..e anche di portarti un po' di compagnia non pagaiante :-)
Siamo a fine settembre, la calca estiva è passata e la qualità dell'acqua... ringrazia!
..e anche di portarti un po' di compagnia non pagaiante :-)
In queste ultime settimane mi sono dedicato a pagaiare il mio V1 Kialoa, più o meno ci ho preso la mano e finalmente filo diritto senza troppe correzioni di rotta, ogni colpo va comunque dosato con attenzione, se non lo "ascolti" il V1 se ne va dove vuole lui.
Per capire meglio il movimento ho guardato su youtube delle gare di V1 tenutesi a Tahiti e mi sono fatto un'idea dell'impostazione, poi grazie ai video che mi ha fatto un amico, ho cercato di migliorarmi... ci vuole comunque pazienza.
Per sfruttare bene questa cosa della vela però dovrei fare degli iato più lunghi e mettere anche un ama a destra... basta cercare in internet e si trova subito che c'è già chi lo fa.... magari un giorno...
Il viaggio a Tahiti del 2022, la gara fatta a dicembre e un po' di letture hanno lasciato il segno, la mia vecchia sopita passione per i Va'a (detti anche V1 se sono mono posto) ha ripreso vigore, ho avuto la conferma che i Va'a sono barche divertenti e che tutto sommato ci si riesce a pagaiare anche senza troppa esperienza.
Ho quindi buttato il cuore oltre l'ostacolo e deciso di acquistarne uno, nel frattempo caso vuole che l'amico Tino abbia trovato una inserzione interessante e me l'abbia segnalata, una vecchia canoa Kialoa di Resinvetro fatta divisibile!
Non me lo sono fatto dire due volte e l'ho acquistata al volo da un canoista di Ancona.
Secondo quanto mi raccontano gli amici della Canottieri di Firenze, si tratta di un modello che fu sviluppato negli anni '90 a partire da un V1 importato dalla Nuova Zelanda.
Curioso è che nel frattempo stavo leggendo un libro sui V1 ("V1 A Paddler's Guide" scritto da Steve West di www.kanuculture.com) e vi ho trovato la storia del "Surfrigger" cioè un V1 Neozelandese che fu a sua volta derivato da un Va'a di Tahiti e dotato di timone per poter uscire con onda.
Confrontando le due barche potrebbe essere che la discendenza sia proprio quella...cambiano un poco i punti di attacco dell'ama ma... chi lo sa!
Il libro racconta che i V1 Tahitiani inizialmente erano fatti solo per la laguna protetta dal reef corallino e pertanto i neozelandesi che hanno poca barriera e tante onde vi aggiunsero il timone ma lasciarono l'opzione di smontarlo per poter pagaiare in puro stile Va'a; in effetti anche il Kialoa di Resinvetro ha un timone smontabile.
Dunque mi sono recato ad Ancona e ho portato a casa la canoa, essendo in due pezzi si risolve egregiamente il problema del trasporto.
Il giorno dopo ho fatto la prima prova in Adda, ho usato il V1 senza timone e devo dire che all'inizio non è per nulla semplice andare diritto, davvero controintuitivo per una barca di 7 m... ma è così.
A differenza dei V1 più "moderni" che avevo provato a Tahiti e che erano un minimo chigliati con un po' di V a poppa e prua, questo ha davvero zero chiglia, il fondo sotto è tondo come una bottiglia, come un tronco da cui appunto derivavano queste barche, per cui è come se pattinasse di traverso sull'acqua, non reagisce alla pagaiata circolare, anzi... peggiora la rotazione dalla parte dove pagai!
Capisco perchè i neozelandesi ci aggiunsero il timone :-)
Si tratta ovviamente del primo impatto, già al ritorno avevo capito di più come tenere le spalle e le braccia riuscendo a direzionare meglio la barca... da qua in poi sarà tutta una curva di apprendimento da percorrere.
Aloha.. anzi... Kialoa!
Oggi bella sventatina e pagaiata al freddo attorno a Montisola con AdB e Gbat.
Molto mosso in partenza nel canale tra Pilzone e Montisola, poi relax nel tratto dietro l'isola e battaglina finale nel ridiscendere contro vento.
Giretto di pochi km che però mi ha fatto abbastanza soffrire alle mani dato che non avevo ancora tagliato a misura i polsini nuovi in lattice della muta, erano stretti e frenando la circolazione mi sono ghiacciato le mani... sembra un dettaglio ma non lo è!!
Questo week-end full immersion di pagaia, venerdì sera sono sceso ad Ameglia per la prima cena del Wiskie 2022 per poi uscire sabato a Le Grazie col mio vecchio Baidarka
Senza più il van...... mi arrangio con la station wagon :-)
La macchina del tempo! Son passati dieci anni da quest'altra foto qui sotto, che spettacolo rivederli insieme!
... fa sempre piacere!
In mezzo al mare, tra Sestri e Moneglia... fugace saluto con Pongo di passaggio!
Ferragosto a Moorea, il tempo è decisamente brutto, piove, non dovrebbe essere così, gli isolani dicono che è del tutto anomalo...
... pazienza, oggi è comunque una bella giornata perché sono finalmente riuscito ad organizzare di fare lezione di conduzione di canoa Va'a.
Passa a prendermi la signora Gislaine in hotel e mi porta alla sede di We do Va'a dove conosco Bruno Tahuiro, un 40enne che è stato un grande campione di Va'a e che ora è campione dei master e trainer della mitica squadra della Shell V6.. decisamente esagerato per un principiante come me, ma è l'unico che ho trovato!
La sede è una casa fronte laguna con tanti outrigger appesi qua e la, Bruno è un po' timido perché avevo anticipato a Gislaine che non parlo francese e lui non sa come rivolgersi a me, allora io abbozzo comunque due frasi col mio francese maccheronico e subito ci troviamo a nostro agio.
Mi cambio, mi danno una bella maglia rosa con grafiche di Moorea e si parte con Bruno ed un altro ragazzo di aiuto (purtroppo non mi ricordo il suo nome!).
Alla partenza i due mi stanno molto vicino ed attenti, ho la netta sensazione che si aspettino che io vada subito a bagno, invece me la cavo, inizio a spingere la barca tutto sommato diritta e si inizia quindi a pagaiare verso il largo.
Dopo i giorni a Tahiti ci siamo spostati sull'isola di Moorea, qui ho potuto provare un outrigger da pesca messo a disposizione dal nostro hotel.
Divertentissima anche se son partito che era di poppa e l'ho pagaiata sempre al contrario, nel piatto della laguna va bene tutto.
Dopo averlo messo tra i miei obiettivi 10 anni fa, quest'anno son riuscito ad andare (in viaggio di nozze) a Tahiti dove ho finalmente provato una vera canoa Va'a polinesiana.
Solo chi l’ha già fatto conosce la sensazione che si prova a pagaiare su un Va'a. Il gesto della pagaiata è paragonabile ad una danza, la delicatezza di sfiorare l’acqua con l'Ama in un difficile equilibrio di forza e tecnica, la compostezza della seduta alta con i piedi nel fondo dello scafo e la ritmica flessione del busto quando si va a cercare più acqua sotto la pagaia. Il senso di rinascita ogni volta che si passa da un lato all' altro nel pagaiare. Il sentire scivolare lo scafo sull’acqua cercando la perfezione della tecnica. L'inebriante spinta dell’onda catturata dopo aver pagaiato con potenza a cui segue la sfida di mantenere la traettoria timonando, non è solo uno sport, è uno stile di vita, è un'arte antica che ci hanno regalato le popolazioni del grande Oceano Pacifico.