martedì 6 luglio 2010

East Liguria Challenge

Sabato 3 luglio si è tenuta la ormai "classica" ELC per l'occasione modificata su un percorso circolare (Levanto - Porto Venere e ritorno) per evitare il recupero delle auto alla fine.



Dopo una cena serale e una nottata tutti assieme in campeggio, alla mattina del 3 siamo partiti alle 7.25 da Levanto e ci siamo diretti verso Porto Venere.
La mattina era calmissima e caldissima. Qui sotto una foto presa a Punta Mesco prima delle 8.

La prima sosta, per il caffè!!, l'abbiamo fatta a Vernazza


Una volta a Portovene (12.40 circa) abbiamo pranzato in un ombroso baretto e per le 14.00 ci siamo reimbarcati.

Al ritorno abbiamo fatto di nuovo sosta a Vernazza accedendovi però dalla grotta.



Alle 19.30 siamo infine ritornati a Levanto.
In totale abbiamo percorso circa 55 km.

Come sempre è stata una bellissima esperienza, di fatica e di amicizia. Un ringraziamento a tutti gli amici che hanno partecipato, in particolare a Gaetano che si è fatto 1600 km per essere con noi.

A memoria futura pubblico quanto mi ricordo (partecipanti, percorso, kayak usati) delle passate edizioni ... in pratica l' "Albo d'oro" della ELC:

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2004
Camogli --> Sospesa per maltempo a Sestri Levante
Colantuoni
Raggio

13 agosto 2005
Riva Trigoso -- > Bonassola
Seconda giornata sospesa per vento forte
Colantuoni
Raggio
Cazzaniga (Qivittoq)

22 luglio 2006
Porto Venere --> Sestri Levante
Colantuoni (Aqua)
Cazzaniga (Aqua)

21 luglio 2007
Porto Venere --> Sestri Levante
Colantuoni (Avanaq Classic)
Cazzaniga (Avanaq Agile)
Paolini (ASA)
Sartori (Avalon Viviane)
Gioia (Sardinia)
Belloni (Viking)

27 luglio 2008
Porto Venere --> Sestri Levante
Colantuoni
Cazzaniga (Greenlander)
Spada (Nordkapp)
Ventura (MSC)
Belloni
Cadoni (Baidarka)
Henry Weir
Milone
Clarizia (Avanaq Agile)

2009
Annullata per vento forte

3 luglio 2010
Levanto --> Porto Venere --> Levanto
Colantuoni (Inuk)
Cazzaniga (Baidarka)
Ferro (Sirius M)
Nickel (Nordkapp)
Ferrero (Avanaq classic)
Peressi (Greenland Tahe)
Belloni (Kitiwec)
Brentana (Wind 585)
Clarizia (Tide race explorer)

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lunedì 5 luglio 2010

Agriates: ricordo di una cena

Il 29 maggio è stata una sera speciale, dopo avere pagaiato assieme tutto il giorno abbiamo raggiunto la spiaggia di Guignu dove passare la notte.

Cesare che è stato il nostro capitano conosceva la zona benissimo per averci passato tante vacanze in barca a vela assieme ai suoi genitori prima e alla sua famiglia dopo. La sua esperienza ci ha permesso di prenotare per tempo le casupole di pietra e in attesa della notte ci siamo accomodati sotto un vecchio albero per cenare.


Gaetano, che non mangia pesce, è però un amante della pasta alla colatura di alici e prima di partire si è procurato da una fidata fonte della colatura doc.
Abbiamo quindi potuto gustare tale prelibatezza in uno scenario del tutto unico.


Che bisognava mangiare il sottoscritto non se lo è fatto dire due volte....


Incredibile la quantità di cose che ci si riesce a portare in kayak, di solito a casa non mangio su tavole così ben imbandite... uno dei grandi vantaggi del gruppo è anche questo, ognuno porta qualcosa e alla fine è sempre una festa.


