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lunedì 18 aprile 2022

Testing the Anas

Per Pasqua AdB ed io siamo tornati a Sottomarina con le famiglie per gustare la cucina locale e per testare ancora noi stessi e i kayak nelle onde.

Nell'occasione della vacanzina abbiamo trovato un paio d'ore e siamo usciti in mezzo a delle onde non fortissime ma che spingevano con un ritmo abbastanza serrato, io questa volta ho portato l'Anas appena preso e AdB il suo fido Echo.


E' andato tutto bene nonostante un errore che ci poteva costare caro: viste le onde abbastanza serrate abbiamo pensato di uscire in un punto dove dei frangiflutti sommersi le smorzavano un po', logica fallace, vai bene prima ma patisci poi.

Infatti fino a che eravamo dietro al frangiflutto tutto bene ma appena ci siamo portati sopra onda ci siamo resi conto che le rocce erano molto affilate e proprio a filo d'acqua e le onde all'esterno si accavallavano dando botte a tempo ravvicinato.

Risultato: immediato affanno e discreto spavento di finire sbattuti sulle rocce, alla terza onda avevo oramai il kayak quasi in candela, salivazione a zero e tremarella alle gambe... la fifa fa miracoli si è pagaiato con tutte le forze e siamo passati.

Belle surfatone al largo, l'Anas è precisissimo, lo si controlla al centimetro anche se in velocità tende ad alzare una lama d'acqua dal fianco ingaggiato e te la tira nel naso.

Ancora un po' di apprensione al rientro per le onde che viste da dietro "scoppiavano" d'aria nel frangere... ci vuole tempo per abituarsi all'effetto.

Al ritorno eravamo chiaramente carichi di adrenalina...




Tornando all'Anas Acuta i suoi plus stanno nel controllo, nell'appoggio solido, nella facilità di girarsi a fine surfata per risalire subito di prua senza prendere schiaffi laterali dalle onde seguenti.

La parte dove continuo a preferire il 550 è il bilanciamento dei volumi tra prua e poppa, il 550 buca di più le onde e soffre di meno ad uscire contro onde forti.

Insomma il primo test dell'Anas mi ha dato davvero tante sensazioni confermando che è una barca adattissima al surf.

Alla prossima!




domenica 13 marzo 2022

Sottomarina surf day 2

 Ancora euforici dal week end precedente anche questo sabato ci siamo fiondati a Sottomarina per giocare di nuovo tra le onde con i nostri "giocattoli greenland".

Questa volta le condizioni meteo erano decisamente più tranquille, una 15 di nodi max di vento e abbiamo avuto il mare tutto per noi (pochissimi i kite, se non ci sono almeno 25 kt non se ne vedono tanti)



Abbiamo fatto belle surfatine concentrandoci sulle mosse da fare, la mezza pagaiata indietro quando non vuoi partire con l'onda, l'appoggio basso quando l'onda ti prende al traverso, un po' di timonata per cercare di stare in rotta.



Copione oramai collaudato, poco più di un'ora a giocare in acqua e poi gambe sotto il tavolo, stavolta ai casoni dove si è mangiato dell'ottimo pesce fritto come da tradizione locale.


 

Cercheremo di godere la stagione fredda perché già abbiamo capito parlando con i locali che appena il clima diventa più tiepido queste spiagge sono inaccessibili per l'affollamento...

lunedì 7 marzo 2022

Sottomarina surf day 1

Da tempo io e AleDeB stavamo cercando uno spot adatto a migliorare le nostre capacità nel surf, da tempo avevo in mente di provare da qualche parte nel'Adriatico.

Pensa e ripensa alla fine ci siamo decisi a provare la zona dello spiaggione appena fuori Chioggia.


La giornata si presentava soleggiata ma abbastanza tosta in termini di vento (Bora media 30 kt) e temperatura (4°C), ed eravamo quindi in dubbio se farci i 200 km per arrivare li e poi rischiare di non riuscire a mettere le barche in acqua.

Grazie alle dritte ricevute da un mio collega originario della zona abbiamo però capito che la murata a nord della spiaggia, quella della diga di Sottomarina, avrebbe fornito una protezione al vento e allontanandoci da essa avremmo potuto modulare la forza degli elementi a cui esporci.

