sabato 15 ottobre 2011

A new Baidarka is born!!!

Oggi finalmente ho visto dal vero e provato in acqua il nuovo Baidarka del Tino, realizzato con la tecnica strip built.


Per i dettagli di costruzione potete leggere il blog "non solo pagaie" che trovate tra i link... io mi limito a pubblicare delle foto con le mie impressioni.

Innanzitutto la struttura generale: bellissimo esempio di barca aleutina con prua bifida, sezione posteriore molto larga sino in poppa, coda appuntita e disposta per prendere la spinta delle onde.
Mi immagino già la poppa che si alza con la spinta dell'onda, la prua che affonda il "coltello" sino allo slargo di sezione che le da galleggiamento e ...viaaaaa in surfata!!!!

La foto col Tino che pagaia in velocità rende l'idea di come la prua non muova acqua, tipica idrodinamica dei Baidarka.


I dettagli sono stati realizzati in maniera precisa e sono molto "marini", dai tappi kayak sport in gomma a perfetta tenuta sino ai passacima integrati nello scafo.



Quello che mi piace particolarmente è la tecnica costruttiva che crea una estetica impareggiabile e al tempo stesso permette una robustezza superiore ai normali kayak in resina.

Infatti il legno interposto tra fogli di tessuto resinato, oltre a dare robustezza aggiuntiva, permette ai tessuti di lavorare separati tra di loro e di avere una maggiore leva di risposta alle sollecitazioni.

Per fare un esempio: se considerate un pezzettino di struttura (come si fa nella tecnica di calcolo a elementi finiti) vedrete che una volta sottoposto ad una forza di carico, per non deformarsi, ovvero per non ruotare rispetto al pezzettino adiacente, dovrà generare una forza di risposta.

Guardando la geometria (semplificata, lo so..) si vede come la distanza tra i tessuti permetta una leva superiore alla forza di risposta e quindi si genera una forza meno intensa.



Se volete un esempio pratico sarebbe come chiudere una porta spingendola vicino al cardine oppure dalla maniglia: in un caso serve molta forza nell'altro poca.

Se le forze di risposta sono basse, lo stress della struttura rimane contenuto e si arriva più difficilmente al carico di rottura.

Questa tecnica è oggi applicata anche dai kayak che usano tessuti a spessore controllato. Ad esempio nel sito della Tide Race la tecnica costruttiva TCT (TideRace Core Technology ) è descritta come segue:

"TCT works in our kayak laminates by increasing the distance (thickness) between the inner and outer layers of fibre....." (traduz: TCT lavora incrementando la distanza (spessore) tra lo strato interno e quello esterno).
E' chiaro come la tecnica del legno strip built ottenga la stessa cosa. Ovviamente lo strip built non è industrializzabile e alla Tide Race hanno dovuto trovare un equivalente con i tessuti a spessore ed impregnazione controllata.

Tornando al Baidarka del Tino ( MANU come è stata battezzata oggi) possiamo dire che ha una tecnica costruttiva all'avanguardia (nonostante l'aspetto retrò), l'estetica del legno, componenti moderni e marini, il disegno molto ben collaudato del Baidarka aleutino.... veramente una barca ben riuscita.

Complimenti ancora TINO!!

PS: un grazie speciale alla Noris per le buonissime torte!!!!

mercoledì 28 settembre 2011

Loghi e associazioni varie...

L' IKdM (Il Kayak da Mare) è stata una gloriosa associazione che ha gettato le basi per il kayak marino in Italia.
Il suo logo mi piace particolarmente in quanto è basato su un Baidarka (il mio kayak preferito) e su una pagaia groenlandese (la mia preferita)

Visto l'andamento mangereccio che hanno preso certe nostre giornate, assieme all'esimio Antonio (fornitore della immagine sotto) saremmo però intenzionati a dotarci di questo nuovo logo:



Ovviamente non vogliamo usurpare nessun titolo alla gloriosa associazione e mettiamo subito in chiaro che il nostro si chiamerà sempre  IKdM  ma inteso come Il kayak da merenda.
;-))

lunedì 19 settembre 2011

Oggi... autunno... finalmente !

