venerdì 12 ottobre 2012
Leudo ligure del primo novecento
Caricavano di qua e andavano fin la': acciughe, vino...quello che poteva servire a barattare qualcosa per sopravvivere. A vela latina e quando serviva ci si dava di remo. Da Sestri Levante andavano all'Elba, alla Gorgona... Inseguivano i "balun de ancioe" nei mesi buoni; era una gara con i tonni, se le rubavano e facevano a chi ne catturava di piu'. Andavano poveri e ritornavano con l'idea di esserlo un po'meno. Il mare era una grande strada e una ruota della fortuna. Capelli neri, occhi di fuoco, barbe incolte, brache larghe, canottiere bianche, sguardo fiero. Incontravano amori e morte , felicita' e disgrazia. Andavano, che restare era come arrendersi e non si poteva con quelle famiglie piene di figli . Su quei legni sono sopravvissute generazioni di pescatori e commercianti. Adesso i leudi li ancorano come vedettes al Salone Nautico di Genova.
In mezzo a Yacht milionari loro dondolano quieti, scricchiolano , le cime gemono , forse ricordano con nostalgia quando piu' che ammirati da un popolo di incapaci, erano protagonisti della commedia della vita . Adesso sono li' inerti, imbellettati come vecchie bagasce ,accarezzati da panni soffici, profumati di vernice sintetica. Il loro odore di fatica lo ricordano con rimpianto: niente vino versato nella sentina, niente umore di pesce marcio e acqua salmastra putrida. Se ne stanno accaldati sotto a questo sole autunnale figlio di un'altra epoca. Immersi in una quiete da museo, attraccati dentro ad una darsena protetta, infilati all'interno del porto della Superba, sembrano ancora aspettare una partenza . Dovrebbero essere intimiditi dal viavai di tutti quei traghetti che passano e da quelle montagne di container che li sfiorano. Ma il loro vecchio legno sa che quando quelli non saranno che rottame da fonderia, a loro bastera' la mano di "Don Matteo" per ritornare a nuova gioventu'! ..."...Umbre de muri , muri de majne', .. duve ne vegni' e duve l'e' che anee ..." ( Ombre di facce, facce di marinai, da dove ne venite, dove andate)...lo cantava Fabrizio De Andre'. Al leudo piace quella musica e ricordare i suoi marinai, tutti diversi ma tutti con la pelle uguale, rigata dal sole e cotta dalla salsedine: erano forti, avevano muscoli di acciaio. Adesso sentono il passo di scarpe tecniche e voci di mezzi uomini con le braghe strette, che parlano con la "evremoscia" di cose che non conoscono. Dove sono quei piedi duri come cuoio e quelle mani forti come tenaglie? La vecchiaia accatasta ricordi e alla fine per qualcuno galleggiano quelli piu' rosa. Il tempo esige pazienza e pretende saggezza, ma l'anima di quelle tavole spesse non si arrende . La forza di quei vecchi alberi racconta una potenza mai domata e un desiderio di mare mai esaurito. La' in mezzo a quel brillare di cromature e sberluccicare sinistro di carbon kevlar, sanno di essere i piu' dotati per resistere all'assalto del libeccio e dello scirocco. Le loro forme accasciate sono grasse, tornite come le chiappe delle donne di un popolo che fu. Mezzi gusci di noci enormi spaccate in due, sono grembi materni nati per proteggere tutti i loro figli. I leudi sono barche senza tempo, scafi per sempre . Si fa tardi, il mio tempo e' breve , devo andare. So che non riusciro' mai a navigare su uno di quei leudi: peccato! Ciao amici! Non sapete chi sia Don Matteo? Chiedete a Gaetano....
Testo by Antonio
venerdì 28 settembre 2012
Libeccio & autunno
Ci sono cose che combaciano perfettamente e si combinano insieme naturalmente : la mano nella mano, le note nella musica, le carezze nell'amore, i fiori nell'erba, il grano nei campi, le castagne nel bosco, la neve in montagna, l'acqua nei torrenti... il sole nel cielo.
Nel Levante non abbiamo molto e c'e' poco da sposare insieme. La terra sassosa ci ha fatto parchi, bisogna far di conto di quel poco che c'e'. Per fortuna ci pensano gli altri: libeccio & autunno!
Loro si amano, si corteggiano, si inseguono: cielo di nuvole e mare di vento.
Noi dalla riva guardiamo a ponente e lasciamo che quel soffio tiepido ci entri dentro: pelle salata, vestiti, impregnati, casa umida. Tutto si appiccica , si impiastra, si mischia agli umori del mare. Alla fine e' come se fossimo tutti la' in mezzo alle onde.
Il mare non bussa alla porta , non chiede permesso , non teme di importunare : e'maleducato e prepotente. Entra in casa con la sua voce spinta dal vento, si infila dappertutto e impone il rumore della sua guerra. Secondo me il mugugno dei genovesi e' nato da questa dittatura di acqua. Borbottare perche'.... Si puo' urlare al mare? Si puo' ordinare al mare? Si puo' ignorare uno che ci perseguita ovunque, che ci cerca rabbioso in ogni dove , che ci salta addosso alla barca, si scaraventa sul molo? Non ci resta che il lamento rugginoso del mugugno!
Oggi governa la legge del mare che ruggisce e bagna dappertutto.
Libeccio & autunno da queste parti hanno scritto la storia della costa, disegnato ripari, distrutto sogni, affondato fortune.
Libeccio & autunno sono anche oggi protagonisti di questo giorno grigio che si sta spegnendo con quello strappo arancione all'orizzonte.
Scrivo e sento i sassi che scavano le loro trincee con unghie di pietra. Li ascolto mentre cercano una inutile resistenza nel vano tentativo di non ritornare sott'acqua. Hanno sonnecchiato caldi nei mesi di sole, grigi e pigri signori della spiaggia dell' estate. Hanno sopportato di tutto, visto gente , sentito confidenze, raccolto rumenta, annusato profumi. Stavano bene, erano felici, si sentivano belli, interessanti quando toccati da dita curiose di ragazze e accarezzati da occhi di fantasia di bambini. Adesso e' dura ritornare a lavorare per quel mare bastardo, che li vuole schiavi e li schiaccia, li frantuma. Loro vogliono restare umili sassi asciutti, grigi, opachi, disegnati dai disegni magici e misteriosi dei cataclismi millenari. Il loro lamento e' un urlo soffocato, confuso, affannato nel ribollire di acqua e materia che raschia , trascina, rimescola e affoga. Proprio adesso che si erano abituati alla morbida e tiepida compagnia mammifera, si vedono riprecipitare in una disperata esistenza caotica e precaria , in una corsa folle avanti e indietro al ritmo del ringhio della risacca infernale.
Libeccio & autunno oggi giocano tra loro e la' fuori il mare e' ritornato padrone. Non c'e' piu' spazio per nessuno; lui spazza le spiagge e fa scappare le barche. Il mare pensa : finalmente da solo! Io lo ascolto come un dottore con l'orecchio al petto del vecchio che ansima. Ascolto il suo respiro, sento il battito del suo cuore per capire come potrei ingannarlo. Per questa sera gli lascio credere che potra' godere della sua solitudine, ma.... lui conosce navi e gozzi , pescatori e marinai, molto meno i kayak e la fantasia folle dei kayaker del Ikdm !
A presto mare di libeccio & autunno.
Libeccio & autunno ragazzi fuori le pagaie !!!!!!!!!!
(testo by A. Colantuoni)
lunedì 10 settembre 2012
mercoledì 29 agosto 2012
Torrente Noce
Ebbene si.. dopo tanto tempo mi sono deciso... e ho dato ascolto agli amici del Trezzo Kayak Canoa Club Capriate.... e ho messo le chiappe in un torrente!
