lunedì 25 luglio 2011

La "non" Elc 2011

Anche quest'anno abbiamo organizzato la East Liguria Challenge, ci siamo trovati a Levanto venerdì 23 sera per una bella cena e poi ... via! ..tutti a nanna accucciati da qualche parte...auto, B&B, camper.



Alla tenzone eran pronti i fidi cavalieri con il proprio destriero del mar:
- Luciano (Viking)
- Antonio (Xplore S)
- Massimo (Xplore)
- Gaetano (Xcite)
- Alessandro (Baidarka)
- Cesare (Avanaq)
- Duilio (Baidarka)
- Massimiliano (Baidarka)
- Luca (SKD 536)
- Paolo (Sea wolf LV)


Alla mattina del sabato il Paolo è stato richiamato da una urgenza a casa, gli altri 9 hanno messo lo scafo in acqua.
Antonio, già con un braccio dolorante, si è anche beccato una frullata mattutina...






Il mare non era dei migliori e abbiamo saggiamente evitato di avventurarci in mare aperto, abbiamo così celebrato la non-ELC 2011.


Si è passata una bellissima mattinata a surfare su e giù per la baia, ci siamo scambiati i kayak per una serie di prove, abbiamo affiancato i surfisti sulle onde.


La non ELC si è chiusa allo stesso modo di come è partita.. gambe sotto il tavolo.
E' passata così un'altra piccola (non) avventura.


Pubblico qui un paio di impressioni dei partecipanti che rendono bene l'idea della bella esperienza vissuta.




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Di Elc ne abbiamo fatte parecchie e le prime furono "naufragi"condivisi tra
pochi . Erano organizzate in un pezzo di calendario tradizionalmente
"difficile", quando la tanta estate ormai passata , non lascia che quanche
scampolo . Per questo con Ale la spostammo a luglio , verso la prima
decade , quando si puo' scommettere su un mare clemente .


Quest'anno si e' ritornati indietro di anni : pazienza ! Mi dispiace per
chi e' venuto da lontano e si e' fatto parecchi chilometri . Per me e'
stato comunque un successo Incontrarvi tutti insieme : quelli con cui si
pagaia di frequente e quelli con cui di mezzo c'e' molta Italia .


E' stato bello conoscere finalmente Duilio e anche far conoscere a Max "i
mancanti", di tutti quei nomi cui ha inviato per mesi tantissime immagini
di kayak e di mare .


La non Elc 2011 e' stata una gran bella occasione per stare insieme e mi
auguro di rivedervi prima della fine dell'anno . Potremmo approfittare del
ponte dei morti , oppure potremmo vederci a meta' strada , oppure da
Gaetano (temo di non avere tutti i gg necessari) ...oppure... , per chi non
conosce quei posti dal kayak , che ne direste della "Cote d' Azur" e
dell'Esterel in particolare ?


Un abbraccio a tutti e un grazie molto speciale . Mi avete fatto proprio un
bel regalo a partecipare , pur sapendo che ci sarebbero state parecchie
possibilita' di sconfitta ! Un doppio grazie a Luciano , che ci regala
sempre la sua presenza , anche quando una voce dentro gli direbbe di
riposare ed un altro ancora a Gaetano e Duilio che si sono sgroppati un
sacco di strada !


A presto ragazzi !!!
Antonio Colantuoni
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Le immagine regalate in questo weekend, seppur fugace, sono ancora impresse nella mia mente sulla mia pelle.
Il mare "non ha voluto" e siamo stati fortunati perché lo abbiamo ascoltato, perché ce lo ha comunicato.
Mi sono divertito lo stesso. Ho conosciuto gente nuova  gente che va per mare gente che vuole viverlo come me co ste " barchette " che si vuole divertire come bambini alle prese col nuovo giocattolo.  Siamo fatti così ogni volta che si varca quella soglia che divide la terra dall aQua ritorniamo  quei bambini, puri, che di fronte al nuovo giocattolo rimango incuriositi esterefatti stupiti , e poi estasiati divertiti non appena sintonizzati sulle modalità di gioco.

Il mare come il fiume non è mai lo stesso, cambia in continuazione trasporta energia odori rumori, e noi come bambini, quando ci infiliamo nel pozzetto ci spogliamo di tutti i fronzoli, malesseri, pregiudizi  della vita terrena e rimaniamo soli , solo con il nostro mezzo e la ns anima a sintonizzarsi con esso pronti a prender parte alla danza. A questo scambio di energia.
Siamo stati fortunati perché ci siamo incontrati siamo stati fortunati perche siamo riusciti comunque a entrare in aQua.


