elba in tre tappe , ma ci siamo ubriacati di bellezza e buona compagnia ! ****************domenica 14 marzo 2010
Baidarka


sabato 13 marzo 2010
Tide Race kayaks





domenica 28 febbraio 2010
Febbraio in Greenlander
Il 2o febbraio ho fatto l'uscita in notturna sul fiume Adda per la festa del "povero Piero"... notare la "lanterna di poppa"!
martedì 12 gennaio 2010
Too fast for us
Sunday the 10th of Jan. Antonio, Cesare and I were expecting a rough sea with strong wind from S ...at least this was the forecast... actually we found good waves, 2m and sometimes 3 m, but the sea was not too heavy and easy.
La cosa che mi ha stupito di più è stata la scarsa "surfabilità" delle onde nonostante la loro dimensione. La spiegazione credo stia nella velocità delle onde, è noto che più sono lunghe e più sono veloci. Questo comporta che se non sono ripide passano via troppo in fretta prima di riuscire ad accelerare a sufficienza il kayak che rimane così indietro.
Ad occhio ieri le onde andavano ad almeno 15-20 m/s cioè circa 70 km/h.
La mia impressione è sostenuta dai dati che ho trovato in internet:
"Tipicamente il periodo di un'onda lunga in mare aperto è di 20 s, la lunghezza circa 600 m, la velocità 30 m/s; un'onda morta, ossia un'onda che non è più esposta all'azione diretta del vento, ha invece periodo intorno ai 10 s, lunghezza di circa 150 m e velocità di 15 m/s; un'onda alimentata dal vento ha periodo di 7 s, lunghezza di 70 m e velocità di 10 m/s. Le onde delle insenature hanno periodi alquanto più brevi, mediamente intorno ai 3 s, sono lunghe 15 m e hanno velocità di 5 m/s; infine le increspature degli stagni hanno periodo di 0,5 s, lunghezza di 40 cm e velocità di 0,8 m/s."
I was surprised that it was not easy to surf the waves regardless the good height they had. I think we can explain this with the speed of the waves: they were too fast and we could not accelerete our kayaks enough to catch them.
I have evaluated a speed of 15-20 m/s that is approx. 70 km/h.
My impression is confirmed with data I found in the internet:
"..... an open sea wave has a period of 20 s, lenght of 600 m, and a speed of 30 m/s; a swell wave with no direct wind action has a period of 10 s, lenght of 150 m and a speed of 15 m/s; a wind wave has a period of 7 s, lenght of 70 m and speed of 10 m/s.... etc."
Era quindi una bella giostra, imponente ma anche morbida ed affrontabile.
Certo se avessimo voluto andare nella zona dove queste grandi onde frangevano a scogli... li ci sarebbe stata si una situazione pericolosa, il mare ci avrebbe sicuramente sparato a gran velocità sulle rocce.
Saggiamente abbiamo pensato "stiamo lontani.... facimme sta domenica in santa pace..."
So it was a nice merry-go-round, big but also smooth and easy to be faced. Of course close to the reef where the waves were breaking it was another level of danger, we could had been thrown against the rocks. Wisely we thought "steer clear.... let's have a quiet sunday.."
Lo sbarco al ritorno lo abbiamo fatto in una zona particolarmente riparata del golfo, dove le onde erano di solo mezzo metro, comunque è stato sufficiente per avere un po' di adrenalina.
Wed did the landing in a sheltered part of the gulf, the waves were only half meter, anyway it was enough to have some adrenalin.
Chi mi conosce bene... immagina anche il seguito dell'uscita che si è degnamente concluso con le gambe sotto il tavolo alla sempre ottima ed accogliente Osteria della Mattana di Sestri Levante.
Those who know me well... can imagine the rest of the day, we had lunch at the "Osteria della Mattana" in Sestri Levante.
Un grazie particolare ad Antonio per le foto e per averci accompagnato in mare nonostante fosse molto giù per il mal di gola ed a Cesare per la compagnia e l'essersi sobbarcato i km sino a Sestri.
I want to thank Antonio for the pictures and for staying with us regardless a bad throatache and Cesare to have reached us in Sestri (lot of km from his home)
domenica 13 dicembre 2009
Wiskie 2009
La buona organizzazione e la passione di tanti ci ha portato ad essere in circa 80 kayak in acqua ... non male per essere uno dei WE prima di Natale!
lunedì 23 novembre 2009
Brandacujun !
In mattinata Cesare, Antonio, Mauro, Tino ed io ci siamo trovati a Bergeggi per una tranquilla pagaiata sino a Varigotti e ritorno.
Il mare era calmissimo (piatta a capo Noli!) e ci siamo pertanto goduti una pagaiata in totale relax.

A ritorno abbiamo cercato un po' di acqua mossa vicino alle piccole grotte che il mare scava incessantemente nelle scogliere di calcare
Anche nelle giornate di calma la sola onda lunga di fondo "ingavona" dell'aria nelle grotte facendo delle piccole esplosioni di schiuma che contribuiscono al lavorio del mare.
Questo effetto si crea con le scogliere di calcare e non lo avevo mai notato nel levante ligure dove si hanno altre tipologie di roccia

Una volta rientrati al punto di partenza abbiamo mangiato tutti assieme in spiaggia gustando l'ottimo brandacujun fatto da Cesare.
Tutti abbiamo apprezzato così tanto che abbiamo subito chiesto la ricetta a Cesare.
Pubblico qui sotto le sue indicazioni:
1 versione
Il più “maschio” fra i prodotti tipici liguri. È uno dei tanti piatti che la tradizione vuole sia nato dalla fantasia (e dalle necessità) dei marinai liguri. Lo stoccafisso (il merluzzo essiccato al vento alla maniera nordica) è piuttosto diffuso nelle abitudini alimentari dei navigatori mediterranei, che lo hanno utilizzato in modi diversi. Caratteristica di questo piatto è che il prodotto principale non è mai stato e mai potrà essere dei nostri mari, tipica delle cucine marinare che hanno nei secoli carpito tesori gastronomici del mondo.
Il “brandacujun” è facile da preparare ed adatto alla vita di bordo. Si fanno cuocere il pesce e le patate, si uniscono poche cose (un po’ di limone, pepe, aglio, prezzemolo, e si aggiunge l’olio extravergine d’oliva. È a questo punto che interviene la “manovra” caratteristica del brandacujun: la pentola viene afferrata e scossa a lungo (da qui il verbo, brandare, che compone la prima parte del nome), fino a ottenere una poltiglia profumata e gustosa. Pare che la seconda parte del nome sia nata nelle giornate di cattivo tempo, quando i marinai dovevano stringere tra le gambe la pentola e il mare mosso pensava al resto.
2 versione
L'area del nostro "brandacujun" si restringe alla provincia di Imperia; meglio ancora all'estremo ponente con le sue vallate con timide presenze - più che altro storiche - a Nizza ed a Mentone dove con simpatica assonanza linguistica diventa "brandaminchan". La ricetta non è codificata in senso assoluto ed ogni zona, vorrei dire ogni cuoco o cuoca o famiglia ve ne darà una sua versione aggiungendo o togliendo questo o quell'ingrediente; eccone una scarna e fedele all'originale
Per 8 persone
- 1,8 kg di stoccafisso ammollato
- 1 kg di patate
- 2 spicchi d’aglio
- alcuni rametti di prezzemolo
- sale
- pepe bianco
- olio extravergine d'oliva della Riviera Ligure di Ponente (meglio: della Val Nervia
Importante: lasciate riposare 12-24 ore

