martedì 1 marzo 2011

La storia del mio primo Baidarka

Torno al "lontano 2007" per raccontare come ho recuperato e modificato il mio primo Baidarka
Ne ho trovato uno su eBay, in Scozia, l'ho scelto sulla base di queste foto ed ho vinto l'asta per 340 sterline.

I go back to "longtime ago 2007" to tell how I recovered and modified my first Baidarka
I found one on eBay, Scotland, chose it based on these photos and won the auction for 340 pounds.

    


Si tratta di un Baidarka costruito dalla McNulty (pre P&H) nel 1978

It is a Baidarka built by McNulty (pre P&H) in 1978

Dopo averlo acquistato ho dovuto aspettare alcuni mesi per averlo in Italia (per non pagare un trasporto salatissimo); quando l'ho ricevuto sono rimasto un po' deluso dalla pedaliera a sbarra e dai gavoni costuiti a filo dei tappi (dietro al sedile una voragine che si riempiva di acqua e non si svuotava girando il kayak), davanti a i piedi 1/2 metro prima della paratia, gavone anteriore piccolissimo.
Per il resto barca OK, costruzione veramente solida nonostante avesse quasi 30 anni.

After buying it, I had to wait a few months for it to be in Italy (to avoid to pay a very high price); when I received it I was a bit disappointed by the footbar and the bulkheads built very close to the hatches  (behind the seat a larg volume that filled with water and did not empty when turning the kayak), in front of the feet 1/2 meter before the bulkhead, very small front hatch volume).
For the rest boat was OK, really solid construction despite being almost 30 years old.


La pompa dietro il pozzetto è una vera chicca... ma del tutto inutilizzabile (scomodissima!)

The pump behind the cockpit is really nice... but completely unusable (very akward!)


Ho quindi preso coraggio a 2 mani e ho deciso di rendere il kayak più moderno e marino.

So I picked up some courage and decided to make the kayak more modern and more seaworthy.

Non avendo mai usato la vetroresina non avevo la minima idea di cosa fare; per fortuna che il buon Riccardo Rovida mi ha aiutato con lunghe telefonate di consiglio. Provvidenziali anche gli sfridi di pannelli in PVC espanso e di tessuto di vetro che mi ha regalato.

Having never used fiberglass, I had no idea what to do; luckily my good friend Riccardo Rovida helped me with long phone calls for advice. Also providential are the scraps of expanded PVC panels and glass fabric that he gave me.

Ho dunque tagliato via le due paratie (anteriore e posteriore), il sedile e ho rimosso la pompa.

So I cut off the two bulkheads (front and rear), the seat and removed the pump.


La paratia posteriore avrei potuto lasciarla ma inizialmente volevo fare solo due gavoni quindi pensavo di avanzarla dietro al sedile, poi ho deciso di fare tre gavoni e l'ho dovuta rifare...!
Questo mi serva di lezione per ragionare prima di agire...

I could have left the rear bulkhead but initially I only wanted to make two hatches so I thought of moving it behind the seat, then I decided to make three hatches and I had to do it again ...!
This will serve as a lesson for me to think before doing...

Togliere la paratia anteriore e i due listoni porta sbarra dei piedi mi è costato qualche serata infilato nel pozzetto a mo' di topo dentro un tubo con in mano un seghetto.

Removing the front bulkhead and the two footbar costed me a few evenings slipped into the cockpit like a mouse inside a pipe with a hacksaw in hand.

Alla fine stufo della lentezza sono entrato con una mola a disco... ma non lo consiglio perchè si lavora male e si respira uno sproposito di polvere (infatti dopo la prima sera mi sono portato dal lavoro una maschera pieno facciale con i filtri classe P4 antipolvere)
E' anche poco sicuro perchè se la mola si impunta te la tiri sul muso e incastrato come sei non hai il tempo di ritrarti e ciò potrebbe avere conseguenze perlomeno spiacevoli.

In the end, tired of the slow progress, I went in with a disc wheel ... but I don't recommend it because you work badly and you breathe a lot of dust (in fact after the first evening I brought a full face mask with class P4 dustproof filters from work )
It is also unsafe because if the grinding wheel sticks you pull it on the nose and stuck as you are, you don't have time to withdraw and this could have at least unpleasant consequences.

