lunedì 18 aprile 2011

Ancora Xtreme

Domenica finalmente Antonio ha provato il suo Xtreme, le sue valutazioni sono un po' diverse dalle mie, ma è normale che sia così, ognuno "sente" le barche a modo suo.
Ecco la versione di Barney.... ooops... volevo dire...di Antonio:



Ci siamo trovati a Carasco e poi in processione per ritornare nel solito posto, a Sestri Levante. Dire "solito" sa di negativo, di una malsana e noisa abitudine senza alternative. Per noi la doppia baia e il percorso tra Sestri e Riva non e' solito in quel senso li', volgarizzante, e' "il nostro posto". Li' sappiamo trovare sempre un'onda per testare qualche scafo, li' abbiamo imparato ad andare in mare, li' abbiamo provato kayak e noi stessi.

Il mare era azzurro, il vento gagliardo e alla fine qualche ondina per un po' di "bullesumme" e' pure arrivata.  Dimenticavo l'epilogo da cui l'acronimo IKDM il kayak....da mare, si e' trasformato in...da merenda : piedi dotto al tavolo, alla Cantina del Polpo !! Quanto era che non lo si faceva ? Bello anche questo, giusta celebrazione di un ritorno al cazzeggio abituale.

Purtroppo la mancanza di onda non ci ha permesso di testare "l'animale da guerra", quello strano e brutto anatrone che e' Xtreme. La volta scorsa mi avevate confermato le mie impressioni, che oggi in parte ho condiviso. Non lo trovo "ultra rapido" nell'aggancio al surf, forse perche' Xplore fa parte di quella stessa categoria di "surfanti". Per contro la sua leggerezza nei cambi di direzione, senza impegnarsi in una lotta muscolare, questo l'ho trovato aldila' delle mie aspettative. Mi ha ricordato il cartone animato di Walt Disney, dove l'ippopotamo con tutu' danza sulla punta delle scarpette. Xtreme e' un bestione, che sa muoversi leggero, a tratti con traiettorie eleganti. Il rolling non e' fantastico, rolla bene, ma ha un periodo non particolarmente veloce. Un rolling sincero, sicuro, buono da qualsiasi direzione, ma nulla di più' di un Anas, di un Sirius S, che anzi sono parecchio più' leggeri e veloci. Xtreme nel complesso mi ha convinto, ma rimane il "buco nero" di non averlo provato nel suo campo naturale, in mezzo al mosso. Per questo ho preferito di gran lunga quello che per me e' "il mio kayak" del momento : Xplore S. Grande scafo, divertente, sensibile, leggero, scattante, surfante, rollante....!!!!

Peccato che ero tutto a pezzi e non riuscivo a spingere, perche' in quelle ondine disordinate, mi avrebbe fatto divertire un mondo. A proposito di spingere, la vera sorpresa di Xtreme, che non avrei assolutamente messo in conto, e' stata la sua significativa scorrevolezza e velocita' più' che decente.

Bella giornata ragazzi e sarebbe bello poterci vedere tra venerdì' e sabato next, tanto per festeggiare la Pasqua dei pesci e dei sea kayakers !!
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sabato 16 aprile 2011

Chiare fresche e dolci acque...

Tornata la primavera sul fiume (ove non fiume...questa la capirà solo Cortez) l'ho voluta salutare con una pagaiata in outrigger.


Forse ho esagerato nella sensazione di primavera...sono andato un po' ...come dire...leggero!
Finché ho tenuto i piedi sulla canoa tutto bene, ma allo sbarco si sono surgelati... in compenso dopo qualche passo nell'acqua non sentivo più i sassi.
D'altronde, maledetto timone, non puoi arrivare proprio sino a riva, qualche metro te lo devi fare coi piedi in acqua.

Parlando di timone sono soddisfatto dei cordini di comando che ho installato al posto dei cavetti d'acciaio interni. Quest'ultimi si erano strappati ed essendo rimasti bloccati nelle guide interne non mi hanno lasciato altra alternativa che abbandonarli a favore di un comando esterno che è tutto a vista e facilissimamente manutenzionabile anche se l'estetica non è il massimo.

