mercoledì 27 luglio 2016

Moneglia again

Sabato sera, complice una certa difficoltà a trovare alloggio a Sestri ho applicato il mio piano B e sono scappato in mare da solo con il mio fido Baidarka.
Una bella pagaiata e sono sbarcato a Moneglia alla Secca, è andata bene perchè la leggera pioggia della partenza si è dileguata e i temporali sono rimasti all'orizzonte.


Ho piazzato la tenda al Camping La Secca (..azz! quanto costa il posto x tenda singola!) e sono sceso a Moneglia oramai all'imbrunire


In attesa di vedere degli amici mi sono rilassato con una ottima cena a base di zuppa di pesce e gelato al wiskie finale.

Tanto va il kayakista al cibo ...che ci lascia lo zampino, alle dieci e mezza ero cotto e ho messaggiato gli amici circa il mio imminente ritiro a cuccia.

Prima di andare a nanna, veloce visita alla barca, sia per la tipica apprensione del marinaio che controlla il suo naviglio sia perchè ....avevo dimenticato il sacco a pelo in un gavone.


Il sacco a pelo potevo anche lasciarlo, la notte in tenda ha fatto così caldo che non sono nemmeno riuscito a mettere la maglietta, in compenso nessuna zanzara e ronfa ristoratrice (ci voleva dopo due sera a mojto e disco anni '80... non ho più l'età...)

Alla mattina ripartenza con qualche difficoltà all'imbarco e veloce sosta a Moneglia per la colazione,


Rientro con navigazione tranquilla e primi sprazzi di sole a illuminare punta Baffe nella sua freschezza mattutina.


Che dire, quando gli amici di Sottocosta scrivono che "il kayak fa anche da villetta al mare"... forse non hanno tutti i torti.

Alla prossima!



domenica 12 giugno 2016

Carta e penél fa su el batél

Arriva l'estate, mi appresto ad andare a zonzo sul mar col mio outrigger... ma prima devo fare delle riparazioni.

Quest'inverno avevo trovato la zona del timone sfondata (la barca sta tutto l'anno in spiaggia...) e le guide dei cavi del timone erano abbastanza conciate.

Anni fa avevo fissato "alla buona" dei tubetti di plastica esterni per ovviare ai cavetti di acciaio che si erano grippati dentro lo scafo (inaccessibili!) 

Avevo fissato delle guide esterne, prima con del costrufix e poi con una fettuccina di vetroresina... però sale, utilizzo, UV etc hanno frustato non poco il tutto

Inizialmente avevo pensato solo di riprenderli con un po' di gel coat nero ma poi, complice anche del gel colato in un paio di tubetti ho visto che i vecchi tubetti erano tutti secchi e distrutti

Pertanto ne ho posati di nuovi e con l'occasione ho dato una forma a montagnetta alla resina che li ricopre.

Stavolta ho posato dei tubetti lunghi in modo che il gel coat non vi potesse colare dentro e poi a gel asciutto li ho tagliati in opera


Ho rimontato i cavi esterni e ho protetto il tutto con del cellophane per la completa asciugatura durante la notte (piove mannaggia)


Un paio d'ore di carta e penel... e il batèl è pronto a riprendere il mare dell'estate.

domenica 5 giugno 2016

Kefalonia

Finalmente dopo tanti anni sono tornato in Grecia per una (breve) vacanza, la meta scelta è stata Cefalonia.


Vi sono andato con l'intento di far nulla e passare tutto il tempo sdraiato al sole... MA ... complice un volantino trovato per caso... ho scoperto che era possibile fare un giro in kayak da mare grazie alla Seakayakingkefalonia (e ai colleghi della Odysea.gr)

Mi sono quindi iscritto ad una escursione che si teneva nella zona nord dell'isola.


L'organizzazione della Seakayakingkefalonia è stata impeccabile, carrello con i kayak pronti a 2 metri dal punto di imbarco, attrezzatura completa (maglie anti UV, cappellini, sacche stagne, salvagenti di qualità etc) e... pranzo preparato all'ombra su una spiaggia remota!




Gli istruttori ci hanno fatto fare anche qualche gioco... organizzato con l'intento di andare a bagno e imparare a risalire sul kayak...


Abbiamo trovato una giornata perfetta, circa 24 °C, leggerissima brezza, sole.


Interessante alla partenza l'imbarco "svizzero" fatto dalle guide stando in piedi sul kayak..