Tutti dettagli più sotto (testo e foto by Cortez)
CIO' CHE CONTA E' CHE SIA STATA
COME UNA SPLENDIDA GIORNATA
UNA SPLENDIDA GIORNATA
STRAVIZIATA, STRAVISSUTA SENZA TREGUA
UNA SPLENDIDA GIORNATA
SEMPRE CON IL CUORE IN GOLA FINO A SERA
FINCHE' LA SERA NON ARRIVERA' >>
ttraverso la nebbia di neve, e fu ricevuto con grande gioia e ospitalità>>
Tutti dettagli più sotto (testo e foto by Cortez)
Come
ormai ben sanno i miei due lettori (erano tre, poi la Lorenza si è
dissociata: restano il Presidente, per dovere istituzionale, e il Man of
the Match, ma questa è un'altra storia), la mia personale battaglia con
la normalità è irrimediabilmente vinta (ossimori, che delizia!), il che
preclude il passo ad un chiaro ed esaustivo report e li infila (i
lettori) nel solito gorgo di sintattica perfezione e assoluta
inintellegibilità … io parto, Voi fate come volete, non dite però che
non vi avevo avvisato
Dedica
<< La barca è più sicura nel porto. Ma non è per questo che le barche sono state costruite>> (da: "Il cammino di Santiago", Paulo Coelho")
Ad A. e tutti gli amici del Trezzo(sulNoce)Kayak Canoa Club Capriate (del Noce), con viva riconoscenza
Colonna sonora
LATO "A"
<< COSA IMPORTA SE E' FINITA
E COSA IMPORTA SE HO LA GOLA BRUCIATA O NO CIO' CHE CONTA E' CHE SIA STATA
COME UNA SPLENDIDA GIORNATA
UNA SPLENDIDA GIORNATA
STRAVIZIATA, STRAVISSUTA SENZA TREGUA
UNA SPLENDIDA GIORNATA
SEMPRE CON IL CUORE IN GOLA FINO A SERA
FINCHE' LA SERA NON ARRIVERA' >>
LATO "B"
<>
Sinossi
"Destra o sinistra?"
"Destra e poi sinistra"
"DESTRA O SINISTRAAA?"
"PUNTA GIU', E PAGAIAAA!"
(tratto da "Due personaggi in cerca d'autore")
Capitolo 1
Agosto uguale Noce, punto.
Capitolo 2
Se
vi fosse sembrato corto il capitolo 1, rileggetelo con più attenzione,
essendo lo stesso durato ben ventidue anni (tipo la pioggia a Macondo),
più di duecentocinquanta lune di questo incessante e inesorabile fluire
d'acqua
Nell'ultimo lustro ho avuto il piacere e l'onore di
condividere con il Neuen Prasidènt le discese ardite e le risalite, tra
cui spicca il volo nel bianco dello scorso Ferragosto con l'idrometro a
100 (provare per credere … ieri stavamo a 40)
Quest'anno nuovo
capitolo della saga, che intitolerò "A braccia aperte" per la
fortunatamente numerosa adesione dei sodali trezzesi (Claudiomagno,
Joseph, Stefanino con mammà non pagaiante e babbo giammai pagaiante)
aggiuntisi ai soliti amici di pagaia Steeve&family, Rinaldo e Paolo …
mi pare di non avere dimenticato nessuno, ma qualcosa non quadra …
Capitolo 3
<< Fino a quando un grande uccello marino, chiamato l’Albatro venne a
Fatti
gli equipaggi, caricati i legni e le annesse carabattole sui carriaggi,
la transumanza procede placida e senza intoppi: l'intento è raggiungere
l'alpeggio per le 10-10.30 (canoistiche, giova precisarlo).
Sosta
volante a Edolo, per unloading di San Flavio da Pontirolo il quale, con
velocipedico destriero (il cavallo di San Flavio) e riserva di
potassio rinfoderata nel tascapane a guisa di pistola (leggasi banana),
apprèstasi a sfidare le balze e le rocce che, abbandonata la Statale del
Tonale, attraverso la Val di Pezzo lo condurranno al mitico Passo
Gavia, duemilaseicentoefischia metri di altitudine, solitudine e, una
volta arrivato, beatitudine.
Qualche
ora dopo, a banchetto post-discesa iniziato, spunterà tra gli abeti il
profilo del Santo, planato fino a noi dopo avere aggiunto il Tonale al
Gavia … così, a occhio e croce, s'è fatto 4.500 metri di dislivello in
circa 6 ore, e poi i matti sono i canoisti!!!
[Nota
per tutti: si scoprirà poi che trattavasi di ologramma del Santo:
quello vero, arrampicatosi arrancando fino al centro di Ponte di Legno e
buttata la bici in un vicolo, s'è ammazzato di polenta e cervo
annaffiato con litro di rosso, sonnecchiando su una panchina all'ombra
fino al rendez-vous a Edolo col resto della carovana … altro che
erbivoro!]
Puntuali
come orologi svizzeri, alle 11 abbondanti (le 10.30 canoistiche,
appunto) siamo all'imbarco del tratto Monclassico – Ponte Stori, un
evergreen del Noce
Presenti
e pronti in acqua: 9P, Claudiomagno* (in trance preagonistica), Joseph*
(alla decima sigaretta e quinto spuntino), Stefanino* (sceso dal carro
già con casco in testa), Steeve Caprari il Duca di Montagna con il
duchino Daniele, Rinaldo, Paolofacheris, Duilio del Martesana e Cortez,
con battesimo del Noce (se non erro) per i tre asteriscati …
C'è
un'altra presenza, almeno io la colgo, la vedo … spettrale, occhi di
ghiaccio con una vena di lucida follia, brandisce e rotea una spada di
legno allargata alle estremità, roba mai vista prima in fiume: mi scopro
a fissare lo spettro, cerco di capire, mi ricorda fortissimamente
qualcuno ma certo mi sbaglio, no, decisamente no, non può essere lui,
tutti ma non "Lui", gli
altri paiono accorgersi di nulla, lo vedo io soltanto, novello Macbeth
insidiato da uno spettro creato dal suo stesso misfatto, l'avevo detto
che qualcosa non quadrava, ed eccomi servito.
Prendo
il coraggio a due mani e gli rivolgo la parola, tendendogli la mano,
lui me la stringe, una morsa ferrea, la pelle ruvida e le dita quasi
nodose, mi ricordano quelle d'un marinaio … mmmmh … si presenta come
"Ale" (o ha detto "Banco"?) e smozzica parole tipo "the bird of good
omen" e "prua al vento" all'interno di frasi che non intendo, evito di
approfondire per non contrariarlo, facciamo altre due chiacchiere di
circostanza poi lo invito a seguirmi e m'imbarco, e lui dietro, a tiro
di pagaia …
Primo
tratto tranquillo, fino all'ingresso delle Gole Boschive, con spazio
per entrate in morta, traghetti e compagnia… il fiume è sincero, la
linea ben visibile da monte e senza grossi cambiamenti di direzione,
qualche sassetto/buchetto da evitare ma comunque non tira tranelli (un
po' come 9P, per chi lo conosce).
Cammin
facendo, alle prese con inatteso spasmo lombare, procedo senza
sbattermi più di tanto, tenendo la linea più opportuna e aprendo così la
strada a chi segue e non conosce bene il fiume … Ale tiene botta, segue
bene la linea, all'inizio gli occhi di ghiaccio sembrano schizzare
dalle orbite, l'espressione è contratta dallo sforzo alla ricerca
dell'equilibrio, un po' faticoso all'inizio e che poi diviene invece
naturale conseguenza di un gesto tecnico via via più efficace ed
armonioso.
Giunti
all'ingresso delle Gole Boschive, ci attendono la Mosca atomica e la
duchessina Valentina, canoista provetta (altro che il padre) ma
inspiegabilmente al palo causa anno canoisticamente sabbatico: Daniele
sbarca, ha già fatto (alla grande) un bel pezzetto, meglio evitare di
rincarare la dose.
Si
ferma anche Ale, già orgoglioso della sua prestazione: quasi a voler
protrarre la mia agonia, in piena sindrome di Stoccolma, gli suggerisco
di non mollare e imbarcarsi sotto la Millebuchi, per non perdersi la
seconda metà della discesa
Tutti
gli altri ripartono per il tratto più impegnativo del percorso: al
pensiero che il figliolo si guarda bene dallo sbarcare e continuerà
imperterrito la discesa, la Mosca perde una delle sue 43 vite (and
counting) ma tosto si riprende e torna a sprizzare energia da tutti gli
occhi. [Nota per la Mosca: in araldica, la mosca ha significato di
spirito tenace e battagliero … sarà mica scappato un complimento?]