Notare nella foto come il sotto del ponte sia armato di costole di rinforzo.

Notice in the photo how the underside of the bridge has reinforcement ribs.



Usando dei pannelli di PVC espanso ho creato delle nuove paratie, sia davanti che dietro.
Le ho tagliate alla buona, ricoperte con tessuto di vetro e resina e poi, una volta asciutte, le ho rifilate poco per volta per farle calzare giuste nello scafo.

Using expanded PVC panels I installed new bulkheads, both front and rear.
I cut them roughly, covered with glass and resin fabric and then, once dry, I trimmed them little by little to make them fit right into the hull.

La paratia dietro al sedile l'ho creata avvolgente per dare massimo volume al terzo gavone e per lasciare meno acqua possibile nel pozzetto.

I created the bulkhead behind the seat curved to give maximum volume to the third hatch and to leave as little water as possible in the cockpit.




Beata ingenuità delle prime costruzioni ho laminato doppio da entrambi i lati!!
Avevo lasciato la paratia avvolgente al sole ad asciugare in cortile, per distrazione facendo la retro ci sono passato sopra con la macchina...niente!! Non si è nemmeno scalfitta.
Mi sono reso subito conto di avere sprecato materiale e messo peso per niente, la robustezza è tale che uno strato da una sola parte è più che sufficiente.

Blissful naivety of the first constructions I laminated double on both sides !!
I had left the wraparound bulkhead in the sun to dry in the courtyard, out of distraction by rearing with my car I went over it with ... nothing !! It hasn't even been scratched.
I immediately realized that I had wasted material and put on weight for nothing, the strength is such that a layer on one side is more than enough.

Quando si è trattato di fissare le paratie è venuto il Riccardo a casa mia e assieme abbiamo piazzato la paratia anteriore fermandola con tanti piccoli fazzoletti di resina.
Non è stato facile perchè de dentro non si arrivava alla paratia se non con un pennello su legno di prolunga e ...sembra facile fare un lavoro preciso...
Comunque presa la mano sono andato avanti da solo e ho fissato tutte le paratie.

When it came to fixing the bulkheads Riccardo came to my house and together we placed the front bulkhead, fixing it with many small resin patches.
It was not easy because inside you could not get to the bulkhead except with a brush fixed on and extension stick and ... it not so easy to do a precise job ...
Anyway, I got practice and went on alone and fixed all the bulkheads.


Il buco della pompa dietro l'ho recuperato come mini tappo per il terzo gavone; avrei potuto fare di meglio ma non volevo tagliare i ponti (non si modifica la carrozzeria delle vecchie glorie!). 
Il foro di uscita l'ho chiuso con qualche fazzoletto di tessuto e resina.

I reused the pump hole behind the cockpit as access for the day hatch; I could have done better but I didn't want to cut the deck (you don't change the bodywork of the old glories!). I closed the pump outlet hole in the hull with some resin patches.

Il tappo l'ho acquistato da CS Canoe che molto efficientemente ti manda tutto a casa: ghiera, tappo e sikaflex per fissarlo.

I bought the hatch cover from CS Canoe which very efficiently sends you everything at home: rim, cover and sikaflex to fix it.








Come sedile ho scelto quello di un Avanaq e l'ho adattato in maniera analaoga a come spiego nel post del 12 gennaio 2011 per il Sirius (lavoro che ho fatto sulla base di questa prima esperienza).

As a seat I chose that of an Avanaq and I adapted it in a similar way to how I explain in the post of January 12, 2011 for the Sirius (work I did based on this first experience).

Come finitura ho passato del gel coat bianco dentro lo scafo e i gavoni, ho messo una gomma punta piedi (non ho voluto fare la paratia esatta per me, ho lasciato 7-8 cm in più per poter prestare la barca a chi è più alto di me) e ho cambiato i cordami elastici del ponte.

As a finish, I layered some white gel coat inside the hull and the hatches, I put a foam block as foot support   (I didn't want to install the bulkhead just for me, I left 7-8 cm more to be able to lend the boat to those who are taller than me) and changed the bungee cords of the deck.

Non sapendo come evitare che il gel coat colasse, per fare un buon lavoro ho scelto un ...ehmm... layout di lavoro fantasioso.