Di sicuro si avrà modo di rincontrarci prima della fine dell anno io spero a metà strada verso sud. Sarebbe un peccato "spendere " del tempo per stare in macchina invece di destinarlo ai ns compagni di gioko. Credo che giglio o l'elba possano essere alla portata di tutti.  Anche se mi piacerebbe salire su in territorio franzoso!
Un  grazie a tutti di cuore, a Alex e Sonia per l'ospitalità per l'ottima cena a base di pesce e colatura d'alici un grazie a Gaetano anche per quella e per essere venuto fin lassu. Ad Antonio per esserci, anche  nonstante il gomito, per aver messo a disposizione le barche, a Luciano (....e speriamo che riesca a recuperare l'auto senza svenarsi troppo) a Max, Luca, Cesare.... insomma per aver conosciuto tutti voi!
A presto and stay tuned..... che qualkosa molto prima esce fuori per rincontrarci.....
Duilio
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Avrei voluto tanto esserci, purtroppo non c'è stata....

Avrei voluto tanto rivedere quei compagni di viaggio con i quali,
nell'ultimo anno, ho ritrovato "uomini".

Avrei voluto tanto con loro, unici in grado di capire cosa vuol dire, 
rivivere quei magnifici paesaggi corsi.

E avrei tanto voluto conoscere nuovi "uomini" che armati di loro stessi 
affrontano il mare.

Avrei dato non so cosa per poter rivedere , al buio, le stellate di una notte 
prima dell'avventura.
Probabilmente avrei dormito anche in macchina pur di esserci, magari in una 
strada di montagna, parcheggiato 
sul ciglio contento di esserci.

Mi immaginavo l'imbarco del gruppo, magari ad affrontare le prime onde.
Chissà se quelcuno si sarebbe lavato la faccia col sale???

E dopo aver fatto giocare nonno Nettuno probabilmente ci saremmo fermati a 
mangiare qualcosa,
non per mangiare, ma per trovare ancora un momento per noi, per parlare tra 
ragazzacci di mare, di pagaia, di scafi.

A me piace ascoltarli quando parlano perchè trasudano quella passione, anche 
solo nello sguardo ad un kayak.
Il migliore è l'AleIng che mima il racconto e te lo fa rivivere, come se 
l'avessi vissuto con lui.
Come se in quel momento tu fossi con lui sul suo Baidarka..

Il più tecnico è sicuramente il Colantuoni che riesce a stare senza kayak 
anche per 5 giorni la settimana....
Lui conosce tutte le onde, le chiama per nome...ci parla, le sfida, direi le 
monta...ma non vorrei 
essere frainteso.

Il bonario Gaetano avrebbe aperto i suoi occhioni e con quel timbro
da cannonata avrebbe dato il suo assenso alla discussione, giusto con un 
saggio detto campano che riscopriamo sempre 
antico ma attuale, come solo la saggezza popolare della quale è ambasciatore 
potrebbe partorire.

Poi avrebbe dovuto arrivare il Duillio "De Roma" che di Roma non è.
Preceduto dalle gesta, come un cavalliere d'altri tempi.
Qualcuno dice che dia da mangiare al Baidarka solo pesce pescato da lui....

Ma sicuramente mi avrebbe fatto un gran piacere ricedere lui, la storia di 
questo ultimo anno, ma di una vita.
Passato dal quotidiano al provato dalla tristezza alla folle gioia con un 
gruppo di amici,
la storia di una vita che chiunque si augura.
Direi che Cesare sarebbe stato l'insegna del momento.

E Luca che avrebbe dovuto sfoggiare il suo 536..
Appendice di quei navigatori sta maturando giorno per giorno, pagaiata per 
pagaiata.
Un giorno anche lui sarà davanti...

E il tutto l'aveva organizzato quel signore coi capelli bianchi, giovinetto di 
ideale al quale 
un giorno gli hanno lasciato il posto sull'autobus....è dovuto scendere alla 
fermata dopo per non accettare quel posto....e quella
immagine di vecchio che gli aveva affibiato un giovinastro guardando il suo 
"sembrare" e non il suo "essere".
Il buon Luciano.
Qualcuno dice che in Normandia i primi incursori siano sbarcati in kayak e che 
lo
sbarco l'abbia organizzato lui...

E ci saremmo stati noi paggi, io e il Massimiliano alla corte di questi 
sovrani del mare, giullari di queste genti che padroneggiano di mare e di 
scafi, di pagaie e di venti ad ascoltarli e godere insieme della giornata.