Tornando alla natura il bosco circostante è finalmente tornato alla vita e si sta infoltendo di giorno in giorno


Ci sono mille ruscelli e anche una provvidenziale fontanella (oltre ai calzari avevo tralasciato pure il beveraggio)

Comunque il salvagente me lo sono portato... certo non è nella migliore forma.... è uno zicchino consunto, ma è ancora funzionale.



Domani uscirò in mare ma in kayak, è vero che il mare è meno freddo ma non è ancora il momento di godersi la canoa polinesiana e la sua possibilità di fare il bagno.

martedì 12 aprile 2011

Xtreme... fun!

Domenica 10 abbiamo potuto provare il nuovo modello della Tide Race: l'Xtreme.... purtroppo la giornata era di mare totalmente piatto e quindi abbiamo saggiato la manovrabilità ma non molto del comportamento nel mosso (a parte qualche provvidenziale onda di motoscafo).

Cosa si può dire dell'Xtreme?
Sicuramente che il nome è azzeccatissimo, ma non riferendosi al mosso o chissà quale impresa, il kayak è estremo nella sue possibilità di divertimento; per il resto è una barca all'opposto dell'estremo" infatti:
- è comoda
- è stabile oltre ogni immaginazione
- è maneggevole
- è ragionevolmente scorrevole nonostante la "sbananatura"
- è rifinita da gran cruiser (4 gavoni)



I ponti sono curatissimi, con i 4 gavoni totalmenti incassati e con una serie di cordami molto estesa.
Tutti i bordi sono molto arrotondati, si vede che il tutto è stato disegnato per ingavonare in onde notevoli senza dare "punti di aggancio" all'acqua.

Il rolling è fantastico, simile al NDK explorer ("o turacciolo"), niente da dire.
L'appoggio laterale non finisce mai, arrivi a mettere la testa in acqua e non hai sentito il momento in cui la portanza cede di colpo, va giù come se scorresse nel burro.

Lo scafo sotto ha una ampia sezione piatta contornata da due "hard chine" molto decise, la prua ha un volume esagerato (tanto che si fa fatica a rigirare il kayak afferrandolo a prua, le mani scappano via sulla "panciatura").
Questa forma rende lo scafo iper maneggevole, sembra un kayak da rodeo da fiume, si fanno 180° di rotazione con una semplice spazzata, in confronto l'Anas acuta sembra rigido.
Fino a qui, niente di nuovo, ci siamo detti...mbè? dove stà la novità? sbanani e rendi maneggevole... l'Anas acuta e il Qajariaq insegnano.

Dove nasce la sorpresa è il momento che prendi un'onda (motoscafoni di passaggio)... il kayak la aggancia immediatamente, si piazza li sulla cresta e non lo schiodi più. 
Va diritto, preciso, non ti serve appoggiare con la pagaia, un minimo di edging e la barca risponde precisa e PROGRESSIVA.
La vera differenza sta nella progressività, nella possibilità di controllo della surfata (la stessa sensazione di quando avevo provato l'Xcite, vedi post del marzo 2010, dove paragonavo la sbandata di un auto anni '70 e una di oggi). 

La velocità sul piatto assoluto non è ovviamente elevata ma credevo peggio, la capacità di prendere onda è invece notevole.
La prima cosa che ci siamo detti io e Cesare dopo aver preso qualche onda di motoscafo è stata " ... qui col mosso sto kayak non lo vediamo più... il Cola (proprietario del mezzo) ci da mezzo km in tre minnuti."

Venendo alla costruzione un vero piacere vedere il fondo interamente fatto da un "materassino" di tessuto ad impregnazione controllata "sandwich monolitico" (nella foto si vedono i bordi dello spessore vicino alla curvatura dello scafo sui due lati).
Questo sistema di rinforzi è presente anche in diversi punti strategici dello scafo, la robustezza è impressionante, Antonio ha provato a saltare sul ponte anteriore e il tutto non flette nemmeno.