Not knowing how to stop gel coat from flowing and making droplets, to do a good job I chose a ... ehmm ... fancy work layout.


Il risultato è stato molto soddisfacente, il pozzetto è pulitissimo, comodo e imbarca il meno possibile di acqua.

The result was very satisfactory, the cockpit is very clean, comfortable and carries as little water as possible.






 Il sedile si vede ancora fissato temporaneamente con delle viti (una prova prima di resinare era d'obbligo)

The seat is still temporarily fixed with screws (a test before fixing with fiberglass was a must)


A marzo del 2008 ho potuto varare la barca nella sua nuova configurazione.

In March 2008 I was able to launch the boat in her new configuration.




Thou shalt paddle a Vee keel

We all expected the rain 
but a sunny day we could gain

My time I enjoyed to spend
with some of best friend

Then I climbed the cliff
and looked down to my skiff

And from the rocks at the end
I received the new trend


What the truth of the slabs?
a new secret for kayak labs?

What a surprise to read
the recipe for a kayak breed

If the sea you want to feel
only as V shall be you keel!

sabato 19 febbraio 2011

Dotazioni di bordo

Ricevo e pubblico questa "nota tecnica"? che ho ricevuto da Gaetano... insuperabile! 

Ma voi siete proprio sicuri di avere a bordo TUTTE le dotazioni previste dalla Capitaneria?

Il mio amico Antonio, evidentemente ha deciso di attrezzarsi per la navigazione in acque internazionali, si è dotato di idonea scialuppa di salvataggio. Non fidandosi delle doti marine dell' Avanaq fast, ha pensato che se le cose si mettono davvero male, meglio abbandonare la nave e tentare uno sbarco con qualcosa di più adatto...e cosa meglio di un bel kayak da rodeo?

Non chiedetemi come veniva l'appoggio, ho insistito perchè lo facesse, ma si è  rifiutato!

Saluti a tutti

Gaetano



domenica 13 febbraio 2011

(E)Xplore(r)

In questi giorni è finalmente rientrato  in Italia il Riki, ne abbiamo subito approfittato per invitarlo all'immancabile pagaiata domenicale in Liguria a Sestri.

Il Riki si è portato il suo fido Romany Explorer e Antonio ha portato l'Xplore... abbiamo potuto così confrontare i due kayak che sappiamo nascono dallo stesso progettista e hanno una impostazione abbastanza simile.

La giornata era ideale, un po' di onda, un po' di mare confuso che permette di sentire come lavorano gli scafi.
Abbiamo girato tra la baia principale, la piscinetta, la baia piccola, la punta di Riva, la spiaggia di Riva, di nuovo la baia piccola, la piscinetta etc. sino a totalizzare più di 4 ore di pagaiata e con scambi di kayak ogni mezz'ora.

Il più contento era sicuramente il Massimo che ha potuto provare in un colpo solo 4 diversi scafi su cui non era mai salito, mi sbilancio e pubblico quella che credo sia stata la sua personale classifica:
n. 1 Xplore
n. 2 e 3 Sirius S e Romany Explorer a pari merito
n. 4 Baidarka

Di contro il Riki ha invece una classifica praticamente inversa, è rimasto infatti colpito dalle caratteristiche di appoggio e rigorosità di navigazione del Baidarka.

La mia classifica neanche ci provo a scriverla perchè tanto... chi m conosce lo sa... sono fissato.

Fisse a parte, ho potuto studiarmi per bene il Romany Explorer che conoscevo da tempo ma che non avevo mai usato in prove comparate ravvicinate con altri kayak (non essendo io molto costante nel feeling con il mare e le barche, per avere un giudizio preciso devo provare le barche tutte assieme sullo stesso mare cambiandole due o tre volte, solo così mi oriento).

Il Romany si è confermato molto facile, pacioso, prevedibile al limite dell'essere noioso.
E' un po' largo per i miei standard (53 cm) ed essendo una barca da carico, usata da vuota tende a spanciare sulle onde.
La manovrabilità è sempre molto alta, il kayak risponde preciso.
Il rolling è semplicemente fantastico, è un turacciolo, nemmeno l'Anas acuta o il Greenland della Tahe sono così semplici e leggeri da girare.