Avremmo dovuto tutti portare una effigge, magari quella del nostro condottiero 
che, guardando indietro, corvilinea ombra sul suo destriero
ci avrebbe incitato ad affrontare "il vecchio", quel mare che ci attrae e ci 
fa vivere.

Avrei proposto un brindisi: ALLA PROSSIMA!
perchè ci deve essere una prossima!

Purtroppo non c'è stata....
Peccato, ci sarei andato volentieri.

Massimo
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Potrà sembrare paradossale ma come mia prima "non" ELC  sono soddisfatto. 
Soddisfatto perché,  come dice Duilio,  sono riuscito a sentire il mare ,  perché finalmente ho conosciuto compagni di lettura che fino ad oggi erano un indirizzo e mail mentre oggi hanno un volto, perché ho visto che la già nota disponibilità e passione  di Cesare, Alessandro, Antonio e Luca sono caratteristiche comuni anche a Duilio, Gaetano, Luciano e Massimo e questo secondo me è la bellezza e la  forza del kayak , capace di  mettere assieme gruppi assolutamente eterogenei. 
Per me il kayak è  la possibilità di staccare,  la via di fuga dal solido mondo terrestre per l'instabile mondo marino, il modo di lasciare a riva pensieri e preoccupazioni  ma è anche la possibilità di vedere luoghi e persone che altrimenti non avrei avuto modo di incontrare. 
E' un mondo fatto di elementi primordiali:  paura , coraggio, fatica , piacere, caldo  e freddo, un mondo in cui  l'istinto gioca un ruolo fondamentale e per questo bisogna allenarlo e adattarlo . 
Insomma un mondo con pochi fronzoli dove le cose che contano davvero fanno la differenza come nel vostro caso. 

Quindi grazie a tutti e spero di potervi ritrovare presto per un'altra uscita assieme e come scrive qualcuno:  Stay Tuned !! 

Ciao 
Max 
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giovedì 21 luglio 2011

Cortez e il mare....

"All those moments will be lost forever, like tears in the rain. Time to die"
Allo zenit nel cielo del ponente sardo, il sole cede al vento di maestro lo scettro di dominatore della scena, come spesso accade da 'ste parti, e il vento ne approfitta, spazza via i pochi bagnanti e le loro carabattole  e scolpisce giganti d'acqua che si ergono possenti fino a 3 metri, per poi crollare di schianto sulla povera rena martoriata e inerme.
Dal chiringuito scruto e medito, e subito mi sento a disagio, li' dove sono: voglio unirmi all'acqua, e' mare ma vedo un fiume, spuma bianca vorticosa mi viene incontro, continuamente, incessantemente, devo entrare, devo entrare (no Freud, just fun), la 
Michi mi fissa e tace, vorrebbe forse  che non andassi, ma come si fa...
Qualche surfista, piu' temerario che abile, prova la via prima di me, e viene sputato a riva come un osso d'oliva ... maledetti loro, non hanno salvagente e bisogna ripescarli semiannegati, osservo di sottecchi i salvataggi, il bagnino, giovane ma abile, mi tira un'occhiata tra il malevolo e il supplichevole: "sarai tu il prossimo?"
Tranquillo, ragazzo, lascia fare,  se vedo che non e' cosa tiro i remi in barca (Remi? Quali remi, e che diamine!) 
La Wigo e' pronta, sembra mordere il freno sull'orlo del bagnasciuga, ha gia' assaggiato quei flutti, ma oggi e' un'altra storia
L'entrata in corrente (e' un fiume, ricordate?) e' gia' un'impresa, piu' volte sbatacchiato qua e la' dall'andirivieni incessante delle onde, che torreggiano due metri e novanta sopra il livello del (fiume chiamato) mare, alla fine scovo il pertugio, e sono fuori
"Ma misi me per l'alto mare aperto,
sol con un legno": ossimori o no, il legno e' uno e io sono solo, i surfisti tramortiti assistono da riva, nessun altro in acqua e 'sto cacchio di fiume picchia, sbuffa e strepita, e nasconde una trappola
I giganti d'acqua mi si parano dinnanzi, uno dopo l'altro: per superarli, non potendo trapassarli, sovente devo ingannarli, andare in eskimo, lasciarli sfilare sopra di me, la loro rabbia che tambureggia sulla pancia della Wigo e sbollisce svanendo, lasciando spazio ad un attimo per riemergere e rifiatare, lancia in resta per il duello successivo.
Raggiunto lo spot giusto per il lancio, aggancio il gigante pagaiando vorticosamente per avvicinarne la velocita' e saltargli sopra, cosi' che mi porti e non mi schiacci ... La sensazione e' forse unica, filo verso riva volando letteralmente sulle spalle del gigante, sono attimi di una bellezza assoluta, mi par d'essere su una torretta d'avvistamento montata sopra un treno in corsa, fatemi un fischio quando planerete in coppa al vostro gigante, cosi' ne riparliamo 
Ad un tratto, il gigante crolla e svanisce, e io con lui, mi ritrovo in un maelstrom che bolle sabbioso, per poi riemergere alla luce e ripartire, rinnovando la sfida.
Dopo qualche round lo scenario muta, i giganti adesso lottano tra loro e si scontrano, s'aggrovigliano, non sfilano piu' ordinati l'un dopo l'altro in marcia verso la spiaggia, forse e' il rompete le righe, certo e' una zuffa da evitare, allora filo verso terra portato da un'onda che credo buona, quella mi deposita a dieci metri dalla riva e, quando penso d'esser fuori, cede il passo all'onda successiva che mi coglie impreparato e, peggio, fermo, mi solleva dall'acqua per sbattermi contro la spiaggia, un looping inatteso, volo verso la sabbia faccia in avanti, istintivamente mi metto in eskimo attaccato alla coperta e funziona, atterro di spalla strisciando la testa (nessun danno anche se la prognosi non si scioglie prima delle 24-48 ore) tra gli sguardi terrorizzati degli astanti, che mi vedono schiantarmi, raddrizzarmi e subito uscire dalla barca intatto e, pur se frastornato, sorridente.
Ancora una volta, e' stato il mare (ma non era un fiume?) a mettermi a dura prova, ancora una volta sono arrivato in fondo, provato e felice, ancora una volta sono qui con le mie emozioni, figlie dei sogni e madri dei ricordi
A presto in fiume (ma anche in mare, e che diamine!)
Cortez 

