lunedì 25 luglio 2011

La "non" Elc 2011

Anche quest'anno abbiamo organizzato la East Liguria Challenge, ci siamo trovati a Levanto venerdì 23 sera per una bella cena e poi ... via! ..tutti a nanna accucciati da qualche parte...auto, B&B, camper.



Alla tenzone eran pronti i fidi cavalieri con il proprio destriero del mar:
- Luciano (Viking)
- Antonio (Xplore S)
- Massimo (Xplore)
- Gaetano (Xcite)
- Alessandro (Baidarka)
- Cesare (Avanaq)
- Duilio (Baidarka)
- Massimiliano (Baidarka)
- Luca (SKD 536)
- Paolo (Sea wolf LV)


Alla mattina del sabato il Paolo è stato richiamato da una urgenza a casa, gli altri 9 hanno messo lo scafo in acqua.
Antonio, già con un braccio dolorante, si è anche beccato una frullata mattutina...






Il mare non era dei migliori e abbiamo saggiamente evitato di avventurarci in mare aperto, abbiamo così celebrato la non-ELC 2011.


Si è passata una bellissima mattinata a surfare su e giù per la baia, ci siamo scambiati i kayak per una serie di prove, abbiamo affiancato i surfisti sulle onde.


La non ELC si è chiusa allo stesso modo di come è partita.. gambe sotto il tavolo.
E' passata così un'altra piccola (non) avventura.


Pubblico qui un paio di impressioni dei partecipanti che rendono bene l'idea della bella esperienza vissuta.




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Di Elc ne abbiamo fatte parecchie e le prime furono "naufragi"condivisi tra
pochi . Erano organizzate in un pezzo di calendario tradizionalmente
"difficile", quando la tanta estate ormai passata , non lascia che quanche
scampolo . Per questo con Ale la spostammo a luglio , verso la prima
decade , quando si puo' scommettere su un mare clemente .


Quest'anno si e' ritornati indietro di anni : pazienza ! Mi dispiace per
chi e' venuto da lontano e si e' fatto parecchi chilometri . Per me e'
stato comunque un successo Incontrarvi tutti insieme : quelli con cui si
pagaia di frequente e quelli con cui di mezzo c'e' molta Italia .


E' stato bello conoscere finalmente Duilio e anche far conoscere a Max "i
mancanti", di tutti quei nomi cui ha inviato per mesi tantissime immagini
di kayak e di mare .


La non Elc 2011 e' stata una gran bella occasione per stare insieme e mi
auguro di rivedervi prima della fine dell'anno . Potremmo approfittare del
ponte dei morti , oppure potremmo vederci a meta' strada , oppure da
Gaetano (temo di non avere tutti i gg necessari) ...oppure... , per chi non
conosce quei posti dal kayak , che ne direste della "Cote d' Azur" e
dell'Esterel in particolare ?


Un abbraccio a tutti e un grazie molto speciale . Mi avete fatto proprio un
bel regalo a partecipare , pur sapendo che ci sarebbero state parecchie
possibilita' di sconfitta ! Un doppio grazie a Luciano , che ci regala
sempre la sua presenza , anche quando una voce dentro gli direbbe di
riposare ed un altro ancora a Gaetano e Duilio che si sono sgroppati un
sacco di strada !


A presto ragazzi !!!
Antonio Colantuoni
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Le immagine regalate in questo weekend, seppur fugace, sono ancora impresse nella mia mente sulla mia pelle.
Il mare "non ha voluto" e siamo stati fortunati perché lo abbiamo ascoltato, perché ce lo ha comunicato.
Mi sono divertito lo stesso. Ho conosciuto gente nuova  gente che va per mare gente che vuole viverlo come me co ste " barchette " che si vuole divertire come bambini alle prese col nuovo giocattolo.  Siamo fatti così ogni volta che si varca quella soglia che divide la terra dall aQua ritorniamo  quei bambini, puri, che di fronte al nuovo giocattolo rimango incuriositi esterefatti stupiti , e poi estasiati divertiti non appena sintonizzati sulle modalità di gioco.