Prima di ripartire, botta e risposta con 9P:
"Ma, secondo te, Ale non ti ricorda qualcuno?"
"Ale chi?"
Capitolo 4
<< Ed ecco! l’Albatro si dimostrò un uccello di buon augurio; e seguì la nave mentre ritornava verso nord attraverso la nebbia e il ghiaccio galleggiante>>
Le
Gole sono sempre un bel vedere e un bell'andare, mezzo chilometro in
cui il fiume cambia carattere e si innervosisce, si fa spigoloso pur
restando sostanzialmente sincero (un po' come il Cortez, per chi lo
conosce), le sponde si chiudono alte e frondose sulla testa del
navigante e lo immergono nell'ombra, preludio e monito alle immersioni
nell'acqua che tosto arriveranno … all'esperto si allargano la bocca
e il cuore e in un sorriso alla "oooh, finalmente!", al diversamente
esperto si stringono la bocca e il c… in un ghigno alla "ooc*$$oooooo!"
Cortez
chiude il gruppo e si tira dietro Joseph bello tonico e combattivo,
solita linea a sinistra poi taglio al centro e via, fermata in morta e
poi la Millebuchi, sempre mille ma ben più pacifici che in altre
occasioni: tutti pennellano alla grande, spariscono i ghigni
e trionfano i sorrisi , TrezzoKayak uber alles!
Intermezzo
di river-rescue, recuperiamo pezzi di canoa e di canoista di un paio di
tizi che scendevano un po' abborracciati, ripartendo poi compatti e
pugnaci, sotto con le 3 Montagne e le altre attrazioni del parco giochi,
giù il gettone, nuovo giro, nuovo regalo …
Nell'ultima parte del percorso, crescendo rossiniano col Bus de le rane e la rapida di Ponte Stori:
-
menzione per la lode a Claudiomagno che passa a destra (dove non si
dovrebbe) e si dirige nel bel mezzo del Buco: quando siamo già pronti a
raccattarlo, dopo il solito trattamento riservato dagli anfibi al
malcapitato, il Nostro booffa alla grande e vola via … vai a sapere se
se n'è accorto!
-
frullatina a Ponte Stori per Stefanino, fin lì perfetto (compreso
l'eskimo in uno dei tre spot), che incappa nello sgambetto di un masso e
volteggia tra aria e acqua … tranquillo S., è come l'unico piattello
mancato da Jessica Rossi all'Olimpiade
Allo sbarco, recuperati gli effetti personali, profusione di paccate sulle spalle di reciproci complimenti e sincera amicizia.
Mi
trovo a tu per tu con Ale, lui e io soli, coi piedi ancora nell'acqua,
ci fissiamo per un attimo, che a me pare lunghissimo: adesso è chiaro, è
certo, non è Lui, se il mondo ha un senso non può essere Lui … 'sto
tizio qua, impalato di fronte a me, a suo dire mai andato in fiume, si è
sparato metà Noce senza un bagno, una sgarbellata alle mani, un momento
di vera difficoltà, volando tra i massi e nei gorghi senza quasi
bagnarsi il ciuffo e mi venite a dire che questo Ale è "quell'Ale"? Le
ricordo solo io le smarronate di quell'Ale, le scuse patetiche da lui
addotte pur di sottrarsi alle sue responsabilità, le lotte infinite e
sfinite per trascinarlo in fiume, giurando e spergiurando che sì, era in
grado di farlo e sì, l'avrebbe fatto in sicurezza e divertendosi? Solo a
me sovvengono gli infiniti suoi trucchi per destabilizzare il club e
salare chiunque passasse da Trezzo, vaneggiando di acqua calda e barche
con chiglia e timone? Siamo seri, e che diamine!
Epilogo
Questo
o quello, chiunque sia, non smette di fissarmi, le labbra leggermente
increspate in un risolino sardonico, e mi tende la mano, a chiusura di
un frammento di vita cominciato qualche ora prima con identica stretta
di mano: allungando la mano, sostengo il suo sguardo, ricambio il
sorriso e dico: "La risposta, amico mio, soffia nel vento" … giuro che
avrei voluto domandargli "Ma tu sei lui?", ma non ce l'ho fatta.
Cortez
lunedì 25 giugno 2012
lunedì 21 maggio 2012
Surfing the Quiliano bar
Nei pressi di Savona sfocia a mare il torrente Quiliano che riceve l'acqua calda della centrale elettrica di
Vado.
Il torrente crea onde statiche che si sommano scontrandosi con i frangenti che arrivano
dal mare.
Andando li in mezzo in canoa l'effetto è molto divertente, vieni fiondato dalla
forza del mare contro le onde di corrente contraria, il tutto in acqua a
30°C...!
Just outside savona there is the Quiliano stream which takes the warm water from the nearby power station of Vado.
The stream generates some static waves which clash against the breaking waves from the sea.
To go there with a kayak is really fun, the power of the sea is sending you against the current...and the water is really warm (approx 30°C, 85F)!
Oggi Cesare (col Sirius S), Antonio (col Sirius S) ed io (con il Baidarka Explorer) abbiamo passato due piacevoli ore a misurarci con questo ambiente molto dinamico. Le chiglie a V profonda dei Sirius e del Baidarka ci hanno aiutato non poco!
Today Cesare, Antonio and myself spent two nice hours trying to cope with this dynamic environment. The deep Vee keels of the Siriuses and Baidarka helped us a lot!
Le prime surfate
First surfing
Cesare in "acqua bianca"
Cesare in "white water"
Ooops, l'onda!!
Oppps da wave!!
Alla fine, neanche a dirlo, ha prevalso lo spirito IKDM... .giusto per la una siamo rientrati per mettere le gambe sotto il tavolo. Prosecco, acciughe fritte e stoccafisso sono state il giusto coronamento della giornata.
Eventually, you bet, the usual seafood-craving-mood of our club "IkdM" has led us, just around 1PM into a restaurant. Prosecco, fried anchovies and stockfish helped us to celebrate the day.
Ciao!
Etichette:
kayak surfing,
Quiliano stream,
V-keel
sabato 19 maggio 2012
Primavera
Ma che strana primavera !
Tu e Gaetano, ci metto anche Gaudenzio, siete privilegiati, la vivete da vicino, la toccate in terra e in mare tutti i giorni. Io le primavere in 34 anni di fabbrica le ho viste attraverso le finestre, dagli oblo' degli aerei, dai parabrezza delle auto. Poi qualche ora rubata all'alba, sul far della sera o quelle pochissime volte alla domenica... ma ritorniamo alla primavera di questo strano anno bisesto...
Io non ho ancora avuto il piacere di respirare quella sua aria particolare , appena calda , carica di umori di terra sovrastati dai profumi dei fiori. Non ho ancora sentito il ronzio monotono delle api e dei bombi , quando una fioritura esplosiva li manda in delirio . In mare non ho ancora avuto modo di pagaiare su quella distesa di acqua piatta, calma , pacifica , rilassata , annoiata , molle come un corpo morbido di una donna quando dorme . Non sono ancora stato accecato da quel sole del mattino ancora basso, quasi caldo . Non mi sono ancora fermato al largo di Camogli nell' aria tiepida , appoggiato su un mare come olio , cielo azzurro e montagne dell'entroterra con una sottile foschia di vapori notturni. Ho nostalgia di.....
....un'occhiata in giro , ..tappanaso e ...giu'! La pagaia e' lunga sul ponte , la testa alle ginocchia : in un secondo il mondo si e' capovolto .