Il levante oggi era sbattuto da uno scirocco a tratti rabbioso, teso; un
bel vento rafficato, pieno di umori umidi e caldi. Nuvole basse, piene,
fumose, cariche, disorientate e scompigliate da tutti quei tuoni e fulmini
che si sono inseguiti nel cielo per tutta la notte. In giro poca gente,
in mare nessuno.  Rari passanti contrariati con i vestiti agitati dal
vento e il disagio addosso per una mattina umida e bagnata, in lotta
perenne con i parapioggia.  In acqua un diportista su una piccola deriva
ha aperto la randa, con l'ansia dentro di chi si misura con un qualcosa
più grande di lui.

La' in mezzo anche noi : Alessandro, Massimo ed io.

Con noi anche loro, i nostri fidi plasticosi, rassicuranti amici, due
Tide Xplore e l'immancabile Baidarka di Ale; tra le mani i legnosi
bastoni, unica arma contro quelle sgroppate schiumose.

Era un bel po' di tempo che non si ripeteva l' abituale visione dei cieli
grigi, la preghiera delle domeniche bagnate, il rito del battesimo delle
onde e del vento. Si inizia a far strada la vaga nostalgia di un'estate
che fugge con un passo un po' più lento del solito e di un tempo che si
compie e non potra' mai più ripetere sè stesso. Altre domande si
arrampicano da dentro, "quanto durera' questo autunno", "quanto sara'
freddo questo inverno", "riusciremo a vederci con la frequenza degli altri
anni"...?

Tempo ! Tempo orologio del divenire e tempo che con il suo ticchettio
impercettibile scandisce il nostro tempo; finchè e fino a quando quel
ticchettio diventa sempre più assordante, per poi dare spazio solo al
silenzio, per sempre.

Oggi di tempo ne avevamo quanto si voleva, ma non c'era abbastanza tempo
per quel mare di media forza, selvatico; non c'era tempo dentro ai nostri
polmoni non abbastanza allenati, disabituati a correre a perdifiato dietro
a quelle tante onde, fatte apposta per dei surf spettacolari ! Peccato
essere indietro con l'allenamento. Oggi quel mare con onde medie, mosso
da un vento di raffiche decise, ma addomesticabili, oggi  era in vena di
regalarci un parco giochi imperdibile.


Aver davanti quei muri d'acqua vivi, mobili, mutevoli, umorali,
sfuggenti, arrembanti, a me incute sempre un timore ancestrale. Le prime
pagaiate mi ricordano quelle prime pedalate che facevo alla base delle
lunghe salite : poco convinte, sbilenche, inefficaci. Ci sono equilibri
che devono ritrovare il loro assetto naturale; i ritmi delle onde devono
ritornare a fissarsi negli occhi , nel cervello e nelle braccia. Io ho
guardato tutta quell'acqua schiumosa, che voleva andare a infrangersi
dappertutto, come si guarda ciò che non si conosce mai abbastanza e mai a
sufficienza per potersene fidare.

L'ultima volta del Xplore S era alla "non elc" di luglio, quella delle
braccia rotte e dell'anima a terra. Oggi è stata una mezza rivincita ed
una verifica. Ci siamo divertiti e tutti abbiamo surfato per lunghe
planate, infinite, lunghissime.

Ho rivissuto emozioni forti, scariche di adrenalina, forse ! Quella è
roba da giovani e per me c'è stata di certo tanta gioia infantile allo
stato puro !

Quando riusciremo a fare un'uscita di gruppo ?

Ciao ragazzi!
Antonio Colantuoni

domenica 28 agosto 2011

Ancora outrigger

Venerdì notte ha fatto un bel vento, si sentivano folate improvvise e forti anche su a Carasco e sabato mattina il mare si presentava con onde imponenti.

Arrivando a Sestri da Lavagna, le gallerie apparivano nella nebbia, mia moglie aveva pensato ad un incendio... erano semplicemente gli spruzzi nebulizzati delle onde che picchiavano sulla scogliera (ah..lo iodio...)

In giornata ho messo comunque il naso in acqua con il mio fido outrigger Allwave Tsunami.

Uscita fotocopia della mareggiata del luglio 2009 (vedi post nel mio blog), imbarco agevole saltando su al volo sulla canoa, una spanciata sulla prima onda non troppo alta (avevo preso un momento di calma), una seconda onda molto ripida in cui mi ero convinto finisse in back-loop... e invece solo una lavata generale, uscita a surfare sulle onde fuori porto forse anche troppo lunghe e morbide, rientro dopo soli 20 minuti perchè il pensiero dello sbarco mi lasciava troppo teso.

Mentro ero fuori sulle onde ho pensato a come fosse rassicurante l'outrigger in mare grosso... mi sono reso conto che forse lo è anche troppo e finirà col tradirmi...

