giovedì 10 novembre 2011

Canadesi

Amici canoisti lontani mi segnalano un curioso monumento che pubblico volentieri:


Forte... no?!

Ciao Viviana, ciao Giorgio!

martedì 8 novembre 2011

Light boat

Non c'è che dire... quando osservo le foto del mio Baidarka da 16 kg, sembra quasi non stare nell'acqua, ci si appoggia appena appena, leggero leggero, con la prua che alla minima ondina sfiora l'acqua senza toccarla.


Certo il Baidarka sarebbe una barca da caricare... ma che grazia e leggerezza nel frattempo.

Le mie giunture ringraziano!

giovedì 3 novembre 2011

Argentario

E' tradizione per noi dell'IKdM chiudere e aprire le stagioni con una pagaiata celebrativa.... (per tacer delle cene...)

Quest'anno abbiamo scelto l'Argentario, sia perché era una meta nuova per alcuni di noi, sia perché si trovava in "campo neutro" per quanto riguarda le distanze: di solito i lombardo/piemontesi/liguri guidano 2 ore mentre Gaetano 10... quest'anno abbiamo fatto 5 a testa.

Gli indomiti pagaiatori sono stati:
- Cesare con il Sirius S
- Alessandro con il Baidarka
- Massimo con l' Xplore
- Duilio con il Baidarka
- Paolo(ne) con il Seawolf
- Gaetano con il P&H Delphin (velocissimo nelle SUE mani)
- Giovanni con l'Avanaq agile

Diciamolo subito: il tempo è stato VERGOGNOSAMENTE bello!!! Si faceva fatica a tenere su le magliettine tecniche estive, si schiattava di caldo! Averlo saputo mi sarei portato i figli a godersi la spiaggia.


Abbiamo fatto base al camping della Feniglia che ha degli ottimi bungalow e da li abbiamo fatto  (quasi tutto)  il monte in due escursioni giornaliere.



Impressioni visive magnificamente rappresentate dal grande fratello Cesare


Cheddire delle serate??
Ebbene abbiamo aperto la faccenda al venerdì sera con mangiata di pesce al circolo dei pescatori di Orbetello, ci siamo STRAFOGATI al sabato sera in un spettacolare ristorante a Porto S.Stefano (grazie Giovanna della dritta!!) e abbiamo chiuso in bellezza con serata domenicale a Gustatus, la fiera del gusto di Orbetello.

Comunque non riesco a capire perché io non dimagrisca mai nonostante tutto questo pagaiare... mah!!?

Unica nota negativa non ci ha potuto raggiungere Antonio che era bloccato da una tendinite e non ha voluto rischiare.... peccato perchè era stato uno dei più accesi sostenitori di questo giro.

Come sempre un ringraziamento agli amici che si sono sobbarcati tanti km per pagaiare assieme e un arrivederci a presto.

Alessandro

martedì 25 ottobre 2011

Il Trezzo kayak al mare!!

Carissimi,
Carissimo Presidente,
forse non si voleva dare troppa importanza ad una bella giornata; anche solo per non dare soddisfazione al nostro perfido "Marino" (ovviamente si parla dell'Ing, Tino è Superpartes... si scriverà così?).
Oppure non si trova mai il tempo di fare tutto.

Ricordi vividi:

Ritardo da veri canoisti fluviali ed atteggiamento davvero signorile degli amici marini in attesa sulla spiaggia (per fortuna l'attrazione della giornata, la canoa di Tino, li ha tenuti occupati).


Decisio mentalmente di iscriverci tutti ad un corso di vestizione rapida per canoisti disperati.
Renza che dichiara, dopo 10 minuti di pagaiata di capire l'amore per IKDM ( M intesa come Mare)
Stefano che dopo 10 minuti e 5 secondi dichiara che avrebbe preferito studiare a casa ( si sà che lui sotto il 3° grado si addormenta)
Pasquale eroico con una Tommygun ingovernabile già con leggerissimi vento ed onda di traveso.
I nostri amici salati che ci attendono pazienti, veloci come sono sui loro Bajdarka e ci trainano letteralmente, noi con i nostri plasticoni lenti e pesanti.


La mia Sword n° 25 che in una situazione del genere non cambierei per nulla al mondo ( non ce n'è, è una forma perfetta per pagaiare a lungo).
La scogliera che rimanda da lontano il suono della risacca; sono dimensioni a cui non siamo abituati e che meravigliano i sensi.