La' sotto, stretto dentro al kayak, cerco la solidita' della materia con cosce e ginocchia per non perdere contatto con lo scafo. Tutto intorno e' fluido, morbido, molle. Mi guardo attorno , la vista offuscata . La luce e' tanta; quel sole che abbagliava in superficie , adesso e' qui sotto con le sue lame di luce che mi portano a guardare verso il basso. Mi giro , guardo questo spettacolo di contrasti : sotto profondita', colori scuri ,opachi e buio ;sopra azzurri, bagliori di argento e un tetto di luce . Quando mi sento bene , quando ho ripreso i ritmi del mare , del gesto e sono rilassato ,mi godo a pieno quella visione, come fossi li' solo da spettatore e non da protagonista. Mi sento impregnare di armonia , riaffiora da dentro la stagione della sonnolenza. Tardo ad emergere . Per pochissimi secondi che sembrano lunghi minuti , mi sento in pace ; una pace strana che si fa spazio nel pensiero,distende le ansie,ignora i malumori e cerca l'essenzialita' della vita: il respiro. Sto sprofondando in un me stesso diverso: non terrestre ,non bipede . Non ho il tempo per razionalizzare , non ho voglia di capire, preferisco godermi la magia di questo provvisorio stato di sospensione irreale . La felicita' e' anche questo,un profondo ed assoluto benessere , breve, intenso.
Manca il fiato !Di colpo i muscoli si tendono, partono in un movimento rotatorio: distendono le braccia, piegano e allungano la schiena . Mi fanno disegnare un arco all'indietro e toccare la con la nuca il ponte dietro al pozzetto. Le gambe danno efficacia alla rotazione del bacino , alla contrazione del fianco partita in contemporanea con lo scatto del primo muscolo.
Eskimo, ritorno al mondo.
Aria a pieni polmoni e qualche brivido a ricordare che l'acqua ha bisogno di tempi piu' lunghi dell'aria per riscaldarsi. Mi rimetto in assetto , mi risistemo sul sedile ,riallineo quello che avevo sul ponte , sputacchio , mi stappo le orecchie giusto in tempo per sentire la campana di San Rocco: armonia e melodia. Sensazioni ancora dentro e suoni che scendono , mi passano addosso ,si allungano correndo su quell'acqua tagliata di netto dall'orizzonte. Mentre mi ero assentato e' comparso un disegno geometrico dinamico: sulla superficie la scia del gozzo che va alla tonnara di Punta Chiappa...."mugugnando".. borbottando :.. saranno... lecce?... luassi?.. ancioe?...
Questa primavera non l'ho ancora vissuta cosi' e intanto lei se ne sta andando giorno dopo giorno . Le piogge hanno stressato alcune piante , che hanno foglie stentate , poco rigogliose, poco forti; alcune hanno evidenti i segni dei pidocchi . Prima chiedevano acqua , adesso sembrano chiedere sole ! Beh, consoliamoci , abbiamo davanti un'estate e ci sara' tutto il tempo per rifarci: raccogliere frutta matura ed eskimare in un mare in pace col cielo.
Ciao , buon week end .
Antonio Colantuoni
martedì 8 maggio 2012
Corse 2012 A Sea Kayak Experience
Corsica è un immersione nella natura selvaggia e incontaminata, vero e proprio cibo dell'anima, un viaggio capace di schiudere grandi emozioni in ciascuno di noi.
Corsica è lo sguardo che si perde in un mare carico di sfumature che oscillano tra il blu scuro e il cobalto, poi virano verso l'azzurro, il turchese e il celeste, e infine si macchiano di verde bottiglia e smeraldo.
Corse is an immersion in the wild and uncontaminated, real food for the soul, a journey that can open up strong emotions in everyone.
Corse is the look that gets lost in a sea full of shades ranging from dark blue and cobalt, then veering toward the azure, turquoise and aliceblue, and finally stained with darkseagreen and emerald.
domenica 6 maggio 2012
Duiliu "u piscadori"
In quel della Corsica, mentr'io spendea li giorni miei a studiar in terra d'Albione, l'IKdM compia la sua mission contra li venti di Bonifacio. Il buon Duilio tenea gli amici allegri e per il desinar non mancarono li pesci!
While I spent my days studying in England, in fair Corsica, the IKdM group was carrying out its a mission against the wind of Bonifacio. Duilio kept the friends happy and there was no fish shortage!
While I spent my days studying in England, in fair Corsica, the IKdM group was carrying out its a mission against the wind of Bonifacio. Duilio kept the friends happy and there was no fish shortage!
venerdì 30 marzo 2012
Upwind ... Le vent nous portera!
Continua la serie dei bellissimi filmati di Caesar!
Pagaiata a "vedere com'è il vento" a Capo Vita davanti allIsola dei Topi (Isola d'Elba)
Per intenderci...:
42°52'26.19"N
10°24'52.22"E
lunedì 26 marzo 2012
Paddling Happy People
Yes Captain, I see them often, those guys a bit strange, now no more kids, with that spark of life in the eyes, spending their time to handle all those pretty colored kayaks, then they go into the sea to play as children and finally find themselves with a glass in hand in the usual tavern in the port .....
Grazie Cesare, un filmato perfetto!
martedì 20 marzo 2012
There is another possibility!
Kayak fun with Anas acuta from Valley and Xtreme from Tide race
lunedì 19 marzo 2012
Elba Closing Winter 2012 : commedia in 3 atti .
Atto Primo : L'incontro
Ogni azione umana ha un suo luogo ideale per esprimersi al meglio. Per noi allievi del Grande Gau", Marciana e' quel "dove" ogni cosa ritorna al suo posto. Riaffiorano ricordi nitidi di goffe pagaiate , affannati tentativi di appoggi, le paure di ribaltarsi, i primi eskimi non a buon fine e quel nuovo mondo liquido a portata di mano, con un "mare" di sensazioni forti .
E' venerdì' sera, si parla di meteo e luoghi dove andar a pagaiare. Previsioni pessime: scirocco sostenuto a partire da domattina e forse pioggia. Siamo in 9 attorno al tavolo ovale della pizzeria trattoria After Love. Il viaggio ha reso tutti un po' tesi , ogni idea/proposta ha le sue valide ragioni di essere e sarebbe bello realizzare quel pezzo di sogno che ognuno si e' portato fin qui. Gaudenzio verra' con noi e questo e' gia' un gran bel regalo!
Si andra' a pagaiare lungo la costa Nord, da poco dopo Portoferraio, fino alla punta estrema del versante nord est.
Questo per il sabato, mentre per domenica si vedra'domani sera ; io ho il chiodo fisso di onde e surf a Marina di Campo!!
Inizia la "Elba Closing Winter". Avevamo salutato l'autunno al Wiskie ed ora cerchiamo di chiudere la porta gelida di un inverno incerto, strano, pericoloso ed isterico. Siamo tutti un po' isterici, sara' una malattia del mondo contemporaneo?
Atto Secondo: il Sabato
Vento e pagaia, acqua limpida e rocce. A chi il premio del miglior attore? A loro : le rocce! Sono contorte, erose, rugose, sofferte; sono la pelle di un animale primordiale che di colpo si e' fermato per un Alt arrivato dall'alto. Sono rimaste li'sorprese, immobili, inerti, grevi, bloccate in un gesto estremo di forza immane .
Quei muscoli nascosti dentro quel suo corpo liquido , sono rimasti tesi , come quando alimentati da vene profonde, grige di falesia, nere di lava, rosse di ferro, giallastre di zolfo (scusami geo per l'ignoranza) , cercavano spazio verso un cielo che gli e' stato negato.
Oggi ciuffi incerti di rosmarino le stanno scalando e alghe verdi le stanno rodendo con la complicita' del mare. Gli occhi guardano quei monumenti tesi al cielo , merce povera e banale come un sasso, opera di Dio impastata di una bellezza imprendibile per un eccesso di normalita'.
Sono arte povera alla merce' dei venti e del tempo : le rocce stendono forme davanti a noi, che si moltiplicano in milioni di altre forme che la nostra fantasia espande all'infinito. Pagaiare oggi e' un sogno primordiale. Abbiamo pagaiato contro vento e ne usciamo stanchi, felici e con la voglia di fare quell'altro pezzo oltre Cavo e tutto attorno al Calamita, ma non domani, domani si preannuncia una lotta dura di onde e vento: vedremo.
Questa sera tutti a cena da Gau !!! Grazie Maestro, sempre massimamente signore ed ospitale !
Atto Terzo: la domenica.
Non so se ve lo abbia mai detto, ma quel fruscio ringhioso delle schiume che si frangono intorno , a me mette sempre un brivido. E' un soffiare di felino, e' un sibilare di serpente, e' una porta aperta tra me e l'inferno.
