... fa sempre piacere!
In mezzo al mare, tra Sestri e Moneglia... fugace saluto con Pongo di passaggio!
... fa sempre piacere!
In mezzo al mare, tra Sestri e Moneglia... fugace saluto con Pongo di passaggio!
Ferragosto a Moorea, il tempo è decisamente brutto, piove, non dovrebbe essere così, gli isolani dicono che è del tutto anomalo...
... pazienza, oggi è comunque una bella giornata perché sono finalmente riuscito ad organizzare di fare lezione di conduzione di canoa Va'a.
Passa a prendermi la signora Gislaine in hotel e mi porta alla sede di We do Va'a dove conosco Bruno Tahuiro, un 40enne che è stato un grande campione di Va'a e che ora è campione dei master e trainer della mitica squadra della Shell V6.. decisamente esagerato per un principiante come me, ma è l'unico che ho trovato!
La sede è una casa fronte laguna con tanti outrigger appesi qua e la, Bruno è un po' timido perché avevo anticipato a Gislaine che non parlo francese e lui non sa come rivolgersi a me, allora io abbozzo comunque due frasi col mio francese maccheronico e subito ci troviamo a nostro agio.
Mi cambio, mi danno una bella maglia rosa con grafiche di Moorea e si parte con Bruno ed un altro ragazzo di aiuto (purtroppo non mi ricordo il suo nome!).
Alla partenza i due mi stanno molto vicino ed attenti, ho la netta sensazione che si aspettino che io vada subito a bagno, invece me la cavo, inizio a spingere la barca tutto sommato diritta e si inizia quindi a pagaiare verso il largo.
Dopo i giorni a Tahiti ci siamo spostati sull'isola di Moorea, qui ho potuto provare un outrigger da pesca messo a disposizione dal nostro hotel.
Divertentissima anche se son partito che era di poppa e l'ho pagaiata sempre al contrario, nel piatto della laguna va bene tutto.
Dopo averlo messo tra i miei obiettivi 10 anni fa, quest'anno son riuscito ad andare (in viaggio di nozze) a Tahiti dove ho finalmente provato una vera canoa Va'a polinesiana.
Solo chi l’ha già fatto conosce la sensazione che si prova a pagaiare su un Va'a. Il gesto della pagaiata è paragonabile ad una danza, la delicatezza di sfiorare l’acqua con l'Ama in un difficile equilibrio di forza e tecnica, la compostezza della seduta alta con i piedi nel fondo dello scafo e la ritmica flessione del busto quando si va a cercare più acqua sotto la pagaia. Il senso di rinascita ogni volta che si passa da un lato all' altro nel pagaiare. Il sentire scivolare lo scafo sull’acqua cercando la perfezione della tecnica. L'inebriante spinta dell’onda catturata dopo aver pagaiato con potenza a cui segue la sfida di mantenere la traettoria timonando, non è solo uno sport, è uno stile di vita, è un'arte antica che ci hanno regalato le popolazioni del grande Oceano Pacifico.
Per sfuggire alla pazza folla dell'estate abbiamo deciso di scendere in Liguria alla sera, buttarci a dormire in tenda e farci una bella pagaiata alle 6 del mattino dopo.
Terzo giorno di navigazione, il vento ha un po' mollato, scendiamo verso le spiagge bianche di Balistra e Canetto, navigazione piacevole e si pranza con le gambe sotto il tavolo.
Seconda giornata di navigazione del giro, si pensava di fare abbastanza miglia ma il vento ha rinforzato e facciamo a malapena poco più di un miglio dalla Punta di scogli rossi sino alla baia di Santa Giulia dove stiamo fermi tutto il giorno in un magnifico cazzeggio.
Andar per mare con un barchino piccolo come il kayak ti obbliga a fermarti ma praticamente sbarchi dove vuoi e ti godi le giornate senza troppi pensieri.