La versione del Riki ha il rope-skeg cioè uno skeg che scende spinto da un elastico e viene tenuto chiuso da una corda di richiamo.
Ha il grande vantaggio che se picchia si chiude (c'è solo un elastico a spingerlo giù) e la corda di richiamo si può riparare facilmente senza attrezzi (infatti il rope-skeg viene usato per le spedizioni)

Il pozzetto è molto ben fatto (è ispirato ai pozzetti da acqua bianca) è ampio, si possono tirare fuori le gambe in navigazione ma al tempo stesso ha due generose alette che permettono un aggancio potentissimo, stile kayak fluviali appunto.

Il Riki ha eliminato lo schienalino mettendo un poggiaschiena in espanso, la soluzione è molto pulita ed esente da manutenzione (gliela avevo infatti copiata per il mio Greenlander).
Il sedile è perfetto, stondato giusto e senza punti di pressione.


Un'altra bella caratteristica è la pompa a piede montata con tutti i tubi avanti, il pozzetto rimane sgombro, non ci sono intralci ma al momento della bisogna si ha una pompa molto efficace.


Non mi ha invece convinto del tutto il tappo del terzo gavone, è molto laterale, si apre e si chiude bene, ma in una prova di risalita sul kayak l'ho fatto saltare via


Il Romany è dunque un gran bella barca anche se il confronto con l'Xplore rivela che la barca della Tide race ha segnato una ulteriore evoluzione in termini di comodità di seduta, di precisione e di cura costruttiva (ma per quest'ultima caratteristica devo dire che pesa la versione carbon-pro ... che vede materiali più sofisticati).

In chiusura di pagaiata, stremati da cotante prove non abbiamo avuto altra chance che infilarci nella cantina del Polpo e chiedere di essere rifocillati per bene.... è stato fantastico, peccato solo non ci fosse Cesare che come me attendeva da qualche tempo la riapertura della cantina.
Non ci resta che ritornare!!!

venerdì 11 febbraio 2011

Un giorno rubato all'inverno..

... non trovo una definizione migliore per una giornata simile quando, nel bel mezzo dell'inverno, c'è il sole, 18 gradi e la gente in spiaggia a prendere la prima tintarella.

Mare calmo e cielo azzurro, abbiamo optato per un tranquillo giretto tra le due baie di Sestri.

Antonio, ha provato la pagaia aleutina che avevo modificato, ecco le sue impressioni:

*** La baia e' assopita con la pelle liquida tirata a lucido, percorsa da qualche raro brivido di brezza. Piatta totale e rare onde appena percettibili, respiro del gigante dormiente. Sopra di noi una trapunta di ovatta ingrigita dalla polvere del cielo. Eravamo solo in 3, mancava il quarto e il solito Mauro. Attorno ai kayak Sonia, Anna e i richiami all'ordine di Martino. Preparativi veloci, movimenti automatici; il piacere di toccare e soppesare le amate attrezzature. Una vestizione medio peso e l'immancabile dry suit a darci liberta' di movimenti e di scelta.
La Mitchell restera' in macchina e faro' onore al genio di Ale, alla leggendaria aleutina N1, modificata di recente, accorciata e con quell' intrigante sagoma a lancia. Mi sento quasi un vero Inuit.
Due pagaiate e....giu'...testa sotto.. ! La Ale/Aleut lasento galleggiare un po' meno della Mitchell, mordere l'acqua con dolcezza, scorrere veloce in superficie. Mi dico che dovrò far attenzione a non fare movimenti
lesti, ma controllati, magari un po' volutamente rallentati, soppesati.
Da la' sotto la luce del mattino mi sembra più' forte e la guardo attraversare la mia visione sfuocata. A testa in giu', sott'acqua, il tempo e' strano, i sensi ovattati, non siamo l'uomo bipede di poco prima e neppure qualcos'altro. In quel mondo diverso vorrei poterci stare quel tanto che mi faccia capire,  provare ad essere pesce. Quello stesso tempo fatto di attimi lunghissimi, di colpo si esaurisce e mi chiede urgenza e azione. All'improvviso la pagaia che impugnavo mollemente, ritorna appiglio di salvezza. Questa aleutina ha un'ottima impugnatura, la inclino per cercare di farle mordere l'acqua : direi che e' un po' sfuggente. Non c'e' altro tempo per capire di più' : mi comprimo contro il ponte, allineo le spalle parallele al kayak, guardo quel cielo pieno di acqua e parto in una rotazione che vorrei più' lenta, dando pressione alla pagaia verso il basso, ruotando verso poppa. Scorre, si immerge un po' troppo e a meta' rotazione mi da' qualche timore. Aumento un poco l' angolo e richiamo con urgenza la rotazione del kayak, puntando di brutto il ginocchio dx e richiamando il fianco dx. Sento l'aria sulla faccia, sono ancora inclinato, non e' ancora fatta. Mi inarco con la schiena e sento la testa vicino al ponte dietro, mentre ormai il kayak e' perfettamente ritornato in assetto. L'acqua ricade dappertutto come una cascata e tutte le volte mi chiedo come possa aderire cosi' tanto ad un corpo. Sembra fatta di mille mani microscopiche che non mi vogliono mollare; ero prigioniero e adesso sono un evaso, libero da quel possesso oppressivo...... Non mi sono piaciuto, l'eskimo e' movimento armonico e non mi piace "strapparlo". Tempo due secondi, un'occhiata al verde grigiato del fondo sabbioso, un occhio di fianco e...speriamo che non ci siano meduse. La seconda facciata di freddo mi ha preso la testa in una morsa. Ho da qualche giorno dolori alla cervicale..... Secondo, terzo, quarto...eskimi, appoggi continui... la pagaia c'e' ! ***