Ad un certo punto ho fatto una surfata in cui mi è venuto istintivo sdraiarmi tutto indietro, con la pagaia fuori in appoggio, avrei voluto avere un gps... sembrava di volare.

Questa volta lo sbarco è andato un po' meno bene, sono saltato giù ancora a diversi metri dalla battigia (surfato onda lunga e alla fine ho intraversato) e la canoa ha fatto il giro nell'onda successiva picchiando a spiaggia in malo modo.
Però la leggerezza del mezzo e la sabbia hanno fatto si che danni fossero nulli.

Una nota simpatica: due tizi (credo guardia costiera) a piedi sul molo di Sestri che si sbracciavano e facevano gesti tipo "dove ..zzo vai?"... mi sono ricordato il "facimme sto' natale in santa pace" di Gaetano e sono stato fuori poco e in posizione sicura rispetto al frangere sul porto

Come sempre non ho molte foto (se non c'è Antonio con la sua macchina impermeabile...) comunque una volta a terra ne ho fatta una da sotto ombrelloni nella zona del porto e si vede come entri ancora onda in una zona normalmente protettissima.


Non mi resta che dire "chapeu" agli indigeni dell'Oceano Pacifico per l'idea dell'outrigger, barca adattissima alle onde grosse e frangenti, d'altronde basta cercare un po' in google per trovare foto di outrigger alle prese con onde incredibili:

 (Daniele Scarpa)

 (Polinesia)

Aloha!

martedì 23 agosto 2011

Tonno!


Qui e' arrivato il Lothar , ospite graditissimo , con la voglia di fare due
pagaiate amichevoli con noi : gentile . Simpatico come sempre , ottimo
kayaker , ha preso in mano i nostri bastoni e anche con quelli ha sfoderato
eskimi impeccabili ...etc...etc... Io con la sua Werner divisibile , bella
e nota pala ...non avevo tanto da fare il furbo e per limitare delusioni ,
mi sono limitato ad un eskimetto a dx e a praticare un "saluto con
scappellamento alla Derek.." , ma niente di più' . L'incrociata mi sta
ostica e con la scusa delle spalle arrugginite ...puo' aspettare ancora un
po' !

Aveva il suo new entry , un Nordkap Lv bianco . Un kayak degno di nota ,
come più' volte scritto da Ermanno . Concordo a pieno con lui su tutto
quello che di buono ci ha trasferito in svariate e.mail . E' certamente un
kayak facile , docile , agile , con ottime performance e divertente da
usare : molto buono il rolling e solidi gli appoggi . Per chi e' una taglia
come la mia , di tutta la grande family Nordkap e' quello da scegliere .

Oggi cielo immobile e mare annoiato dal caldo che non molla . Se ne stava
li' come un cristallo spesso , verde , a giocare con le sue trasparenze ,
con i ti vedo/non ti vedo delle sue profondita' . Luci che come lame lo
attraversavano , lasciando a noi il piacere di giocare tra gli scogli ,
quasi sospesi tra aria e un mondo alla rovescia sotto di noi .





Pesci ? Tantissimi , tra acciughe che saltavano da tutte le parti e
castagnole scure ...era un acquario . Oggi c'era nervosismo in mare .
Troppi salti di pesci dappertutto per essere solo movimenti in relazione al
nostro passaggio . Alla domanda di Lothar se secondo me tutte quelle
acciughe stavano saltando a causa dei kayak ... Ho dato una risposta non
adeguatamente sorretta da prove . Secondo me , quelle dritte a prua e
nell'arco di 50mt , potevano essere salti di acciughe dovute alla
percezione del nostro arrivo , ma tutte le altre , dappertutto ...?!??

Cosi' ho raccontato agli amici di quanto sentito in Tv e letto sui
newspaper locali . I tonni della specie semiprotetta "tonno rosso del
Mediterraneo" , a detta dei pescatori di Sestri Levante , si erano resi
colpevoli di strappi nelle loro reti piene di acciughe . Li avevano
definiti "dei cinghilai del mare" , per i tanti danni alle loro
attrezzature !

Siamo in Italia e si sa , qui da noi la lingua e' lunga e spesso si
attorciglia a sostenere verita' fasulle . Cosi' a quella voce ho dato molto
poco spazio .

Stavamo pagaiando ormai alla fine di una mattinata passata tra giochi e
contemplazione . Il mare uno spettacolo , il caldo lo avevamo gestito con
ripetuti eschimi . I pesci ci avevano movimentato quella piatta ,
stimolando la percezione di una vita nascosta  .