lunedì 4 luglio 2011

Nuvole, sole, outrigger, torrente...

Sabato siamo andati da Cesare... glielo dovevamo dopo tante sue trasferte nel levante.

Ne è valsa la pena, non solo per rivedere Cesare ma anche per le tante diverse condizioni e canoe con cui ci siamo confrontati.

All'andata nuvolaglia, qualche raffica di vento medio da Nord e ondina corta da lago. Nel giro di pochissimo e' tutto svanito, e' ritornato il sole e il caldo.
Partenza con giacca d'acqua e ritorno in pieno stile estivo.





Abbiamo pagaiato da Vado verso Savona, all'andata ci siamo fermati alla Wind and Sea di Savona (http://www.windandsea.it) dove ho potuto ammirare diversi OC6, impressionanti come taglia per noi che siamo abituati ai piccoli kayak.



Al ritorno Cesare ci ha portato all'uscita del torrente che riceve lo scarico delle acque di raffreddamento della centrale di Vado: proprio all'imbocco si formano delle belle onde statiche su cui si può giocare in tutta tranquillità (fondo sabbioso e golfo ad attenderti se sbagli qualcosa).

Avevamo con noi kayak molto diversi (dal lungo e rigoroso Inuk all'agile sbananatissimo Anas acuta) eppure si sono comportati tutti in modo abbastanza simile e prevedibile. Questo mi riconferma le barche lunghe non sono poi così fuori posto in mezzo alle onde corte e in corrente.

L'acqua era incredibilmente calda (raffreddamento della centrale) ..... da tenere presente in inverno!

domenica 26 giugno 2011

Metti un outrigger a pranzo

Come si fa a pranzare sull'Adda in totale frescura, senza folla e senza insetti?

Semplice... ti porti una canoa polinesiana con una pizza ben riposta nella sacca stagna... pagai 1 ora controcorrente e te ne ridiscendi abbuffandoti come nella migliore tradizione nazional-spiaggistica.


Facile... no?







Se invece volete vedere qualche outrigger...seriamente in azione vi consiglio un paio di video da youtube:

OC4 in oceano in Francia
http://www.youtube.com/watch?v=xS3Xyf2YN30

OC1 in mediterraneo
http://www.youtube.com/watch?v=BPm0oTERZAA

OC4 formato "family"
http://www.youtube.com/watch?v=_g06yXJC-wk

Buona visione!

giovedì 16 giugno 2011

La sede fluviale del Trezzo Kayak!

20 anni, ci sono voluti 20 anni di paziente attesa ma, recentemente, il Comune di Trezzo ci ha concesso alcuni m2 in riva al fiume per installare un piccolo deposito di canoe.