La spiaggia e' uno spettacolo di onde e schiume bianche. Loro , le onde, arrivano organizzate una dietro l'altra ed hanno una tattica terribile: una da' la prima mazzata di assaggio, l'altra colpisce ed arriva poi la terza che ti si avventa addosso ; segue una finta tregua.
Il gioco si ferma per poco e ricomincia da capo, comandato dalle bizze del vento . Se lui decide che quei pupazzetti si devono togliere di torno, alza di qualche tono il concerto e tra noi non ci si sente più'! Oggi vuol giocare e basta ,ma la battaglia pero' non manca.
Le prime surfate sono delle cannonate di adrenalina: vedo passare come siluri Duilio, Gaudenzio, Gaetano e poi Alessandro... Cesare.. Massimo; io e Tino stiamo ai margini , a studiare e guardando capire la forza del mare e le regole del gioco.
Io vorrei approfittarne per fare delle belle foto, ma stare in equilibrio con quelle onde arrembanti....Ci provo , tento, cerco un posto abbastanza vicino e accettabilmente tormentato. Mi ritrovo a surfare all'indietro, ma piano piano gli prendo le misure. Surfo ogni tanto anche io, ma non sono in gran forma e mi modero : tutto intorno e' uno spettacolo di "ragazzi" che giocano e fanno vedere uno spettacolo da palati fini.
Guardo e mi perdo in tutta quella confusione da sogno. Me la godo e mi ritrovo passeggero sul kayak di Duilio, su quello di Massimo, Alessandro, Cesare, Gau, Tino, Gaetano...corrono i miei occhi e il vostro gioco alimenta la mia gioia .Qualcuno si ribalta, ha esagerato; qualcun altro parte a un quarto di miglio e cavalca la stessa onda fino a riva . Ci sono momenti in cui il mare e' solo schiuma..... : e' quello che sognavo! Domenica e' corta , Ale, Tino, Massimo lasciano la compagnia per primi ; domani sara' lunedì' e ricomiceremo a sognare .
Un grazie particolare in ordine alfabetico:
Ale per esserti districato tra mille impegni ed aver accettato il non campeggio, che prometto faremo alla prossima, prima occasione
Cesare per aver dato vita a pezzi di pietra fino a ieri materia inerte, dura, inanimata
Duilio per tutta la tua vitalita' simpatica, dirompente e guascona
Gaetano per averci messo un tetto confortevole sulla testa ed un caciocavallo sotto i denti
Gaudenzio per essere venuto con noi a giocare, averci ascoltato per ore parlare solo di kayak ed averci dato accoglienza caritatevole
Massimo per tutti quei brindisi che prima o poi spianano le montagne, accompagnati da sane risate rigeneratrici
Tino per saper mettere quella parola di pura tecnica , la' dove noi non sapremmo darci un perche'
Un grazie generale a tutti quanti , siete stati una splendida ed eccellente compagnia: vi abbraccio tutti ! Quando la prossima ?
Antonio Colantuoni
giovedì 15 marzo 2012
Elba spring 2012
Si narra che il sole ogni anno venga invogliato nella sua corsa celeste da 7 saggi che si recano in un punto del mare, ove egli va a tuffarsi la sera, 7 saggi i quali si avvicinano con una imbarcazione tipica del grande Nord e campeggiando (?) e mangiando e bevendo a più non posso, propiziano il ritorno della luce e del caldo, ricacciando indietro le streghe dell'ovest che portano invece il buio...
Alcuni dei 7 saggi che propiziarono l'estate 2011
domenica 11 marzo 2012
Valsecchi 2, la vendetta
Data l'incresciosa assenza del Komandante che frenato da improvviso impegno si è dovuto ritirare ( però si è presentato all'imbarco e ci ha pre-occupato il parcheggio... grazie!!!...) mi trovo a dover fare io un minimo di resoconto.
L'uscita prevista a Recco l'abbiamo spostata in corsa su Sestri Levante (Recco chiuso per gara ciclistica) e nonostante le previsioni non si è visto vento... nemmeno un buffo a 3 km/h.
Piatta totale, sole, aria comunque fresca (perlomeno in mare, a terra tutti in T-shirt)
Consueto "delitto della dieta" consumato post pagaiata in quel della cantina.
Segnalo nuovo ceffo, quasi un bravaccio di Manzoniana memoria ...non fosse pe ril ciuffo... ;-)) che stava impassibile sulla scena del delitto, di fronte alla seconda bottiglia vuotata e al barattolino di zabaione depredato...
Che cricca di balordi che si incontra andando per mare!!
;-))
L'uscita prevista a Recco l'abbiamo spostata in corsa su Sestri Levante (Recco chiuso per gara ciclistica) e nonostante le previsioni non si è visto vento... nemmeno un buffo a 3 km/h.
Piatta totale, sole, aria comunque fresca (perlomeno in mare, a terra tutti in T-shirt)
Consueto "delitto della dieta" consumato post pagaiata in quel della cantina.
Segnalo nuovo ceffo, quasi un bravaccio di Manzoniana memoria ...non fosse pe ril ciuffo... ;-)) che stava impassibile sulla scena del delitto, di fronte alla seconda bottiglia vuotata e al barattolino di zabaione depredato...
Che cricca di balordi che si incontra andando per mare!!
;-))
giovedì 1 marzo 2012
E dopo il Baidarka...
...ho scoperto un altro scafo dotato di V integrale per tutta la lunghezza dello scafo, semplicissimo, senza timone, nessuna vite, con fissaggi basati solo su legno e cordami.
L'avevo visto tempo fa in mare, veramente bello e filante, l'ho cercato in internet partendo da un vago "mah.. arrivano da Tahiti via Toulon.."
L'ho trovato e leggo le specifiche tecniche del modello "ARE" che sono "musica per le mie orecchie":
"The ARE design (V hull on the whole length) make it extremely fast on flat conditions while keeping great control and stability on bigger sea conditions. The sharper line of the ARE makes it perform great against the wind or to return into the swell."
Però... affanc... la legislazione italiana che li rende impossibili da muovere sul tetto di un'auto (7,23 mt!!)...zzo!!
Ultima pagaiata di febbraio/ Alessandro/Cesare/Antonio
Oggi l'aria non ha più' la cattiveria dell'inverno, non schiaffeggia , non graffia: accarezza. Mi sto sedendo nell' "acciuga" . E' la solita lotta per cercare un aggancio veloce del paraspruzzi al pozzetto. Le mani hanno una memoria tattile, ma non vedono. L'equilibrio precario genera una gestualita' imprecisa : annaspo un po', tiro di qua, mollo di la' ... alla fine "ci sono".
Quando "i boccaporti sono chiusi" ho la sensazione di fare corpo unico. Mi sento galleggiare e da questo momento ogni mio senso e' teso a capire il mare attraverso quei pochi (molto pochi!!) millimetri di resina e carbonio. Dentro al kayak , pochi passi da riva e sono gia' in alto mare. Dentro di me si muove qualcosa di animalesco, di istintivo: non ho capito se sia un allarme, un segnale di pericolo, o solo un disagio di equilibrio. Mi sento un solido in balia delle leggi fluide di quel liquido. Sotto di me scorrono ondine di sabbia disegnate sul fondale da un designer invisibile. Da quassu' sembrano dune di un deserto viste dall'aereo, geometrie morbide, uguali, precise.
Per riprendere la normalita' di quella nuova dimensione, dovrei esibirmi nella ritualita' dell'eskimo, ma temo di soffrire per il freddo sulla cervicale malandata. Un colpo d'occhio alla posizione degli amici: Cesare mi sta pagaiando sulla dx ed Alessandro a sx fa scorrere la pagaia con un movimento pulito. Si parla del più' e del meno, attorniati dal silenzio di un giorno di mare e di inverno: nessuno , stupendamente nessuno! Il "monte" guarda dall'alto, nell'acqua segni di venti da sud, con quelle vene di sporcizia , firma sconcia della cattiva manutenzione dei depuratori. Orizzonte piatto, cielo pieno di vapori densi e grigi; l' acqua ha una strana trasparenza, un colore anonimo, grigio, con toni di verde . Si pagaia al largo per abbreviare il percorso: a San Fruttuoso ci aspetta un appuntamento con Alessandra e altri 2 amici milanesi. Sono le 11 passate da poco e siamo ancora agganciati al Golfo Paradiso. A me piacerebbe imbarcarmi alle 8.00 e ritornare con le luci di coperta accese. Qualche volta non ritornare e accamparmi da qualche parte dove capita. Dormire un sonno ristoratore e svegliarmi per un cambio di respiro del mare, un ritmo diverso delle onde.