Tra le due baie di Sestri e a pochi metri dalla scogliera e' come essere
seduti in spiaggia . Non parlo di quei giorni in cui ci si balla la rumba ,
ma in queste rare giornate di calma totale ....e' come essere nel salotto
di casa . Con dentro la noia del ritorno , un po' di tristezza perche'
domani non saremo più' li' , ognuno stava cercando di raggiungere la riva
semza fretta , quando .... Hei , hei ..!! Guarda la' ! ...che cosa ?
Boh ? ...io ho visto una pinna sottile , affilata ..io ho l'impressione che
fosse un pesce grosso .... ,(questo Ale) . Dall'altra Lotar , con un
applomb teutonico "..io kredo ke potezze ezzere un Spada..." !!!!  Io lo
sapete , tra i geni genovesi un po' indolenti e scettici e quelli gondoni
del Sud ..."Ma che pescione e pescione...sara' il solito branzino che fa
casino e guizza a prendersi il gusto dell'acciuga per pranzo ! Tuttalpiu'
una ricciola un po' grandina ...

Smentito secco sul mio dire ! Salto disperato di acciughe dappertutto e un
altro sciacquio potente... da bestione ...e quindi una pinna e subito il
dorso lucido di un tonno ... Attimi bellissimi di attesa e ...via di
nuovo ... acciughe che scappano e lui due salti subito dietro , uno basso ,
dove abbiamo visto testa e coda , poi un grande balzo fuori dall'acqua ,
sospeso per un attimo lunghissimo . Era bello , madreperlato e argento .
Una foto come la si vede sulle scatole , ormai sfilettato e pronto per la
pancia . Sara' stato oltre il metro e mezzo ...ma no vorrei fare come fanno
i pescatori , dove l'acciuga era ....di mezzo metro ! Era molto grande ,
bello , vivoooo !!!

Vita e morte , disperazione e ferocia : davanti a noi il mare ci aveva
regalato un fotogramma di vita , che un cretino con gozzo e canna da pesca
ha pensato bene di spegnere il proiettore !

Alla prossima , magari con voi !
Antonio Colantuoni

lunedì 25 luglio 2011

La "non" Elc 2011

Anche quest'anno abbiamo organizzato la East Liguria Challenge, ci siamo trovati a Levanto venerdì 23 sera per una bella cena e poi ... via! ..tutti a nanna accucciati da qualche parte...auto, B&B, camper.



Alla tenzone eran pronti i fidi cavalieri con il proprio destriero del mar:
- Luciano (Viking)
- Antonio (Xplore S)
- Massimo (Xplore)
- Gaetano (Xcite)
- Alessandro (Baidarka)
- Cesare (Avanaq)
- Duilio (Baidarka)
- Massimiliano (Baidarka)
- Luca (SKD 536)
- Paolo (Sea wolf LV)


Alla mattina del sabato il Paolo è stato richiamato da una urgenza a casa, gli altri 9 hanno messo lo scafo in acqua.
Antonio, già con un braccio dolorante, si è anche beccato una frullata mattutina...






Il mare non era dei migliori e abbiamo saggiamente evitato di avventurarci in mare aperto, abbiamo così celebrato la non-ELC 2011.


Si è passata una bellissima mattinata a surfare su e giù per la baia, ci siamo scambiati i kayak per una serie di prove, abbiamo affiancato i surfisti sulle onde.


La non ELC si è chiusa allo stesso modo di come è partita.. gambe sotto il tavolo.
E' passata così un'altra piccola (non) avventura.


Pubblico qui un paio di impressioni dei partecipanti che rendono bene l'idea della bella esperienza vissuta.




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Di Elc ne abbiamo fatte parecchie e le prime furono "naufragi"condivisi tra
pochi . Erano organizzate in un pezzo di calendario tradizionalmente
"difficile", quando la tanta estate ormai passata , non lascia che quanche
scampolo . Per questo con Ale la spostammo a luglio , verso la prima
decade , quando si puo' scommettere su un mare clemente .


Quest'anno si e' ritornati indietro di anni : pazienza ! Mi dispiace per
chi e' venuto da lontano e si e' fatto parecchi chilometri . Per me e'
stato comunque un successo Incontrarvi tutti insieme : quelli con cui si
pagaia di frequente e quelli con cui di mezzo c'e' molta Italia .