Tornando alla navigazione, ho il solo dubbio del comportamento al vento, l'imponenza della prua che sta tutta fuori (mi chiedo se sia possibile ingavonare tutti quei litri) sarà una forte presa per il vento?
Lo skeg e l'hard chine daranno le armi per battersi ma rimando a future uscite ogni valutazione.



In definitiva si tratta di una barca dai benefici così marcati che difficilmente passerà inosservata, peccato per i prezzi "inglesi" perchè credo che sarebbe apprezzata da tutti, dai pagaiatori di relax sino ai patiti del mosso.

Personalmente la potrei affiancare al mio Baidarka senza problemi, anzi la manovrabilità folle sarebbe il complemento ideale, il giusto contraltare al rigore di navigazione della vecchia gloria.

Chiudo con una considerazione: oggi il mondo del sea kayak è in forte evoluzione, si vedono nuovi scafi ogni giorno, la mia sensazione però è che la bacchetta da direttore d'orchestra sia in mano ad Aled Williams e alla sua Tide race, tutti i kayak ultimamente provati (Xcite, Xplore, Xtreme) hanno ognuno un carattere specifico, un loro DNA e sono stati capaci di sorprendere me e tutti gli amici che gli hanno provati.

sabato 26 marzo 2011

Parliamo 5 minuti di Xplore e Tide ?

I kayak della Tide Race, più li uso e più mi convinco che abbiano un potenziale molto più alto di tutti gli altri kayak su cui io abbia potuto pagaiare.

La loro modernità deriva dal saper essere scafi sempre affidabili, divertenti, in qualunque situazione di carico e di mare.
Hanno un cuore potente, quel baricentro da me tante volte esaltato nei mie scritti di kayak e di Xplore.
Hanno una lunghezza ideale per affrontare qualunque onda e sono molto curioso di portarlo in mare formato e potente.




I due fratelli (Xplore e XploreS) sono molto simili e molto diversi. Tra i due per la mia taglia c'è solo spazio per l'S , come per una taglia in più vale il viceversa . Già questo è strano e evidenzia la base tecnica di alto livello che si nasconde in quelle linee di acqua. Qualunque altro scafo, eccetto gli zatteroni, non avrebbe caratteri così accentuatamente diversi in progetti così simili



Un'ultima considerazione va fatta per quella dimesione in rapporto a quei volumi. Un segreto potrebbe essere proprio in quell'avere dei volumi di tutto rispetto a prua e poppa, sui fianchi che salgono tondi e generosi, ma mantenendo un rigore di snellezza nella larghezza di tutti e due ....

Hanno un limite voluto, quello di saper adottare il momento giusto per mettere in azione lo skeg, soprattutto nel saperne dosare in quanto hanno una manegevolezza incredibile per quella direzionalità

Hanno poi un surf naturale , che per chiunque ......fa sballare.....e risparmiare energia e ridurre i tempi di percorrenza

All'Elba, nonostante un sedile mal regolato, con schienalino per me troppo avanzato, ho potuto pagaiare per ca. 40 miglia !!!! una comodità di seduta che ha pari solo nel Nordkap Jubilee, una sensibilità che ha pari solo in un Sirius/Baidarka, una manovrabilità che ha pari solo in un hard chine Greenland T e simili ..........

Unico difetto è l'estetica (per me), che non spartisce nulla con un greenland look e quel dover ricorrere allo skeg (per me), che per puristi della chiglia a V .....è proprio un giogo da buoi !!!!!!!

Tutto questo gran bene , compresa la qualità costruttiva , non significa che lo preferirei ad un Sirius !!!!!! ma che è giusto giusto quel mezzo così diverso da far sì che possano convivere e siano assolutamente complementari l'un l'altro.