Si è dunque avverato un piccolo sogno del club: poter andare in canoa e tenere lezioni con una logistica che non preveda di scendere con furgoni pieni di canoe, di cambiarsi in un prato fangoso, di dover rientrare di notte a stivare canoe chissàdove.


Con questo spirito alleggerito è iniziato ieri il corso Full Immersion di avvicinamento al fiume tenuto dagli istruttori Trezzo Kayak (http://www.trezzokayak.it/)

Che bello vedere l'alzaia alla sera gremita di allievi canoisti, istruttori, canoe, tavolini il tutto in un comodo relax di inizio estate.






C'è stato da lavorare per preparare il terreno, trovare un container, trasportarlo, posarlo, verniciarlo, dotarlo di rifiniture interne ecc. ma alla fine la nostra piccola sede è pienamente operativa.

Certo se non ci fossero stati " i pensionati "(ciao Tino!, ciao Gabry!) vera colonna portante del club saremmo ancora piuttosto indietro!

lunedì 13 giugno 2011

Only one day!

Solo un giorno avevo a disposizione, alla fine in Corsica ci sono andato per solo un giorno!

Ma non poteva essere diversamente, gli amici mi aspettavano, un kayak era già laggiù pronto per me, i biglietti gli avevo già fatti (solo il ritorno da cambiare)... quindi perchè rinunciare?

Alla fine ho rivisto il Desert des Agriates, ho assaporato una giornata di mare e vento su un nuovo kayak (P&H Delphin), ho pagaiato con gli amici, non ho sentito la stanchezza e lo rifarei domani.

Grazie ad Cesare ed Antonio per avermi scarrozzato, grazie a Gaetano per avermi portato un kayak, grazie a tutti per la compagnia.

Qualche foto:

I colori del mare...

Io ed il mio "armatore"
Un po' di surf con il P&H!!  

lunedì 23 maggio 2011

Kallisté

Kallisté la chiamavano i greci...la più bella... la Corsica!


L'anno scorso l'ho agguantata, ma quest'anno rimarrà solo un desiderio, un sogno, una canzone udita suonar di lontano:

Una mattina mi son svegliato
Corsica ciao! Corsica ciao! Corsica ciao ciao ciao!
Una mattina mi son svegliato
per andare a pagaiar

Grande traghetto portami via
Corsica ciao! Corsica ciao! Corsica ciao ciao ciao!
Grande traghetto portami via
che mi sento di morir .....

Nel frattempo però continuano i preparativi di chi ci andrà; ecco come Cesare si prepara il pentolame.


Siccome il diavolo fa le pentole ma non i coperchi, su richiesta di Gaetano ho apportato una modifica al coperchio della pentola corsa dell'anno passato, forando il coperchio in modo da creare la possibilita' di scolare la pasta. Adesso il cuoco e' servito!
Il lavoro non e' bellissimo sotto il profilo visivo, e certamente potevo fare meglio, ma e' comunque pratico e funzionale. La pentola e' delle dimensioni giuste per poter cucinare pasta in abbondanza per "sfamare" tutti gli affamati kayaker corsi in un'unica volta.
Le dimensioni pero' sono tali da poter essere riposta solo nel Tide Xplore; l'ingombro non e' eccessivo, tenendo conto che puo' essere messa nel gavone e riempita con altre cose.
Massimo, faresti questo "sacrificio"?


Bella soluzione no?
Forse qualcuno non è del tutto d'accordo... Gaetano ad esempio ha le sue giuste precisazioni!!

che dire, servirà alla bisogna...aspettati però un cazziatone dall'ing., che per tua fortuna non la vedrà dal vivo, sicuramente troverà da ridire sull'alesatura dei fori, quelle sbavature di alluminio le vedo con un po' di preoccupazione per il condimento della pasta...aglio, olio e alluminio? sarà cucina corsa, ma... comunque porto un piccolo alesatore a mano per rifinire l'opera, sulla pasta  preferisco il parmigiano, grazie!

lunedì 18 aprile 2011

Ancora Xtreme

Domenica finalmente Antonio ha provato il suo Xtreme, le sue valutazioni sono un po' diverse dalle mie, ma è normale che sia così, ognuno "sente" le barche a modo suo.
Ecco la versione di Barney.... ooops... volevo dire...di Antonio:



Ci siamo trovati a Carasco e poi in processione per ritornare nel solito posto, a Sestri Levante. Dire "solito" sa di negativo, di una malsana e noisa abitudine senza alternative. Per noi la doppia baia e il percorso tra Sestri e Riva non e' solito in quel senso li', volgarizzante, e' "il nostro posto". Li' sappiamo trovare sempre un'onda per testare qualche scafo, li' abbiamo imparato ad andare in mare, li' abbiamo provato kayak e noi stessi.