Il mare e' addormentato e lo siamo anche noi ; grazie ad Ale ci accorgiamo del "balun de acioe", che ci e' esploso sotto. Si sta navigando allineati, oggi e' davvero relax! Scivolano gli scafi e l'occhio guarda questo mare che scorre accanto: pacifico, amico, mansueto. In fondo non ci sarebbe nulla di cui essere particolarmente orgogliosi, ma il kayak mi da' la sensazione di fare qualcosa di speciale,di unico. Quello spazio in cui mi muovo schiacciato tra spazi immensi, tra mare, cielo, terra, se da un lato mi minimizza, dall'altro mi fa sentire vivo. La velocita' non esiste e nello stesso tempo mi sento "viaggiare". Andare in kayak riattiva dentro qualcosa di nomade; e'un andare verso un orizzonte mobile, indefinito, che rigenera sempre la curiosita' della scoperta. E' uno spazio che non appartiene a nessuno, ma ha un tiranno che lo governa: il mare. Credo che sia questa la ragione, che mette dentro al pagaiare l'eroicita' della conquista, la soddisfazione dell'impresa. Il Sirius affonda la sua prua tagliente e il Baidarka a dx sembra più' sull'acqua ; la sua prua con il naso all'insu' non l'ho mai amata particolarmente, ma e' diventata un segno di onda, la presenza rassicurante di un amico. Il battello di servizio passa tra noi e la costa: siamo parecchio al largo. Anni fa mi avrebbe dato pensiero, oggi quasi quasi mi rassicura: nella vita si cambia.

Mi piacerebbe incontrare i delfini. Il mare ha un aspetto di quei giorni tranquilli, dove tutto e' immobile e...all'improvviso...!! Qui da noi ci vuole un bel po' di fortuna...e oggi non sara' il giorno giusto. Il mare non cambia dopo Punta Chiappa: cosa insolita. Tiriamo sempre dritti, lasciando il"ricamo della costa" al ritorno... Finalmente ci siamo: la torre genovese diroccata, l'insenatura profonda, quattro casine da presepe e incastonata sul fondo l'abbazia di San Fruttuoso. Mi sorprende la gente che bivacca sulla spiaggia: un po' di tiepido e ...si ricomincia... Ci sono Alessandra, Sonia e Andrea: si chiacchiera, si mangia qualcosa, si "salotta"... Ma non tutti sanno stare tranquilli ed io voglio farmi un po" di eskimi, appoggi e poi fare qualche salvataggio. Cesare si presta al gioco e si riveste anche lui; con due in acqua , alla fine arriva anche il terzo. Il ritorno e' movimentato da qualche sfuriata iniziale e rallentato dall'incanto di una sosta davanti a Camogli. Stiamo in contemplazione assoluta di un mondo vestito di luce, sole e bellezza. Il rito della sosta lo abbiamo perso e lo dobbiamo riconquistare. Quei pochi minuti a fare "zattera", hanno l'intimita' dei naufraghi attaccati allo stesso legno. Ci si sente "gruppo", meno vulnerabili ed improvviso arriva un senso di rilassatezza, con i primi segni di stanchezza. L'arrivo a terra non e' mai "speciale". E' un porre la parola fine ad una giornata speciale, come questo scorcio di febbraio, che ci vuole far dimenticare la neve e il freddo del suo esordio. Ciao!
Antonio Colantuoni
mercoledì 22 febbraio 2012
Mare e ..danze...!
Oggi si sono aperte le danze. Qualcuno ha ordinato "dancez...dancez...changez la dame", pardon, "le kayak"!
Cosi' e' stato : Alessandro sul mio Anas Acuta, Massimo sul Baidarka "Wee Daffin" ed io a cercare i miei limiti sul 515 ; Tino e Luca sui loro scafi "di ordinanza".
Con una scelta di rotta ottimale "a zeta", siamo ritornati,sospinti da un discreto surf. Il disordine direzionale delle onde supeficiali, spesso impediva di avere una corretta visione, ma si sa : il mare si sente con "il fondo schiena". Oggi si doveva lasciare a lui il comando e proprio grazie a lui, ho fatto lunghi tratti di surf un po' "acciugoso", in bilico, ma esilarante..!! Stupendi i momenti in cui la prua sottile restava per lungo tempo sotto la superficie, tagliando come un coltello il cavo dell'onda, per poi riemergere, puntare verso l'alto e di nuovo rincorrere l'onda successiva....!! Mentre mi davo da fare, con la coda dell'occhio guardavo gli altri ; devo dirti che e' proprio bello tutto quel movimento: onde, cielo, mare grigio e kayak che emergono e scompaiono dietro colline di acqua. Vedevo gli amici scivolare veloci sui loro scafi quasi invisibili. Eravamo protagonisti di un mondo in movimento, un mondo da pittori futuristi, dinamico, con regole impossibili da capire per chi non
Cosi' e' stato : Alessandro sul mio Anas Acuta, Massimo sul Baidarka "Wee Daffin" ed io a cercare i miei limiti sul 515 ; Tino e Luca sui loro scafi "di ordinanza".
Oggi ti saresti divertito parecchio! Sul tuo Sirius S, seduto in poltrona, avresti fatto riprese memorabili. Pazienza, il mare e' sempre li' pronto a lanciare la sfida e noi,speriamo, pronti a raccoglierla !
Mondo grigio, mare a tratti color nero fumo. Atmosfera strana, niente di definito e nulla di prepotente, ma c'era nell'aria un po' di agitazione. La' fuori dal ridosso del porto di Sestri L, la faccia del mare era maligna. Non aveva la ferocia di quelle volte in cui senti scattare la potenza da sotto, in cui ci si sente piccoli piccoli.... Era un mondo di liquidi in movimento disordinato; un ribollire agitato e sconclusionato. Onde da tutte le parti, a volte importanti, altre risibili. Oggi il mare invitava al gioco, ma occorreva attenzione e soprattutto tecnica. Le regole le da' sempre lo stesso protagonista che ti ospita e si sa...:mai prenderlo con sufficienza. Ci siamo divertiti moltissimo, perche' ognuno ha dovuto darsi da fare e reagire a modo suo, nessuno escluso.
Le onde corte di superficie attaccavano da più' fronti: dx, sx,tre quarti prua, poppa..., con ogni tanto qualche bella collinetta da sud che arrivava al passo di carica, sormontata da mille sfaccettature e qualche schiuma. Che caos e che spettacolo di forme! Io con la mia acciuga ho vissuto la tensione della prima mezz'ora con molto impegno e pochissimo divertimento. Ale e' arrivato alla prima tappa nella Baia del Silenzio un po' contrariato. Massimo dopo aver apprezzato il Baidarka vintage, da un lato rimpiangeva tutte quelle surfate che avrebbe fatto con lo Xplore, dall'altro si compiaceva per aver sperimentato su un mare impegnativo uno scafo diverso e tecnico. Luca era soddisfatto del suo 536, anche se lo avrebbe preferito un po' più' reattivo e veloce; mentre il Tino aveva potuto prendere le misure al suo woody Baidarka...anche in condizioni particolari.
Avrai capito che tra le due baie, ognuno ha avuto qualche capello dritto in testa e qualche cosa a cui badare con sollecitudine. Io penso di essere stato il più' mal messo. Ho faticato parecchio a trovare il giusto ritmo e un equilibrio istintivo, come quello di chi va in bicicletta. Se penso che c'e' gente che con i surf sky fa gare in oceano...mi sento davvero scarso! I limiti non sono mai nello scafo, ma nella nostra testa, in quel timore atavico di ribaltarsi, che non ha ragione di essere per chi ha un eskimo sperimentato. Eppure e' misteriosamente cosi'!