Più tardi ci siamo presi un caffè passeggiando sulla spiaggia sottostante in attesa del buio.


Vedere scendere lentamente la notte su una terra assolutamente priva di luci artificiali è stato un spettacolo insolito. La notte tiepida e e serena ci ha portato il meritato riposo.



Un grazie a tutti i partecipanti e specialmente a Cesare che ha fortemente voluto ed organizzato tutta la gita all'Agriates e questo campo serale.
Credo che per lui tornare assieme agli amici dove passò tanti giorni felici con suo padre sia stato un momento speciale.
Da parte mia anch'io ho avuto la mia bella malinconia ricordando che proprio il 29 maggio ricorreva l'anniversario della scomparsa di mio papà.

Per questo ho apprezzato particolarmente la serenità del posto e della compagnia.

giovedì 10 giugno 2010

Desert des Agriates

E finalmente, dopo averlo sognato, dopo averlo lasciato cadere perchè pensavo di essere via per lavoro, dopo averlo ripreso perchè non avevo più da muovermi per lavoro, riaverlo perso perchè la nave è stata annullata.... l'ho agguantato!!



E' stato un magnifico viaggio al Desert des agriates grazie alla tenacia e alla cortesia degli amici che mi hanno sostenuto in tutto e per tutto: dal Tino che ha portato il mio kayak e riportato kayak e masserizie, Antonio e Cesare che mi hanno coinvolto e scarrozzato, Gaetano che mi ha sempre offerto soluzioni di "back-up", Paolone che si è venuto a prendere e riconsegnare la mia auto al traghetto!
Non so se essere più contento per gli amici o per il viaggio!

Il Desert è magnifico e in attesa di altri post con più foto, pubblico le impressioni di Antonio che davvero centrano l'essenza di quel posto.

Agriates

Pensavo mi rapissero i colori del mare e ho gli occhi pieni di verde

Credevo di vedere le sculture del vento sulle rocce e ho davanti solo dolcissime spiagge di sabbia chiara



Immaginavo di visitare un'isola aperta sul mare e ho trovato uno scoglio arroccato alla sua terra

Pensavo al salto dei pesci sull'acqua e ho visto mucche dappertutto in riva al mare



Sognavo di attraversare baie di acqua salata e mi sono addentrato in profonde lagune di acqua dolce



Pregustavo il piacere un'aria carica di salsedine e ho respirato aromi di terra

Non saprei dire che cosa si sia impresso nella mia mente e se la Corsica sia stata l'esperienza di un luogo nuovo , oppure il ritrovare qualcosa che avevo gia' dentro

So per certo che da qualche parte quel profumo amaro, misto di terra, finocchio, liquirizia e rosmarino me lo porto da sempre dentro

Quel profumo intenso apre la porta dell'anima e dialoga con un uomo che non c'è più

E' un ricordo profondo che mi riporta ad un'epoca remota , di un ominide che vago' la' in mezzo , abito' sotto quelle rocce , naufrago di tempeste del mare o fuggiasco da chissa' quali eventi



La Corsica è stato il ritrovare una madre remota, un'antenata rivista, una sorella smarrita per secoli, un luogo della memoria e di un piacere profondo

Un luogo che quando potro' ritornero' a trovare, per ritrovare una parte di me stesso.

Antonio Colantuoni

martedì 23 marzo 2010

Elba spring (non) challenge

Giovedì 18 marzo sono andato all'Isola d'Elba assieme al Tino, Antonio e Gaetano.
L'idea era di una "Spring Elba challenge" ovvero di fare il giro dell'isola in poco più di due giorni con camping nautico invernale.

Al pomeriggio abbiamo caricato i kayak di tende e masserizie varie per poi finire a cena dai sempre ospitalissimi Gaudenzio ed Annapaola.

Notte in albergo e il 19 mattina alle 8.30 siamo partiti da Marciana guidati da Gaudenzio con l'intenzione di fare una lunga tappa sino a Porto Azzurro.