Il mare era azzurro, il vento gagliardo e alla fine qualche ondina per un po' di "bullesumme" e' pure arrivata.  Dimenticavo l'epilogo da cui l'acronimo IKDM il kayak....da mare, si e' trasformato in...da merenda : piedi dotto al tavolo, alla Cantina del Polpo !! Quanto era che non lo si faceva ? Bello anche questo, giusta celebrazione di un ritorno al cazzeggio abituale.

Purtroppo la mancanza di onda non ci ha permesso di testare "l'animale da guerra", quello strano e brutto anatrone che e' Xtreme. La volta scorsa mi avevate confermato le mie impressioni, che oggi in parte ho condiviso. Non lo trovo "ultra rapido" nell'aggancio al surf, forse perche' Xplore fa parte di quella stessa categoria di "surfanti". Per contro la sua leggerezza nei cambi di direzione, senza impegnarsi in una lotta muscolare, questo l'ho trovato aldila' delle mie aspettative. Mi ha ricordato il cartone animato di Walt Disney, dove l'ippopotamo con tutu' danza sulla punta delle scarpette. Xtreme e' un bestione, che sa muoversi leggero, a tratti con traiettorie eleganti. Il rolling non e' fantastico, rolla bene, ma ha un periodo non particolarmente veloce. Un rolling sincero, sicuro, buono da qualsiasi direzione, ma nulla di più' di un Anas, di un Sirius S, che anzi sono parecchio più' leggeri e veloci. Xtreme nel complesso mi ha convinto, ma rimane il "buco nero" di non averlo provato nel suo campo naturale, in mezzo al mosso. Per questo ho preferito di gran lunga quello che per me e' "il mio kayak" del momento : Xplore S. Grande scafo, divertente, sensibile, leggero, scattante, surfante, rollante....!!!!

Peccato che ero tutto a pezzi e non riuscivo a spingere, perche' in quelle ondine disordinate, mi avrebbe fatto divertire un mondo. A proposito di spingere, la vera sorpresa di Xtreme, che non avrei assolutamente messo in conto, e' stata la sua significativa scorrevolezza e velocita' più' che decente.

Bella giornata ragazzi e sarebbe bello poterci vedere tra venerdì' e sabato next, tanto per festeggiare la Pasqua dei pesci e dei sea kayakers !!
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sabato 16 aprile 2011

Chiare fresche e dolci acque...

Tornata la primavera sul fiume (ove non fiume...questa la capirà solo Cortez) l'ho voluta salutare con una pagaiata in outrigger.


Forse ho esagerato nella sensazione di primavera...sono andato un po' ...come dire...leggero!
Finché ho tenuto i piedi sulla canoa tutto bene, ma allo sbarco si sono surgelati... in compenso dopo qualche passo nell'acqua non sentivo più i sassi.
D'altronde, maledetto timone, non puoi arrivare proprio sino a riva, qualche metro te lo devi fare coi piedi in acqua.

Parlando di timone sono soddisfatto dei cordini di comando che ho installato al posto dei cavetti d'acciaio interni. Quest'ultimi si erano strappati ed essendo rimasti bloccati nelle guide interne non mi hanno lasciato altra alternativa che abbandonarli a favore di un comando esterno che è tutto a vista e facilissimamente manutenzionabile anche se l'estetica non è il massimo.

Tornando alla natura il bosco circostante è finalmente tornato alla vita e si sta infoltendo di giorno in giorno


Ci sono mille ruscelli e anche una provvidenziale fontanella (oltre ai calzari avevo tralasciato pure il beveraggio)

Comunque il salvagente me lo sono portato... certo non è nella migliore forma.... è uno zicchino consunto, ma è ancora funzionale.



Domani uscirò in mare ma in kayak, è vero che il mare è meno freddo ma non è ancora il momento di godersi la canoa polinesiana e la sua possibilità di fare il bagno.

martedì 12 aprile 2011

Xtreme... fun!

Domenica 10 abbiamo potuto provare il nuovo modello della Tide Race: l'Xtreme.... purtroppo la giornata era di mare totalmente piatto e quindi abbiamo saggiato la manovrabilità ma non molto del comportamento nel mosso (a parte qualche provvidenziale onda di motoscafo).