Non ho delle foto, ma addirittura per un tratto mi hanno dato una pagaia greenland in carbonio!!
L'unico problema incontrato è... la voglia di tornare a fare un viaggio di più giorni!


domenica 14 febbraio 2016

Povero Piero

Il sabato di carnevale il club Trezzo kayak ha dato il suo supporto nella manifestazione del "Povero Piero", rogo di un grande fantoccio che simboleggia l'inverno.

Il rogo si tiene in mezzo al fiume e ci sono diverse coreografie di contorno, musica, fuochi di artificio e ...le canoe del Trezzo kayak dotate di torce che illuminano il buio del fiume in attesa dell'arrivo del fantoccio.

Adesso che abbiamo il rimessaggio delle canoe direttamente sulla riva del fiume è tutto molto più semplice anche se ricordo con piacere alcune edizioni passate dove ci imbarcavamo quasi 1 km più a nord in mezzo al bosco al buio.

Io comunque non ho sfruttato questa comodità perchè avevo voglia di pagaiare con uno dei miei kayak da mare dunque ho mantenuto il vecchio schema: mi sono imbarcato un po' più a nord dove riuscivo ancora ad arrivare con la macchina.

E' stato bello scendere circa 1 km di notte da solo e sbucare all'ultimo momento in mezzo agli amici che stavano preparando le canoe.

Sul kayak avevo messo una lunga pertica di legno per legare la fiaccola oltre la poppa e tenerla lontana dallo scafo ... non si sa mai, prima di bruciare la barca! Ho dunque fissato velocemente una fiaccola e alle 21 circa eravamo tutti in acqua, 15 persone se ho ben contato.

Tra vari passaggi "di coreografia", tutti allineati o tutti in fila (ma si vedrà la differenza da terra?) abbiamo seguito l'intero spettacolo dall'acqua.

Non è mancata una bottiglia di whiskey che girava di canoa in canoa...


Le canoe tutte dotate di fiaccola


Il rogo


I fuochi





A fine spettacolo tutti a mettere vie le canoe mentre io ho risalito il fiume sino alla macchina godendomi anche anche quest'ultima pagaiata.

Forse la sera non troppo fredda, forse la musica lontana, forse il luogo che conosco molto bene avendoci pagaiato tantissime volte di giorno... ebbene mi sono chiesto perchè non vengo mai a pagaiare di sera.

Sicuramente un pensiero esagerato, di certo posso dire che in questo tipo di sere ne vale la pena!!



lunedì 11 gennaio 2016

Apertura dell'anno kayakistico in puro stile IKdM

1.1.2016, in puro stile IKdM dopo un prelibato, generoso et appropriato cenone all' Antica Hosteria del Chiodo,...


... alla mattina del primo, Ingrid, Cesare, il n.1 ed io abbiamo aperto l'anno con una gita a Portofino.

Come da rituale abbiamo fatto qualche eskimo di benvenuto per il nuovo anno


e non è mancata una sosta con spuntino in quel di Portofino



Non sono avventure da capitani coraggiosi,.. ma lo spirito IKdM ringrazia!!!

Alla prossima!!

lunedì 21 dicembre 2015

Slalom col Trezzo Kayak

Lo scorso novembre ho sfruttato la fantastica occasione offerta dal Trezzo Kayak di provare le canoe da slalom guidati da un grande esperto come il Paolo.

Che dire... ero in acqua ma ero un pesce "fuor d'acqua"..., con la pagaia euro non ho assolutamente dimestichezza, specialmente a sinistra dove sono abituato al'angolo inesistente della greenland.

Per non parlare dell'eskimo che tra pagaia "strana" e corrente non ero sicuro di avere bello solido (forse è solo una percezione... ma quando sei li quella conta)

Ergo non volevo osare, non volevo perdere troppo l'equilibrio.

Risultato: ho fatto qualche cico ciacco su e giù mancando clamorosamente la prima traettoria alle porte e non avvicinando nemmeno da lontano il concetto della contropancia che lavora in corrente


Però è stato molto divertente e molto ispiratore per capire quanta distanza avrei ancora da percorrere per arrivare ad un minimo di scioltezza, quanta tecnica mi manca!!


Sarei proprio curioso di rimettere il culo su una di quelle canoe per vedere cosa succede se uso la mia fida greenland... probabilmente non combinerei niente di meglio ma almeno mi sentirei meno sprovveduto.