Le previsioni che davano scirocco a 15-20 nodi si sono rivelate abbastanza esatte e più o meno all'altezza di Punta nera ci siamo resi conto che sarebbe stato veramente molto difficile avanzare contro qualle folate di vento.

Saggiamente abbiamo cambiato programma e abbiamo deciso di fare il lato nord dell'isola (i vecchi marinai dicevano "isola fa porto"... dimmi da che parte viene il maltempo e io vado dall'altra parte dell'isola).
















Lungo il ritorno ci siamo fermati ad esplorare una grotta molto ampia dove siamo riusciti ad entrare tutti e 5 nonostante il passaggio angusto in ingresso.





















Gaudenzio che è un fine conoscitore della sua isola ci ha poi portato fino alla spiaggetta di porticciolo dove abbiamo campeggiato su un letto di poseidonie secche che si sono rivelate meglio dell'hotel.




























Prima che calasse il buio Gaudenzio ha trovato il guscio di un "paper nautilus" o anche "greater argonaut".


Si tratta di una creatura marina preistorica; la curiosità mi ha portato, una volta a casa, su wikipedia dove ho trovato questa foto.

http://en.wikipedia.org/wiki/Greater_argonaut
Incredibili le sorprese del mare...

Il giorno dopo, con scirocco oramai stabile e dichiarato per i prossimi 2-3 giorni, abbiamo abbandonato l'idea di fare il giro e siamo tornati a Marciana Marina per poi rientrare a casa.

Il giro è stato comunque molto soddifacente, ho potuto provare il mio nuovo Baidarka da carico ed apprezzarne il comportamento con vento forte (veramente neutro!!!)
Altra nota positiva tutti e tre i gavoni perfettamente stagni.

Più sotto, a celebrazione, riporto una brano veramente ispirato scritto dall'amico Antonio:

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Chi eravamo ? Gaudenzio il professore , Gaetano il generoso , Alessandro l'ingegnoso , Tino l'intenditore ed io il genovese . Tutto qui ? No ,aggiungerei Anna Paola la gentile . Ne manca ancora uno , il micio di casa , che stufo di sentir parlare di kayak , non si e' fatto vedere , lo sfuggente . L'idea della challenge e' volata via con lo scirocco e si e' nascosta tra quei vapori densi che cavalcavano il Capanne vestito di inverno . E' stato forse ancor piu' bello ! Ci siamo fatti passare il tempo addosso . Abbiamo fatto venir sera , aspettando divertiti la spaghettata notturna presso "il Coltelli Paddling Restaurant " . Uno dei privilegi di pochi e' l' essere padroni del proprio tempo . Noi siamo stati padroni di quei giorni . Abbiamo girovagato fino all'approdo sul far della sera , vivendo un tempo dilatato .
 La vita corre veloce e l'abitudine ci travolge . Si perde il senso del tempo , dei giorni , delle stagioni . Pagaiare per tutto un giorno fino a far venir sera , o finche' le braccia non dicano stop , dovrei farlo 1 volta al mese , con annesso campeggio nautico . E pensare che avevo ammainato ogni velleita' e insistevo per una ritirata ed un comodo letto di albergo a 35 euro !  Ma torniamo alla malsana abitudine di fare in fretta e soprattutto di guardare distratti . Il mondo e' pieno di Bellezza . Non parlo di quella evidente , quella che tutti sanno percepire , quella che non necessita di un livello interiore di osservazione . Parlo appunto di quella minima , minuta , fragile , come quella della conchiglia del Nautilus , che Gaudenzio ha trovato come meritato premio sulla spiaggetta del bivacco . Leggerissima , poco piu' che una pelle rugosa ; geniale con tutti I suoi anelli concentrici ; diafana con quella luce lattiginosa e opalescente che la illuminava da dentro . La "Bellezza" da bambini sa stupirci dappertutto e da grandi ci aiuta a sanare I nostri occhi resi ciechi dalla fretta .  Pagaiando guardavo quelle forme solenni , minerali e statuarie delle scogliere , dove qualcuno si e' divertito a scolpire forme astratte di innegabile fascino . Gli occhi correvano dalla pietra al mare , a quei suoi riflessi mutevoli , come l'umore di un artista . Guardavo e faticavo , cercando il mio ritmo dentro  , mentre vedevo tutto intorno I ritmi del vento sull' acqua e tra I cespugli della macchia . Gaetano che e' il piu' agricolo di noi , quante volte avra' guardato con stupore bambino le spighe di grano ondeggiare ai ritmi delle folate di vento ? Anche sull'acqua il vento disegna forme astratte , arcaismi geometrici , come quello scelto dallo stormo di migratori , che lassu' sopra di noi ,  per pochissimi minuti ,  era disorientato e non sapeva piu' se continuare .  Quella visione era Bellezza ! L'eleganza del gabbiano corso e' Bellezza ! Il guizzo veloce di un pesce e' Bellezza . Le mille erbe che spuntano su un muro a secco sono Bellezza .  Sedersi su un letto soffice di posidonia secca e' Bellezza ! Fiutare le tracce delle erbe fresche e del fieno in un pezzetto di caciocavallo ....e' Bellezza !  Non avremo fatto il tour dell'Elba in tre tappe , ma ci siamo ubriacati di bellezza e buona compagnia ! 
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domenica 14 marzo 2010