E' stato bello conoscere finalmente Duilio e anche far conoscere a Max "i
mancanti", di tutti quei nomi cui ha inviato per mesi tantissime immagini
di kayak e di mare .


La non Elc 2011 e' stata una gran bella occasione per stare insieme e mi
auguro di rivedervi prima della fine dell'anno . Potremmo approfittare del
ponte dei morti , oppure potremmo vederci a meta' strada , oppure da
Gaetano (temo di non avere tutti i gg necessari) ...oppure... , per chi non
conosce quei posti dal kayak , che ne direste della "Cote d' Azur" e
dell'Esterel in particolare ?


Un abbraccio a tutti e un grazie molto speciale . Mi avete fatto proprio un
bel regalo a partecipare , pur sapendo che ci sarebbero state parecchie
possibilita' di sconfitta ! Un doppio grazie a Luciano , che ci regala
sempre la sua presenza , anche quando una voce dentro gli direbbe di
riposare ed un altro ancora a Gaetano e Duilio che si sono sgroppati un
sacco di strada !


A presto ragazzi !!!
Antonio Colantuoni
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Le immagine regalate in questo weekend, seppur fugace, sono ancora impresse nella mia mente sulla mia pelle.
Il mare "non ha voluto" e siamo stati fortunati perché lo abbiamo ascoltato, perché ce lo ha comunicato.
Mi sono divertito lo stesso. Ho conosciuto gente nuova  gente che va per mare gente che vuole viverlo come me co ste " barchette " che si vuole divertire come bambini alle prese col nuovo giocattolo.  Siamo fatti così ogni volta che si varca quella soglia che divide la terra dall aQua ritorniamo  quei bambini, puri, che di fronte al nuovo giocattolo rimango incuriositi esterefatti stupiti , e poi estasiati divertiti non appena sintonizzati sulle modalità di gioco.

Il mare come il fiume non è mai lo stesso, cambia in continuazione trasporta energia odori rumori, e noi come bambini, quando ci infiliamo nel pozzetto ci spogliamo di tutti i fronzoli, malesseri, pregiudizi  della vita terrena e rimaniamo soli , solo con il nostro mezzo e la ns anima a sintonizzarsi con esso pronti a prender parte alla danza. A questo scambio di energia.
Siamo stati fortunati perché ci siamo incontrati siamo stati fortunati perche siamo riusciti comunque a entrare in aQua.


Di sicuro si avrà modo di rincontrarci prima della fine dell anno io spero a metà strada verso sud. Sarebbe un peccato "spendere " del tempo per stare in macchina invece di destinarlo ai ns compagni di gioko. Credo che giglio o l'elba possano essere alla portata di tutti.  Anche se mi piacerebbe salire su in territorio franzoso!
Un  grazie a tutti di cuore, a Alex e Sonia per l'ospitalità per l'ottima cena a base di pesce e colatura d'alici un grazie a Gaetano anche per quella e per essere venuto fin lassu. Ad Antonio per esserci, anche  nonstante il gomito, per aver messo a disposizione le barche, a Luciano (....e speriamo che riesca a recuperare l'auto senza svenarsi troppo) a Max, Luca, Cesare.... insomma per aver conosciuto tutti voi!
A presto and stay tuned..... che qualkosa molto prima esce fuori per rincontrarci.....
Duilio
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Avrei voluto tanto esserci, purtroppo non c'è stata....

Avrei voluto tanto rivedere quei compagni di viaggio con i quali,
nell'ultimo anno, ho ritrovato "uomini".

Avrei voluto tanto con loro, unici in grado di capire cosa vuol dire, 
rivivere quei magnifici paesaggi corsi.

E avrei tanto voluto conoscere nuovi "uomini" che armati di loro stessi 
affrontano il mare.

Avrei dato non so cosa per poter rivedere , al buio, le stellate di una notte 
prima dell'avventura.
Probabilmente avrei dormito anche in macchina pur di esserci, magari in una 
strada di montagna, parcheggiato 
sul ciglio contento di esserci.

Mi immaginavo l'imbarco del gruppo, magari ad affrontare le prime onde.
Chissà se quelcuno si sarebbe lavato la faccia col sale???

E dopo aver fatto giocare nonno Nettuno probabilmente ci saremmo fermati a 
mangiare qualcosa,
non per mangiare, ma per trovare ancora un momento per noi, per parlare tra 
ragazzacci di mare, di pagaia, di scafi.