Una cosa è certa: non guarderò mai più una gara di slalom con gli occhi di prima!!!

Grazie a Paolo per la pazienza e professionalità con cui ci ha avvicinato a questa bella disciplina, grazie a tutti quelli del club che si sono prodigati per rendere possibili i tre giorni di corso

Alessandro

giovedì 10 dicembre 2015

Wiskie 2015

Il giorno della festa era una data fissa sul calendario, come il Natale. Un punto fermo da cui partire e misurare il tracorrere del tempo. Quello era il vero capodanno per tutti quelli del paese.

Da un anno all'altro ci si preparava, se ne parlava e per qualcuno era la sola occasione per rivedere gli amici. I piu' fortunati, pochi, vivevano in paese, tanti dovevano raggiungerlo a piedi dalle frazioni vicine.

Ogni disagio, ogni fatica valeva la pena di essere fatto pur di raggiungere la meta, partecipare alla grande festa. Erano persone solitarie che venivano per ubriacarsi di gente, luci, colori. L'importante era partecipare al grande evento, esserci, raccontare, ritrovarsi tra simili.

Il wiskie mi ricorda questi flash di gioventù, quei riti ormai desueti, appassiti. Anche noi arriviamo da tante strade diverse per il nostro grande happening, dove un po'ci si conta e ci si ritrova uniti da una comune passione. Allora ad raccogliere persone divise ci pensava il santo patrono, qui basta un amico speciale come Luciano. Così, grazie al generoso impegno di uno di noi, si partecipa tutti alla grande festa.

Anche quest' anno eravamo in molti ed è stato un successo; anche questo anno ho potuto rivedere tanti amici con cui è stato bello pagaiare insieme e parlare di kayak allo sfinimento.

Grazie Luciano, ti abbraccio con amicizia e riconoscenza.

 Grazie ragazzi e .....a quando la prossima?

(testo by Antonio)


Primo giorno partenza da Le Grazie




Pausa pranzo su Palmaria






Angelo in relax

Brindisi serali

La mostra delle schede ricordo

Non poteva mancare il saluto in versi del Luciano!!



domenica 23 agosto 2015

Tsunami for two

"Buongiorno signorina, vuole venire a fare un giro sul mio yatch?"


 "uh.. davvero, ci si può mettere a prendere il sole sul ponte?"

"Certo!"


Oddio... bisogna adattarsi un minimo, ma una volta trovati gli equilibri, siamo riusciti a fare quasi 4 ore a zonzo  in outrigger "singolo uso doppio".

Abbiamo battuto la costa rocciosa alla ricerca di fondali in cui tuffarsi a prendere un po' di fresco e vedere qualche pesce, una degna conclusione delle vacanze prima di riaprire la stagione greenland.

Aloha!!


lunedì 3 agosto 2015

Acqua fredda?

E' agosto, fa caldo, tanto caldo... dove trovare un poco di fresco?

Semplicissimo!

All'Adda, basta infilarsi in una sorgiva, scendere dal kayak e mettere i piedi in acqua.

La sorgiva è così fresca che non si riesce a tenere dentro i piedi, fanno male!


Peccato che il resto del fiume sia in sofferenza per la poca portata.., arriveranno le piogge!

sabato 25 luglio 2015

Outrigger days... it's a wild play

Settimana di vacanza con mio figlio di 8 anni, cuginetti ed amici vari della spiaggia.... di prendere il kayak neanche a parlarne, ma grazie alla mia canoa outrigger ho passato ore ed ore "curando i bimbi" e stando in canoa al fresco in acqua allo stesso tempo.


E per fortuna che quando il Gianni mi vendette sta canoa mi disse "ao' me raccomando, è na canoa da corsa, trattala bbene"



Credo che il record l'abbia raggiunto trasportanto 6 bimbetti (20 kg l'uno?) sino ad una boa galleggiante; diciamo > 200 kg compreso il mio peso, avevo i ponti che appena affioravano dall'acqua!


Martino al tuffo..



Al WE dopo ho fatto anche un bel giro da Sestri sino  Moneglia, 4 ore tra andata e ritorno, ovviamente da solo.