Renza che si pente di quanto detto giusto mezz'ora prima............ meglio IKDM (M come Merenda)
Emilia che pare una di loro( i marini), per quanto si trova a suo agio, ed è alla sua prima uscita, inossidabile.
Un paio di km con una canoa a rimorchio, devastanti.
Per fortuna che l'onda non era 10 cm più alta, altrimenti il mio mal di mare........
Il pranzo.
L'happy hour sul lungomare con prosecco e torte di Noris.
Io e Stefano che rendiamo il giusto onore a Donizzetti ( lui rende onore, io penso bene di cantare a bassa voce).
Siamo stati davvero bene, è una stagione bellissima per il mare.
Peccato pensare ai disastri accaduti fra ieri ed oggi.

Ciao.
Marcello

lunedì 24 ottobre 2011

Greenland 515... prime impressioni in mare

La dentro ci andiamo sempre, come quando da ragazzi si aveva un luogo di nessuno, dove ritrovarsi. Erano luoghi non luoghi in cui si stava in una intimità raccolta a parlare per ore, a raccontare fatti e amori adolescenti.

Nella "piscinetta" di Sestri facciamo lo stesso, siamo solo diventati adulti. Cerchiamo di rubare e condividere un momento speciale, da ricordare quando si e' imprigionati nell'ingranaggio del quotidiano.

Nella "piscinetta" ci si entra attraverso un varco stretto che sembra una porta. Si arriva passando tra scogli alti che sembrano chiudersi e superando i tranelli dei rimbalzi della risacca. Davanti si apre uno specchio di acqua piana,trasparente, domestica e rassicurante; acqua chiusa tra una parete di roccia e una struttura che sta tra lo stabilimento balneare ed una colonia dei Salesiani. Pochi istanti, due pagaiate e noi "vecchi ragazzi" diamo il via al rito degli eskimi. Godiamo di quelle trasparenze ed immergendoci guardando il fondo sabbioso a poca profondità. In inverno sono occasionali ospiti i ricci di mare, come a volte lo sono state delle medusine rosse, piccole.

Oggi là dentro c'era qualcosa di molto speciale, la nuvola bluette di avanotti di acciuga. Tutta la piscinetta, grande come una piazzetta, era letteralmente invasa da migliaia e migliaia di avanotti lunghi 3/5 cm, che ad ondate di vita si spostavano al passaggio dei kayak.

Eskimare in quell' acquario naturale e' stato un momento bellissimo.

Ah, già, eskimare ma con che cosa ? Con il 515 nuovo di zecca, che si gira con un tocco leggero come il suo peso piuma. Lui, il 515, non ho potuto metterlo alla prova. Il mare era stirato dal grecale e solo qualche provvidenziale scia ed un'ondina pigra di sottofondo mi sono bastati per capire che potrà essere scafo da veloci surfate, ma solo per chi saprà capire quel suo equilibrio sfuggente.

Ci sono kayak confidenziali, onesti muli da lavoro, animali da fatica. lo dovreste sapere: i muli erano tanto bizzi e scontrosi, quanto fedeli compagni di fatica, ma dovevano essere trattati nel rispetto del loro carattere ruvido. Questo 515 non e' mulo come il Sirius, neppure cavallo come il Tide; il 515 non e' quadrupede.

La stabilità primaria deve fare i conti con le ristrettezze dei suoi 48cm, calmierati da un pezzo di fondo piatto sotto al pozzetto. Quella secondaria puo' solo affidarsi alle superfici laterali inclinate della chiglia. Li' c'e' un angolo che ha bisogno di sdraiarsi in acqua prima di fermasi in una tregua provvisoria.

Non e' kayak per tutti, ma e' uno scafo bellissimo per chi voglia giocare con una media capacità. Richiede reattività non emotiva e carezze al posto di appoggi esagerati e scomposti. L'edging e la spinta del piede
bastano a fare la rotta, ma a patto di portare le spalle un po' avanti, per aiutare con il baricentro lo sgancio della poppa. In alternativa non resta che fare uno dei tanti appoggi bassi, più' o meno pronunciati, a seconda del raggio di curva che si vuol percorrere. Stiamo parlando di 12 kg, per cui la forza necessaria per manovrare e' davvero minima. Proprio per questo e' molto facile che diventi eccesssiva, costringendo lo scafo a reazioni scomposte.

Le libellule spiazzano la fantasia con un volo a tratti irrazionale, che fa cortocircuito su se stesso. Raccolgono aria come gli alianti, spesso troppa e quasi si ribaltano. Lo stesso avviene per il 515, che sembra volerti scaricare in acqua, quando i volumi d'acqua arrivano scomposti, come folate di vento tra le ali . Lo senti che vorrebbe far qualcosa di suo, inventarsi una traiettoria, un'inclinazione, sperimentare un edging impossibile. Occorre capirlo con la sensibilità con cui i Sioux cavalcavano i cavalli senza sella

Ci vorrà un po' di tempo, un po' di uscite bagnate ed un po' di eskimi involontari. Solo cosi' il 515 greenland diventerà uno scafo di cui godere per le 3/4 ore di pagaiata. Aggiungo una nota a parte per l'eskimo, perche' fa parte di quegli scafi nati apposta per....un rolling eccezionale !



