lunedì 22 luglio 2024

Fai Va'a 3x

Finalmente ho potuto testare il Fai Va'a 3x su delle onde interessanti, fatte da un poco di movimento di fondo e da tanta spinta generata dai numerosi motoscafi che affollano il mare di luglio..

Il comportamento mi è piaciuto parecchio, si lascia condurre docile docile, parte in surfata alla minima onda, mette la prua sott'acqua ma poi questa rimane li, lo scafo non ingavona anche con le onde più ripide e repentine dei motoscafi, scorre in avanti connesso all'onda, non si intraversa e risponde bene alla timonata di poppa.


Certo che l'ama (il bilancere) l'hanno fatto che pesa come una bottiglia di plastica vuota, risultato la stabilità a sx è ovviamente solidissima che l'ama galleggia ma a dx è facile cadere che l'ama si alza senza sforzo.

"San mezzo kilo" ovvero una bottiglietta da 1/2 litro piena di acqua legata sull'ama ha contribuito dunque con il suo peso a sbalzo a frenare un minimo il rollio verso destra.

Con questo assetto nessun incrocio di onde mi ha impensierito, sempre tutto prevedibile, ovviamente mi piacerebbe togliere il mio santino protettore dei ribaltamenti ma credo ci vorrà ancora qualche uscita.

Il mio fisico da vecchietto pieno di acciacchi e tendini strappati purtroppo non mi permette le gare ma decisamente si gode andando a zonzo, la barca scorre bene ed è facile tenere una buona cadenza, in sintesi una gran barca da godere in mare con un certo moto ondoso.


lunedì 27 maggio 2024

Grazie ragazzi!

Antonio, Ale, se non fosse stato per voi e il vostro entusiasmo che mi ha trascinato, quest'anno la Corsica me la sarei persa!

E' stato bellissimo ritrovarsi per l'n-sima volta su quest'isola magica, nel periodo più bello per luce, aria, verde e poco affollamento.

Come sempre con il fido e comodissimo Baidarka


Abbiamo fatto tutto il Desert da Saint Florent sino ad Ostriconi, poi io sono scappato di nuovo verso il lavoro ma con gli occhi pieni di luce e paesaggi e soprattutto con la bellissima sensazione di un rito che si ripete e in più con amici nuovi.


Mannaggia solo che non siamo riusciti ad avere anche Duilio e Gaetano, per non parlare del Tino!! 

Grazie ancora a tutti per la bellissima compagnia.

giovedì 25 aprile 2024

Black pearl con i gavoni stagni (per davvero!)

Stufo dei tappi a vite che bene o male imbarcano sempre acqua ho chiesto per l'n-sima volta aiuto a Sandro Spagnol di CS Canoe e, come sempre, il miracolo si è compiuto :-)

    

CS ha tagliato i ponti e vi ha resinato degli incassi conici per alloggiare le ghiere dei tappi kayak sport.

  


Con l'occasione ho fatto installare anche terzo gavone e relativa paratia, finalmente posso godere del Black Pearl con il terzo gavone e i compartimenti asciutti.

Ho anche fatto togliere le pedaliere per mettere un paio di blocchi di schiuma, uno (foto) fisso per arrivare dalla paratia alla zona piedi (così va bene per i molto alti) e un secondo blocco da aggiungere in due versioni: 1) regolato per la mia altezza e 2) più spesso per chi è più corto di gambe di me.


Ecco qui, a sx nella foto, il BP finito in bella compagnia di 550 e Ilaga.



Devo dire che l'estetica di Black Pearl è rimasta molto accattivante, temevo un poco per la linea di prua ma è andata bene.

Ora devo solo risolvere il problema dei tappi che vanno tanto sottovuoto. La barca, essendo nera, a terra al sole si scalda molto, l'aria dentro i gavoni si espande però quando la metti in acqua fredda coi tappi chiusi  il volume si riduce e i gavoni vanno sotto vuoto. Sarebbe da fare forellino nelle paratie ma non sono del tutto convinto.




sabato 10 febbraio 2024

Tuilik

Il Tuilik è un capo che mi ha sempre affascinato, l'ho sempre desiderato ma non ho mai voluto investirci troppe risorse perché ho sempre temuto sia troppo caldo in navigazione e troppo freddo se "vai a bagno".

In ogni caso, quando ne ho trovato uno usato della mia taglia mi son detto "ma si dai, una volta nella vita prenditi un Tuilik.."