Il mare come il fiume non è mai lo stesso, cambia in continuazione trasporta energia odori rumori, e noi come bambini, quando ci infiliamo nel pozzetto ci spogliamo di tutti i fronzoli, malesseri, pregiudizi  della vita terrena e rimaniamo soli , solo con il nostro mezzo e la ns anima a sintonizzarsi con esso pronti a prender parte alla danza. A questo scambio di energia.
Siamo stati fortunati perché ci siamo incontrati siamo stati fortunati perche siamo riusciti comunque a entrare in aQua.


Di sicuro si avrà modo di rincontrarci prima della fine dell anno io spero a metà strada verso sud. Sarebbe un peccato "spendere " del tempo per stare in macchina invece di destinarlo ai ns compagni di gioko. Credo che giglio o l'elba possano essere alla portata di tutti.  Anche se mi piacerebbe salire su in territorio franzoso!
Un  grazie a tutti di cuore, a Alex e Sonia per l'ospitalità per l'ottima cena a base di pesce e colatura d'alici un grazie a Gaetano anche per quella e per essere venuto fin lassu. Ad Antonio per esserci, anche  nonstante il gomito, per aver messo a disposizione le barche, a Luciano (....e speriamo che riesca a recuperare l'auto senza svenarsi troppo) a Max, Luca, Cesare.... insomma per aver conosciuto tutti voi!
A presto and stay tuned..... che qualkosa molto prima esce fuori per rincontrarci.....
Duilio
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Avrei voluto tanto esserci, purtroppo non c'è stata....

Avrei voluto tanto rivedere quei compagni di viaggio con i quali,
nell'ultimo anno, ho ritrovato "uomini".

Avrei voluto tanto con loro, unici in grado di capire cosa vuol dire, 
rivivere quei magnifici paesaggi corsi.

E avrei tanto voluto conoscere nuovi "uomini" che armati di loro stessi 
affrontano il mare.

Avrei dato non so cosa per poter rivedere , al buio, le stellate di una notte 
prima dell'avventura.
Probabilmente avrei dormito anche in macchina pur di esserci, magari in una 
strada di montagna, parcheggiato 
sul ciglio contento di esserci.

Mi immaginavo l'imbarco del gruppo, magari ad affrontare le prime onde.
Chissà se quelcuno si sarebbe lavato la faccia col sale???

E dopo aver fatto giocare nonno Nettuno probabilmente ci saremmo fermati a 
mangiare qualcosa,
non per mangiare, ma per trovare ancora un momento per noi, per parlare tra 
ragazzacci di mare, di pagaia, di scafi.

A me piace ascoltarli quando parlano perchè trasudano quella passione, anche 
solo nello sguardo ad un kayak.
Il migliore è l'AleIng che mima il racconto e te lo fa rivivere, come se 
l'avessi vissuto con lui.
Come se in quel momento tu fossi con lui sul suo Baidarka..

Il più tecnico è sicuramente il Colantuoni che riesce a stare senza kayak 
anche per 5 giorni la settimana....
Lui conosce tutte le onde, le chiama per nome...ci parla, le sfida, direi le 
monta...ma non vorrei 
essere frainteso.

Il bonario Gaetano avrebbe aperto i suoi occhioni e con quel timbro
da cannonata avrebbe dato il suo assenso alla discussione, giusto con un 
saggio detto campano che riscopriamo sempre 
antico ma attuale, come solo la saggezza popolare della quale è ambasciatore 
potrebbe partorire.

Poi avrebbe dovuto arrivare il Duillio "De Roma" che di Roma non è.
Preceduto dalle gesta, come un cavalliere d'altri tempi.
Qualcuno dice che dia da mangiare al Baidarka solo pesce pescato da lui....

Ma sicuramente mi avrebbe fatto un gran piacere ricedere lui, la storia di 
questo ultimo anno, ma di una vita.
Passato dal quotidiano al provato dalla tristezza alla folle gioia con un 
gruppo di amici,
la storia di una vita che chiunque si augura.
Direi che Cesare sarebbe stato l'insegna del momento.

E Luca che avrebbe dovuto sfoggiare il suo 536..
Appendice di quei navigatori sta maturando giorno per giorno, pagaiata per 
pagaiata.
Un giorno anche lui sarà davanti...