Baidarka

Domenica 14 marzo ho finalmente ritirato il mio nuovo Baidarka Explorer fatto da CS Canoe.
E' stata una lunga storia, dall'idea di contattare Derek Hutchinson per chiedergli se era possibile rimettere in produzione il Baidarka, sino al trovare l'entusiasmo e la capacità di CS Canoe che ha permesso alla barca di rivivere.

On Sunday 14 March I finally picked up my new Baidarka Explorer made by CS Canoe.
It was a long story, from the idea of contacting Derek Hutchinson to ask him if it was possible to put the Baidarka back into production, to finding the enthusiasm and ability of CS Canoe that allowed the boat to revive.

La barca è venuta leggerissima (16,4 kg) nonostante io abbia chiesto diversi rinforzi quali il keel-strip interno doppio e le fasce di rinforzo sotto i ponti.

The boat is very light (16.4 kg, 36 lbs) although I requested several reinforcements such as the double internal keel-strip and the reinforcement bands under the decks

Il sedile è stato creato appositamente per essere semplice (senza schienalino) e leggero.

The seat was created specifically to be simple (without backrest) and light.

Come sul mio vecchio Baidarka ho optato per la paratia arretrata sui piedi con su un tampone di schiuma da togliere in caso voglia recuperare qualche cm.

As on my old Baidarka, I opted for the bulkhead set back on the feet with a foam pad to remove in case you want to recover a few cm.


Insomma ...una costruzione semplice e priva di orpelli, proprio come piace a me.
Se proprio devo fare un appunto avrei aggiunto ancora 400-500 g qua e la di tessuto per rinforzare di più i ponti (lo so sono maniaco della robustezza...)
Ma questa è una modifica che potrò fare facilmente in un secondo tempo.

In short ... a simple construction without frills, just the way I like it.
If I really have to make a note, I would have added 400-500 g more here and there of fabric to reinforce the decks more (I know I'm a maniac for sturdy boats...)
But this is a change that I can easily make later.

sabato 13 marzo 2010

Tide Race kayaks

Sabato 13 marzo grazie a Beat e Michaela della kanuschule-bodensee (scuola-di-canoa-del-lago-di-Costanza...) ho potuto vedere dal vivo diversi modelli della Tide Race ovvero l'Xplore, l'Xplore S, l'Xcite e l'Xcite-S e anche uscirci in mare in Liguria per un test.