Mi torna sempre il cruccio del perchè queste sfruttabilissime e molto sicure canoe non siano per niente diffuse. Mistero!


giovedì 2 luglio 2015

5 terre senza fretta

Da tempo volevo prendermi tre / quattro giorni da passare in kayak a zonzo senza fretta, finalmente la scorsa settimana tutti gli impegni si sono messi per il verso giusto, il meteo si preannunciava spettacolarmente bello...

 

... dunque son potuto partire col mio fido Baidarka in tutta tranquillità.


Giovedì ho messo il kayak in acqua a Sestri e ho pagaiato da solo sino Levanto.
Contrariamente alla mia idea è stata molto dura arrivare in quanto nonostante cappellino, occhiali e il continuo bagnarsi ho sofferto il caldo e mi sono probabilmente "insolato".

Ho sofferto di nausea e di una eccezionale stanchezza, una volta arrivato nella baia di Levanto ero morto e mi sono fermato più di 5 volte prima di attraversarla del tutto ed arrivare a terra.

A terra ho affrontato la "via crucis" di tirare su il kayak pieno e fortunatamente ho trovato posto nell'ottimo campeggio che si trova a soli 100 m dalla spiaggia (san carrellino mi ha aiutato non poco)



Alla sera mi sono un po' ripreso anche se poi mentre mangiavo in pizzeria  mi cadeva la testa nel piatto come se fossi ciucco!

Comunque una splendida serata e una notte di sonno mi hanno rimesso a nuovo.


Venerdì mattina colazione in campeggio, ho lasciato li tenda e gran parte del carico e mi sono trovato col N1 per andare sino a Riomaggiore,


Di seguito il  racconto di Antonio.
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A volte si parte con in mente una destinazione "mito", una calamita che attira lontano. Spesso il traguardo giustifica un viaggio mediocre, noioso, banale.
Con Alessandro siamo partiti da Levanto girando le prue verso est. Da qui l'Italia snocciola la sua costa fino in.....Calabria. Chissa', forse un domani, passando a prendere prima Duilio e poi Gaetano.....dai ragazzi che si va fino a guardare Scilla e Cariddi
Pagaiare senza tempo e senza meta. Lasciare una spiaggia alle spalle, guardare un orizzonte lontano , strisciare in ogni anfratto della costa, non perdere niente, assaporare ogni centimetro.
Perdere il senso di luogo, vivere in uno spazio tempo sospeso, indefinito. Abbandonare la gestione della vita ad un ritmo diverso, che stordisce, scava dentro, purifica, risana.
Un velista ha scritto di una misteriosa energia che sale dalle profondità. Non è per tutti , occorre entrare in sintonia con il mare. Ci deve benvolere, amare, poi ci inonda di questa sua medicina salvifica. Con il mare non si dialoga, si ascolta. Il suo è un monologo che racconta qualcosa che sfugge sulla terra ferma. Un misto di amore e timore, uno stop nello scorrere frenetico della pellicola della vita.
Siamo solo noi due con due affidabili compagni, un Alaw Bach e u  Bajdarka. Siamo un po ' stanchi e felici di ritrovarci lì.  Alessandro con i suoi pensieri,  io con i miei. Non è facile riallacciare un dialogo con tanti tempi morti in mezzo, ma ci si conosce a fondo e si fa in fretta. Le pagaie scivolano nell'acqua estiva di Punta Mesco. Le vediamo immergersi nella trasparenza e sotto i raggi del sole disegnare lance di luce. Ogni luogo ha una sua anima, questa parte di Liguria è magica.
Sono le 9, 00 ed è già caldo.  La Palmaria si intravede galleggiare nell'aria opaca. I promontori delle 5Terre si contano e la'dietro non si vede Portovenere. Pensiamo di andare a dargli un'occhiata, ma vedremo cosa dirà il nostro corpo. L'acqua è dura, forse abbiamo una correntina contro. Si pagaia e si parla. Sbarchiamo a Riomaggiore,  la folla è quasi una calca da stadio. Si sentono parlare le lingue di mezzo mondo.
Da ragazzo venivamo da queste parti, si respirava un'assenza,  un vuoto. Quattro vecchi , il negozio di alimentari, un'osteria e tante case zitte. Chi assente, emigrato altrove, chi partito per sempre. Il sole sempre quello, le case appese, i viottoli con i gatti, quattro gozzi provati dal tempo. Era un silenzio che raccontava storie di vite passate, lasciava il tempo per entrare in armonia con il posto. Viottoli di una bellezza struggente, piccole balze coltivate a strapiombo, olivi, orti, poche vigne. La fatica di vecchie braccia si era rifugiata sugli appezzamenti più accessibili. Le 5Terre vivevano nella loro intimità, vedevano rari stranieri e qualche ligure romantico, non dovevano temere "le bombe d'acqua".
Sbarcare a Riomaggiore non è semplicissimo, soprattutto quando si deve fare i conti con delle bagnanti over size e due kayak da 5 metri. Ovunque gente abbarbicata su scogli a picco e su per sentieri scoscesi.  Riusciamo a recuperare un po ' di frutta, pomodori e pane, quanto basta per starcene su una spiaggia dalle parti di Corniglia. Siamo sotto una costa disastrata, frane ovunque. Guardare in alto le ferite della terra fa male, soffro. La bellezza sfregiata racconta di una fragilità pericolosa, di un futuro precario. Il sole ha la meglio, il mare con quei massi in trasparenza ipnotizza. Il tempo passa e quando rientriamo in kayak è ora di ritornare a Levanto. Qualche surfata occasionale e Punta Mesco passata palmo a palmo....