  

Quello che ho trovato è il classico Brook in spesso neoprene, peccato solo sia con elastico fisso, non regolabile e tagliato per un pozzetto medio, posso così calzarlo sul mio Baidarka ma non sul Greenland 550

Ho fatto solo qualche roll ed effettivamente è molto piacevole, senti davvero solo l'acqua sulla faccia, tra l'altro se ti bagni la faccia prima del roll, non c'è quasi effetto a buttarsi sotto.

Pagaiando in una giornata fredda e ventosa su un lago ero al limite del comfort, ero da solo ed ho fatto solo un paio di km, avessi fatto di più avrei iniziato di sicuro a soffrire il caldo. Questo mi conferma la mia paura che si tratti un capo limitato ai pochi giorni dell'inverno più freddo. Non a caso è un prodotto canadese..

In compenso arrivato a terra ho provato uscita bagnata e devo dire, grazie anche al long john che avevo sotto, non si soffre eccessivamente. Arriva una fucilata di freddo alle ascelle, ma complessivamente la dispersione termica non è critica. Quindi la parte dell' andare a bagno non è così male come pensavo (almeno in un inverno come questo ).




domenica 21 gennaio 2024

Smilzo a chi??

 Certo che a confrontare un va'a anche col più smilzo dei greenland.... non c'è storia.

Finalmente una barca che fa sembrare imponente il mio 550!

    

:-)

sabato 30 settembre 2023

A zonzo con moglie e Kialoa


Non finirò mai di stupirmi di quanto sia bello pagaiare a zonzo lungo la costa con un outrigger che ti permette bagni su bagni .....




   

..e anche di portarti un po' di compagnia non pagaiante :-)

    

 Siamo a fine settembre, la calca estiva è passata e la qualità dell'acqua... ringrazia!

venerdì 7 aprile 2023

Progressi col V1

In queste ultime settimane mi sono dedicato a pagaiare il mio V1 Kialoa, più o meno ci ho preso la mano e finalmente filo diritto senza troppe correzioni di rotta, ogni colpo va comunque dosato con attenzione, se non lo "ascolti" il V1 se ne va dove vuole lui.

Per capire meglio il movimento ho guardato su youtube delle gare di V1 tenutesi a Tahiti e mi sono fatto un'idea dell'impostazione, poi grazie ai video che mi ha fatto un amico, ho cercato di migliorarmi... ci vuole comunque pazienza.


Altra cosa che ho sperimentato è usare una piccola vela a palloncino, devo dire si riesce ad andare anche se effettivamente il vento deve essere proprio di poppa.



Per sfruttare bene questa cosa della vela però dovrei fare degli iato più lunghi e mettere anche un ama a destra... basta cercare in internet e si trova subito che c'è già chi lo fa.... magari un giorno...



Adesso però è troppo presto, prima voglio imparare bene la pagaiata base, per la vela c'è tempo :-)


lunedì 20 febbraio 2023

Kialoa

Il viaggio a Tahiti del 2022, la gara fatta a dicembre e un po' di letture hanno lasciato il segno, la mia vecchia sopita passione per i Va'a (detti anche V1 se sono mono posto) ha ripreso vigore, ho avuto la conferma che i Va'a sono barche divertenti e che tutto sommato ci si riesce a pagaiare anche senza troppa esperienza.

Ho quindi buttato il cuore oltre l'ostacolo e deciso di acquistarne uno, nel frattempo caso vuole che l'amico Tino abbia trovato una inserzione interessante e me l'abbia segnalata, una vecchia canoa Kialoa di Resinvetro fatta divisibile! 

Non me lo sono fatto dire due volte e l'ho acquistata al volo da un canoista di Ancona.

Secondo quanto mi raccontano gli amici della Canottieri di Firenze, si tratta di un modello che fu  sviluppato negli anni '90 a partire da un V1 importato dalla Nuova Zelanda.

Curioso è che nel frattempo stavo leggendo un libro sui V1 ("V1 A Paddler's Guide" scritto da Steve West di www.kanuculture.com) e vi ho trovato la storia del "Surfrigger" cioè un V1 Neozelandese che fu a sua volta derivato da un Va'a di Tahiti e dotato di timone per poter uscire con onda.

Confrontando le due barche potrebbe essere che la discendenza sia proprio quella...cambiano un poco i punti di attacco dell'ama ma... chi lo sa!

 

Il libro racconta che i V1 Tahitiani inizialmente erano fatti solo per la laguna protetta dal reef corallino e pertanto i neozelandesi che hanno poca barriera e tante onde vi aggiunsero il timone ma lasciarono l'opzione di smontarlo per poter pagaiare in puro stile Va'a; in effetti anche il Kialoa di Resinvetro ha un timone smontabile.