Arrivati nella Baia del Silenzio ci siamo esibiti nella solita serie di eskimi a ripetizione...e misteriosamente qualcosa dentro di noi e' cambiato. Con l'eskimo avviene una specie di "reset", un rimettere a posto dei punti cardinali nel subconscio e poco dopo ci si sente completamente a proprio agio, la' dove poco prima si era tesi e a disagio! Misteri del mare e delle leggi dei liquidi dentro e fuori di noi. Quelle stesse onde che poco prima aggredivano e sbilanciavano, adesso arrivavano prevedibili e stimolavano al gioco.
Con una scelta di rotta ottimale "a zeta", siamo ritornati,sospinti da un discreto surf. Il disordine direzionale delle onde supeficiali, spesso impediva di avere una corretta visione, ma si sa : il mare si sente con "il fondo schiena". Oggi si doveva lasciare a lui il comando e proprio grazie a lui, ho fatto lunghi tratti di surf un po' "acciugoso", in bilico, ma esilarante..!! Stupendi i momenti in cui la prua sottile restava per lungo tempo sotto la superficie, tagliando come un coltello il cavo dell'onda, per poi riemergere, puntare verso l'alto e di nuovo rincorrere l'onda successiva....!! Mentre mi davo da fare, con la coda dell'occhio guardavo gli altri ; devo dirti che e' proprio bello tutto quel movimento: onde, cielo, mare grigio e kayak che emergono e scompaiono dietro colline di acqua. Vedevo gli amici scivolare veloci sui loro scafi quasi invisibili. Eravamo protagonisti di un mondo in movimento, un mondo da pittori futuristi, dinamico, con regole impossibili da capire per chi non
abbia sperimentato almeno una volta.
Cosi' e' finita la nostra pagaiata, a cui mancavi solo tu!
Ma non e' stato un finale banale, uno sbarco e basta. Ale ha dato il meglio: si e' fatto il giro completo del Anas e non contento si e' alzato in piedi !!! Grande! E' lui "our champion"!!!
Ciao Cesare, grazie ragazzi !! Mi raccomando...la prossima volta, venite numerosiiiii !
Antonio Colantuoni
PS: Antonio e Cesare... alla "Cantina dell'IKdM" mancavate solo voi!!!!
mercoledì 15 febbraio 2012
Eskimo e nuoto
Segnalo due interessanti manifestazioni del prossimo mese... non mancate!
Two interesting events for the next month... don't miss them!
Two interesting events for the next month... don't miss them!
Per saperne di più:
More info:
lunedì 13 febbraio 2012
Two.. below zero
Entro dentro alla mia Meridian Kokatat nuova fiammante : confortevole, anche se l'avrei acquistata una mezza taglia più' grande. Quella successiva era troppo più' grande!
Siamo nel mio box, i kayak sono sul tetto della macchina, tutto e' stato caricato. Mi contorco e mentre mi infilo dentro a questa "camicia di forza", faccio un ultimo check dell'attrezzatura: i paraspruzzi...le pagaie..il paddlefloat..etc..etc.. quanta roba ci portiamo dietro? Non so, forse ha ragione la Alda: "abbiamo troppi aggeggi, o siamo troppo maniaci". A me sembra di aver bisogno di tutto e a NY lo scorso week end ho comperato un'altra borsata di ammennicoli, oltre a questo tutone rosso, che, una volta indossato, non mi accorgo di averlo addosso.
Il freddo oggi morde e le mani sono gelate. Riusciremo a farci una pagaiata rilassata e non sofferente? Boh?
Cesare e' gia' pronto , io armeggio... Alla fine si va! Peccato che Ale sia stato bloccato dal mal di gola e Massimo...Tino...con lui !
L'anno scorso avevamo tutti insieme rubato un giorno di primavera all'inverno. Quest'anno temo che si rifara' con gli interessi. Eravamo tutti quanti a Framura; tolte le tute stagne, si rimase in costume da bagno al sole ad asciugare pelli bianche ed attrezzature. Era stata una giornata di quelle da ricordare, un simbolo del nostro"kayak da merenda": il menu marino era ricco di.. salame.. polpette.. totanetti in umido... tomini di capra... e... dolci...!!! Fu una gran mangiata, dormita e una bella pagaiata.
Oggi litigo con il freddo, non mi garba. Sciavo senza guanti e adesso ad una temperatura ridicola rispetto a quelle...! Tempi, anni diversi...chissa'! Il freddo ormai mi priva di mobilita', le dita non articolano i movimenti, la forza scema e finisce chissa' dove. Mi sento come un marchingegno di ferro attaccato dalla ruggine: cigolo, sfrigolo, mi inchiodo.
Con il freddo entrare in acqua e' repulsivo. Cerchiamo un pezzo di risacca ,dove potremo bagnarci meno possibile e..
Ci siamo, la riva e' gia' sparita, si galleggia ; le leggi della fisica di colpo sono cambiate. Ero un bipede eretto in un equilibrio strano, lungo lungo appoggiato su un nulla; adesso sono un oggetto lungo ripiegato su se stesso , con il baricentro sotto il sedere.
Sono 15gg che non pagaio, ma non si giustifica questa disarmonia. Oggi non va per niente. Sara' il freddo, quel sentirsi uno stoccafisso...ma sono decisamente a disagio. Non dico nulla a Cesare, che e' gia' laggiu' a cercare soggetti per le sue inquadrature . Non "sento" l'acqua ! Maledizione, mi viene rabbia! Per fortuna non ho preso "l'acciuga" il 515! Mi sento poco sicuro... sull'Anas...che e' tutto dire.
Sfilo i guanti : trovato il colpevole! Mi mancava la sensibilita' della mano. Mi era gia' successo , ma non ci si pensa mai abbastanza . Mano e pagaia sono due sensori che trasferiscono i dati al cervello . Il mare racconta , la pagaia raccoglie il messaggio, la mano capisce e il cervello traduce e.... Quei guanti di "emme"..., e il racconto del mare si perdeva chissa' dove. Quante cose dice il mare alle mani? Senti la sua temperatura e la sua forza; lo senti sotto e lo senti sopra... Il padrone oggi non ha la voce rabbiosa, ha solo un po' i nervi tesi dal vento.
Le mani erano surgelate nei guanti, mi "facevano male": adesso l'acqua tiepida me le ha scaldate e sto meglio, riesco a pagaiare più' rilassato.
E' davvero disagevole sentire quelle stesse sensazioni dell'inizio: poco equilibrio, reazioni scoordinate, rigidita' di bacino, estraneita' liquida del mare... Quando stai bene il mare ti sembra " una superficie solida" a cui affidarsi...agganciarsi...appoggiarsi... Possibile che due guanti sottili...???
Bella, Ale, questa pagaiata di freddo e di inverno : ti sarebbe piaciuta parecchio!
Continuo usando i verbi al presente, mi aiuta a rivivere meglio le sensazioni vissute Foglie in acqua , vento nel cielo, mare agitato all'orizzonte, aria piena di umido: Camogli e' più' deserta che mai. Tutto il mare e' solo per noi.
Cesare pagaia su Xplore , io con il mio Anas; i nostri scafi rossi sono prigionieri di questo bozzolo grigio, si ribellano e sparano una brillantezza fluorescente. Strane quelle ondine che arrivavano da ovest. Da ovest? Vento medio forte da nord est e ...? "Cesare pensa cosa vuoi, ma a me non piacciono" . Sembrano scie di barchini, solo un po' sparagliate da increspature e qualcos'altro... Si va a Porto Pidocchio e qualcosa mi mette
in allerta. Guardo e non vedo , guardo e non capisco tutte quelle schiumette laggiu'. Le onde adesso fanno surfare e il gioco prevale sulla prudenza. Si corre, si scivola, si scherza. Quelle schiume la' in mezzo?
Sono li' a poca distanza e si stanno moltiplicando. Devo approdare a Porto Pidocchio per cause di forza maggiore . Mai più' qui, senza qualcosa da dare ai gatti! Quel micio grigio me lo portero' sulla coscienza , aveva una fame di quelle che cancellano ogni timore. Sarebbe venuto in kayak con me pur di salvarsi dal suo digiuno .