Grazie Aled !!!!
(testo by Colantuoni)

PS: a supporto di quanto dice Antonio circa la maneggevolezza, notare il notevole "sgancio" della poppa rispetto all'acqua con un minimo di edging, è chiaro che la barca in queste condizioni gira come una trottola.
Però se dietro c'è onda la poppa rimane nell'onda garantendo tenuta di rotta.



lunedì 21 marzo 2011

Elba 17/18/19 marzo 2011

Ogni isola ha un suo odore, una sua luce, un suo mare, una sua terra e la sua gente. L'Elba non fa eccezione, ma ha un che' di tutto suo : mezza minerale, mezza vegetale, posata sull'acqua di un mare che guarda mezzo al Nord, mezzo al Sud.

L'abbiamo trovata come sempre, con quel suo fascino particolare. E' un luogo accogliente ma senza smacerie, cordiale ma senza fronzoli. Chi ci porta li' e' Gaudenzio che ben la rappresenta e la nostra voglia di prenderci un po' del nostro tempo. "Amici miei", pronti a ritornare ragazzi, uniti dalla stessa passione per mare e pagaia.


Per il secondo anno abbiamo scelto l'Elba per dare l'addio all'inverno, a quello del 2010/2011.

L'isola respirava ancora i brividi di un clima acerbo e di una primavera tardiva. Il verde era quello che ha resistito alle furie della brutta stagione, scuro, serio, tenebroso. Il suo vestito  di cespugli spessi, di ombrelli di pini monumentali e lecci, aveva l'odore della terra ferrosa e del muschio. In mare arrivava a folate, inseguito da venature di profumo dolce/amaro del brugo fiorito.





Abbiamo pagaiato da Marciana, a Marina di Campo e ritorno, tenendo un buon ritmo. Siamo stati supportati per lunghi tratti da un surf divertente e  respinti in qualche zona da un vento onesto. 


Quel po' di sole ha giocato con nuvole a tratti minacciose e sature. Nell'aria tutto l'umido dell'inverno ha inzuppato le tende e  avrebbe fatto crescere il muschio anche sui kayak !




La cena "sotto le stelle" dello scorso anno, e' stata rimpiazzata da una altrettanto speciale  speciale a casa di Gau! Volevo brindare solo ai miei 60 anni e alla fine abbiamo brindato alla buona sorte di tutto e di tutti, compreso gli assenti. Garantisco che non e' mancato proprio nessuno!

Grazie boys, un gran bel lungo week end, buon ritorno alla lotta quotidiana, alle zuffe sul lavoro e alla vita nelle famiglie. Riprendiamo ognuno il suo surf, la sua onda, augurandoci di non essere travolti!



Testo by Antonio
Foto by Antonio e Luca

mercoledì 16 marzo 2011

Elba ...prossimamente su questi schermi!!




Ciao Cesare!!! Anche se questa volta non potrai essere con noi, ti penseremo e presto ti prenderai la rivincita. Grazie per il poster...è una figata!

domenica 13 marzo 2011

Povero Piero 2011 con il Trezzo Kayak

(testo by Gianmaria)

Dove lo trovate un club di kayak d'acque dolci e salate (spiace Alessio ma ale mi sta gradualmente coprendo di sale), che mentre fate colazione con pancetta, uova, lardo di colonnata e pane abbrustolito vi aggiorna dopo poche ore dal Povero Piero degli accadimenti in quel di Trezzo?

Ecco...non lo trovate e allora rimanete con noi. Lo sforzo del comune di installare un container in riva al fiume con relativa casetta di legno per il cambio vestiti ha dato i suoi frutti ed e' stato onorato.
Dai cinque/sei partecipanti dell'anno scorso quest'anno siamo in una decina abbondante e molto organizzati. La coreografia inizia con i lumini giapponesi che fanno la loro figura e creano una bella atmosfera apprezzata dal pubblico in attesa del Povero Piero.