Dunque mi sono recato ad Ancona e ho portato a casa la canoa, essendo in due pezzi si risolve egregiamente il problema del trasporto.


Il giorno dopo ho fatto la prima prova in Adda, ho usato il V1 senza timone e devo dire che all'inizio non è per nulla semplice andare diritto, davvero controintuitivo per una barca di 7 m... ma è così.

 

A differenza dei V1 più "moderni" che avevo provato a Tahiti e che erano un minimo chigliati con un po' di V a poppa e prua, questo ha davvero zero chiglia, il fondo sotto è tondo come una bottiglia, come un tronco da cui appunto derivavano queste barche, per cui è come se pattinasse di traverso sull'acqua, non reagisce alla pagaiata circolare, anzi...  peggiora la rotazione dalla parte dove pagai!

Capisco perchè i neozelandesi ci aggiunsero il timone :-) 

Si tratta ovviamente del primo impatto, già al ritorno avevo capito di più come tenere le spalle e le braccia riuscendo a direzionare meglio la barca... da qua in poi sarà tutta una curva di apprendimento da percorrere.

Aloha.. anzi... Kialoa!


domenica 11 dicembre 2022

Giro di Montisola in invernale

 Oggi bella sventatina e pagaiata al freddo attorno a Montisola con AdB e Gbat.



Molto mosso in partenza nel canale tra Pilzone e Montisola, poi  relax nel tratto dietro l'isola e battaglina finale nel ridiscendere contro vento.

Giretto di pochi km che però mi ha fatto abbastanza soffrire alle mani dato che non avevo ancora tagliato a misura i polsini nuovi in lattice della muta, erano stretti e frenando la circolazione mi sono ghiacciato le mani... sembra un dettaglio ma non lo è!!

lunedì 5 dicembre 2022

Un week-end impegnativo

Questo week-end full immersion di pagaia, venerdì sera sono sceso ad Ameglia per la prima cena del Wiskie 2022 per poi uscire sabato a Le Grazie col mio vecchio Baidarka



Giornata uggiosa ma come sempre ci siamo divertiti e abbiamo dato fondo alle cibarie.

Alla sera cena con gran ritorno di Sergio e Francesco che mancavano da tempo, che bello ritrovarsi tutti a cena!


Alla domenica mattina via alle 7:00 per correre a Savona dove ho finalmente partecipato alla mia prima gara su un V6 Tahitiano grazie all'ospitalità degli amici della Wind and Sea




Che giornate stupende!




domenica 16 ottobre 2022

Time machine

 Senza più il van...... mi arrangio con la station wagon :-)

  

Week-end in fuga verso gli ultimi giorni di camping e veloce pagaiata col N.1 che ho potuto rimettere sul suo vecchio Anas!

La macchina del tempo! Son passati dieci anni da quest'altra foto qui sotto, che spettacolo rivederli insieme!



domenica 18 settembre 2022

Ritrovarsi ogni tanto...

 ... fa sempre piacere!

In mezzo al mare, tra Sestri e Moneglia... fugace saluto con Pongo di passaggio!

W l'Italia!



martedì 16 agosto 2022

A lezione da Bruno

Ferragosto a Moorea, il tempo è decisamente brutto, piove, non dovrebbe essere così, gli isolani dicono che è del tutto anomalo... 


... pazienza, oggi è comunque una bella giornata perché sono finalmente riuscito ad organizzare di fare lezione di conduzione di canoa Va'a.

Passa a prendermi la signora Gislaine in hotel e mi porta alla sede di We do Va'a dove conosco Bruno Tahuiro, un 40enne che è stato un grande campione di Va'a e che ora è campione dei master e trainer della mitica squadra della Shell V6.. decisamente esagerato per un principiante come me, ma è l'unico che ho trovato!

La sede è una casa fronte laguna con tanti outrigger appesi qua e la, Bruno è un po' timido perché avevo anticipato a Gislaine che non parlo francese e lui non sa come rivolgersi a me, allora io abbozzo comunque due frasi col mio francese maccheronico e subito ci troviamo a nostro agio.

Mi cambio, mi danno una bella maglia rosa con grafiche di Moorea e si parte con Bruno ed un altro ragazzo di aiuto (purtroppo non mi ricordo il suo nome!). 