Sabato mattina ci siamo portati in zona e comunque alla prima impressione non eravamo così convinti, anche solo portare le barche a riva si sentivano davvero forti le raffiche... momento di euforia tipo "dove caz... stiamo andando??"


Ci siamo resi conto che il meteo aveva attirato appassionati di Kite surf praticamente da tutto il Nord Italia.

In acqua poi non è andata male, sotto la murata era effettivamente ok e uscendo onde e vento aumentavano in modo progressivo. 

In questi frangenti (letteralmente!) ho apprezzato gli scafi greenland che bassi e puntuti non vengono strappati via dal vento e bucano le onde senza farsi trasportare via a mo' di turacciolo.

Nonostante siano barchini stretti e poco stabili non ci siamo mai trovati in difficoltà, anzi ci è venuta voglia di osare progressivamente di più e abbiamo passato un bel 45-60 minuti di surfatine via via sempre più impegnative.

Mi ha fatto impressione la serie di frangenti intermedia, anche se contenuti entro il metro, arrivandoci da dietro (spinti dalla serie di onde esterne che non ancora rompevano) sembravano delle schiene di bisonti che si gonfiavano sempre più di aria per poi scoppiare, oppure se ti prendevano prima inevitabile la sparata che finiva con svergolata a dx o sx.

Non abbiamo foto dell'azione perché nessuno dei due oggettivamente se l'è sentita di fare delle foto, già solo il vento sembrava strapparti pure la pagaia.

  

Inutile negarlo, euforici eravamo euforici anche perché di adrenalina (leggi: fifa) ne abbiamo sentita un po' e uscire dal trambusto è sempre appagante.

Allo scadere dell'ora eravamo cotti e abbiamo decretato il fine operazioni per passare alla fase "gambe sotto il tavolo".  

  

La location è stata dunque "approvata" a pieni voti.


lunedì 19 marzo 2012

Elba Closing Winter 2012 : commedia in 3 atti .

Atto Primo : L'incontro

Ogni azione umana ha un suo luogo ideale per esprimersi al meglio. Per noi allievi del Grande Gau", Marciana e' quel "dove" ogni cosa ritorna al suo posto. Riaffiorano ricordi nitidi di goffe pagaiate , affannati tentativi di appoggi, le paure di ribaltarsi, i primi eskimi non a buon fine e quel nuovo mondo liquido a portata di mano, con un "mare" di sensazioni forti .

E' venerdì' sera, si parla di meteo e luoghi dove andar a pagaiare. Previsioni pessime: scirocco sostenuto a partire da domattina  e forse pioggia.  Siamo in 9 attorno al tavolo ovale della pizzeria trattoria After Love. Il viaggio ha reso tutti un po' tesi , ogni idea/proposta ha le sue valide ragioni di essere e sarebbe bello realizzare quel pezzo di sogno che ognuno si e' portato fin qui.  Gaudenzio verra' con noi e questo e' gia' un gran bel regalo! 



Si andra' a pagaiare lungo la costa Nord, da poco dopo Portoferraio, fino alla punta estrema del versante nord est.
Questo per il sabato, mentre per domenica si vedra'domani sera ; io ho il chiodo fisso di onde e surf a Marina di Campo!!

Inizia la "Elba Closing Winter". Avevamo salutato l'autunno al Wiskie ed ora cerchiamo di chiudere la porta gelida di un inverno incerto, strano, pericoloso ed isterico. Siamo tutti un po' isterici, sara' una malattia del mondo contemporaneo?

Atto Secondo: il Sabato

Vento e pagaia, acqua limpida e rocce. 
A chi il premio del miglior attore? 
A loro : le rocce! Sono contorte, erose, rugose, sofferte; sono la pelle di un animale primordiale che di colpo si e' fermato per un Alt arrivato dall'alto. Sono rimaste li'sorprese, immobili, inerti, grevi, bloccate in un gesto estremo di forza immane . 


Quei muscoli nascosti dentro quel suo corpo liquido , sono rimasti tesi , come quando alimentati da vene profonde, grige di falesia, nere di lava, rosse di ferro, giallastre di zolfo (scusami geo per l'ignoranza) , cercavano spazio verso un cielo che gli e' stato negato.