Le canoe sono tutte attrezzate con torcia a poppa e trekking-light sulle pagaie...il movimento di pagaiata offriva un bellissimo effetto ottico ed era anche molto utile. Arriva il Povero Piero e gli arceri infuocano le loro frecce, sembra una scena da "Il Signore degli Anelli" ma mi sa che questa volta non abbiamo Legolas e i tentativi finiscono tutti in acqua e per fortuna non centrano nessuno del Trezzo Kayak. A onor del vero una freccia colpisce in pieno il Povero Piero che pero' non prende fuoco forse perche' imbevuto poco di combustibile...


Si taglia la testa al toro e si brucia il pupazzone a mano con gaudio del pubblico. Dopo il rogo i bellissimi fuochi e la fontana classica dalla centrale molto spettacolare. Torniamo a riva e riceviamo anche i complimenti di alcuni passanti...cosa chiedere di piu'?

La sede nuova si e' rivelata molto comoda e gia' risparmiando decine di metri con la canoa in spalla e' impagabile; con qualche aggiustamento diventera' quello che per anni tutti hanno sognato per il nostro club. Il TK mette a segno un'altro colpo grazie all'impegno e la passione di tutti.
Buona domenica a tutti, ci si vede mercoledi',


             Gianmaria

martedì 1 marzo 2011

La storia del mio primo Baidarka

Torno al "lontano 2007" per raccontare come ho recuperato e modificato il mio primo Baidarka
Ne ho trovato uno su eBay, in Scozia, l'ho scelto sulla base di queste foto ed ho vinto l'asta per 340 sterline.

I go back to "longtime ago 2007" to tell how I recovered and modified my first Baidarka
I found one on eBay, Scotland, chose it based on these photos and won the auction for 340 pounds.

    


Si tratta di un Baidarka costruito dalla McNulty (pre P&H) nel 1978

It is a Baidarka built by McNulty (pre P&H) in 1978

Dopo averlo acquistato ho dovuto aspettare alcuni mesi per averlo in Italia (per non pagare un trasporto salatissimo); quando l'ho ricevuto sono rimasto un po' deluso dalla pedaliera a sbarra e dai gavoni costuiti a filo dei tappi (dietro al sedile una voragine che si riempiva di acqua e non si svuotava girando il kayak), davanti a i piedi 1/2 metro prima della paratia, gavone anteriore piccolissimo.
Per il resto barca OK, costruzione veramente solida nonostante avesse quasi 30 anni.

After buying it, I had to wait a few months for it to be in Italy (to avoid to pay a very high price); when I received it I was a bit disappointed by the footbar and the bulkheads built very close to the hatches  (behind the seat a larg volume that filled with water and did not empty when turning the kayak), in front of the feet 1/2 meter before the bulkhead, very small front hatch volume).
For the rest boat was OK, really solid construction despite being almost 30 years old.


La pompa dietro il pozzetto è una vera chicca... ma del tutto inutilizzabile (scomodissima!)

The pump behind the cockpit is really nice... but completely unusable (very akward!)


Ho quindi preso coraggio a 2 mani e ho deciso di rendere il kayak più moderno e marino.

So I picked up some courage and decided to make the kayak more modern and more seaworthy.

Non avendo mai usato la vetroresina non avevo la minima idea di cosa fare; per fortuna che il buon Riccardo Rovida mi ha aiutato con lunghe telefonate di consiglio. Provvidenziali anche gli sfridi di pannelli in PVC espanso e di tessuto di vetro che mi ha regalato.

Having never used fiberglass, I had no idea what to do; luckily my good friend Riccardo Rovida helped me with long phone calls for advice. Also providential are the scraps of expanded PVC panels and glass fabric that he gave me.

Ho dunque tagliato via le due paratie (anteriore e posteriore), il sedile e ho rimosso la pompa.

So I cut off the two bulkheads (front and rear), the seat and removed the pump.


La paratia posteriore avrei potuto lasciarla ma inizialmente volevo fare solo due gavoni quindi pensavo di avanzarla dietro al sedile, poi ho deciso di fare tre gavoni e l'ho dovuta rifare...!
Questo mi serva di lezione per ragionare prima di agire...