Saturday 13th march, thank to Beat and Michaela of kanuschule-bodensee (kayak school of boden lake...) I could see and test in the ligurian sea some models from Tide Race that is Xplore, Xplore S, Xcite and Xcite-S .


L'Xplore (qui sotto in rosso e nero) è un kayak da 53 cm di larghezza, 380 litri, dotato di 4 gavoni, molto rifinito ed eccezionalmente manovrabile nonostante la stazza. Un vero cruiser di lungo corso.
The Xplore (below in red and black) is 21" wide, 380 ltrs, 4 hatches, very well made, has exceptional manoeuvrability despite the size. A real cruiser for long distances.


L'XploreS è la versione "low volume" dell'Xplore e ha le seguenti misure: 50 cm e 330 litri
Come il suo fratello maggiore è un kayak ottimizzato per la scorrevolezza ("xplorare"... significa fare tanta strada da carichi...)

The XploreS is the low volume version of the Xpolore, is 20" wide and 330 ltrs.
As her bigger sister, this is a kayak optimized for light effort paddling (xplore...means to travel over long distances with payload...)


Di diversa concezione è invece la serie Xcite basata sulla estrema manovrabilità e neutralità in acqua mossa.
Il kayak è da 53 cm ed è parecchio "sbananato" per avere un buon comportamento nel mosso.
Dell'Xcite sono rimasto colpito dalla responsività e dalla estrema manovrabilità.
"Gira su un francobollo" come si potrebbe dire dell'Anas acuta ma senza essere così estremo.
Diciamo che se l'Anas lo lasci partire di lato, hai voglia a fare edging, inclinarlo su un lato, per tenerlo, mentre l'Xcite lo correggi subito.
Un po' come il confronto tra un'auto trazione posteriore anni 70 e una di oggi.

The Xcite is a different story, the design is based on extreme manoeuvrability and good handling in rough water.
This kayak is 21" wide, has a lot of rocker to achieve a good handling in rough water.
"You can turn her on a dime" you would say about an Anas acuta... well it is pretty the same with this boat without being so extreme.
You can turn an Anas acuta or let her broach and then it is hard to recover even with the edging, the Xcite gives you more possibilities to control.
It looks like the same difference between a car of the 70's and a today's car



Anche dell'Xcite esiste la versione S...barca che però non ho provato.
There is also the XciteS but I did not test this boat.


Aled Williams, progettista delle barche e fondatore della Tide race, nel sito internet della Tide presenta di ogni barca un profilo di caratteristiche e spiega cosa ha ottimizzato e ricercato in ciascun modello.
Aled Williams, designer and founder of Tide race, in the internet site of Tide, describes the aim of the project of each boat.

Devo dire che quanto scritto si ritrova pienamente riconoscibile anche a comuni mortali utenti quali noi pagaiatori del mediterraneo che abbiamo fatto una prova in un mare appena appena increspato.
I have to say that I could find exactly what I read... and I am just an ordinary paddler of the quiet mediterranena sea.

I pozzetti, la seduta, il contatto con la barca sono ottimi, come già su altre barche di progettazione di Aled (per quel che ne so sono il Romany della Nigel Dennis Kayaks e la serie Alaw della Rockpool).
The cockpit, the seat, the contact with the boat are very good, as other boats designed by Aled Williams (as far as I know the Romany and the Alaw)

Un benvenuto dunque a queste belle barche!
So I would like to welcome these new fine boats!

domenica 28 febbraio 2010

Febbraio in Greenlander

Questo febbraio sono uscito in kayak sempre con il mio Greenlander NDK infatti il vecchio Baidarka Explorer l'ho lasciato alla CS Canoe per fare una piccola riparazione

Mi sono così ritrovato di nuovo su una chiglia "hard chine" e mi fa sempre impressione la differenza di comportamento rispetto allo scafo a V del Baidarka; l'estrema sensibilità alla inclinazione quando si conduce la barca giù dalle onde.
Quest'anno ho ulteriormente imbottito i punti di appoggio delle ginocchia dentro il kayak ottenendo così un aggancio molto deciso e migliorando questa sensazione di controllo.
Il primo WE di febbraio sono uscito in mare in una giornata splendida, sole e onda lunga, siamo andati sino quasi a moneglia dove ho fatto questa foto davanti ai "faraglioni"


















Il 2o febbraio ho fatto l'uscita in notturna sul fiume Adda per la festa del "povero Piero"... notare la "lanterna di poppa"!