Adesso entrano onde anche qui ; usciamo da Porto Pidocchio e inizamo subito la salita. Dobbiamo scegliere una rotta diagonale: non si avanza ! Belle queste onde,.. averle da dietro..!!! La scelta e' efficace e la "Casa del Generale", quella bella signora del primo 900 seduta sulla scogliera, piano piano ci congeda: arrivederci contessa, spero di rivederla presto! Si pagaia di potenza e si spancia tra un'onda e l'altra: ci si diverte !
Kokatat e il suo goretex fanno il loro dovere ; le mani se tenute spesso in acqua se la cavano con un freddo accettabile . Guardo Cesare pagaiare, ha un movimento efficace, potente ; Xplore scivola, scorre. E' una "macchina moderna", rispetto al mio Anas che sembra un VW maggiolino; quello verde color pisello surgelato, che ha accompagnato i miei anni green. Il freddo non molla e lo sentiamo nonostante il pagaiare e tutto quello che ci siamo messi sotto. Si sta caldi con tuta e tanta roba sotto , come non avevamo mai messo.... Passera' anche questo febbraio e sara' marzo...aprile...
Davanti al mio box laviamo i due destrieri con la massima cura . E' finita anche oggi, peccato! Sono state due ore di svago, di cielo, di acqua e di sensazioni forti. Alla prossima e ...cercate di non mancare!!! Quando,
dove? In Corsica ad aprile ovvio!!!
Antonio Colantuoni
Siamo nel mio box, i kayak sono sul tetto della macchina, tutto e' stato caricato. Mi contorco e mentre mi infilo dentro a questa "camicia di forza", faccio un ultimo check dell'attrezzatura: i paraspruzzi...le pagaie..il paddlefloat..etc..etc.. quanta roba ci portiamo dietro? Non so, forse ha ragione la Alda: "abbiamo troppi aggeggi, o siamo troppo maniaci". A me sembra di aver bisogno di tutto e a NY lo scorso week end ho comperato un'altra borsata di ammennicoli, oltre a questo tutone rosso, che, una volta indossato, non mi accorgo di averlo addosso.
Il freddo oggi morde e le mani sono gelate. Riusciremo a farci una pagaiata rilassata e non sofferente? Boh?
Cesare e' gia' pronto , io armeggio... Alla fine si va! Peccato che Ale sia stato bloccato dal mal di gola e Massimo...Tino...con lui !
L'anno scorso avevamo tutti insieme rubato un giorno di primavera all'inverno. Quest'anno temo che si rifara' con gli interessi. Eravamo tutti quanti a Framura; tolte le tute stagne, si rimase in costume da bagno al sole ad asciugare pelli bianche ed attrezzature. Era stata una giornata di quelle da ricordare, un simbolo del nostro"kayak da merenda": il menu marino era ricco di.. salame.. polpette.. totanetti in umido... tomini di capra... e... dolci...!!! Fu una gran mangiata, dormita e una bella pagaiata.
Oggi litigo con il freddo, non mi garba. Sciavo senza guanti e adesso ad una temperatura ridicola rispetto a quelle...! Tempi, anni diversi...chissa'! Il freddo ormai mi priva di mobilita', le dita non articolano i movimenti, la forza scema e finisce chissa' dove. Mi sento come un marchingegno di ferro attaccato dalla ruggine: cigolo, sfrigolo, mi inchiodo.
Con il freddo entrare in acqua e' repulsivo. Cerchiamo un pezzo di risacca ,dove potremo bagnarci meno possibile e..
Ci siamo, la riva e' gia' sparita, si galleggia ; le leggi della fisica di colpo sono cambiate. Ero un bipede eretto in un equilibrio strano, lungo lungo appoggiato su un nulla; adesso sono un oggetto lungo ripiegato su se stesso , con il baricentro sotto il sedere.
Sono 15gg che non pagaio, ma non si giustifica questa disarmonia. Oggi non va per niente. Sara' il freddo, quel sentirsi uno stoccafisso...ma sono decisamente a disagio. Non dico nulla a Cesare, che e' gia' laggiu' a cercare soggetti per le sue inquadrature . Non "sento" l'acqua ! Maledizione, mi viene rabbia! Per fortuna non ho preso "l'acciuga" il 515! Mi sento poco sicuro... sull'Anas...che e' tutto dire.
Sfilo i guanti : trovato il colpevole! Mi mancava la sensibilita' della mano. Mi era gia' successo , ma non ci si pensa mai abbastanza . Mano e pagaia sono due sensori che trasferiscono i dati al cervello . Il mare racconta , la pagaia raccoglie il messaggio, la mano capisce e il cervello traduce e.... Quei guanti di "emme"..., e il racconto del mare si perdeva chissa' dove. Quante cose dice il mare alle mani? Senti la sua temperatura e la sua forza; lo senti sotto e lo senti sopra... Il padrone oggi non ha la voce rabbiosa, ha solo un po' i nervi tesi dal vento.
Le mani erano surgelate nei guanti, mi "facevano male": adesso l'acqua tiepida me le ha scaldate e sto meglio, riesco a pagaiare più' rilassato.
E' davvero disagevole sentire quelle stesse sensazioni dell'inizio: poco equilibrio, reazioni scoordinate, rigidita' di bacino, estraneita' liquida del mare... Quando stai bene il mare ti sembra " una superficie solida" a cui affidarsi...agganciarsi...appoggiarsi... Possibile che due guanti sottili...???
Bella, Ale, questa pagaiata di freddo e di inverno : ti sarebbe piaciuta parecchio!
Continuo usando i verbi al presente, mi aiuta a rivivere meglio le sensazioni vissute Foglie in acqua , vento nel cielo, mare agitato all'orizzonte, aria piena di umido: Camogli e' più' deserta che mai. Tutto il mare e' solo per noi.
Cesare pagaia su Xplore , io con il mio Anas; i nostri scafi rossi sono prigionieri di questo bozzolo grigio, si ribellano e sparano una brillantezza fluorescente. Strane quelle ondine che arrivavano da ovest. Da ovest? Vento medio forte da nord est e ...? "Cesare pensa cosa vuoi, ma a me non piacciono" . Sembrano scie di barchini, solo un po' sparagliate da increspature e qualcos'altro... Si va a Porto Pidocchio e qualcosa mi mette
in allerta. Guardo e non vedo , guardo e non capisco tutte quelle schiumette laggiu'. Le onde adesso fanno surfare e il gioco prevale sulla prudenza. Si corre, si scivola, si scherza. Quelle schiume la' in mezzo?
Sono li' a poca distanza e si stanno moltiplicando. Devo approdare a Porto Pidocchio per cause di forza maggiore . Mai più' qui, senza qualcosa da dare ai gatti! Quel micio grigio me lo portero' sulla coscienza , aveva una fame di quelle che cancellano ogni timore. Sarebbe venuto in kayak con me pur di salvarsi dal suo digiuno .
Adesso entrano onde anche qui ; usciamo da Porto Pidocchio e inizamo subito la salita. Dobbiamo scegliere una rotta diagonale: non si avanza ! Belle queste onde,.. averle da dietro..!!! La scelta e' efficace e la "Casa del Generale", quella bella signora del primo 900 seduta sulla scogliera, piano piano ci congeda: arrivederci contessa, spero di rivederla presto! Si pagaia di potenza e si spancia tra un'onda e l'altra: ci si diverte !
Kokatat e il suo goretex fanno il loro dovere ; le mani se tenute spesso in acqua se la cavano con un freddo accettabile . Guardo Cesare pagaiare, ha un movimento efficace, potente ; Xplore scivola, scorre. E' una "macchina moderna", rispetto al mio Anas che sembra un VW maggiolino; quello verde color pisello surgelato, che ha accompagnato i miei anni green. Il freddo non molla e lo sentiamo nonostante il pagaiare e tutto quello che ci siamo messi sotto. Si sta caldi con tuta e tanta roba sotto , come non avevamo mai messo.... Passera' anche questo febbraio e sara' marzo...aprile...
Davanti al mio box laviamo i due destrieri con la massima cura . E' finita anche oggi, peccato! Sono state due ore di svago, di cielo, di acqua e di sensazioni forti. Alla prossima e ...cercate di non mancare!!! Quando,
dove? In Corsica ad aprile ovvio!!!
Antonio Colantuoni
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