E il tutto l'aveva organizzato quel signore coi capelli bianchi, giovinetto di 
ideale al quale 
un giorno gli hanno lasciato il posto sull'autobus....è dovuto scendere alla 
fermata dopo per non accettare quel posto....e quella
immagine di vecchio che gli aveva affibiato un giovinastro guardando il suo 
"sembrare" e non il suo "essere".
Il buon Luciano.
Qualcuno dice che in Normandia i primi incursori siano sbarcati in kayak e che 
lo
sbarco l'abbia organizzato lui...

E ci saremmo stati noi paggi, io e il Massimiliano alla corte di questi 
sovrani del mare, giullari di queste genti che padroneggiano di mare e di 
scafi, di pagaie e di venti ad ascoltarli e godere insieme della giornata.

Avremmo dovuto tutti portare una effigge, magari quella del nostro condottiero 
che, guardando indietro, corvilinea ombra sul suo destriero
ci avrebbe incitato ad affrontare "il vecchio", quel mare che ci attrae e ci 
fa vivere.

Avrei proposto un brindisi: ALLA PROSSIMA!
perchè ci deve essere una prossima!

Purtroppo non c'è stata....
Peccato, ci sarei andato volentieri.

Massimo
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Potrà sembrare paradossale ma come mia prima "non" ELC  sono soddisfatto. 
Soddisfatto perché,  come dice Duilio,  sono riuscito a sentire il mare ,  perché finalmente ho conosciuto compagni di lettura che fino ad oggi erano un indirizzo e mail mentre oggi hanno un volto, perché ho visto che la già nota disponibilità e passione  di Cesare, Alessandro, Antonio e Luca sono caratteristiche comuni anche a Duilio, Gaetano, Luciano e Massimo e questo secondo me è la bellezza e la  forza del kayak , capace di  mettere assieme gruppi assolutamente eterogenei. 
Per me il kayak è  la possibilità di staccare,  la via di fuga dal solido mondo terrestre per l'instabile mondo marino, il modo di lasciare a riva pensieri e preoccupazioni  ma è anche la possibilità di vedere luoghi e persone che altrimenti non avrei avuto modo di incontrare. 
E' un mondo fatto di elementi primordiali:  paura , coraggio, fatica , piacere, caldo  e freddo, un mondo in cui  l'istinto gioca un ruolo fondamentale e per questo bisogna allenarlo e adattarlo . 
Insomma un mondo con pochi fronzoli dove le cose che contano davvero fanno la differenza come nel vostro caso. 

Quindi grazie a tutti e spero di potervi ritrovare presto per un'altra uscita assieme e come scrive qualcuno:  Stay Tuned !! 

Ciao 
Max 
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giovedì 21 luglio 2011

Cortez e il mare....