Oggi ciuffi incerti di rosmarino le stanno scalando e alghe verdi le stanno rodendo con la complicita' del mare. Gli occhi guardano quei monumenti tesi al cielo , merce povera e banale come un sasso, opera di Dio impastata di una bellezza imprendibile per un eccesso di normalita'.  


Sono arte povera alla merce' dei venti e del tempo : le rocce stendono forme davanti a noi, che si moltiplicano in milioni di altre forme che la nostra fantasia espande all'infinito. Pagaiare oggi e' un sogno primordiale. Abbiamo pagaiato contro vento e ne usciamo stanchi, felici e con la voglia di fare quell'altro pezzo oltre Cavo e tutto attorno al Calamita, ma non domani, domani si preannuncia una lotta dura di onde e vento: vedremo. 


Questa sera tutti a cena da Gau !!! Grazie Maestro, sempre massimamente signore ed ospitale !



Atto Terzo: la domenica.

Non so se ve lo abbia mai detto, ma quel fruscio ringhioso delle schiume che si frangono intorno , a me mette sempre un brivido. E' un soffiare di felino, e' un sibilare di serpente, e' una porta aperta tra me e l'inferno.

La spiaggia e' uno spettacolo di onde e schiume bianche. Loro , le onde, arrivano organizzate una dietro l'altra ed hanno una tattica terribile: una da' la prima mazzata di assaggio, l'altra colpisce ed arriva poi la terza che ti si avventa addosso ; segue una finta tregua.


Il gioco si ferma per poco e ricomincia da capo, comandato dalle bizze del vento . Se lui decide che quei pupazzetti si devono togliere di torno, alza di qualche tono il concerto e tra noi non ci si sente più'! Oggi vuol giocare e basta ,ma la battaglia pero' non manca. 


Le prime surfate sono delle cannonate di adrenalina: vedo passare come siluri Duilio, Gaudenzio, Gaetano e poi  Alessandro... Cesare.. Massimo; io e Tino stiamo ai margini , a studiare e guardando capire la forza del mare e le regole del gioco.

 

Io vorrei approfittarne per fare delle belle foto, ma stare in equilibrio con quelle onde arrembanti....Ci provo , tento, cerco un posto abbastanza vicino e accettabilmente tormentato. Mi ritrovo a surfare all'indietro, ma piano piano gli prendo le misure. Surfo ogni tanto anche io, ma non sono in gran forma e mi modero : tutto intorno e' uno spettacolo di "ragazzi" che giocano e fanno vedere uno spettacolo da palati fini. 



Guardo e mi perdo in tutta quella confusione da sogno. Me la godo e mi ritrovo passeggero sul kayak di Duilio, su quello di Massimo, Alessandro, Cesare, Gau, Tino, Gaetano...corrono i miei occhi e il vostro gioco alimenta la mia gioia .



Qualcuno si ribalta, ha esagerato; qualcun altro parte a un quarto di miglio e cavalca la stessa onda fino a riva . Ci sono momenti in cui il mare e' solo schiuma..... : e' quello che sognavo! Domenica e' corta , Ale, Tino, Massimo lasciano la compagnia per primi ; domani sara' lunedì' e ricomiceremo a sognare .




Un grazie particolare in ordine alfabetico:

Ale per esserti districato tra mille impegni ed aver accettato il non campeggio, che prometto faremo alla prossima, prima occasione

Cesare per aver dato vita a pezzi di pietra fino a ieri materia inerte, dura, inanimata

Duilio per tutta la tua vitalita' simpatica, dirompente e guascona

Gaetano per averci messo un tetto confortevole sulla testa ed un caciocavallo sotto i denti

Gaudenzio per essere venuto con noi a giocare, averci ascoltato per ore parlare solo di kayak ed averci dato accoglienza caritatevole

Massimo per tutti quei brindisi che prima o poi spianano le montagne, accompagnati da sane risate rigeneratrici

Tino per saper mettere quella parola di pura tecnica , la' dove noi non sapremmo darci un perche'

Un grazie generale a tutti quanti , siete stati una splendida ed eccellente compagnia: vi abbraccio tutti ! Quando la prossima ?