I could have left the rear bulkhead but initially I only wanted to make two hatches so I thought of moving it behind the seat, then I decided to make three hatches and I had to do it again ...!
This will serve as a lesson for me to think before doing...

Togliere la paratia anteriore e i due listoni porta sbarra dei piedi mi è costato qualche serata infilato nel pozzetto a mo' di topo dentro un tubo con in mano un seghetto.

Removing the front bulkhead and the two footbar costed me a few evenings slipped into the cockpit like a mouse inside a pipe with a hacksaw in hand.

Alla fine stufo della lentezza sono entrato con una mola a disco... ma non lo consiglio perchè si lavora male e si respira uno sproposito di polvere (infatti dopo la prima sera mi sono portato dal lavoro una maschera pieno facciale con i filtri classe P4 antipolvere)
E' anche poco sicuro perchè se la mola si impunta te la tiri sul muso e incastrato come sei non hai il tempo di ritrarti e ciò potrebbe avere conseguenze perlomeno spiacevoli.

In the end, tired of the slow progress, I went in with a disc wheel ... but I don't recommend it because you work badly and you breathe a lot of dust (in fact after the first evening I brought a full face mask with class P4 dustproof filters from work )
It is also unsafe because if the grinding wheel sticks you pull it on the nose and stuck as you are, you don't have time to withdraw and this could have at least unpleasant consequences.

Notare nella foto come il sotto del ponte sia armato di costole di rinforzo.

Notice in the photo how the underside of the bridge has reinforcement ribs.



Usando dei pannelli di PVC espanso ho creato delle nuove paratie, sia davanti che dietro.
Le ho tagliate alla buona, ricoperte con tessuto di vetro e resina e poi, una volta asciutte, le ho rifilate poco per volta per farle calzare giuste nello scafo.

Using expanded PVC panels I installed new bulkheads, both front and rear.
I cut them roughly, covered with glass and resin fabric and then, once dry, I trimmed them little by little to make them fit right into the hull.

La paratia dietro al sedile l'ho creata avvolgente per dare massimo volume al terzo gavone e per lasciare meno acqua possibile nel pozzetto.

I created the bulkhead behind the seat curved to give maximum volume to the third hatch and to leave as little water as possible in the cockpit.




Beata ingenuità delle prime costruzioni ho laminato doppio da entrambi i lati!!
Avevo lasciato la paratia avvolgente al sole ad asciugare in cortile, per distrazione facendo la retro ci sono passato sopra con la macchina...niente!! Non si è nemmeno scalfitta.
Mi sono reso subito conto di avere sprecato materiale e messo peso per niente, la robustezza è tale che uno strato da una sola parte è più che sufficiente.

Blissful naivety of the first constructions I laminated double on both sides !!
I had left the wraparound bulkhead in the sun to dry in the courtyard, out of distraction by rearing with my car I went over it with ... nothing !! It hasn't even been scratched.
I immediately realized that I had wasted material and put on weight for nothing, the strength is such that a layer on one side is more than enough.

Quando si è trattato di fissare le paratie è venuto il Riccardo a casa mia e assieme abbiamo piazzato la paratia anteriore fermandola con tanti piccoli fazzoletti di resina.
Non è stato facile perchè de dentro non si arrivava alla paratia se non con un pennello su legno di prolunga e ...sembra facile fare un lavoro preciso...
Comunque presa la mano sono andato avanti da solo e ho fissato tutte le paratie.

When it came to fixing the bulkheads Riccardo came to my house and together we placed the front bulkhead, fixing it with many small resin patches.
It was not easy because inside you could not get to the bulkhead except with a brush fixed on and extension stick and ... it not so easy to do a precise job ...
Anyway, I got practice and went on alone and fixed all the bulkheads.