"All those moments will be lost forever, like tears in the rain. Time to die"
Allo zenit nel cielo del ponente sardo, il sole cede al vento di maestro lo scettro di dominatore della scena, come spesso accade da 'ste parti, e il vento ne approfitta, spazza via i pochi bagnanti e le loro carabattole  e scolpisce giganti d'acqua che si ergono possenti fino a 3 metri, per poi crollare di schianto sulla povera rena martoriata e inerme.
Dal chiringuito scruto e medito, e subito mi sento a disagio, li' dove sono: voglio unirmi all'acqua, e' mare ma vedo un fiume, spuma bianca vorticosa mi viene incontro, continuamente, incessantemente, devo entrare, devo entrare (no Freud, just fun), la 
Michi mi fissa e tace, vorrebbe forse  che non andassi, ma come si fa...
Qualche surfista, piu' temerario che abile, prova la via prima di me, e viene sputato a riva come un osso d'oliva ... maledetti loro, non hanno salvagente e bisogna ripescarli semiannegati, osservo di sottecchi i salvataggi, il bagnino, giovane ma abile, mi tira un'occhiata tra il malevolo e il supplichevole: "sarai tu il prossimo?"
Tranquillo, ragazzo, lascia fare,  se vedo che non e' cosa tiro i remi in barca (Remi? Quali remi, e che diamine!) 
La Wigo e' pronta, sembra mordere il freno sull'orlo del bagnasciuga, ha gia' assaggiato quei flutti, ma oggi e' un'altra storia
L'entrata in corrente (e' un fiume, ricordate?) e' gia' un'impresa, piu' volte sbatacchiato qua e la' dall'andirivieni incessante delle onde, che torreggiano due metri e novanta sopra il livello del (fiume chiamato) mare, alla fine scovo il pertugio, e sono fuori
"Ma misi me per l'alto mare aperto,
sol con un legno": ossimori o no, il legno e' uno e io sono solo, i surfisti tramortiti assistono da riva, nessun altro in acqua e 'sto cacchio di fiume picchia, sbuffa e strepita, e nasconde una trappola
I giganti d'acqua mi si parano dinnanzi, uno dopo l'altro: per superarli, non potendo trapassarli, sovente devo ingannarli, andare in eskimo, lasciarli sfilare sopra di me, la loro rabbia che tambureggia sulla pancia della Wigo e sbollisce svanendo, lasciando spazio ad un attimo per riemergere e rifiatare, lancia in resta per il duello successivo.
Raggiunto lo spot giusto per il lancio, aggancio il gigante pagaiando vorticosamente per avvicinarne la velocita' e saltargli sopra, cosi' che mi porti e non mi schiacci ... La sensazione e' forse unica, filo verso riva volando letteralmente sulle spalle del gigante, sono attimi di una bellezza assoluta, mi par d'essere su una torretta d'avvistamento montata sopra un treno in corsa, fatemi un fischio quando planerete in coppa al vostro gigante, cosi' ne riparliamo 
Ad un tratto, il gigante crolla e svanisce, e io con lui, mi ritrovo in un maelstrom che bolle sabbioso, per poi riemergere alla luce e ripartire, rinnovando la sfida.
Dopo qualche round lo scenario muta, i giganti adesso lottano tra loro e si scontrano, s'aggrovigliano, non sfilano piu' ordinati l'un dopo l'altro in marcia verso la spiaggia, forse e' il rompete le righe, certo e' una zuffa da evitare, allora filo verso terra portato da un'onda che credo buona, quella mi deposita a dieci metri dalla riva e, quando penso d'esser fuori, cede il passo all'onda successiva che mi coglie impreparato e, peggio, fermo, mi solleva dall'acqua per sbattermi contro la spiaggia, un looping inatteso, volo verso la sabbia faccia in avanti, istintivamente mi metto in eskimo attaccato alla coperta e funziona, atterro di spalla strisciando la testa (nessun danno anche se la prognosi non si scioglie prima delle 24-48 ore) tra gli sguardi terrorizzati degli astanti, che mi vedono schiantarmi, raddrizzarmi e subito uscire dalla barca intatto e, pur se frastornato, sorridente.
Ancora una volta, e' stato il mare (ma non era un fiume?) a mettermi a dura prova, ancora una volta sono arrivato in fondo, provato e felice, ancora una volta sono qui con le mie emozioni, figlie dei sogni e madri dei ricordi
A presto in fiume (ma anche in mare, e che diamine!)
Cortez 

lunedì 4 luglio 2011

Nuvole, sole, outrigger, torrente...

Sabato siamo andati da Cesare... glielo dovevamo dopo tante sue trasferte nel levante.

Ne è valsa la pena, non solo per rivedere Cesare ma anche per le tante diverse condizioni e canoe con cui ci siamo confrontati.

All'andata nuvolaglia, qualche raffica di vento medio da Nord e ondina corta da lago. Nel giro di pochissimo e' tutto svanito, e' ritornato il sole e il caldo.
Partenza con giacca d'acqua e ritorno in pieno stile estivo.





Abbiamo pagaiato da Vado verso Savona, all'andata ci siamo fermati alla Wind and Sea di Savona (http://www.windandsea.it) dove ho potuto ammirare diversi OC6, impressionanti come taglia per noi che siamo abituati ai piccoli kayak.



Al ritorno Cesare ci ha portato all'uscita del torrente che riceve lo scarico delle acque di raffreddamento della centrale di Vado: proprio all'imbocco si formano delle belle onde statiche su cui si può giocare in tutta tranquillità (fondo sabbioso e golfo ad attenderti se sbagli qualcosa).

Avevamo con noi kayak molto diversi (dal lungo e rigoroso Inuk all'agile sbananatissimo Anas acuta) eppure si sono comportati tutti in modo abbastanza simile e prevedibile. Questo mi riconferma le barche lunghe non sono poi così fuori posto in mezzo alle onde corte e in corrente.

L'acqua era incredibilmente calda (raffreddamento della centrale) ..... da tenere presente in inverno!