Cosa si può dire dell'Xtreme?
Sicuramente che il nome è azzeccatissimo, ma non riferendosi al mosso o chissà quale impresa, il kayak è estremo nella sue possibilità di divertimento; per il resto è una barca all'opposto dell'estremo" infatti:
- è comoda
- è stabile oltre ogni immaginazione
- è maneggevole
- è ragionevolmente scorrevole nonostante la "sbananatura"
- è rifinita da gran cruiser (4 gavoni)



I ponti sono curatissimi, con i 4 gavoni totalmenti incassati e con una serie di cordami molto estesa.
Tutti i bordi sono molto arrotondati, si vede che il tutto è stato disegnato per ingavonare in onde notevoli senza dare "punti di aggancio" all'acqua.

Il rolling è fantastico, simile al NDK explorer ("o turacciolo"), niente da dire.
L'appoggio laterale non finisce mai, arrivi a mettere la testa in acqua e non hai sentito il momento in cui la portanza cede di colpo, va giù come se scorresse nel burro.

Lo scafo sotto ha una ampia sezione piatta contornata da due "hard chine" molto decise, la prua ha un volume esagerato (tanto che si fa fatica a rigirare il kayak afferrandolo a prua, le mani scappano via sulla "panciatura").
Questa forma rende lo scafo iper maneggevole, sembra un kayak da rodeo da fiume, si fanno 180° di rotazione con una semplice spazzata, in confronto l'Anas acuta sembra rigido.
Fino a qui, niente di nuovo, ci siamo detti...mbè? dove stà la novità? sbanani e rendi maneggevole... l'Anas acuta e il Qajariaq insegnano.

Dove nasce la sorpresa è il momento che prendi un'onda (motoscafoni di passaggio)... il kayak la aggancia immediatamente, si piazza li sulla cresta e non lo schiodi più. 
Va diritto, preciso, non ti serve appoggiare con la pagaia, un minimo di edging e la barca risponde precisa e PROGRESSIVA.
La vera differenza sta nella progressività, nella possibilità di controllo della surfata (la stessa sensazione di quando avevo provato l'Xcite, vedi post del marzo 2010, dove paragonavo la sbandata di un auto anni '70 e una di oggi). 

La velocità sul piatto assoluto non è ovviamente elevata ma credevo peggio, la capacità di prendere onda è invece notevole.
La prima cosa che ci siamo detti io e Cesare dopo aver preso qualche onda di motoscafo è stata " ... qui col mosso sto kayak non lo vediamo più... il Cola (proprietario del mezzo) ci da mezzo km in tre minnuti."

Venendo alla costruzione un vero piacere vedere il fondo interamente fatto da un "materassino" di tessuto ad impregnazione controllata "sandwich monolitico" (nella foto si vedono i bordi dello spessore vicino alla curvatura dello scafo sui due lati).
Questo sistema di rinforzi è presente anche in diversi punti strategici dello scafo, la robustezza è impressionante, Antonio ha provato a saltare sul ponte anteriore e il tutto non flette nemmeno.



Tornando alla navigazione, ho il solo dubbio del comportamento al vento, l'imponenza della prua che sta tutta fuori (mi chiedo se sia possibile ingavonare tutti quei litri) sarà una forte presa per il vento?
Lo skeg e l'hard chine daranno le armi per battersi ma rimando a future uscite ogni valutazione.



In definitiva si tratta di una barca dai benefici così marcati che difficilmente passerà inosservata, peccato per i prezzi "inglesi" perchè credo che sarebbe apprezzata da tutti, dai pagaiatori di relax sino ai patiti del mosso.

Personalmente la potrei affiancare al mio Baidarka senza problemi, anzi la manovrabilità folle sarebbe il complemento ideale, il giusto contraltare al rigore di navigazione della vecchia gloria.

Chiudo con una considerazione: oggi il mondo del sea kayak è in forte evoluzione, si vedono nuovi scafi ogni giorno, la mia sensazione però è che la bacchetta da direttore d'orchestra sia in mano ad Aled Williams e alla sua Tide race, tutti i kayak ultimamente provati (Xcite, Xplore, Xtreme) hanno ognuno un carattere specifico, un loro DNA e sono stati capaci di sorprendere me e tutti gli amici che gli hanno provati.

sabato 26 marzo 2011

Parliamo 5 minuti di Xplore e Tide ?

I kayak della Tide Race, più li uso e più mi convinco che abbiano un potenziale molto più alto di tutti gli altri kayak su cui io abbia potuto pagaiare.

La loro modernità deriva dal saper essere scafi sempre affidabili, divertenti, in qualunque situazione di carico e di mare.
Hanno un cuore potente, quel baricentro da me tante volte esaltato nei mie scritti di kayak e di Xplore.
Hanno una lunghezza ideale per affrontare qualunque onda e sono molto curioso di portarlo in mare formato e potente.