Il buco della pompa dietro l'ho recuperato come mini tappo per il terzo gavone; avrei potuto fare di meglio ma non volevo tagliare i ponti (non si modifica la carrozzeria delle vecchie glorie!). 
Il foro di uscita l'ho chiuso con qualche fazzoletto di tessuto e resina.

I reused the pump hole behind the cockpit as access for the day hatch; I could have done better but I didn't want to cut the deck (you don't change the bodywork of the old glories!). I closed the pump outlet hole in the hull with some resin patches.

Il tappo l'ho acquistato da CS Canoe che molto efficientemente ti manda tutto a casa: ghiera, tappo e sikaflex per fissarlo.

I bought the hatch cover from CS Canoe which very efficiently sends you everything at home: rim, cover and sikaflex to fix it.








Come sedile ho scelto quello di un Avanaq e l'ho adattato in maniera analaoga a come spiego nel post del 12 gennaio 2011 per il Sirius (lavoro che ho fatto sulla base di questa prima esperienza).

As a seat I chose that of an Avanaq and I adapted it in a similar way to how I explain in the post of January 12, 2011 for the Sirius (work I did based on this first experience).

Come finitura ho passato del gel coat bianco dentro lo scafo e i gavoni, ho messo una gomma punta piedi (non ho voluto fare la paratia esatta per me, ho lasciato 7-8 cm in più per poter prestare la barca a chi è più alto di me) e ho cambiato i cordami elastici del ponte.

As a finish, I layered some white gel coat inside the hull and the hatches, I put a foam block as foot support   (I didn't want to install the bulkhead just for me, I left 7-8 cm more to be able to lend the boat to those who are taller than me) and changed the bungee cords of the deck.

Non sapendo come evitare che il gel coat colasse, per fare un buon lavoro ho scelto un ...ehmm... layout di lavoro fantasioso.

Not knowing how to stop gel coat from flowing and making droplets, to do a good job I chose a ... ehmm ... fancy work layout.


Il risultato è stato molto soddisfacente, il pozzetto è pulitissimo, comodo e imbarca il meno possibile di acqua.

The result was very satisfactory, the cockpit is very clean, comfortable and carries as little water as possible.






 Il sedile si vede ancora fissato temporaneamente con delle viti (una prova prima di resinare era d'obbligo)

The seat is still temporarily fixed with screws (a test before fixing with fiberglass was a must)


A marzo del 2008 ho potuto varare la barca nella sua nuova configurazione.

In March 2008 I was able to launch the boat in her new configuration.




Thou shalt paddle a Vee keel

We all expected the rain 
but a sunny day we could gain

My time I enjoyed to spend
with some of best friend

Then I climbed the cliff
and looked down to my skiff

And from the rocks at the end
I received the new trend


What the truth of the slabs?
a new secret for kayak labs?

What a surprise to read
the recipe for a kayak breed

If the sea you want to feel
only as V shall be you keel!

sabato 19 febbraio 2011

Dotazioni di bordo

Ricevo e pubblico questa "nota tecnica"? che ho ricevuto da Gaetano... insuperabile! 

Ma voi siete proprio sicuri di avere a bordo TUTTE le dotazioni previste dalla Capitaneria?

Il mio amico Antonio, evidentemente ha deciso di attrezzarsi per la navigazione in acque internazionali, si è dotato di idonea scialuppa di salvataggio. Non fidandosi delle doti marine dell' Avanaq fast, ha pensato che se le cose si mettono davvero male, meglio abbandonare la nave e tentare uno sbarco con qualcosa di più adatto...e cosa meglio di un bel kayak da rodeo?

Non chiedetemi come veniva l'appoggio, ho insistito perchè lo facesse, ma si è  rifiutato!

Saluti a tutti

Gaetano



domenica 13 febbraio 2011

(E)Xplore(r)

In questi giorni è finalmente rientrato  in Italia il Riki, ne abbiamo subito approfittato per invitarlo all'immancabile pagaiata domenicale in Liguria a Sestri.