Per il resto, a parte girovagare, guardare i fondali, provare qualche eskimo ....non abbiamo fatto un granchè.



Alla baia del silenzio sembrava estate con tanto di bimbi a mezz'acqua e gente a prendere il sole in maglietta o a torso nudo. Sonia ed Anna hanno comperato delle provvidenziali focacce e abbiamo mangiato li, dove ho avuto un bel da fare per tenere buono il mio piccolo Martino con i castelli di sabbia (mestieraccio quando hai su il dry suit mezzo aperto e non ti vuoi insabbiare...)





E così, nel più totale relax, è trascorso anche il resto della giornata.

Come sempre, un arrivederci a presto, in acqua, pagaia alla mano!


domenica 23 gennaio 2011

IkdM - Il Kayak da ..... Merenda

Domenica 23 la società dell' IKdM si è ritrovata ad Albisola per una uscita dallo svolgimento incerto data la  tramontana di buona intensità.

I presenti erano:
- il sottoscritto (ufficiale Starbuck)
- Cesare (indigeno Queequeg)
- Luca (ufficiale Stubb)
- Massimiliano (primo ramponiere)
- Gianmaria (secondo ramponiere, acquabianchista aggiunto al mare)
Il capitano Antonio-Achab era "allettato" dopo essere stato morso da Moby Dick ma moralmente era con noi.


Un buon abbigliamento ci ha permesso di goderci la giornata nonostante ci fosse un'aria davvero pungente.

Ci siamo diretti verso Varazze in quanto è il percorso più protetto rispetto alla tramontana, abbiamo pagaiato poco più di un'ora e ci siamo fermati ad una piccola spiaggetta che era ben riparata dal vento.


Alla spiaggia è stato chiaro che la nostra interpretazione dell'IKdM  non è "Il Kayak da Mare" ma bensì "Il Kayak da Merende".
Una bottiglia di Col Vetoraz millesimato 2010 ha aperto le danze, si mangiato dalle minestre ai panini col salame, alla fine abbiamo chiuso con torta alle noci, torrone al cioccolato e caffè.


Questa uscita in mare è stata la prima di Gianmaria che qui è ritratto sul mio mitico Greenlander. La giornata di tramontana offriva solo vento contro cui spingere e niente onda, peccato perché un minimo di ondulazioni avrebbe permesso a lui che è avvezzo ai fiiumi di godersi appieno l'esperienza. Pazienza, ci saranno altre okkasioni!


In compenso il cielo era limpidissimo e ci siamo quasi quasi abbronzati, non male per essere una domenica mentre mezza Italia era sotto la neve.


Arrivederci alla prossima uscita!

Taja, taja...

Oggi il dr Frankenstin (ma non era Frankenstein?) ha "calato la mannaia" su un altro povero pezzo di equipaggiamento inopinatamente lasciato sotto le sue sgrinfie.