I due fratelli (Xplore e XploreS) sono molto simili e molto diversi. Tra i due per la mia taglia c'è solo spazio per l'S , come per una taglia in più vale il viceversa . Già questo è strano e evidenzia la base tecnica di alto livello che si nasconde in quelle linee di acqua. Qualunque altro scafo, eccetto gli zatteroni, non avrebbe caratteri così accentuatamente diversi in progetti così simili



Un'ultima considerazione va fatta per quella dimesione in rapporto a quei volumi. Un segreto potrebbe essere proprio in quell'avere dei volumi di tutto rispetto a prua e poppa, sui fianchi che salgono tondi e generosi, ma mantenendo un rigore di snellezza nella larghezza di tutti e due ....

Hanno un limite voluto, quello di saper adottare il momento giusto per mettere in azione lo skeg, soprattutto nel saperne dosare in quanto hanno una manegevolezza incredibile per quella direzionalità

Hanno poi un surf naturale , che per chiunque ......fa sballare.....e risparmiare energia e ridurre i tempi di percorrenza

All'Elba, nonostante un sedile mal regolato, con schienalino per me troppo avanzato, ho potuto pagaiare per ca. 40 miglia !!!! una comodità di seduta che ha pari solo nel Nordkap Jubilee, una sensibilità che ha pari solo in un Sirius/Baidarka, una manovrabilità che ha pari solo in un hard chine Greenland T e simili ..........

Unico difetto è l'estetica (per me), che non spartisce nulla con un greenland look e quel dover ricorrere allo skeg (per me), che per puristi della chiglia a V .....è proprio un giogo da buoi !!!!!!!

Tutto questo gran bene , compresa la qualità costruttiva , non significa che lo preferirei ad un Sirius !!!!!! ma che è giusto giusto quel mezzo così diverso da far sì che possano convivere e siano assolutamente complementari l'un l'altro.

Grazie Aled !!!!
(testo by Colantuoni)

PS: a supporto di quanto dice Antonio circa la maneggevolezza, notare il notevole "sgancio" della poppa rispetto all'acqua con un minimo di edging, è chiaro che la barca in queste condizioni gira come una trottola.
Però se dietro c'è onda la poppa rimane nell'onda garantendo tenuta di rotta.



lunedì 21 marzo 2011

Elba 17/18/19 marzo 2011

Ogni isola ha un suo odore, una sua luce, un suo mare, una sua terra e la sua gente. L'Elba non fa eccezione, ma ha un che' di tutto suo : mezza minerale, mezza vegetale, posata sull'acqua di un mare che guarda mezzo al Nord, mezzo al Sud.

L'abbiamo trovata come sempre, con quel suo fascino particolare. E' un luogo accogliente ma senza smacerie, cordiale ma senza fronzoli. Chi ci porta li' e' Gaudenzio che ben la rappresenta e la nostra voglia di prenderci un po' del nostro tempo. "Amici miei", pronti a ritornare ragazzi, uniti dalla stessa passione per mare e pagaia.


Per il secondo anno abbiamo scelto l'Elba per dare l'addio all'inverno, a quello del 2010/2011.

L'isola respirava ancora i brividi di un clima acerbo e di una primavera tardiva. Il verde era quello che ha resistito alle furie della brutta stagione, scuro, serio, tenebroso. Il suo vestito  di cespugli spessi, di ombrelli di pini monumentali e lecci, aveva l'odore della terra ferrosa e del muschio. In mare arrivava a folate, inseguito da venature di profumo dolce/amaro del brugo fiorito.





Abbiamo pagaiato da Marciana, a Marina di Campo e ritorno, tenendo un buon ritmo. Siamo stati supportati per lunghi tratti da un surf divertente e  respinti in qualche zona da un vento onesto. 


Quel po' di sole ha giocato con nuvole a tratti minacciose e sature. Nell'aria tutto l'umido dell'inverno ha inzuppato le tende e  avrebbe fatto crescere il muschio anche sui kayak !




La cena "sotto le stelle" dello scorso anno, e' stata rimpiazzata da una altrettanto speciale  speciale a casa di Gau! Volevo brindare solo ai miei 60 anni e alla fine abbiamo brindato alla buona sorte di tutto e di tutti, compreso gli assenti. Garantisco che non e' mancato proprio nessuno!

Grazie boys, un gran bel lungo week end, buon ritorno alla lotta quotidiana, alle zuffe sul lavoro e alla vita nelle famiglie. Riprendiamo ognuno il suo surf, la sua onda, augurandoci di non essere travolti!



Testo by Antonio
Foto by Antonio e Luca