Ma oggi era giorno di battesimo del baidarka del Tino. Non ho potuto testarlo che per pochi metri e un paio di eskimi. Troppo poco per poterne raccontare. Sentiremo dal Tino un po' di sensazioni. E' scafo potente ma docile, possente ma scorrevole. Ha buona manovrabilità e direzionalità. Il solo difetto e' il peso, ma non era progettato per fare la libellula.

Un capolavoro figlio di sudore a passione, non di quattro fogli e resine !

Antonio Colantuoni

domenica 16 ottobre 2011

Greenland 515

Questo WE è stato decisamente interessante dal punto di vista dei kayak nuovi ... dopo il Baidarka Manu del Tino varato ieri, oggi ho potuto vedere il nuovo Greenland 515 di CS Canoe.

I dati, presi dal sito www.cscanoe.com, indicano 48 cm x 5,15 m e 195 litri, è un kayak super minimale, per di più questa versione è fatta con scafo in carbonio a vista, tappi a filo ponte e skeg.

Notevole la leggerezza, la pesata di CS Canoe diceva 12 kg ... avendolo sollevato sono abbastanza convinto che il peso indicato sia giusto. 
Visto che comunque il kayak si presenta molto rigido (non flette quando ti siedi sui ponti) è un risultato di tutto rispetto, anche in considerazione dei gavoni con tappo di gomma e skeg.


La fattura dello scafo è liscissima e meritava una foto di dettaglio














Date le caratteristiche credo sia un candidato ideale alle sessioni di rolling e di gioco nelle onde medie, non certo per le lunghe navigazioni con carico al seguito.

E' così basso e chigliato che lo prevedo particolarmente godibile anche nelle giornate di vento (stabilità laterale sotto folata a parte...).

Sono veramente curioso di poterlo provare in mare al più presto!!

sabato 15 ottobre 2011

A new Baidarka is born!!!

Oggi finalmente ho visto dal vero e provato in acqua il nuovo Baidarka del Tino, realizzato con la tecnica strip built.


Per i dettagli di costruzione potete leggere il blog "non solo pagaie" che trovate tra i link... io mi limito a pubblicare delle foto con le mie impressioni.

Innanzitutto la struttura generale: bellissimo esempio di barca aleutina con prua bifida, sezione posteriore molto larga sino in poppa, coda appuntita e disposta per prendere la spinta delle onde.
Mi immagino già la poppa che si alza con la spinta dell'onda, la prua che affonda il "coltello" sino allo slargo di sezione che le da galleggiamento e ...viaaaaa in surfata!!!!

La foto col Tino che pagaia in velocità rende l'idea di come la prua non muova acqua, tipica idrodinamica dei Baidarka.


I dettagli sono stati realizzati in maniera precisa e sono molto "marini", dai tappi kayak sport in gomma a perfetta tenuta sino ai passacima integrati nello scafo.



Quello che mi piace particolarmente è la tecnica costruttiva che crea una estetica impareggiabile e al tempo stesso permette una robustezza superiore ai normali kayak in resina.

Infatti il legno interposto tra fogli di tessuto resinato, oltre a dare robustezza aggiuntiva, permette ai tessuti di lavorare separati tra di loro e di avere una maggiore leva di risposta alle sollecitazioni.

Per fare un esempio: se considerate un pezzettino di struttura (come si fa nella tecnica di calcolo a elementi finiti) vedrete che una volta sottoposto ad una forza di carico, per non deformarsi, ovvero per non ruotare rispetto al pezzettino adiacente, dovrà generare una forza di risposta.

Guardando la geometria (semplificata, lo so..) si vede come la distanza tra i tessuti permetta una leva superiore alla forza di risposta e quindi si genera una forza meno intensa.



Se volete un esempio pratico sarebbe come chiudere una porta spingendola vicino al cardine oppure dalla maniglia: in un caso serve molta forza nell'altro poca.

Se le forze di risposta sono basse, lo stress della struttura rimane contenuto e si arriva più difficilmente al carico di rottura.

Questa tecnica è oggi applicata anche dai kayak che usano tessuti a spessore controllato. Ad esempio nel sito della Tide Race la tecnica costruttiva TCT (TideRace Core Technology ) è descritta come segue:

"TCT works in our kayak laminates by increasing the distance (thickness) between the inner and outer layers of fibre....." (traduz: TCT lavora incrementando la distanza (spessore) tra lo strato interno e quello esterno).
E' chiaro come la tecnica del legno strip built ottenga la stessa cosa. Ovviamente lo strip built non è industrializzabile e alla Tide Race hanno dovuto trovare un equivalente con i tessuti a spessore ed impregnazione controllata.