Alla mattina dopo sono uscito ancora in Liguria con un'altra giornata splendida

























Almeno l'ultimo WE un po' di tempaccio non ce lo siamo fatti mancare.
In questa foto si vede il buon Cesare dopo che un onda gli è passata sul kayak
..e in quest'altra io e Cesare che "guardiamo giù dal balcone" di un'onda che ci ha appena sorpassato.


Il bello della baia di Sestri è che rimane sempre molto riparata dalle onde e permette sbarchi e imbarchi decenti. Questo fa si che sia uno dei miei punti preferiti per partire nelle uscite... e ha anche il vantaggio che all'arrivo si trovano delle belle trattorie / ristoranti per rifocillarsi.
Antonio e Cesare sono sempre stati con me in mare e ci siamo divertiti parecchio; tuttavia questa volta gli devo "tirare le orecchie" perchè presi da mille attività sono sempre dovuti scappare via dopo l'uscita...neanche un pescetto si è mangiato!
Vabbene che i groenlandesi erano gente frugale... ma qui si esagera!













martedì 12 gennaio 2010

Too fast for us

Domenica 10 gennaio Antonio, Cesare ed io ci attendevamo un mare con onde formate e vento deciso da S... almeno queste erano le previsioni... in realtà poi l'ambiente aveva si delle belle onde di circa 2 m, con anche delle singole da 3 m ma il tutto era molto morbido ed affrontabile.

Sunday the 10th of Jan. Antonio, Cesare and I were expecting a rough sea with strong wind from S ...at least this was the forecast... actually we found good waves, 2m and sometimes 3 m, but the sea was not too heavy and easy.

La cosa che mi ha stupito di più è stata la scarsa "surfabilità" delle onde nonostante la loro dimensione. La spiegazione credo stia nella velocità delle onde, è noto che più sono lunghe e più sono veloci. Questo comporta che se non sono ripide passano via troppo in fretta prima di riuscire ad accelerare a sufficienza il kayak che rimane così indietro.
Ad occhio ieri le onde andavano ad almeno 15-20 m/s cioè circa 70 km/h.
La mia impressione è sostenuta dai dati che ho trovato in internet:

"Tipicamente il periodo di un'onda lunga in mare aperto è di 20 s, la lunghezza circa 600 m, la velocità 30 m/s; un'onda morta, ossia un'onda che non è più esposta all'azione diretta del vento, ha invece periodo intorno ai 10 s, lunghezza di circa 150 m e velocità di 15 m/s; un'onda alimentata dal vento ha periodo di 7 s, lunghezza di 70 m e velocità di 10 m/s. Le onde delle insenature hanno periodi alquanto più brevi, mediamente intorno ai 3 s, sono lunghe 15 m e hanno velocità di 5 m/s; infine le increspature degli stagni hanno periodo di 0,5 s, lunghezza di 40 cm e velocità di 0,8 m/s."

I was surprised that it was not easy to surf the waves regardless the good height they had. I think we can explain this with the speed of the waves: they were too fast and we could not accelerete our kayaks enough to catch them.
I have evaluated a speed of 15-20 m/s that is approx. 70 km/h.
My impression is confirmed with data I found in the internet:

"..... an open sea wave has a period of 20 s, lenght of 600 m, and a speed of 30 m/s; a swell wave with no direct wind action has a period of 10 s, lenght of 150 m and a speed of 15 m/s; a wind wave has a period of 7 s, lenght of 70 m and speed of 10 m/s.... etc."