Alla partenza i due mi stanno molto vicino ed attenti, ho la netta sensazione che si aspettino che io vada subito a bagno, invece me la cavo, inizio a spingere la barca tutto sommato diritta e si inizia quindi a pagaiare verso il largo.


La laguna è tranquilla anche se fuori frange una bella onda. Bruno mi spiega che sul V1 non esiste un numero di colpi predefinito da fare a destra e sinistra, quello c'è solo sui V6, sul V1 comanda il mare e "la glisse" bisogna sempre "voir la glisse".... termine che mi dirà 50 volte e che capirò poi a casa col vocabolario che intendeva "la scorrevolezza" :-)





Dopo un po' di giro in laguna Bruno mi dice "dai vai bene, ti porto fuori dal reef" e ci dirigiamo ad una bocca di laguna; a lato frangenti imponenti che si schiantano sul corallo affilato ma il canale di uscita è largo e facile da percorrere.


Usciamo dalla bocca e di nuovo il mare è tranquillo, respira di onde lunghissime, ma dato che non frange sembra quasi piatto. 


Il frangente sul reef è comunque sempre li dietro di noi, fa un po' impressione perché appena ti allontani dalla bocca non la vedi più, è nascosta dalle onde e se non sai che è li non la trovi, certi punti in alcuni momenti sembrano piatti, sembra di essere alla bocca ma poi vedi che di colpo si alza il frangente... immagino qui la navigazione non sia poi così banale.

Pagaiamo per un po' lungo il reef esterno scendendo a SE sino a che Bruno mi dice "adesso facciamo un po' di surf a tornare indietro". Ci giriamo, io sono un po' lento e il ragazzo aiutante subito mi fa vedere un interessante trick, mette un piede in acqua a fare perno e la sua canoa frenata da un lato gira più decisa, semplice ed intuitivo.

Il ragazzo mi spiega anche la posizione delle gambe facendomi vedere cosa fa lui, capisco che si possono spostare le gambe avanti e indietro a seconda della propulsione; peccato capirsi poco perchè mi sembra davvero volenteroso di raccontare la tecnica.

Torniamo verso la bocca di laguna ed effettivamente anche l'onda lunghissima spinge un minimo la barca, incredibile, sembra di stare sul piatto ma si va. La mente corre alle onde corte e ripide del mediterraneo e già sogno di surfarle in futuro con un Va'a di questi.

Al rientro stringiamo un minimo verso destra nel passare la bocca, in pratica anzichè stare nel centro che non ha onda ci teniamo dove rimane mezzo metro scarso del bel frangente che sul reef schianta rumorosamente.

Provo a prendere velocità e tenere la canoa perpendicolare all'onda ma una passa e mi scappa via, l'altra la prendo ma mi storta un poco, lavoro tanto di pagaia a frenare da un lato sperando di raddrizzare ma perdo solo velocità e di nuovo l'onda va via, mi rendo conto che la conduzione di sti siluroni è tutt'altro che semplice.

Bruno e il ragazzo mi guardano comunque facendomi capire che vado bene, gli chiedo sempre maccheronicamente "alor je peux acheter en va'a et alleè dans la mediterraneè??", loro ridono e annuiscono "oui, oui!!"

Andiamo verso terra che diluvia, sta passando un fronte di temporale anche se qui gli spazi sono tali che è tutto amplissimo e sarà una brezza da 10 nodi, comunque la canoa va facilmente al vento e questo mi fa pensare quanta tecnica ci vorrà da noi con vento più variabile e onde più corte.

A terra appendiamo le canoe e nella semplice ma ampia capanna mi offrono un pranzo a base della buonissima frutta locale, scopro un cocco molto morbido, buono e dolce.... mi spiegano che è quello poco maturo oppure non ho capito nulla della spiegazione franco - tahitiana ed è un'altra varietà :-)

Tutti i presenti ci tengono a farmi capire quanto Bruno sia importante a Tahiti, quanto sia un grande campione, mi fanno vedere dei video delle sue gare sui telefonini... io di contro mostro qualche foto dei kayak greenland che suscitano il loro interesse e così passiamo un'oretta prima di salutarci.

Il ragazzo che mi manderà poi le foto fatte in mare mi saluta dicendomi "il prossimo campione sarò io", Bruno ride ma annuisce dandogli delle pacche sulle spalle già belle robuste per il tanto pagaiare.





Che dire... ho speso un po' per la lezione ma ho fatto davvero una piacevole esperienza con due fortissimi pagaiatori locali, per tutto il resto c'è mastercard :-)