A me piace ascoltarli quando parlano perchè trasudano quella passione, anche 
solo nello sguardo ad un kayak.
Il migliore è l'AleIng che mima il racconto e te lo fa rivivere, come se 
l'avessi vissuto con lui.
Come se in quel momento tu fossi con lui sul suo Baidarka..

Il più tecnico è sicuramente il Colantuoni che riesce a stare senza kayak 
anche per 5 giorni la settimana....
Lui conosce tutte le onde, le chiama per nome...ci parla, le sfida, direi le 
monta...ma non vorrei 
essere frainteso.

Il bonario Gaetano avrebbe aperto i suoi occhioni e con quel timbro
da cannonata avrebbe dato il suo assenso alla discussione, giusto con un 
saggio detto campano che riscopriamo sempre 
antico ma attuale, come solo la saggezza popolare della quale è ambasciatore 
potrebbe partorire.

Poi avrebbe dovuto arrivare il Duillio "De Roma" che di Roma non è.
Preceduto dalle gesta, come un cavalliere d'altri tempi.
Qualcuno dice che dia da mangiare al Baidarka solo pesce pescato da lui....

Ma sicuramente mi avrebbe fatto un gran piacere ricedere lui, la storia di 
questo ultimo anno, ma di una vita.
Passato dal quotidiano al provato dalla tristezza alla folle gioia con un 
gruppo di amici,
la storia di una vita che chiunque si augura.
Direi che Cesare sarebbe stato l'insegna del momento.

E Luca che avrebbe dovuto sfoggiare il suo 536..
Appendice di quei navigatori sta maturando giorno per giorno, pagaiata per 
pagaiata.
Un giorno anche lui sarà davanti...

E il tutto l'aveva organizzato quel signore coi capelli bianchi, giovinetto di 
ideale al quale 
un giorno gli hanno lasciato il posto sull'autobus....è dovuto scendere alla 
fermata dopo per non accettare quel posto....e quella
immagine di vecchio che gli aveva affibiato un giovinastro guardando il suo 
"sembrare" e non il suo "essere".
Il buon Luciano.
Qualcuno dice che in Normandia i primi incursori siano sbarcati in kayak e che 
lo
sbarco l'abbia organizzato lui...

E ci saremmo stati noi paggi, io e il Massimiliano alla corte di questi 
sovrani del mare, giullari di queste genti che padroneggiano di mare e di 
scafi, di pagaie e di venti ad ascoltarli e godere insieme della giornata.

Avremmo dovuto tutti portare una effigge, magari quella del nostro condottiero 
che, guardando indietro, corvilinea ombra sul suo destriero
ci avrebbe incitato ad affrontare "il vecchio", quel mare che ci attrae e ci 
fa vivere.

Avrei proposto un brindisi: ALLA PROSSIMA!
perchè ci deve essere una prossima!

Purtroppo non c'è stata....
Peccato, ci sarei andato volentieri.

Massimo
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Potrà sembrare paradossale ma come mia prima "non" ELC  sono soddisfatto. 
Soddisfatto perché,  come dice Duilio,  sono riuscito a sentire il mare ,  perché finalmente ho conosciuto compagni di lettura che fino ad oggi erano un indirizzo e mail mentre oggi hanno un volto, perché ho visto che la già nota disponibilità e passione  di Cesare, Alessandro, Antonio e Luca sono caratteristiche comuni anche a Duilio, Gaetano, Luciano e Massimo e questo secondo me è la bellezza e la  forza del kayak , capace di  mettere assieme gruppi assolutamente eterogenei. 
Per me il kayak è  la possibilità di staccare,  la via di fuga dal solido mondo terrestre per l'instabile mondo marino, il modo di lasciare a riva pensieri e preoccupazioni  ma è anche la possibilità di vedere luoghi e persone che altrimenti non avrei avuto modo di incontrare. 
E' un mondo fatto di elementi primordiali:  paura , coraggio, fatica , piacere, caldo  e freddo, un mondo in cui  l'istinto gioca un ruolo fondamentale e per questo bisogna allenarlo e adattarlo . 
Insomma un mondo con pochi fronzoli dove le cose che contano davvero fanno la differenza come nel vostro caso. 

Quindi grazie a tutti e spero di potervi ritrovare presto per un'altra uscita assieme e come scrive qualcuno:  Stay Tuned !! 

Ciao 
Max 
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giovedì 21 luglio 2011

Cortez e il mare....