Grazie Ale, thanks Ing, è stato un piacere stare insieme per mare, in kayak! Alla prossima! 

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Il venerdì sera ero di nuovo bello cotto dalla luce e fatta una doccia verso le 19 mi sono messo un attimo in tenda... mi sono svegliato a mezzanotte gusto per lavare i denti e tirare diritto sino alle 8 del giorno dopo.


Sabato kayak di nuovo pieno e via verso Moneglia su un acqua trasparente nel fresco della mattina.


Arrivato a Moneglia mi sono gettato su una pizza del "Pizza a metri"...


Nel pomeriggio ho preso posto al camping Smeraldo dove una esilarante signora russa mi ha chiesto con molta insistenza di provare il Baidarka nonostante fossi davvero perplesso.
Ma alla rassicurazione "io va sempre in fiume di Russia con kayak" mi sono lasciato convincere e le ho lasciato il kayak.
La tizia ha pagaiato un po' e tutto sommato stava su, comunque non si è fatta mancare nulla infatti ha centrato un bimbo che nuotava,  è andata a sbattere contro la banchina di cemento, poi si è ribaltata ed è uscita non prima di avere bevuto.
Mi ha divertito molto suo commento fatto con voce allegra "kvesto kayak io no capisce, no gira come kayak di Russia di fiume, però molto belo, grazie, grazie di giro"

Me ne sono poi andato alla punta verso Sestri per incontrare Cesare ed Ingrid che arrivavano niente popodimeno che da Rapallo. Neanche a farlo apposta ho aspettato solo tre minuti e li ho visti arrivare con le inconfondibili pagaie greenland.

Alla sera abbiamo cenato alla pizzeria del campeggio godendoci un fresco eccezionale (il camping è sul mare, fianco montagna girato a levante e alla sera va presto in ombra, il fresco è garantito).
La tenda era su una terrazza con totale vista mare. meglio di un hotel di lusso!



Domenica mattina abbiamo ricaricato tutto nei kayak e con Cesare ed Ingrid siamo ripartiti verso Sestri non prima di una sosta a Moneglia per fare scorta di pizza, farinata e tortini di verdure del mitico forno "pizza a metri"

A mezzogiorno abbiamo parnzato sbarcando in maniera asssassina (per piedi e gel coat) sugli scogli della baietta di Sestri.
Alla ripartenza Cesare ed Ingrid sono andati diritti verso Rapallo mentre io mi sono fermato a Sestri per riprendere la macchina.

Una piacevole sorpresa c'era mio figlio Martino li con la mamma e dunque mi sono fermato sino a sera per mangiare la pizza assieme al conte Max.

Ho ingannato l'attesa riprendendo il mio outrigger parcheggiato alla Lega navale di Sestri e facendoci un po' di  pagaiate nel tentativo (poco successfull) di prendere le onde fatte dai motoscafoni che rientravano in porto

Dopo cena una ultima foto del tramonto in baia a Sestri e mi sono rimesso in auto per rientare a casa in Lombardia.



Sono stati 4 giorni fantastici (a parte la botta di sole del primo pomeriggio...) passati sull'acqua, con il kayak, con gli amici a ritmi assolutamente di puro cazzeggio, mare, sole, chiacchere e totale libertà.

Credo questi giorni li ricorderò con molto piacere.