Era quindi una bella giostra, imponente ma anche morbida ed affrontabile.
Certo se avessimo voluto andare nella zona dove queste grandi onde frangevano a scogli... li ci sarebbe stata si una situazione pericolosa, il mare ci avrebbe sicuramente sparato a gran velocità sulle rocce.
Saggiamente abbiamo pensato "stiamo lontani.... facimme sta domenica in santa pace..."

So it was a nice merry-go-round, big but also smooth and easy to be faced. Of course close to the reef where the waves were breaking it was another level of danger, we could had been thrown against the rocks. Wisely we thought "steer clear.... let's have a quiet sunday.."














Lo sbarco al ritorno lo abbiamo fatto in una zona particolarmente riparata del golfo, dove le onde erano di solo mezzo metro, comunque è stato sufficiente per avere un po' di adrenalina.

Wed did the landing in a sheltered part of the gulf, the waves were only half meter, anyway it was enough to have some adrenalin.








































Chi mi conosce bene... immagina anche il seguito dell'uscita che si è degnamente concluso con le gambe sotto il tavolo alla sempre ottima ed accogliente Osteria della Mattana di Sestri Levante.

Those who know me well... can imagine the rest of the day, we had lunch at the "Osteria della Mattana" in Sestri Levante.
















Un grazie particolare ad Antonio per le foto e per averci accompagnato in mare nonostante fosse molto giù per il mal di gola ed a Cesare per la compagnia e l'essersi sobbarcato i km sino a Sestri.

I want to thank Antonio for the pictures and for staying with us regardless a bad throatache and Cesare to have reached us in Sestri (lot of km from his home)

domenica 13 dicembre 2009

Wiskie 2009

Anche quest'inverno si è tenuto a Bocca di Magra il Wiskie, ovvero il Winter Italian Sea kayak event... come sempre ottimamente organizzato dal Luciano.

La buona organizzazione e la passione di tanti ci ha portato ad essere in circa 80 kayak in acqua ... non male per essere uno dei WE prima di Natale!


























Abbiamo avuto due giornate diverse, il sabato di sole e mare placido, mentre la domenica era un po' coperto con vento ed aria più fredda.








Il primo giorno, sabato 12, siamo andati da Bocca di Magra sino a Lerici mentre la domenica siamo partiti da Le Grazie (La Spezia) ed abbiamo circumnavigato le isole di Palmaria, Tino e tinetto.

lunedì 23 novembre 2009

Brandacujun !

Grazie a Cesare sabato 21 è stata la giornata del "brandacujun"... squisito piatto ligure e marinero.

In mattinata Cesare, Antonio, Mauro, Tino ed io ci siamo trovati a Bergeggi per una tranquilla pagaiata sino a Varigotti e ritorno.

Il mare era calmissimo (piatta a capo Noli!) e ci siamo pertanto goduti una pagaiata in totale relax.















A ritorno abbiamo cercato un po' di acqua mossa vicino alle piccole grotte che il mare scava incessantemente nelle scogliere di calcare
Anche nelle giornate di calma la sola onda lunga di fondo "ingavona" dell'aria nelle grotte facendo delle piccole esplosioni di schiuma che contribuiscono al lavorio del mare.
Questo effetto si crea con le scogliere di calcare e non lo avevo mai notato nel levante ligure dove si hanno altre tipologie di roccia
















Una volta rientrati al punto di partenza abbiamo mangiato tutti assieme in spiaggia gustando l'ottimo brandacujun fatto da Cesare.

Tutti abbiamo apprezzato così tanto che abbiamo subito chiesto la ricetta a Cesare.