"All those moments will be lost forever, like tears in the rain. Time to die"
Allo zenit nel cielo del ponente sardo, il sole cede al vento di maestro lo scettro di dominatore della scena, come spesso accade da 'ste parti, e il vento ne approfitta, spazza via i pochi bagnanti e le loro carabattole  e scolpisce giganti d'acqua che si ergono possenti fino a 3 metri, per poi crollare di schianto sulla povera rena martoriata e inerme.
Dal chiringuito scruto e medito, e subito mi sento a disagio, li' dove sono: voglio unirmi all'acqua, e' mare ma vedo un fiume, spuma bianca vorticosa mi viene incontro, continuamente, incessantemente, devo entrare, devo entrare (no Freud, just fun), la 
Michi mi fissa e tace, vorrebbe forse  che non andassi, ma come si fa...
Qualche surfista, piu' temerario che abile, prova la via prima di me, e viene sputato a riva come un osso d'oliva ... maledetti loro, non hanno salvagente e bisogna ripescarli semiannegati, osservo di sottecchi i salvataggi, il bagnino, giovane ma abile, mi tira un'occhiata tra il malevolo e il supplichevole: "sarai tu il prossimo?"
Tranquillo, ragazzo, lascia fare,  se vedo che non e' cosa tiro i remi in barca (Remi? Quali remi, e che diamine!) 
La Wigo e' pronta, sembra mordere il freno sull'orlo del bagnasciuga, ha gia' assaggiato quei flutti, ma oggi e' un'altra storia
L'entrata in corrente (e' un fiume, ricordate?) e' gia' un'impresa, piu' volte sbatacchiato qua e la' dall'andirivieni incessante delle onde, che torreggiano due metri e novanta sopra il livello del (fiume chiamato) mare, alla fine scovo il pertugio, e sono fuori
"Ma misi me per l'alto mare aperto,
sol con un legno": ossimori o no, il legno e' uno e io sono solo, i surfisti tramortiti assistono da riva, nessun altro in acqua e 'sto cacchio di fiume picchia, sbuffa e strepita, e nasconde una trappola
I giganti d'acqua mi si parano dinnanzi, uno dopo l'altro: per superarli, non potendo trapassarli, sovente devo ingannarli, andare in eskimo, lasciarli sfilare sopra di me, la loro rabbia che tambureggia sulla pancia della Wigo e sbollisce svanendo, lasciando spazio ad un attimo per riemergere e rifiatare, lancia in resta per il duello successivo.
Raggiunto lo spot giusto per il lancio, aggancio il gigante pagaiando vorticosamente per avvicinarne la velocita' e saltargli sopra, cosi' che mi porti e non mi schiacci ... La sensazione e' forse unica, filo verso riva volando letteralmente sulle spalle del gigante, sono attimi di una bellezza assoluta, mi par d'essere su una torretta d'avvistamento montata sopra un treno in corsa, fatemi un fischio quando planerete in coppa al vostro gigante, cosi' ne riparliamo 
Ad un tratto, il gigante crolla e svanisce, e io con lui, mi ritrovo in un maelstrom che bolle sabbioso, per poi riemergere alla luce e ripartire, rinnovando la sfida.
Dopo qualche round lo scenario muta, i giganti adesso lottano tra loro e si scontrano, s'aggrovigliano, non sfilano piu' ordinati l'un dopo l'altro in marcia verso la spiaggia, forse e' il rompete le righe, certo e' una zuffa da evitare, allora filo verso terra portato da un'onda che credo buona, quella mi deposita a dieci metri dalla riva e, quando penso d'esser fuori, cede il passo all'onda successiva che mi coglie impreparato e, peggio, fermo, mi solleva dall'acqua per sbattermi contro la spiaggia, un looping inatteso, volo verso la sabbia faccia in avanti, istintivamente mi metto in eskimo attaccato alla coperta e funziona, atterro di spalla strisciando la testa (nessun danno anche se la prognosi non si scioglie prima delle 24-48 ore) tra gli sguardi terrorizzati degli astanti, che mi vedono schiantarmi, raddrizzarmi e subito uscire dalla barca intatto e, pur se frastornato, sorridente.
Ancora una volta, e' stato il mare (ma non era un fiume?) a mettermi a dura prova, ancora una volta sono arrivato in fondo, provato e felice, ancora una volta sono qui con le mie emozioni, figlie dei sogni e madri dei ricordi
A presto in fiume (ma anche in mare, e che diamine!)
Cortez 

lunedì 4 luglio 2011

Nuvole, sole, outrigger, torrente...