Il Riki si è portato il suo fido Romany Explorer e Antonio ha portato l'Xplore... abbiamo potuto così confrontare i due kayak che sappiamo nascono dallo stesso progettista e hanno una impostazione abbastanza simile.

La giornata era ideale, un po' di onda, un po' di mare confuso che permette di sentire come lavorano gli scafi.
Abbiamo girato tra la baia principale, la piscinetta, la baia piccola, la punta di Riva, la spiaggia di Riva, di nuovo la baia piccola, la piscinetta etc. sino a totalizzare più di 4 ore di pagaiata e con scambi di kayak ogni mezz'ora.

Il più contento era sicuramente il Massimo che ha potuto provare in un colpo solo 4 diversi scafi su cui non era mai salito, mi sbilancio e pubblico quella che credo sia stata la sua personale classifica:
n. 1 Xplore
n. 2 e 3 Sirius S e Romany Explorer a pari merito
n. 4 Baidarka

Di contro il Riki ha invece una classifica praticamente inversa, è rimasto infatti colpito dalle caratteristiche di appoggio e rigorosità di navigazione del Baidarka.

La mia classifica neanche ci provo a scriverla perchè tanto... chi m conosce lo sa... sono fissato.

Fisse a parte, ho potuto studiarmi per bene il Romany Explorer che conoscevo da tempo ma che non avevo mai usato in prove comparate ravvicinate con altri kayak (non essendo io molto costante nel feeling con il mare e le barche, per avere un giudizio preciso devo provare le barche tutte assieme sullo stesso mare cambiandole due o tre volte, solo così mi oriento).

Il Romany si è confermato molto facile, pacioso, prevedibile al limite dell'essere noioso.
E' un po' largo per i miei standard (53 cm) ed essendo una barca da carico, usata da vuota tende a spanciare sulle onde.
La manovrabilità è sempre molto alta, il kayak risponde preciso.
Il rolling è semplicemente fantastico, è un turacciolo, nemmeno l'Anas acuta o il Greenland della Tahe sono così semplici e leggeri da girare.

La versione del Riki ha il rope-skeg cioè uno skeg che scende spinto da un elastico e viene tenuto chiuso da una corda di richiamo.
Ha il grande vantaggio che se picchia si chiude (c'è solo un elastico a spingerlo giù) e la corda di richiamo si può riparare facilmente senza attrezzi (infatti il rope-skeg viene usato per le spedizioni)

Il pozzetto è molto ben fatto (è ispirato ai pozzetti da acqua bianca) è ampio, si possono tirare fuori le gambe in navigazione ma al tempo stesso ha due generose alette che permettono un aggancio potentissimo, stile kayak fluviali appunto.

Il Riki ha eliminato lo schienalino mettendo un poggiaschiena in espanso, la soluzione è molto pulita ed esente da manutenzione (gliela avevo infatti copiata per il mio Greenlander).
Il sedile è perfetto, stondato giusto e senza punti di pressione.


Un'altra bella caratteristica è la pompa a piede montata con tutti i tubi avanti, il pozzetto rimane sgombro, non ci sono intralci ma al momento della bisogna si ha una pompa molto efficace.


Non mi ha invece convinto del tutto il tappo del terzo gavone, è molto laterale, si apre e si chiude bene, ma in una prova di risalita sul kayak l'ho fatto saltare via


Il Romany è dunque un gran bella barca anche se il confronto con l'Xplore rivela che la barca della Tide race ha segnato una ulteriore evoluzione in termini di comodità di seduta, di precisione e di cura costruttiva (ma per quest'ultima caratteristica devo dire che pesa la versione carbon-pro ... che vede materiali più sofisticati).

In chiusura di pagaiata, stremati da cotante prove non abbiamo avuto altra chance che infilarci nella cantina del Polpo e chiedere di essere rifocillati per bene.... è stato fantastico, peccato solo non ci fosse Cesare che come me attendeva da qualche tempo la riapertura della cantina.
Non ci resta che ritornare!!!