Tornando al Baidarka del Tino ( MANU come è stata battezzata oggi) possiamo dire che ha una tecnica costruttiva all'avanguardia (nonostante l'aspetto retrò), l'estetica del legno, componenti moderni e marini, il disegno molto ben collaudato del Baidarka aleutino.... veramente una barca ben riuscita.

Complimenti ancora TINO!!

PS: un grazie speciale alla Noris per le buonissime torte!!!!

mercoledì 28 settembre 2011

Loghi e associazioni varie...

L' IKdM (Il Kayak da Mare) è stata una gloriosa associazione che ha gettato le basi per il kayak marino in Italia.
Il suo logo mi piace particolarmente in quanto è basato su un Baidarka (il mio kayak preferito) e su una pagaia groenlandese (la mia preferita)

Visto l'andamento mangereccio che hanno preso certe nostre giornate, assieme all'esimio Antonio (fornitore della immagine sotto) saremmo però intenzionati a dotarci di questo nuovo logo:



Ovviamente non vogliamo usurpare nessun titolo alla gloriosa associazione e mettiamo subito in chiaro che il nostro si chiamerà sempre  IKdM  ma inteso come Il kayak da merenda.
;-))

lunedì 19 settembre 2011

Oggi... autunno... finalmente !

Il levante oggi era sbattuto da uno scirocco a tratti rabbioso, teso; un
bel vento rafficato, pieno di umori umidi e caldi. Nuvole basse, piene,
fumose, cariche, disorientate e scompigliate da tutti quei tuoni e fulmini
che si sono inseguiti nel cielo per tutta la notte. In giro poca gente,
in mare nessuno.  Rari passanti contrariati con i vestiti agitati dal
vento e il disagio addosso per una mattina umida e bagnata, in lotta
perenne con i parapioggia.  In acqua un diportista su una piccola deriva
ha aperto la randa, con l'ansia dentro di chi si misura con un qualcosa
più grande di lui.

La' in mezzo anche noi : Alessandro, Massimo ed io.

Con noi anche loro, i nostri fidi plasticosi, rassicuranti amici, due
Tide Xplore e l'immancabile Baidarka di Ale; tra le mani i legnosi
bastoni, unica arma contro quelle sgroppate schiumose.

Era un bel po' di tempo che non si ripeteva l' abituale visione dei cieli
grigi, la preghiera delle domeniche bagnate, il rito del battesimo delle
onde e del vento. Si inizia a far strada la vaga nostalgia di un'estate
che fugge con un passo un po' più lento del solito e di un tempo che si
compie e non potra' mai più ripetere sè stesso. Altre domande si
arrampicano da dentro, "quanto durera' questo autunno", "quanto sara'
freddo questo inverno", "riusciremo a vederci con la frequenza degli altri
anni"...?

Tempo ! Tempo orologio del divenire e tempo che con il suo ticchettio
impercettibile scandisce il nostro tempo; finchè e fino a quando quel
ticchettio diventa sempre più assordante, per poi dare spazio solo al
silenzio, per sempre.

Oggi di tempo ne avevamo quanto si voleva, ma non c'era abbastanza tempo
per quel mare di media forza, selvatico; non c'era tempo dentro ai nostri
polmoni non abbastanza allenati, disabituati a correre a perdifiato dietro
a quelle tante onde, fatte apposta per dei surf spettacolari ! Peccato
essere indietro con l'allenamento. Oggi quel mare con onde medie, mosso
da un vento di raffiche decise, ma addomesticabili, oggi  era in vena di
regalarci un parco giochi imperdibile.


Aver davanti quei muri d'acqua vivi, mobili, mutevoli, umorali,
sfuggenti, arrembanti, a me incute sempre un timore ancestrale. Le prime
pagaiate mi ricordano quelle prime pedalate che facevo alla base delle
lunghe salite : poco convinte, sbilenche, inefficaci. Ci sono equilibri
che devono ritrovare il loro assetto naturale; i ritmi delle onde devono
ritornare a fissarsi negli occhi , nel cervello e nelle braccia. Io ho
guardato tutta quell'acqua schiumosa, che voleva andare a infrangersi
dappertutto, come si guarda ciò che non si conosce mai abbastanza e mai a
sufficienza per potersene fidare.

L'ultima volta del Xplore S era alla "non elc" di luglio, quella delle
braccia rotte e dell'anima a terra. Oggi è stata una mezza rivincita ed
una verifica. Ci siamo divertiti e tutti abbiamo surfato per lunghe
planate, infinite, lunghissime.

Ho rivissuto emozioni forti, scariche di adrenalina, forse ! Quella è
roba da giovani e per me c'è stata di certo tanta gioia infantile allo
stato puro !