Sabato siamo andati da Cesare... glielo dovevamo dopo tante sue trasferte nel levante.

Ne è valsa la pena, non solo per rivedere Cesare ma anche per le tante diverse condizioni e canoe con cui ci siamo confrontati.

All'andata nuvolaglia, qualche raffica di vento medio da Nord e ondina corta da lago. Nel giro di pochissimo e' tutto svanito, e' ritornato il sole e il caldo.
Partenza con giacca d'acqua e ritorno in pieno stile estivo.





Abbiamo pagaiato da Vado verso Savona, all'andata ci siamo fermati alla Wind and Sea di Savona (http://www.windandsea.it) dove ho potuto ammirare diversi OC6, impressionanti come taglia per noi che siamo abituati ai piccoli kayak.



Al ritorno Cesare ci ha portato all'uscita del torrente che riceve lo scarico delle acque di raffreddamento della centrale di Vado: proprio all'imbocco si formano delle belle onde statiche su cui si può giocare in tutta tranquillità (fondo sabbioso e golfo ad attenderti se sbagli qualcosa).

Avevamo con noi kayak molto diversi (dal lungo e rigoroso Inuk all'agile sbananatissimo Anas acuta) eppure si sono comportati tutti in modo abbastanza simile e prevedibile. Questo mi riconferma le barche lunghe non sono poi così fuori posto in mezzo alle onde corte e in corrente.

L'acqua era incredibilmente calda (raffreddamento della centrale) ..... da tenere presente in inverno!

domenica 26 giugno 2011

Metti un outrigger a pranzo

Come si fa a pranzare sull'Adda in totale frescura, senza folla e senza insetti?

Semplice... ti porti una canoa polinesiana con una pizza ben riposta nella sacca stagna... pagai 1 ora controcorrente e te ne ridiscendi abbuffandoti come nella migliore tradizione nazional-spiaggistica.


Facile... no?







Se invece volete vedere qualche outrigger...seriamente in azione vi consiglio un paio di video da youtube:

OC4 in oceano in Francia
http://www.youtube.com/watch?v=xS3Xyf2YN30

OC1 in mediterraneo
http://www.youtube.com/watch?v=BPm0oTERZAA

OC4 formato "family"
http://www.youtube.com/watch?v=_g06yXJC-wk

Buona visione!

giovedì 16 giugno 2011

La sede fluviale del Trezzo Kayak!

20 anni, ci sono voluti 20 anni di paziente attesa ma, recentemente, il Comune di Trezzo ci ha concesso alcuni m2 in riva al fiume per installare un piccolo deposito di canoe.













Si è dunque avverato un piccolo sogno del club: poter andare in canoa e tenere lezioni con una logistica che non preveda di scendere con furgoni pieni di canoe, di cambiarsi in un prato fangoso, di dover rientrare di notte a stivare canoe chissàdove.


Con questo spirito alleggerito è iniziato ieri il corso Full Immersion di avvicinamento al fiume tenuto dagli istruttori Trezzo Kayak (http://www.trezzokayak.it/)

Che bello vedere l'alzaia alla sera gremita di allievi canoisti, istruttori, canoe, tavolini il tutto in un comodo relax di inizio estate.






C'è stato da lavorare per preparare il terreno, trovare un container, trasportarlo, posarlo, verniciarlo, dotarlo di rifiniture interne ecc. ma alla fine la nostra piccola sede è pienamente operativa.

Certo se non ci fossero stati " i pensionati "(ciao Tino!, ciao Gabry!) vera colonna portante del club saremmo ancora piuttosto indietro!

lunedì 13 giugno 2011

Only one day!

Solo un giorno avevo a disposizione, alla fine in Corsica ci sono andato per solo un giorno!

Ma non poteva essere diversamente, gli amici mi aspettavano, un kayak era già laggiù pronto per me, i biglietti gli avevo già fatti (solo il ritorno da cambiare)... quindi perchè rinunciare?

Alla fine ho rivisto il Desert des Agriates, ho assaporato una giornata di mare e vento su un nuovo kayak (P&H Delphin), ho pagaiato con gli amici, non ho sentito la stanchezza e lo rifarei domani.

Grazie ad Cesare ed Antonio per avermi scarrozzato, grazie a Gaetano per avermi portato un kayak, grazie a tutti per la compagnia.

Qualche foto:

I colori del mare...

Io ed il mio "armatore"
Un po' di surf con il P&H!!