Pubblico qui sotto le sue indicazioni:



Brandacujun: etimologia

1 versione

Il più “maschio” fra i prodotti tipici liguri. È uno dei tanti piatti che la tradizione vuole sia nato dalla fantasia (e dalle necessità) dei marinai liguri. Lo stoccafisso (il merluzzo essiccato al vento alla maniera nordica) è piuttosto diffuso nelle abitudini alimentari dei navigatori mediterranei, che lo hanno utilizzato in modi diversi. Caratteristica di questo piatto è che il prodotto principale non è mai stato e mai potrà essere dei nostri mari, tipica delle cucine marinare che hanno nei secoli carpito tesori gastronomici del mondo.

Il “brandacujun” è facile da preparare ed adatto alla vita di bordo. Si fanno cuocere il pesce e le patate, si uniscono poche cose (un po’ di limone, pepe, aglio, prezzemolo, e si aggiunge l’olio extravergine d’oliva. È a questo punto che interviene la “manovra” caratteristica del brandacujun: la pentola viene afferrata e scossa a lungo (da qui il verbo, brandare, che compone la prima parte del nome), fino a ottenere una poltiglia profumata e gustosa. Pare che la seconda parte del nome sia nata nelle giornate di cattivo tempo, quando i marinai dovevano stringere tra le gambe la pentola e il mare mosso pensava al resto.

2 versione

Curiosa è l'etimologia di questa parola: la prima parte deriva dal verbo brandare che in provenzale antico significa "scuotere" mentre la seconda parte sembra derivare dal fatto che fosse delegato a a questo compito il componente meno sveglio della famiglia.
L'area del nostro "brandacujun" si restringe alla provincia di Imperia; meglio ancora all'estremo ponente con le sue vallate con timide presenze - più che altro storiche - a Nizza ed a Mentone dove con simpatica assonanza linguistica diventa "brandaminchan". La ricetta non è codificata in senso assoluto ed ogni zona, vorrei dire ogni cuoco o cuoca o famiglia ve ne darà una sua versione aggiungendo o togliendo questo o quell'ingrediente; eccone una scarna e fedele all'originale

La ricetta
Ingredienti

Per 8 persone

  • 1,8 kg di stoccafisso ammollato
  • 1 kg di patate
  • 2 spicchi d’aglio
  • alcuni rametti di prezzemolo
  • sale
  • pepe bianco
  • olio extravergine d'oliva della Riviera Ligure di Ponente (meglio: della Val Nervia
Tagliate a pezzi lo stoccafisso e mettetelo sul fuoco in una capace pentola bassa piena di acqua fredda salata, quando raggiunge l'ebollizione abbassate la fiamma ed unitevi le patate pelate e tagliate in due, continuate la cottura sino a che le patate saranno morbide; ci vorrà una mezz'ora ed avrete nello stesso tempo lo stoccafisso cotto. Scolate il tutto e lasciate intiepidire per poter schiacciare le patate e ripulire lo stoccafisso di pelle e lische, sminuzzandolo via via con le dita. Rimettete patate e stoccafisso nella pentola di cottura, condite con sale e poco pepe bianco, unite il trito di foglie di prezzemolo e spicchi d'aglio ed abbondante olio extravergine d'oliva. Rimettete il coperchio alla pentola di cottura e per maggiore sicurezza avvolgetela in un ampio strofinaccio che annoderete. Cominciate allora a "Brandare" (cioè a muovere la pentola con movimento rotatorio, scuotendola ogni due o tre giri) per il tempo che basta ad amalgamare tutti gli ingredienti ed ottenere un composto omogeneo nel quale si possano tuttavia individuare le patate e lo stoccafisso.
Fin qui la ricetta; siccome a "brandare" uno si rompe davvero i coglioni, io prendo una forchetta da cucina e opero con quella schiacciando e amalgamando il pesce e le patate fino a quando ne ho voglia.

Importante: lasciate riposare 12-24 ore

Potete servire caldo, ma non bollente, completando con una macinata di pepe ed un bel filo d'olio extravergine d'oliva oppure anche a temperatura ambiente, meglio dopo una bella pagaiata in kayak con i vostri amici!


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