Quando riusciremo a fare un'uscita di gruppo ?

Ciao ragazzi!
Antonio Colantuoni

domenica 28 agosto 2011

Ancora outrigger

Venerdì notte ha fatto un bel vento, si sentivano folate improvvise e forti anche su a Carasco e sabato mattina il mare si presentava con onde imponenti.

Arrivando a Sestri da Lavagna, le gallerie apparivano nella nebbia, mia moglie aveva pensato ad un incendio... erano semplicemente gli spruzzi nebulizzati delle onde che picchiavano sulla scogliera (ah..lo iodio...)

In giornata ho messo comunque il naso in acqua con il mio fido outrigger Allwave Tsunami.

Uscita fotocopia della mareggiata del luglio 2009 (vedi post nel mio blog), imbarco agevole saltando su al volo sulla canoa, una spanciata sulla prima onda non troppo alta (avevo preso un momento di calma), una seconda onda molto ripida in cui mi ero convinto finisse in back-loop... e invece solo una lavata generale, uscita a surfare sulle onde fuori porto forse anche troppo lunghe e morbide, rientro dopo soli 20 minuti perchè il pensiero dello sbarco mi lasciava troppo teso.

Mentro ero fuori sulle onde ho pensato a come fosse rassicurante l'outrigger in mare grosso... mi sono reso conto che forse lo è anche troppo e finirà col tradirmi...

Ad un certo punto ho fatto una surfata in cui mi è venuto istintivo sdraiarmi tutto indietro, con la pagaia fuori in appoggio, avrei voluto avere un gps... sembrava di volare.

Questa volta lo sbarco è andato un po' meno bene, sono saltato giù ancora a diversi metri dalla battigia (surfato onda lunga e alla fine ho intraversato) e la canoa ha fatto il giro nell'onda successiva picchiando a spiaggia in malo modo.
Però la leggerezza del mezzo e la sabbia hanno fatto si che danni fossero nulli.

Una nota simpatica: due tizi (credo guardia costiera) a piedi sul molo di Sestri che si sbracciavano e facevano gesti tipo "dove ..zzo vai?"... mi sono ricordato il "facimme sto' natale in santa pace" di Gaetano e sono stato fuori poco e in posizione sicura rispetto al frangere sul porto

Come sempre non ho molte foto (se non c'è Antonio con la sua macchina impermeabile...) comunque una volta a terra ne ho fatta una da sotto ombrelloni nella zona del porto e si vede come entri ancora onda in una zona normalmente protettissima.


Non mi resta che dire "chapeu" agli indigeni dell'Oceano Pacifico per l'idea dell'outrigger, barca adattissima alle onde grosse e frangenti, d'altronde basta cercare un po' in google per trovare foto di outrigger alle prese con onde incredibili:

 (Daniele Scarpa)

 (Polinesia)

Aloha!

martedì 23 agosto 2011

Tonno!


Qui e' arrivato il Lothar , ospite graditissimo , con la voglia di fare due
pagaiate amichevoli con noi : gentile . Simpatico come sempre , ottimo
kayaker , ha preso in mano i nostri bastoni e anche con quelli ha sfoderato
eskimi impeccabili ...etc...etc... Io con la sua Werner divisibile , bella
e nota pala ...non avevo tanto da fare il furbo e per limitare delusioni ,
mi sono limitato ad un eskimetto a dx e a praticare un "saluto con
scappellamento alla Derek.." , ma niente di più' . L'incrociata mi sta
ostica e con la scusa delle spalle arrugginite ...puo' aspettare ancora un
po' !

Aveva il suo new entry , un Nordkap Lv bianco . Un kayak degno di nota ,
come più' volte scritto da Ermanno . Concordo a pieno con lui su tutto
quello che di buono ci ha trasferito in svariate e.mail . E' certamente un
kayak facile , docile , agile , con ottime performance e divertente da
usare : molto buono il rolling e solidi gli appoggi . Per chi e' una taglia
come la mia , di tutta la grande family Nordkap e' quello da scegliere .

Oggi cielo immobile e mare annoiato dal caldo che non molla . Se ne stava
li' come un cristallo spesso , verde , a giocare con le sue trasparenze ,
con i ti vedo/non ti vedo delle sue profondita' . Luci che come lame lo
attraversavano , lasciando a noi il piacere di giocare tra gli scogli ,
quasi sospesi tra aria e un mondo alla rovescia sotto di noi .





Pesci ? Tantissimi , tra acciughe che saltavano da tutte le parti e
castagnole scure ...era un acquario . Oggi c'era nervosismo in mare .
Troppi salti di pesci dappertutto per essere solo movimenti in relazione al
nostro passaggio . Alla domanda di Lothar se secondo me tutte quelle
acciughe stavano saltando a causa dei kayak ... Ho dato una risposta non
adeguatamente sorretta da prove . Secondo me , quelle dritte a prua e
nell'arco di 50mt , potevano essere salti di acciughe dovute alla
percezione del nostro arrivo , ma tutte le altre , dappertutto ...?!??