Antonio Colantuoni

lunedì 5 dicembre 2011

Ciao!!!

E' una parolina minuscola, ha stranamente 3 vocali e una sola consonante. E' tra le più' usate non solo in Italia. La pronuncia scivola sulla "i", per allungarsi su una "a", per dare sfogo all'ultima sonorità della "o". E' il saluto per eccellenza, quello più amichevole e senza i fronzoli e i riccioli di un "arrrrrrrivederci". Detta cosi' sembrerebbe cosa ovvia e vi chederete che senso abbia parlare di "ciao" e non di Wiskie : tempo al tempo, mai precipitare le cose.


Ieri il mare era vivace e alla bocca tra Palmaria e Portovenere a tratti arrivavano per prime cavallerie armate, che oggi daranno grande battaglia. Onde con qualche schiuma e rese irregolari dai rimbalzi, giusto all'imboccatura. Era giorno da surf e divertimento all'adrenalina. In pratica c'era chi navigava, chi cercava di star su' e chi correva dietro a tutte le onde posssibili, a caccia di surf anche sulle increspature. Alessandro, Antonio, Massimo e non solo...che cosa hanno fatto ? Surf...surf...surf..., tanto che devo tacere ogni acciacco che immediatamente....

Eravamo sulla via del ritorno, stavo cercando di non perdere un treno di onde medie, che il Sirius agganciava, se gli davo una mano : tutto avanti in accelerata maxe poi tutto indietro, quasi sdraiato. Godevo di tutto, del movimento, dell'acqua verde, di quella sensazione di velocità e di rapina ! Surfare è rubare qualcosa al mare, è una furberia. Ogni aggancio è un applauso dentro, che ti fa sentire "ganzo" ! Me la stavo godendo al max, non avevo nessuno davanti e mi stavo dicendo "bravo vecchio...te la cavi nonostante tutto..." e mentre vedevo la prua annusare il cavo di un'ondina....sento subito dietro un sibili, non esattamente, una sciabolata..."CIAO!!!!!!" !!! Ma che ka..zzz....ooo ! Maleficioooo, merdaaa ! Massimo, il mio "figliol prodigo", il mio "compare di Tide", spinto a siluro su una cresta, su quella stessa che affannosamente cercavo di agganciare, mi è passato quasi sulla testa come un bombardiere, mi ha sparato una raffica, un CIAOOO...a tradimento e......
Bello quel Ciao, urlato, potente, lo stesso che "sparo" a chi non c'era, con un abbraccio a chi avrebbe dovuto e mancava là in mezzo. Mi sarebbe piaciuto sentire unsecondo "ciao" ! Un abbraccio a tutti e grazie, pardon, Ciaoooo
Antonio Colantuoni

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Fino ad oggi è stato così. Lo vedevo, mio mentore, come a cavallo del destriero, spavaldo e padrone, aggirarsi sui suoi poderi fatti di onde e di surf.

Ascoltandolo lo ammiravo per come parlava di ammaestrare kayak e cavalloni. Poi lo vedevo fare le stesse cose, con la stessa semplice perfezione.

Capisce il kayak, capisce l'onda, la vede arrivare, la invita a giocare. Si mette in equilibrio li dove serve e lo mantiene con un piccolo avanti e indietro. E l'insieme uomo, kayak, onda, movimento diventano un lungo, leggero perfetto interminabile invidiabile movimento di surfata.

E mentre io arranco per raggiungerlo, lui sorride e guarda ( belin d'un lombardo...quando imparerai...???).
Ma oggi, dopo aver tanto visto fare i surf da Lui,
Il Tide ha sentito l'onda, ci siamo alzati, ci siamo messi nel punto di cui per tante volte ho sentito parlare...

Ed ecco che ci siamo agganciati a quell'onda all'inseguimento della leggenda, del Maestro, dell'irraggiungibile e.......

CiaoOOooOOoo.....!!!

Ma se ci sono riuscito lo devo a Lui che 
tenta di insegnarmi (belin d'un lombardo...) 
tenta di farmi imparare... 
tenta di farmi capire... 
e mi dice di non cadere nelle Ingegneristiche tentazioni....

Grazie a tutti gli Amici dell'IKDM e.....
Ciao!

Massimo