Ho così ridimensionato la pagaia Aleutina da 259 cm che avevo costruito tempo fa per Antonio (si vede nella foto dove avevamo allineato tutte le pagaie possibili immaginabili per un doveroso confronto di lunghezze)


Dunque con mano sicura(?) ho tagliato via 7 cm per parte e poi ho riprofilato il terminale della pala. Non è un lavoro ottimale (andrebbe ripresa tutta la pala a scendere di spessore) ...ma per un primo test va bene così.


Il risultato si vede in comparazione tra la mia Avatak Terranova da 240 cm e con una aleutina sempre da 240 fatta dal mitico Sword (alias Tino): una pagaia di soli 235 cm e con una forma abbastanza ristretta e sfuggente.

Nottetempo ho messo della resina così da poter provare la pagaia già al mattino seguente.



Le prove del giorno dopo hanno confermato che il risultato è stato eccellente, la pagaia è diventata agilissima, leggera di passata, mantenendo però una buona parte della sua proverbiale potenza e portanza in appoggio!...infatti mi è stata sequestrata per il più del tempo!! (vero Massimiliano? vero Luca?)




domenica 16 gennaio 2011

Il sole e Framura

L'ultima volta d'inverno forse fu due o tre anni fa. Eravamo un bel gruppetto e se non sbaglio c'erano anche allora dei sub. Framura e' sempre un approdo speciale, un luogo particolare, un angolo di Liguria, di sole e di
gatti. Se ne sta nascosta dietro quello scoglio in compagnia della sua madonnina. La Signora da lassu' la guarda, ama la sua gente e protegge le sue barche oggi allineate, inerti, in attesa di un ritorno. Per me ed Alex passare di qua e' quasi un rito. Framura e' luogo di tanti ricordi, di passaggi veloci e lunghe soste ristoratrici. Ci ricorda il caldo estivo e l' ombra scovata sotto ai gozzi. 


Quella di oggi era bellissima, frastornata dal sole e dal tepore fuori stagione. Verranno ancora giorni di burrasca, urli di vento, di libeccio forte, fragori e spruzzi, ma quel tepore di oggi ha rubato un giorno all'inverno. 


Chissa' per quale motivo Framura e' anche luogo di incontri e anche oggi non si e' smentita : una coppia giovane, Edoardo e Marta su un doppio. Povero ragazzo, a parole lo abbiamo frastornato, ma questa sera avrà qualcosa da ricordare, come la breve pagaiata con l'Avanaq e un gruppo di amici!


La madonnina con molta pazienza ci avra' perdonato se non le abbiamo badato. Intanto lei sa che siamo tanto epicurei e poco penitenti, ma come si faceva a resistere ? Anche lei avra' contribuito a mettere insieme quei quattro amici chiacchieroni ! Avvolti in quella bellezza azzurra, posati sotto un sole primaverile...sollecitati da.. quelle polpette....quei moscardini divini....!!!


Insomma, credo che quella statuetta slavata dall' acqua, erosa dal vento e corrosa dalla salsedine abbia abbassato il suo sguardo di benevolenza su  quei 4 kayaker.





Ha apprezzato la nostra preghiera di ringraziamento alla vita, recitata alla nostra maniera e ci ha dato un arrivederci a presto!
Ciao madonnina !

(testo by Antonio Colantuoni)

sabato 15 gennaio 2011

Sirius seat: installation

Stamattina ho installato (provvisoriamente con il Kostrufiss)  il sedile sul Sirius così che domani Cesare lo possa provare.

Ho iniziato con la tracciatura delle impronte dei longheroni


Ho quindi portato fuori il sedile che avevo rifinito con delle pezzette di carbonio per irrobustimento dei longheroni.


Ho spalmato il Kostrufiss dove andavano a cadere i longheroni (sorry no photo in quel momento da mani impiastricciate) e poi vi ho posato sopra il sedile 


Il risultato non è neanche male, da vedere se questo incollaggio terrà il tempo necessario (un paio di uscite) per provare bene l'assetto. Se sarà OK fisseremo il sedile con della resina.


Questo tipo di fissaggio permette di avere un sedile pienamente solidale con lo scafo a tutto vantaggio della bontà di conduzione del kayak.