Cosi' ho raccontato agli amici di quanto sentito in Tv e letto sui
newspaper locali . I tonni della specie semiprotetta "tonno rosso del
Mediterraneo" , a detta dei pescatori di Sestri Levante , si erano resi
colpevoli di strappi nelle loro reti piene di acciughe . Li avevano
definiti "dei cinghilai del mare" , per i tanti danni alle loro
attrezzature !

Siamo in Italia e si sa , qui da noi la lingua e' lunga e spesso si
attorciglia a sostenere verita' fasulle . Cosi' a quella voce ho dato molto
poco spazio .

Stavamo pagaiando ormai alla fine di una mattinata passata tra giochi e
contemplazione . Il mare uno spettacolo , il caldo lo avevamo gestito con
ripetuti eschimi . I pesci ci avevano movimentato quella piatta ,
stimolando la percezione di una vita nascosta  .






Tra le due baie di Sestri e a pochi metri dalla scogliera e' come essere
seduti in spiaggia . Non parlo di quei giorni in cui ci si balla la rumba ,
ma in queste rare giornate di calma totale ....e' come essere nel salotto
di casa . Con dentro la noia del ritorno , un po' di tristezza perche'
domani non saremo più' li' , ognuno stava cercando di raggiungere la riva
semza fretta , quando .... Hei , hei ..!! Guarda la' ! ...che cosa ?
Boh ? ...io ho visto una pinna sottile , affilata ..io ho l'impressione che
fosse un pesce grosso .... ,(questo Ale) . Dall'altra Lotar , con un
applomb teutonico "..io kredo ke potezze ezzere un Spada..." !!!!  Io lo
sapete , tra i geni genovesi un po' indolenti e scettici e quelli gondoni
del Sud ..."Ma che pescione e pescione...sara' il solito branzino che fa
casino e guizza a prendersi il gusto dell'acciuga per pranzo ! Tuttalpiu'
una ricciola un po' grandina ...

Smentito secco sul mio dire ! Salto disperato di acciughe dappertutto e un
altro sciacquio potente... da bestione ...e quindi una pinna e subito il
dorso lucido di un tonno ... Attimi bellissimi di attesa e ...via di
nuovo ... acciughe che scappano e lui due salti subito dietro , uno basso ,
dove abbiamo visto testa e coda , poi un grande balzo fuori dall'acqua ,
sospeso per un attimo lunghissimo . Era bello , madreperlato e argento .
Una foto come la si vede sulle scatole , ormai sfilettato e pronto per la
pancia . Sara' stato oltre il metro e mezzo ...ma no vorrei fare come fanno
i pescatori , dove l'acciuga era ....di mezzo metro ! Era molto grande ,
bello , vivoooo !!!

Vita e morte , disperazione e ferocia : davanti a noi il mare ci aveva
regalato un fotogramma di vita , che un cretino con gozzo e canna da pesca
ha pensato bene di spegnere il proiettore !

Alla prossima , magari con voi !
Antonio Colantuoni

lunedì 25 luglio 2011

La "non" Elc 2011

Anche quest'anno abbiamo organizzato la East Liguria Challenge, ci siamo trovati a Levanto venerdì 23 sera per una bella cena e poi ... via! ..tutti a nanna accucciati da qualche parte...auto, B&B, camper.



Alla tenzone eran pronti i fidi cavalieri con il proprio destriero del mar:
- Luciano (Viking)
- Antonio (Xplore S)
- Massimo (Xplore)
- Gaetano (Xcite)
- Alessandro (Baidarka)
- Cesare (Avanaq)
- Duilio (Baidarka)
- Massimiliano (Baidarka)
- Luca (SKD 536)
- Paolo (Sea wolf LV)


Alla mattina del sabato il Paolo è stato richiamato da una urgenza a casa, gli altri 9 hanno messo lo scafo in acqua.
Antonio, già con un braccio dolorante, si è anche beccato una frullata mattutina...






Il mare non era dei migliori e abbiamo saggiamente evitato di avventurarci in mare aperto, abbiamo così celebrato la non-ELC 2011.


Si è passata una bellissima mattinata a surfare su e giù per la baia, ci siamo scambiati i kayak per una serie di prove, abbiamo affiancato i surfisti sulle onde.


La non ELC si è chiusa allo stesso modo di come è partita.. gambe sotto il tavolo.
E' passata così un'altra piccola (non) avventura.


Pubblico qui un paio di impressioni dei partecipanti che rendono bene l'idea della bella esperienza vissuta.




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Di Elc ne abbiamo fatte parecchie e le prime furono "naufragi"condivisi tra
pochi . Erano organizzate in un pezzo di calendario tradizionalmente
"difficile", quando la tanta estate ormai passata , non lascia che quanche
scampolo . Per questo con Ale la spostammo a luglio , verso la prima
decade , quando si puo' scommettere su un mare clemente .


Quest'anno si e' ritornati indietro di anni : pazienza ! Mi dispiace per
chi e' venuto da lontano e si e' fatto parecchi chilometri . Per me e'
stato comunque un successo Incontrarvi tutti insieme : quelli con cui si
pagaia di frequente e quelli con cui di mezzo c'e' molta Italia .


E' stato bello conoscere finalmente Duilio e anche far conoscere a Max "i
mancanti", di tutti quei nomi cui ha inviato per mesi tantissime immagini
di kayak e di mare .


La non Elc 2011 e' stata una gran bella occasione per stare insieme e mi
auguro di rivedervi prima della fine dell'anno . Potremmo approfittare del
ponte dei morti , oppure potremmo vederci a meta' strada , oppure da
Gaetano (temo di non avere tutti i gg necessari) ...oppure... , per chi non
conosce quei posti dal kayak , che ne direste della "Cote d' Azur" e
dell'Esterel in particolare ?


Un abbraccio a tutti e un grazie molto speciale . Mi avete fatto proprio un
bel regalo a partecipare , pur sapendo che ci sarebbero state parecchie
possibilita' di sconfitta ! Un doppio grazie a Luciano , che ci regala
sempre la sua presenza , anche quando una voce dentro gli direbbe di
riposare ed un altro ancora a Gaetano e Duilio che si sono sgroppati un
sacco di strada !


A presto ragazzi !!!
Antonio Colantuoni
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Le immagine regalate in questo weekend, seppur fugace, sono ancora impresse nella mia mente sulla mia pelle.
Il mare "non ha voluto" e siamo stati fortunati perché lo abbiamo ascoltato, perché ce lo ha comunicato.
Mi sono divertito lo stesso. Ho conosciuto gente nuova  gente che va per mare gente che vuole viverlo come me co ste " barchette " che si vuole divertire come bambini alle prese col nuovo giocattolo.  Siamo fatti così ogni volta che si varca quella soglia che divide la terra dall aQua ritorniamo  quei bambini, puri, che di fronte al nuovo giocattolo rimango incuriositi esterefatti stupiti , e poi estasiati divertiti non appena sintonizzati sulle modalità di gioco.

Il mare come il fiume non è mai lo stesso, cambia in continuazione trasporta energia odori rumori, e noi come bambini, quando ci infiliamo nel pozzetto ci spogliamo di tutti i fronzoli, malesseri, pregiudizi  della vita terrena e rimaniamo soli , solo con il nostro mezzo e la ns anima a sintonizzarsi con esso pronti a prender parte alla danza. A questo scambio di energia.
Siamo stati fortunati perché ci siamo incontrati siamo stati fortunati perche siamo riusciti comunque a entrare in aQua.


Di sicuro si avrà modo di rincontrarci prima della fine dell anno io spero a metà strada verso sud. Sarebbe un peccato "spendere " del tempo per stare in macchina invece di destinarlo ai ns compagni di gioko. Credo che giglio o l'elba possano essere alla portata di tutti.  Anche se mi piacerebbe salire su in territorio franzoso!
Un  grazie a tutti di cuore, a Alex e Sonia per l'ospitalità per l'ottima cena a base di pesce e colatura d'alici un grazie a Gaetano anche per quella e per essere venuto fin lassu. Ad Antonio per esserci, anche  nonstante il gomito, per aver messo a disposizione le barche, a Luciano (....e speriamo che riesca a recuperare l'auto senza svenarsi troppo) a Max, Luca, Cesare.... insomma per aver conosciuto tutti voi!
A presto and stay tuned..... che qualkosa molto prima esce fuori per rincontrarci.....
Duilio
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Avrei voluto tanto esserci, purtroppo non c'è stata....

Avrei voluto tanto rivedere quei compagni di viaggio con i quali,
nell'ultimo anno, ho ritrovato "uomini".

Avrei voluto tanto con loro, unici in grado di capire cosa vuol dire, 
rivivere quei magnifici paesaggi corsi.

E avrei tanto voluto conoscere nuovi "uomini" che armati di loro stessi 
affrontano il mare.

Avrei dato non so cosa per poter rivedere , al buio, le stellate di una notte 
prima dell'avventura.
Probabilmente avrei dormito anche in macchina pur di esserci, magari in una 
strada di montagna, parcheggiato 
sul ciglio contento di esserci.

Mi immaginavo l'imbarco del gruppo, magari ad affrontare le prime onde.
Chissà se quelcuno si sarebbe lavato la faccia col sale???

E dopo aver fatto giocare nonno Nettuno probabilmente ci saremmo fermati a 
mangiare qualcosa,
non per mangiare, ma per trovare ancora un momento per noi, per parlare tra 
ragazzacci di mare, di pagaia, di scafi.

A me piace ascoltarli quando parlano perchè trasudano quella passione, anche 
solo nello sguardo ad un kayak.
Il migliore è l'AleIng che mima il racconto e te lo fa rivivere, come se 
l'avessi vissuto con lui.
Come se in quel momento tu fossi con lui sul suo Baidarka..

Il più tecnico è sicuramente il Colantuoni che riesce a stare senza kayak 
anche per 5 giorni la settimana....
Lui conosce tutte le onde, le chiama per nome...ci parla, le sfida, direi le 
monta...ma non vorrei 
essere frainteso.

Il bonario Gaetano avrebbe aperto i suoi occhioni e con quel timbro
da cannonata avrebbe dato il suo assenso alla discussione, giusto con un 
saggio detto campano che riscopriamo sempre 
antico ma attuale, come solo la saggezza popolare della quale è ambasciatore 
potrebbe partorire.

Poi avrebbe dovuto arrivare il Duillio "De Roma" che di Roma non è.
Preceduto dalle gesta, come un cavalliere d'altri tempi.
Qualcuno dice che dia da mangiare al Baidarka solo pesce pescato da lui....

Ma sicuramente mi avrebbe fatto un gran piacere ricedere lui, la storia di 
questo ultimo anno, ma di una vita.
Passato dal quotidiano al provato dalla tristezza alla folle gioia con un 
gruppo di amici,
la storia di una vita che chiunque si augura.
Direi che Cesare sarebbe stato l'insegna del momento.

E Luca che avrebbe dovuto sfoggiare il suo 536..
Appendice di quei navigatori sta maturando giorno per giorno, pagaiata per 
pagaiata.
Un giorno anche lui sarà davanti...

E il tutto l'aveva organizzato quel signore coi capelli bianchi, giovinetto di 
ideale al quale 
un giorno gli hanno lasciato il posto sull'autobus....è dovuto scendere alla 
fermata dopo per non accettare quel posto....e quella
immagine di vecchio che gli aveva affibiato un giovinastro guardando il suo 
"sembrare" e non il suo "essere".
Il buon Luciano.
Qualcuno dice che in Normandia i primi incursori siano sbarcati in kayak e che 
lo
sbarco l'abbia organizzato lui...

E ci saremmo stati noi paggi, io e il Massimiliano alla corte di questi 
sovrani del mare, giullari di queste genti che padroneggiano di mare e di 
scafi, di pagaie e di venti ad ascoltarli e godere insieme della giornata.

Avremmo dovuto tutti portare una effigge, magari quella del nostro condottiero 
che, guardando indietro, corvilinea ombra sul suo destriero
ci avrebbe incitato ad affrontare "il vecchio", quel mare che ci attrae e ci 
fa vivere.

Avrei proposto un brindisi: ALLA PROSSIMA!
perchè ci deve essere una prossima!

Purtroppo non c'è stata....
Peccato, ci sarei andato volentieri.

Massimo
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Potrà sembrare paradossale ma come mia prima "non" ELC  sono soddisfatto. 
Soddisfatto perché,  come dice Duilio,  sono riuscito a sentire il mare ,  perché finalmente ho conosciuto compagni di lettura che fino ad oggi erano un indirizzo e mail mentre oggi hanno un volto, perché ho visto che la già nota disponibilità e passione  di Cesare, Alessandro, Antonio e Luca sono caratteristiche comuni anche a Duilio, Gaetano, Luciano e Massimo e questo secondo me è la bellezza e la  forza del kayak , capace di  mettere assieme gruppi assolutamente eterogenei. 
Per me il kayak è  la possibilità di staccare,  la via di fuga dal solido mondo terrestre per l'instabile mondo marino, il modo di lasciare a riva pensieri e preoccupazioni  ma è anche la possibilità di vedere luoghi e persone che altrimenti non avrei avuto modo di incontrare. 
E' un mondo fatto di elementi primordiali:  paura , coraggio, fatica , piacere, caldo  e freddo, un mondo in cui  l'istinto gioca un ruolo fondamentale e per questo bisogna allenarlo e adattarlo . 
Insomma un mondo con pochi fronzoli dove le cose che contano davvero fanno la differenza come nel vostro caso. 

Quindi grazie a tutti e spero di potervi ritrovare presto per un'altra uscita assieme e come scrive qualcuno:  Stay Tuned !! 

Ciao 
Max 
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